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Officina Einaudi

Lettere editoriali 1940-1950

Di

Editore: Einaudi

3.8
(25)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 432 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880619352X | Isbn-13: 9788806193522 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Silvia Savioli

Genere: Non-fiction , Da consultazione

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Descrizione del libro
Pavese è stato il prototipo dell'editore postmoderno. Le sue lettere a Giulio Einaudi e ai principali consulenti della casa editrice, raccolte insieme per la prima volta con la presenza di numerosi inediti, permettono di vedere da vicino i suoi percorsi editoriali e il suo «mestiere» di pubblicare libri, meno angosciante ma non meno faticoso ed emozionante di quello di vivere.

Pavese è stato il prototipo dell'editore postmoderno. Nel suo lavoro per l'«officina Einaudi» ha espresso un'idea di cultura allora decisamente anticonformista: una cultura poco ideologica, senza timori di scorrettezza politica, inclusiva e non illuministicamente distintiva.
Nascono così i Millenni, con antichi e contemporanei allineati orizzontalmente, nasce così la collana viola, con la prima traduzione italiana del «reazionario» Jung, nasce così la sua idea di pubblicare nella stessa collana Il capitale di Marx, Le mille e una notte e la Bibbia, suscitando scandalo fra gli altri einaudiani.
Le sue lettere a Giulio Einaudi e ai principali consulenti della casa editrice, raccolte insieme per la prima volta con la presenza di numerosi inediti, permettono di vedere da vicino i suoi percorsi editoriali e il suo «mestiere» di pubblicare libri, meno angosciante ma non meno faticoso ed emozionante di quello di vivere.

Le lettere di Pavese raccolte in questo volume sono indirizzate a Mario Alicata, Felice Balbo, Norberto Bobbio, Giulio Einaudi, Natalia Ginzburg, Antonio Giolitti, Massimo Mila, Carlo Muscetta, Giaime Pintor, Franco Venturi, Elio Vittorini.
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  • 4

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/03/09/officina-einaudi-cesare-pavese/


    Nel 2008, a cento anni dalla nascita di Cesare Pavese, Einaudi ha pubblicato “Officina Einaudi”, una raccolta di lettere relative al lavoro che Pavese svolse presso la casa editrice, con particolare riferimento a ...continua

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/03/09/officina-einaudi-cesare-pavese/

    Nel 2008, a cento anni dalla nascita di Cesare Pavese, Einaudi ha pubblicato “Officina Einaudi”, una raccolta di lettere relative al lavoro che Pavese svolse presso la casa editrice, con particolare riferimento al decennio 1940 – 1950. Per chi non lo sapesse, infatti, Pavese, oltre che scrittore e poeta, era anche, se non soprattutto, uno scrupoloso e autorevole collaboratore della Einaudi e il carteggio riportato in questo volume testimonia appunto questa sua veste. Salvo qualche sporadico cenno non troviamo riferimenti alla sua vita personale, come invence nel diario drammatico “Il mestiere di vivere”, e nemmeno rimandi alle sue opere di romanziere e poeta, se non in alcuni passaggi allorché si tratta di pubblicare gli stessi. Il titolo della raccolta, del resto, ci fa comprendere come l’idea dei curatori sia stata proprio quella di farci entrare nell’officina culturale che rappresentò l’Einaudi in quel periodo storico, attraverso le lettere che Pavese scambiò con Giulio Einaudi e con altri collaboratori quali Elio Vittorini, Giaime Pintor, Carlo Muscetta, Norberto Bobbio, Natalia Ginzburg e altri. Nelle note alle lettere di Pavese sono riportate molte delle lettere che lui aveva ricevuto, proprio per facilitarci nel comprendere di quale autore, testo o questione si stava discutendo per via epistolare. Gli scambi avvengono tra le tre sedi dell’Einaudi allora attive, a Torino, Milano e Roma, non mancano anche momenti di tensione tra Pavese e altri collaboratori, ma prevale con nettezza la sensazione di un uomo dedito al suo lavoro con passione e coscienziosità, ma soprattutto rispettato dai colleghi e da Einaudi, che ne riconoscevano la grande preparazione culturale e le capacità anche organizzative che rivelava quotidianamente. Devo ammettere che non ho letto tutte le lettere dall’inizio alla fine, perché sono molte e talvolta per me erano di scarso interesse, riguardanti libri che non conosco o comunque essendo delle mere questioni tecniche tra addetti ai lavori. Da quelle lette, invece, ho potuto scoprire la genesi di alcune collane editoriali dell’Einaudi, ritrovare nomi di autori che adesso sono noti a tutti ma che all’epoca erano ancora sconosciuti, immaginare Pavese alle prese con il suo lavoro e al tempo stesso immagazzinare emozioni e parole che poi avrebbe riversato nei romanzi che ho tanto ammirato. Un volume, insomma, che consiglio ai lettori di Pavese che volessero scoprire anche quest’aspetto della sua esistenza, per nulla marginale.

