Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Oceano mare

Di

Editore: Superpocket

4.1
(15147)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Catalano , Olandese , Polacco , Russo

Isbn-10: 8846200373 | Isbn-13: 9788846200372 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

Ti piace Oceano mare?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Molti anni fa, nel mezzo di qualche oceano, una fregata della marina francese fece naufragio. 147 uomini cercarono di salvarsi salendo su un’enorme zattera e affidandosi al mare. Un orrore che durò giorni e giorni. Un formidabile palcoscenico su cui si esibirono la peggior ferocia e la più dolce pietà. Molti anni fa questo e altri destini incontrarono il mare e ne rimasero segnati. Oceano mare li racconta perché, ad ascoltarli, si sente la voce del mare.
Ordina per
  • 0

    La guardò.
    Ma d'uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte.
    Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta.

    Qualcosa come due cose che si toccano – gli occhi ...continua

    La guardò.
    Ma d'uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte.
    Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta.

    Qualcosa come due cose che si toccano – gli occhi e l'immagine– uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente, l'unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare – vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere – sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire– perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo – ricevere – senza domande, perfino senza meraviglia – ricevere –solo– ricevere– negli occhi – il mondo.

    È un bel modo di perdersi, perdersi uno nelle braccia dell'altra.

    ha scritto il 

  • 5

    Immenso

    Non puoi leggere Oceano Mare senza sentirti in apnea. Personalmente sono stata per tutto il tempo sott'acqua a sentire le voci dei personaggi alterate e nonostante tutto non ho sentito l'esigenza di r ...continua

    Non puoi leggere Oceano Mare senza sentirti in apnea. Personalmente sono stata per tutto il tempo sott'acqua a sentire le voci dei personaggi alterate e nonostante tutto non ho sentito l'esigenza di respirare. È inconfondibile lo stile di Baricco, saprei riconoscerlo ad occhi chiusi. Anche in Oceano Mare ha giocato con le parole come sa fare solo lui, ogni frase è un colpo all'anima delicatissimo, un ossimoro. Ed è questo quello che rende speciale questo autore.
    Il racconto ti trascina fra le ode, ti lascia precipitate nell'abisso dell'oceano mare e poi ti trascina in superficie cullandoti dolcemente sulle parole di Baricco.
    Quella di Oceano Mare è una storia assurda, una storia per niente scontata che, se ben letta, ti si incolla sulla pelle.
    Dovrebbe esistere una locanda Almayer, e dovrebbero esistere Dira, Doom, Ditz e Dol. Io li ho visti, e qualche volta, quando ne ho bisogno, ci faccio delle stranissime chiacchierate.

    ha scritto il 

  • 4

    - Forse il mondo è una ferita e qualcuno la sta riducendo in quei due corpi che si mescolano -.

    Capitano dei momenti in cui non si ha niente da dire.
    Quando si è in balia di sensazioni particolari, sensazioni delicate e profonde che infuocano le mie serate miti, in cui riesco ad aprire porte che ...continua

