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Oggetto quasi

Di

Editore: Einaudi (ET, 1439)

3.7
(308)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 117 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Francese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 8806186361 | Isbn-13: 9788806186364 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Rita Desti

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Nell'immaginario di José Saramago gli oggetti si distraggono spesso dalle lorofunzioni di oggetti per assumere un'indipendenza pericolosa, come può esserlola fantasia. In "Sedia" la protagonista principale è appunto la sedia occupatada una vittima senza nome che cade al rallentatore (ma non è difficilericonoscervi il dittatore portoghese Antònio de Oliveira Salazar, pocoeroicamente morto per una caduta dalla sedia su cui riposava). In "Embargo" ilprotagonista non è tanto l'impiegato che sta andando a lavorare in auto, mal'auto stessa, sorta di macchina infernale che si ribella all'embargo sulpetrolio voluto dagli arabi e porta alla morte il padrone conducente. Neiracconti di questo libro l'epidemia di indipendenza si diffonde, l'elementofantastico ci restituisce un mondo forse meno funzionale, ma senz'altro piùcorrispondente al vero. Lo si può attraversare come un nuovo territorio.
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  • 4

    Comprensione a tentoni

    Quasi... io subisco il fascino di questa piccola parola che sottintende la prossimità al tutto, ma non lascia dubbi sul fatto che mai lo raggiungeremo. Questo libro con i suoi diversi tasselli ne è una superba manifestazione. Tenti di capire, pensi di poter raggiungere la comprensione, ma haimè s ...continua

    Quasi... io subisco il fascino di questa piccola parola che sottintende la prossimità al tutto, ma non lascia dubbi sul fatto che mai lo raggiungeremo. Questo libro con i suoi diversi tasselli ne è una superba manifestazione. Tenti di capire, pensi di poter raggiungere la comprensione, ma haimè si è destinati a fallire. I racconti di cui compone questa difficile analisi li ho visti come un percorso evolutivo, (ma la mano sul fuoco non ce la metto) in cui il punto di partenza sono le cose, gli oggetti appunto e il loro punto di vista completo di pensieri, azioni e desideri (sedia e embargo). Dagli oggetti inanimati lentamente si passa dalla parte dell’essere umano e del suo contraddittorio con essi (riflusso e cose), fino a spogliare l’uomo di ogni cosa e lasciarlo con la propria naturale inadeguatezza (centauro), chiamando in causa per rafforzare questa mia convinzione il quasi eroe per eccellenza, il lettore perfetto che non legge solo pavidamente ma vive in prima persona ciò che legge, insomma ho apprezzato l’omaggio al fantastico personaggio di Cervantes. Fino a lasciarci con la “rivincita” di un’umanità carnale che nel sangue, con crudeltà e al tempo stesso passione, affonda le proprie radici… forse. :)

    ha scritto il 

  • 0

    L'imperfezione della perfezione

    Di Saramago avevo apprezzato Caino ed abbandonato 'Le intermittenze della morte'.
    'Oggetti quasi' né che l'ho abbandonato né che l'ho apprezzato.
    La sua, è una musica che non ho compreso, anzi, come si dice adesso, che non mi è arrivata.
    Sì perché, come nella musica, dove si può non comprendere i ...continua