    A Giulio Einaudi, Torino, 2 maggio 1941 Spettabile Editore Einaudi, accetto le condizioni che mi fate per l’edizione del mio racconto Paesi tuoi. Gradirei che simbolicamente mi fosse versato in anticipo n. 1 pipa, onde fumarmela e preparare in serenità altri e più seducenti racconti. Dev. mo Cesare Pavese

    ha scritto il 

  • 5

    Le lettere di Pavese trasudano la passione, l'intelligenza l'abilità di un redattore. E testimoniano la grandezza della casa editrice da lui plasmata.
    "Se non avessi la fiducia nel fare, nel tuo mestiere, nella pasta che tratti, nelle pagine che scrivi, che orrore sarebbe, che deserto, che vuoto ...continua

    Le lettere di Pavese trasudano la passione, l'intelligenza l'abilità di un redattore. E testimoniano la grandezza della casa editrice da lui plasmata. "Se non avessi la fiducia nel fare, nel tuo mestiere, nella pasta che tratti, nelle pagine che scrivi, che orrore sarebbe, che deserto, che vuoto, la vita?".

    ha scritto il 

  • 0

    Officina Einaudi, lettere editoriali 1940-1950, è un libro che si può leggere in tanti modi. E si può leggere in tanti modi perché nel carteggio pubblicato c’é la genesi di una parte significativa della cultura italiana dagli anni quaranta ad oggi. Testimonianza storica della nascita e dell’evol ...continua

    Officina Einaudi, lettere editoriali 1940-1950, è un libro che si può leggere in tanti modi. E si può leggere in tanti modi perché nel carteggio pubblicato c’é la genesi di una parte significativa della cultura italiana dagli anni quaranta ad oggi. Testimonianza storica della nascita e dell’evoluzione di un laboratorio culturale che ha pochi riscontri nel panorama culturale non solo italiano. Le 254 lettere che sono presentate ci consentono inoltre di “guardare” da vicino l’evoluzione di una delle case editrici più importanti d’Italia e nello stesso tempo l’evoluzione e la maturazione di un uomo di grande cultura: Cesare Pavese.

    Continua su http://culturemetropolitane.ilcannocchiale.it/2008/11/25/officina_einaudi_cesare_pavese.html

    ha scritto il 

  • 4

    Un Cesare Pavese inconsueto

    In questo libro troviamo una selezione antologica delle lettere editoriali che, a partire dal 1940, Pavese scrisse ai collaboratori e ai principali consulenti della casa editrice Einaudi. La curatrice Silvia Savioli, il cui lavoro d’archivio è durato tre anni, ha raccolto in ordine cronologico le ...continua

    In questo libro troviamo una selezione antologica delle lettere editoriali che, a partire dal 1940, Pavese scrisse ai collaboratori e ai principali consulenti della casa editrice Einaudi. La curatrice Silvia Savioli, il cui lavoro d’archivio è durato tre anni, ha raccolto in ordine cronologico le lettere isolando alcune carte ritenute di particolare interesse editoriale e umano. Ne viene fuori una raccolta di carteggi molto ricca e varia, che tratteggia la complessa personalità di un Pavese consapevole del grado pionieristico del proprio lavoro diviso tra la propria natura di autore, di traduttore e quella di editore.

    ha scritto il 

  • 3

    Prima parte: un Pavese ironico, in una Einaudi frizzante dove giravano le migliori teste d'Italia
    Seconda parte: un Pavese in vista di depressione, oberato dal lavoro, che si sente il parafulmine di tutti.
    Quasi due libri, quasi due persone. Per capire comunque quanto la cultura e gli u ...continua

    Prima parte: un Pavese ironico, in una Einaudi frizzante dove giravano le migliori teste d'Italia
    Seconda parte: un Pavese in vista di depressione, oberato dal lavoro, che si sente il parafulmine di tutti.
    Quasi due libri, quasi due persone. Per capire comunque quanto la cultura e gli uomini e le donne di cultura siano stati alla base di uno dei protagonisti della cultura editoriale italiana, l'Einaudi appunto.

    ha scritto il 

  • 0

    Utile per chi vuole fare una tesi di laurea. Un libro dall'impianto bibliografico e filologico notevole, ma davvero noioso per chi, come me, lo ha acquistato perché appassionata di Pavese e sperava di trovare lettere che aggiungessero qualcosa alla sua storia umana e intellettuale. E invece, semb ...continua

    Utile per chi vuole fare una tesi di laurea. Un libro dall'impianto bibliografico e filologico notevole, ma davvero noioso per chi, come me, lo ha acquistato perché appassionata di Pavese e sperava di trovare lettere che aggiungessero qualcosa alla sua storia umana e intellettuale. E invece, sembra di trovarsi di fronte a una tesi di laurea, ben fatta certo ma interessante solo per degli studiosi davvero appassionati dell'autore.

    ha scritto il