    Capitano dei momenti in cui non si ha niente da dire.
    Quando si è in balia di sensazioni particolari, sensazioni delicate e profonde che infuocano le mie serate miti, in cui riesco ad aprire porte che mi invitano a entrare e a scorgere la bellezza di ogni cosa, persino la più insignificante, mettere in ordine i pensieri è sempre un'impresa per nulla semplice. Storie su un volto ancora giovane vissute con una vasta gamma di emozioni altalenanti, talmente belle da sembrare irrealizzabili, rimangono saldamente ancorate nella soffitta della mia anima inducendomi a pensare per tutto il tempo a cosa avrei dovuto inventarmi questa volta per realizzare una recensione di senso compiuto.
    Seduta alla scrivania, con il libro riposto sullo scaffale a mò di leggio, mentre guardo il cursore di Word che continua fastidiosamente a lampeggiare, appoggio la mano sulla fronte e comincio a pensare. Sto aspettando il momento più adatto in cui trovi l'ispirazione, le parole e le immagini scorgano dalle mie mani come se avessero aspettato con rabbia nella prigione dell'anima. E' da quando ho terminato di leggere Oceano mare che aspetto di trovare l'ispirazione. Come un autore frustato che non riesce a combattere il tanto temuto blocco dello scrittore, infastidita e insoddisfatta, continuo a cancellare frasi che non hanno un senso se non per me stessa.
    E' occorsa una manciata di minuti prima che l'ispirazione entrasse nell'aula del mio inconscio. C'era talmente tanta roba nella mia testa che il mondo di fuori lo sentivo appena, passava come un improvviso acquazzone, l'anima del romanzo era tutta nei miei pensieri. Non doveva essere nemmeno il crepuscolo, quando le parole trascinarono la mia mano sulla carta. Con la destra stringevo la penna come sorreggendomi a un bastone. Diapositive, ricordi o nozioni si accumularono con ordine in stanze polverose della mia coscienza, tenendosi per mano, appollaiandosi sulle mia spalle, alla luce morente di un astro che osserva con intensità e passione ogni mia mossa.
    L'estatico richiamo a uno dei miei autori preferiti che qualche mese fa avevo salutato con un certo rammarico mi ha reso protagonista di una serie di strane sensazioni. Sensazioni in cui lo scorrere del tempo subì dei leggeri sfasamenti o in cui riesco a captare cose o nozioni che prima percepivo in maniera del tutto diversa.
    Intessendo una trama realistica basata esclusivamente su esperienze di vita che sembra di vivere in prima persona, come uno straordinario sogno, Oceano mare è una storia che ho ascoltato in tutta la sua meravigliosa essenza. In un irresistibile silenzio, in un mondo di seta dove gli uomini, sospesi nell'aria come nubi, sorvegliano silenziosamente l'azzurro del cielo. Una cornice in cui lo sguardo rimane intrappolato, si fissa come un'impronta nella mente.
    Per qualche giorno, all'insegna del tedio e del torpore, non ho fatto altro che cercare di fissare un punto e di fermare quell'attimo. Quando l'acqua si ferma. Là dove il mare, che infinito corre oltre ogni sguardo, arriva in un punto in cui finisce. Trova gli occhi. Un'idea, o un percorso d'immaginazione. Il mare che incanta, uccide, commuove spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, non dà risposte, è saggio, dolce, potente e imprevedibile.
    Protagonista di una storia la cui trama si dipana come la stoffa di un tessuto. Velluto. Un filo invisibile uguale a tutti gli altri, non presente. Una magia che, una volta elaborata, non cessa mai di esistere. Sfornata dalla magica penna di un poeta italiano che, narrandoci una storia delicata e profonda, come un amabile carezza che fa capire come il destino non è una catena di eventi ma un volo, ci fa conoscere la lucentezza e la sconfinata magia del mare come un continuo avvicendarsi di creazione e distruzione. Un'altalena sfilante. Qualcuno - un padre, una madre - capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume - immaginarlo, inventarlo - e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza delle parole. Così dolce e meraviglioso.
    Con un leggero rumore ho aperto una porta di una locanda che si affaccia sull'oceano e che ospita naufraghi che, da qualche parte del mondo, incontreranno la donna dei loro sogni. Su uno spazio mai visto prima, vivono di speranze e illusioni talmente forti in cui il mondo ha perso il centro della realtà. Con i suoi colori innaturali, i dettagli screziati. Popolato da donne che originariamente erano farfalle notturne, ma poi c'è stato un errore. Un errore che gli abbia impedito di farle posare, trasformarle in donne. Così irreali, fermi a un passo al di là delle cose.

    Non è sciocco illudersi di.
    E poi solo una preghiera,
    che è un modo di scrivere
    il profumo dell'attesa.

    Oceano mare è un libriccino dalla mole piuttosto ridotta, ma che, nella sua brevità, cela un infinità di sensazioni straordinarie. Mi ha affascinata, mi ha regalato delle piacevolissime giornate in sua compagnia, e fatto prendere consapevolezza delle straordinarie dote artistiche di Baricco.
    Come Castelli di rabbia, inconsapevolmente Oceano mare, mi ha aperto il cuore, con la storia di questa magica locanda che si staglia silente su una scogliera. Allietando giornata uggiose e fredde, con la sua meravigliosa concezione del mare come un luogo infinito, o del mondo come una ferita che qualcuno sta ricucendo in due corpi che si mescolano. E, come una meravigliosa storia d'amore che arriva in sordina e poi colpisce, ci rende protagonisti di una bellezza che trascende ogni cosa e che infonde vita persino alle cose inanimate.

