Ogni cosa è illuminata

Di

Editore: Guanda (Le Fenici narrativa)

4.0
(5915)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 330 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Tedesco , Svedese , Olandese , Catalano , Russo

Isbn-10: 8882466663 | Isbn-13: 9788882466664 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Massimo Bocchiola ; Collaboratore: Pierluigi Cuzzolin

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Viaggi

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Descrizione del libro
Jonathan, un giovane ebreo statunitense, si reca in Ucraina alla ricerca di Augustine, la donna che salvò la vita a suo nonno durante le deportazioni naziste. Armato di una fotografia che ritrae suo nonno e Augustine, Jonathan inizia così la sua ricerca della città fantasma di Trachimbrod, lo shtetl dove suo nonno viveva all'epoca, distrutto dai nazisti durante la guerra e perciò scomparso dalle mappe. Nel suo viaggio è accompagnato da una guida locale, Aleksandr (Alex), con il quale stringerà presto amicizia, e dallo strambo nonno di Alex, che dichiara continuamente di essere cieco (ma in realtà ci vede benissimo), e quindi si fa condurre dal proprio cagnolino, Sammy Davis Junior Junior.

Incontreranno infine Lista, una delle amanti di Safran e unica sopravvissuta al podgrom, che racconterà loro che Trachimbrod è stata rasa al suolo dai tedeschi, e di non sapere chi sia Augustine. Alex, il Nonno e Jonathan si innamorano della vecchia Lista, simbolo del dolore del popolo ebraico ucraino, tradito da nazisti e da gentili (ucraini) cui non resta più nulla, neanche i ruderi degli edifici, se non qualche scatola colma di vestiti e fotografie, raccolti da Lista, che nessuno verrà più a reclamare. L'incontro con Lista e la visita notturna del punto in cui era Trachimbrod, dove a Lista fu sparato nella vagina, facendole abortire il figlio che portava, segna una nuova via per Nonno Alex - già distrutto per la perdita della moglie. Alex inizia a fantasticare di trovare Augustine, come a purificarsi del segreto che da 50 anni porta in petto: il Nonno ha infatti causato la morte del suo migliore amico, facendo una delazione ai nazisti.

Tutte queste storie, quella di Brod, quella di Safran, di Jonathan e del suo rapporto con Alex, di quello di Alex con suo Nonno, quella del passato di Nonno Alex, quella del suo migliore amico, si mescolano assieme, dipanandosi come in un libro giallo.

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  • 2

    Stile troppo sperimentale per i miei gusti. Ho faticato a cogliere parallelismi e collegamenti visti i tanti personaggi coinvolti. Ho apprezzato solamente la storia del viaggio in Ucraina, in sé lisci ...continua

    Stile troppo sperimentale per i miei gusti. Ho faticato a cogliere parallelismi e collegamenti visti i tanti personaggi coinvolti. Ho apprezzato solamente la storia del viaggio in Ucraina, in sé liscia e lineare. Se siete alla ricerca di una lettura serena e disinteressata state alla larga da questo libro!

    ha scritto il 

  • 4

    Durante le prime 30/40 pagine ho pensato più volte di abbandonarlo... Ma alcune parti esilaranti o commoventi riescono a far perdonare la presenza di molte, molte altre che, per usare un termine del l ...continua

    Durante le prime 30/40 pagine ho pensato più volte di abbandonarlo... Ma alcune parti esilaranti o commoventi riescono a far perdonare la presenza di molte, molte altre che, per usare un termine del libro, mi hanno "ammorbato" parecchio perché totalmente inutili o difficili da leggere

    ha scritto il 

  • 1

    È tutto fumo.