    Di Saramago avevo apprezzato Caino ed abbandonato 'Le intermittenze della morte'. 'Oggetti quasi' né che l'ho abbandonato né che l'ho apprezzato. La sua, è una musica che non ho compreso, anzi, come si dice adesso, che non mi è arrivata. Sì perché, come nella musica, dove si può non comprendere il meccanismo a livello razionale ma ci si lascia rapire dalla magia delle sue melodie, così nella lettura - dove le parole possono diventare note arrivando dritte alla pancia senza passare per la cortex - si può godere di un testo di poesia o di prosa anche non comprendendone esattamente il senso, ma lasciandosi semplicemente 'attraversare' dalle parole. Beh, qui non è successo, non è successo un bel niente, anzi sì: un divertissement per lo scrittore, ed un senso di scoramento per il lettore (me). Mi viene sempre in mente il parallelismo con una musica che non mi 'arriva', il progressive jazz - si diverte solo chi se lo suona. Alcuni racconti li ho anche riletti più volte e sono riusciti a far oscillare brevemente qualche mia onda cerebrale, ma più per come sono scritti, che per le storie surreali in sé. Sì, perché la scrittura di questo visionario è perfetta, per quel poco che posso capirci io. Ma così è ancora peggio, perché è una perfezione che a me non comunica: è sterile. Però, mi rendo anche conto, con rammarico, che è un mio limite che se riesco a spostare, mio malgrado, lo devo accettare e arrendermi, rassegnandomi a lasciare dove sono, le cose al di fuori della mia portata. Però è un libro che mi ha fatto ragionare molto; sempre che questo sia un bene. Con Saramago non so più come metterla: forse tenterò ancora con 'Cecità' o con 'L'anno della morte di Riccardo Reis'. Mi rendo conto che non è un gran commento e senz'altro di dubbia utilità, ma questo è il modesto mosto che sono riuscita a premere da grappoli pregiati.

    ha scritto il 

  • 4

    ....seduto sulla riva di un lago tiro un sasso nell acqua...e all improvviso nascono cerchi perfetti ...sempre più larghi...ne muore sempre uno ...ma all istante ne nasce un altro ...ecco ...questi sono questi racconti ....miriadi di cerchi ....anelli che formano l immensa genialità di Saramago ...continua

    ....seduto sulla riva di un lago tiro un sasso nell acqua...e all improvviso nascono cerchi perfetti ...sempre più larghi...ne muore sempre uno ...ma all istante ne nasce un altro ...ecco ...questi sono questi racconti ....miriadi di cerchi ....anelli che formano l immensa genialità di Saramago

    ha scritto il 

  • 4

    Saramago si sofferma sull'immobilità, sulle cose, che diventano protagoniste di questo racconto. Riflusso e Cose sono racconti straordinari, quelli che ho preferito.

    ha scritto il 

  • 4

    oggetti che diventano indipendenti e pericolosi. Il miglior racconto "Riflusso":il re che per non vedere la morte fa costruire un unico cimitero murato per tutto il suo stato e come finisce per diramarsi e vivisezionarsi questo cimitero...è davvero un'opera degna di menti con fervida immaginazion ...continua

    oggetti che diventano indipendenti e pericolosi. Il miglior racconto "Riflusso":il re che per non vedere la morte fa costruire un unico cimitero murato per tutto il suo stato e come finisce per diramarsi e vivisezionarsi questo cimitero...è davvero un'opera degna di menti con fervida immaginazione e Saramago è una di queste!

    ha scritto il 

  • 4

    Quasi uomo quasi cavallo.

    Samarago è un abile giocoliere semantico. Riesce a generare disagio, paure ataviche e capogiri. Le trame dei racconti possono essere esili ma ogni singolo fotogramma viene analizzato al microscopio e pesato usando un bilancino di precisione. Le cose lasciano il posto alla fantasia e alla rivoluzi ...continua

    Samarago è un abile giocoliere semantico. Riesce a generare disagio, paure ataviche e capogiri. Le trame dei racconti possono essere esili ma ogni singolo fotogramma viene analizzato al microscopio e pesato usando un bilancino di precisione. Le cose lasciano il posto alla fantasia e alla rivoluzione. I sentimenti si scontrano e si annichiliscono fino a generare il vuoto assoluto.

    ha scritto il 

  • 4

    Le cose

    Anche gli oggetti,le cose,tra le mani di Saramago prendono vita.
    Più volte avevo abbandonato questo libro del mio amato già al primo racconto...davvero troppo, troppo farraginoso, anche per me che al suo stile sono abituato.Finalmente,superato lo scoglio,ne esce fuori non un capolavoro, ma un lib ...continua

