Ogni cosa è illuminata

Di

Editore: Guanda (Narratori della Fenice)

4.0
(6001)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 327 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Tedesco , Svedese , Olandese , Catalano , Russo

Isbn-10: 8882464164 | Isbn-13: 9788882464165 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Massimo Bocchiola

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Viaggi

Ti piace Ogni cosa è illuminata?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Con una vecchia fotografia in mano, un giovane studente, che si chiamaJonathan Safran Foer, visita l'Ucraina per trovare Augustine, la donna che puòaver salvato suo nonno dai nazisti. Jonathan è accompagnato nella sua ricercada un coetaneo ucraino, Alexander Perchov, detto Alex. Alex lavora perl'agenzia di viaggi di famiglia, insieme a suo nonno che, a dispetto di unacecità psicosomatica fa l'autista, e in compagnia di una cagnettamaleodorante, chiamata Sammy Davis Jr Jr, in onore del cantante preferito dalnonno.
Ordina per
  • 3

    Curioso, commovente, a tratti un po' confusionario, di difficile comprensione a meno che non si abbia una conoscenza non dico approfondita ma almeno discreta della cultura ebraica e con un pizzico di ...continua

    Curioso, commovente, a tratti un po' confusionario, di difficile comprensione a meno che non si abbia una conoscenza non dico approfondita ma almeno discreta della cultura ebraica e con un pizzico di divertimento. A fine lettura le sensazioni sono abbastanza contrastanti, ne vale sicuramente la pena, quello che apprezzo, in generale, degli ebrei è proprio questa determinazione di "essere ebrei a tutti i costi". Lo stesso autore ha questa caratteristica, non sembra importargli della religione, ma comunque è ebreo, qualsiasi cosa accada. Una pecca, però, piuttosto rilevante (a mio avviso) sono la scrittura e le trovate eccessivamente estrose, rendono la lettura a volte incomprensibile e anche un po' noiosa.

    ha scritto il 

  • 1

    Dopo le prime 70 pagine ho avuto la sgradevole sensazione di stare leggendo un libro di Geronimo Stilton: maiuscoletti, corsivi, titoli a onda, pagine di puntini, epigrafi, leziosi fregi, interi capit ...continua

    Dopo le prime 70 pagine ho avuto la sgradevole sensazione di stare leggendo un libro di Geronimo Stilton: maiuscoletti, corsivi, titoli a onda, pagine di puntini, epigrafi, leziosi fregi, interi capitoli senza un punto a capo, uso pseudo futurista dell'onomatopea e della composizione grafica delle parole, trama inconsistente e tiratissima.
    insomma, prima di arrivare a urlare un giudizio simile a quello di Fantozzi sulla corazzata Potemkin, l'ho abbandonato.

    1 stellina solo perché 0 stelline non compaiono.

    ha scritto il 

  • 0

    Mi arrendo...

    Odio abbandonare la lettura di un libro. Da lettrice vorace, comincio a capire che c'è qualcosa che non va quando mi trascino un libro per più di tre giorni. Questo è stata una delusione massima: l'av ...continua

    Odio abbandonare la lettura di un libro. Da lettrice vorace, comincio a capire che c'è qualcosa che non va quando mi trascino un libro per più di tre giorni. Questo è stata una delusione massima: l'avevo comprato insieme ad altri 5, tenuto per ultimo come un regalo. Le prime 50 pagine sono state difficilissime. Fatali. Hanno spento il mio entusiasmo. Mi sono impegnata, ho continuato, ma non si capisce nulla della trama, a chi appartenga la voce narrante, quali siano i protagonisti del romanzo...forse sono io, troppo semplice, o forse è l'autore, troppo complicato.

    ha scritto il 

  • 5

    Primo approccio con Foer. E' un mix di divertimento, dramma, commozione paragoni tra culture e introspezione. Sicuramente non è una lettura facile e in qualche punto è un po' lento, ma in ogni caso mi ...continua

    Primo approccio con Foer. E' un mix di divertimento, dramma, commozione paragoni tra culture e introspezione. Sicuramente non è una lettura facile e in qualche punto è un po' lento, ma in ogni caso mi ha preso tantissimo e lo consiglio vivamente!

    ha scritto il 

  • 2

    Faticoso

    Tanto ho amato "Molto forte, incredibilmente vicino" quanto mi è risultato indigesto questo. La tentazione di abbandonarlo mi si è presentata più volte nelle prime 50-100 pagine, ma mi sono fatta forz ...continua

    Tanto ho amato "Molto forte, incredibilmente vicino" quanto mi è risultato indigesto questo. La tentazione di abbandonarlo mi si è presentata più volte nelle prime 50-100 pagine, ma mi sono fatta forza e piano piano l'ho portato a termine. Che dire? Dopo un po' mi sono abituata allo stile sgrammaticato di Alex, e certe parti le ho anche trovate belle, ma nel complesso l'ho trovato troppo ingarbugliato e piuttosto pesante. Ho davvero faticato per finirlo e non credo nemmeno di averne colto il significato.

    ha scritto il 

  • 4

    il buffo è l'unico modo veritiero di raccontare una storia triste

    La chiave di lettura di questo romanzo credo sia abilmente nascosta nelle sue pagine: "il buffo è l'unico modo veritiero di raccontare una storia triste".
    Ed ecco, quindi, registri narrativi che si al ...continua

    La chiave di lettura di questo romanzo credo sia abilmente nascosta nelle sue pagine: "il buffo è l'unico modo veritiero di raccontare una storia triste".
    Ed ecco, quindi, registri narrativi che si alternano, il presente che diventa ricordo e al centro di tutto, un viaggio: nello spazio, che è anche tempo, nella memoria offuscata dalla colpa e che, solo alla fine, la luce rischiara.
    Una lettura a tratti faticosa, ma che consiglio.

    …e guardami, Piccolo Igor, i lividi se ne vanno via, e così anche l'odio, e così anche l'idea che tutto quello che ricevi nella vita te lo sei guadagnato…”

    ha scritto il 

  • 1

    Non l'ho capito

    L'ho voluto finire, con grandissima fatica ma con tenacia, perché passa per essere un capolavoro degli ultimi decenni. Confesso che non c'ho capito quasi nulla. Troppo sperimentale per me.

    ha scritto il 

  • 3

    Nei confronti di questo libro ho dei sentimenti ambivalenti. Inizialmente ho avuto il basso istinto di tirarlo dalla finestra a causa dei discorsi sgrammaticati del giovane Alex. Andando avanti, però, ...continua

    Nei confronti di questo libro ho dei sentimenti ambivalenti. Inizialmente ho avuto il basso istinto di tirarlo dalla finestra a causa dei discorsi sgrammaticati del giovane Alex. Andando avanti, però, ho cominciato ad apprezzarlo.
    La narrazione alterna il surrealismo di certe narrazioni yiddish e la crudezza degli aneddoti relativi alla guerra. Questi, in particolare, mi hanno attorcigliato lo stomaco, anche a causa del climax con cui vengono narrati.
    Arrivata alla fine ho apprezzato le figure del nonno e del nipote, ma non quella dello stesso Foer, che appare solo un espediente per raccontare la storia di una comunità spazzata via, piuttosto che un personaggio dotato di un proprio carattere ben definito.

    ha scritto il 

Ordina per