    Io non capisco tutto questo entusiasmo della critica. Forse sono io, sicuramente mi è sfuggito qualcosa, perché altrimenti non riesco a spiegarmelo.
    Sono arrivato fino alla fine sperando di carpirci q ...continua

    Io non capisco tutto questo entusiasmo della critica. Forse sono io, sicuramente mi è sfuggito qualcosa, perché altrimenti non riesco a spiegarmelo.
    Sono arrivato fino alla fine sperando di carpirci qualcosa ma inutilmente.
    Mi sono solo ubriacato di parole!
    La doppia storia di Brod e Jonathan è solo un bell’esercizio di stile, una sfilza di evocazioni e ricordi che però, sotto sotto, non hanno consistenza.
    Per scrivere l’ennesima storia dell’ebreo orientale salvato dai nazisti e fuggito in America, e del ritorno di suo nipote in Europa in cerca di radici, chiaramente in qualche modo bisognava essere originali, per cui l’autore, trattandosi in parte anche della sua storia personale, ci ha provato scrivendo un flusso di coscienza, a tratti pure ironico e piacevole, che però nell'insieme non convince per niente. È tutto fumo.
    Più che un romanzo, questa è un’ottima esercitazione per le sue lezioni di scrittura creativa, che poi è quello che nella realtà Jonathan Safran Foer fa di mestiere.

    ha scritto il 

  • 1

    Illeggibile

    A pagina 35 ho gettato la spugna decidendo di non seguire oltre le farneticazioni dell'autore. Stile - usando un eufemismo - a dir poco discutibile. Senza capo né coda. L'avesse scritto un mio amico m ...continua

    A pagina 35 ho gettato la spugna decidendo di non seguire oltre le farneticazioni dell'autore. Stile - usando un eufemismo - a dir poco discutibile. Senza capo né coda. L'avesse scritto un mio amico magari con qualche problema personale gli avrei suggerito di cercarsi un buon medico... Risparmiatevi la spesa.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi illumino di ogni cosa

    Per lunghi tratti un gran bel romanzo: originale, spassoso, profondo, drammaticamente intenso. Molte pagine, però, sono un po' fini a se stesse, quasi un esercizio di stile che impediscono alla storia ...continua

    Per lunghi tratti un gran bel romanzo: originale, spassoso, profondo, drammaticamente intenso. Molte pagine, però, sono un po' fini a se stesse, quasi un esercizio di stile che impediscono alla storia di procedere in modo spedito. Inoltre, i tantissimi personaggi, molti dei quali solo accennati, creano un po' di confusione. Tuttavia, assolutamente godibile, con alcuni brani divertentissimi e altri che ti colpiscono come un pugno allo stomaco. Certo, leggerlo in inglese deve essere un'esperienza unica...

    ha scritto il 

  • 3

    non mi ha fatto impazzire, anche perché va letto in inglese
    il miscuglio di inglese/ucraino/ebraico, pur tradotto bene, probabilmente si apprezza meglio in originale

    ha scritto il 

  • 4

    Geniale

    Un libro geniale e convincente. Divertente e stravagante (il cane puzzone Sammy Davis junior junior è veramente fantastico!), a tratti poetico, nell’insieme potente. La lettura può sembrare inizialmen ...continua

    Un libro geniale e convincente. Divertente e stravagante (il cane puzzone Sammy Davis junior junior è veramente fantastico!), a tratti poetico, nell’insieme potente. La lettura può sembrare inizialmente un po’ faticosa, per diversi fattori: in primis, lo stranoa lessico usato dal narratore in prima persona, Alex, volutamente utilizzato a riprodurre errori e strafalcioni di un ucraino che scrive in inglese; inoltre, l’alternanza nei capitoli tra due storie in apparenza senza nessun rapporto, l’una ambientata in un recente passato in Ucraina, l’altra addirittura nel ‘700 in un indefinito villaggio ebraico dell’Est Europeo), ma assolutamente centrato nell’obiettivo di parlare della Shoah, ma anche della memoria e della ricerca del passato, in un modo nuovo e coinvolgente, senza indulgere troppo al pathos.

    ha scritto il 

  • 5

    Geniale

    Originale e geniale, una struttura narrativa incredibile che stupisce e convince. Oltre a tutto ciò è pure molto divertente, ti commuove senza essere noioso o lacrimevole. Una genialità che traspare i ...continua

    Originale e geniale, una struttura narrativa incredibile che stupisce e convince. Oltre a tutto ciò è pure molto divertente, ti commuove senza essere noioso o lacrimevole. Una genialità che traspare immediatamente. Aggiungo solo che i giudizi riportati sulle copertine del libro sono esatti e corretti (per una volta), specie il giudizio di Fernanda Pivano (che apprezzo sempre).

    ha scritto il 

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