    E' una specie di mistero, ma bisogna cercare di capire, lavorando di fantasia, e dimenticare quel che si sa in modo che l'immaginazione possa vagabondare libera, correndo lontana dentro le cose fino a vedere come l'anima non è sempre diamante ma alle volte velo di seta...

    ha scritto il 

  • 5

    La mia lunga storia d'amore

    Un dono prezioso di tanti anni fa. Un libro che ti culla con leggerezza nelle vite dei protagonisti che si intrecciano in una locanda ai confini del mondo in un puzzle esistenziale dai tasselli malinc ...continua

    Un dono prezioso di tanti anni fa. Un libro che ti culla con leggerezza nelle vite dei protagonisti che si intrecciano in una locanda ai confini del mondo in un puzzle esistenziale dai tasselli malinconici. Baricco o lo ami o lo odi, col suo stile inconfondibile. Io lo amo e in Oceano mare più che mai. è la vita che danza nei dipinti di Plasson, nello slancio vitale ingenuo e sofferto di Elisewin, nella delicatezza d'animo di Bartleboom, nella vena nostalgica di Madame Deveria. è vita che scorre, Oceano mare. è vita che danza. Grazie per avermelo regalato..

    ha scritto il 

  • 5

    Una perla rara

    Una storia bellissima organizzata benissimo, un gruppo di personaggi meravigliosi, una scrittura sorprendente.
    La parte del naufragio è scolpita nella mia pelle.

    Il libro della mia gioventù.

    Una perla ...continua

    Una storia bellissima organizzata benissimo, un gruppo di personaggi meravigliosi, una scrittura sorprendente.
    La parte del naufragio è scolpita nella mia pelle.

    Il libro della mia gioventù.

    Una perla rara,

    ha scritto il 

  • 4

    "Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci, non importo quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso, e basta. Si è anche felici di cose del gen ...continua

    "Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci, non importo quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso, e basta. Si è anche felici di cose del genere. Felici. E potrebbe non finire mai. Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa, nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac, senza nessuna ragione, si rompe d'improvviso e tu rimani lì, senza capire come mai tutta quella storia favolosa non ce l'hai più addosso, ma davanti, come fosse la follie di un altro, e quell'altro sei tu. Tac. Alle volte basta un niente. Anche solo una domanda che affiora. basta quello"

    ha scritto il 

  • 3

    Qual è la trama di questo libro?
    Se inizialmente uno si può fare una certa idea, poi arrivano le pagine che la sbaragliano, che confondono e lasciano perplessi, perchè scardinano l'idea del romanzo co ...continua

    Qual è la trama di questo libro?
    Se inizialmente uno si può fare una certa idea, poi arrivano le pagine che la sbaragliano, che confondono e lasciano perplessi, perchè scardinano l'idea del romanzo con un inizio, uno sviluppo e un epilogo.
    Le storie narrate sono abbozzate, appena accennate, come se non fossero loro il fulcro del romanzo.
    Una volta finito lascia un senso di vago, di indefinibile e indefinito. Di tutto e di niente. Di una vastità senza limiti.
    Forse è proprio questa la sensazione che si voleva lasciare, forse Baricco è riuscito a dire, a comunicare il mare comemai nessuno prima.

    ha scritto il 

  • 4

    Se si può racchiudere la vastità del mare in un libro, Baricco ci è riuscito. Anche questa volta, così come mi è capitato per altri suoi libri, all’inizio mi sentivo spaesata, quasi stessi anch’io al ...continua

    Se si può racchiudere la vastità del mare in un libro, Baricco ci è riuscito. Anche questa volta, così come mi è capitato per altri suoi libri, all’inizio mi sentivo spaesata, quasi stessi anch’io alla locanda Almayeur insieme ai personaggi. Poi, andando avanti ho cominciato ad ascoltare i silenzi di Plasson il pittore e la voglia di riscatto della giovane Elisewin. Ho immaginato di essere io la destinataria delle belle lettere di Bartleboom e ho cercato di vedere gli occhi del mare, come Dood. Si sa che Baricco ha uno stile inconfondibile, in grado di mettere le parole al proprio posto e formando un puzzle che pagina dopo pagina diventa sempre più chiaro. Ancora una volta, Baricco si conferma un grande scrittore e un filosofo moderno con grande sensibilità.
    “ Non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri.”

    ha scritto il 

Ordina per