    Anche gli oggetti,le cose,tra le mani di Saramago prendono vita. Più volte avevo abbandonato questo libro del mio amato già al primo racconto...davvero troppo, troppo farraginoso, anche per me che al suo stile sono abituato.Finalmente,superato lo scoglio,ne esce fuori non un capolavoro, ma un libro godibile si.Ma di me,su Saramago non fidatevi mai.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Oggetto quasi, non un oggetto inanimato che è lì pronto a soddisfare i nostri desideri, ad essere usato come vuole l’essere umano, no, questi oggetti che ogni giorno sono al nostro servizio, nella fantasia non solo dell’autore, ma in quella di chi sa guardare ancora con gli occhi dell’innocenza, ...continua

    Oggetto quasi, non un oggetto inanimato che è lì pronto a soddisfare i nostri desideri, ad essere usato come vuole l’essere umano, no, questi oggetti che ogni giorno sono al nostro servizio, nella fantasia non solo dell’autore, ma in quella di chi sa guardare ancora con gli occhi dell’innocenza, essi possono trovare la forza di modificare il loro stato e la loro funzione, possono ribellarsi, possono dimostrare di saper vivere una vita loro al di là dello scopo per il quale sono stati costruiti, assemblati dalle mani esperte di coloro che vorrebbero addomensticarli senza riuscirci. Una sedia non è altro che un oggetto da usare nella sua staticità, è fatta per sostenere un peso più o meno gravoso, su di essa vi è sempre un fondoschiena o delle estremità poco gradevoli e allora? Niente di meglio che far capire al malcapitato che essa non riesce più a sorreggere e, quindi, crolla con tutto il suo peso. Una macchina che dovrebbe accogliere calorosamente il suo proprietario si mostra a lui in tutta la sua freddezza, un mezzo che si rifiuta di obbedire e che decide all’improvviso di essere autonomo, vuole soddisfare la sua ingordigia, un sorso di carburante e poi ancora un altro, il proprietario deve capire che è ‘lei’ che comanda anche se è ‘lui’ che ha i comandi:”A lui, singhiozzando soffocato...continuò a guidare la macchina. A lasciarsi guidare.” Il teatro dell’assurdo, ma non troppo, svela e rivela l’imponderabilità degli eventi, la vita non è appannaggio degli uomini comuni, c’è molto altro, la reazione incontrollata degli oggetti - ma cosa si nasconde dietro di loro - può indurre ad una rivoluzione indesiderata solo in apparenza, all’ordine ci si può opporre, certo, ma solo se lo si fa in sordina, senza farsi notare eccessivamente, perché chiunque o qualunque cosa sa che esiste il tutto e il contrario di tutto, quindi, meglio meditare, agire con calma senza dimenticare di ricorrere alla saggezza per evitare l’inevitabile.

    ha scritto il 

  • 3

    Saramago è sempre lui, c'è sempre il suo stile anche se non ai livelli di Cecictà o Tutti i nomi.
    Una buona lettura, diversi brevi racconti di come un oggetto, o quasi, può essere un oggetto che prende vita, degli uomini materiali, un centauro che non trova pace tra le sue 2 parti.. ...continua

    Saramago è sempre lui, c'è sempre il suo stile anche se non ai livelli di Cecictà o Tutti i nomi. Una buona lettura, diversi brevi racconti di come un oggetto, o quasi, può essere un oggetto che prende vita, degli uomini materiali, un centauro che non trova pace tra le sue 2 parti...

    Ammetto di non essere riuscita a leggere il primo di questi racconti: Sedia. Una sedia (non di ciliegio, non di pino, non di ebano... di mogano si può pensare) che cade e con essa chi ci si è seduto sopra (il dittatore portoghese Salazar?). Però non ce l'ho fatta a leggerlo, neanche lasciandolo per ultimo, troppo complesso. Un giorno magari ci riproverò.

    ha scritto il 

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