Ogni cosa è illuminata

Di

Editore: Guanda (Narratori della Fenice)

4.0
(5743)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 327 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Tedesco , Svedese , Olandese , Catalano , Russo

Isbn-10: 8882464164 | Isbn-13: 9788882464165 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Massimo Bocchiola

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Viaggi

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Descrizione del libro
Con una vecchia fotografia in mano, un giovane studente, che si chiamaJonathan Safran Foer, visita l'Ucraina per trovare Augustine, la donna che puòaver salvato suo nonno dai nazisti. Jonathan è accompagnato nella sua ricercada un coetaneo ucraino, Alexander Perchov, detto Alex. Alex lavora perl'agenzia di viaggi di famiglia, insieme a suo nonno che, a dispetto di unacecità psicosomatica fa l'autista, e in compagnia di una cagnettamaleodorante, chiamata Sammy Davis Jr Jr, in onore del cantante preferito dalnonno.
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  • 4

    il buffo è l’unico modo di raccontare una storia triste.

    “Ogni cosa è illuminata” è il primo romanzo di Jonathan Safran Foer, pubblicato nel 2002, e si ispira ad una vicenda personale dell’autore.

    Il romanzo fa da contenitore a due viaggi paralleli, scritti ...continua

    “Ogni cosa è illuminata” è il primo romanzo di Jonathan Safran Foer, pubblicato nel 2002, e si ispira ad una vicenda personale dell’autore.

    Il romanzo fa da contenitore a due viaggi paralleli, scritti da mani diverse, che ambientati in tempi diversi si intrecceranno fino a condurci, entrambi, alla stessa meta. Questi saranno intervallati dalle lettere che Alex scriverà a Jonathan, una sorta di diario epistolare dove il giovane ucraino chiederà consigli per la stesura del romanzo, e terrà informato Jonathan della sua vita.

    Jonathan, giovane ebreo statunitense, si reca in Ucraina alla ricerca di Augustine, la donna che salvò suo nonno dai nazisti. Per questo viaggio, egli assume come guida Alex suo coetaneo e interprete, il nonno che crede di essere cieco, in qualità di autista e il suo cane-guida Sammy Davis Junior Junior.
    Il racconto del viaggio del presente viene interamente affidato ad Alex e al suo eccentrico vocabolario, a tratti buffo e dolce, come quando utilizza le espressioni “fabbricare Z” al posto di dormire o “mi busso il petto” per scusarsi.
    La ragione di questa scelta la ritroviamo tra le stesse pagine del libro:

    “ il buffo è l’unico modo di raccontare una storia triste.” ,

    perché, per quanto si possa sorridere in quasi ogni pagina, la storia che ci viene narrata ci lascerà con l’amaro in bocca, ci renderà inevitabilmente tristi.

    Il viaggio nel presente verrà intrecciato con il viaggio in un passato molto lontano. Foer ci accompagna nel piccolo Shtetl dove nacque la sua bis-bis-bis-bis-bis nonna, in circostanze molto particolari, e dove tutto ebbe inizio nel 1791. La voce narrante di questo viaggio è quella di Jonathan. Con lui vivremo ogni aspetto dell’animo umano: la vita, le tristezze, l’amore, la malattia, la morte, si condenseranno qualche volta tutte in una sola pagina dando il via a delle emozioni che forse solo tramite un colore o un’immagine sarei in grado di spiegare.

    I viaggi cambieranno non solo i legami dei protagonisti, rendendoli più forti e più veri ma cambieranno anche il nostro modo di illuminare un ricordo: felici o tristi che siano bisogna sempre illuminarli perché è grazie a questi se noi oggi siamo ciò che siamo.

    All’inizio la lettura non è stata delle più semplici, ma una volta presa familiarità con i diversi stili risulta essere piacevole e scorrevole. Un consiglio che mi sento di dare è quello di non sforzarsi a trovare i legami tra le varie storie, ma di assaporare lentamente ogni pagina del libro senza nessuna fretta.

    ha scritto il 

  • 4

    Qui si parla della memoria dopo la Shoah. E' la Shoah che induce a fare un libro su come essa è stata vissuta dalle vittime e sugli effetti a lungo termine in chi l'ha subita direttamente o ne ha ered ...continua

    Qui si parla della memoria dopo la Shoah. E' la Shoah che induce a fare un libro su come essa è stata vissuta dalle vittime e sugli effetti a lungo termine in chi l'ha subita direttamente o ne ha ereditato gli effetti. La struttura a matriosca dei capitoli alleggerisce la lettura, chiamando il lettore a ricomporre gli eventi come se si trovasse di fronte ad un puzzle. L’idea di fondo è costruita a regola d’arte, in quanto si tratta soprattuto di un romanzo storico. I personaggi sono ben caratterizzati e le storie di ognuno molto originali, anzi: spesso, le vite degli individui che si incontrano nel corso di questa vicenda sono così insolite e straordinarie, che si pensa possano esistere soltanto in un romanzo del genere. La scrittura è originale, creativa, perché la penna di Foer modella magistralmente una vicenda banale, un semplice viaggio in automobile attraverso l'Ucraina, trasformandola in una storia divertente e avvincente, quasi ai limiti dell'assurdo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho ritrovato un amico caro

    Ho incotrato per la prima volta Jonathan Safran Foer circa 4 anni fa. Ero nella mia stanza e il suo secondo libro, "Molto forte, incredibilmente vicino", mi ha scelto, imponendosi nelle mie giornate d ...continua

    Ho incotrato per la prima volta Jonathan Safran Foer circa 4 anni fa. Ero nella mia stanza e il suo secondo libro, "Molto forte, incredibilmente vicino", mi ha scelto, imponendosi nelle mie giornate di quel periodo con una forza emotiva che, a distanza di anni e di molte letture, mi fa ancora effetto ricordare. In questi giorni ho scelto di incontrarlo di nuovo, leggendo il suo primo romanzo, "Ogni cosa è illuminata" e l'effetto è stato quello che si prova quando vedi un caro amico dopo anni, consapevole che il tempo non ha per niente scalfito la commozione che arriva insieme ad ogni vostro incontro.

    Continua sul mio blog: http://metapiacere.blogspot.it/2016/05/letture-degne-di-nota-ogni-cosa-e.html

    ha scritto il 

  • 4

    Gli ebrei hanno sei sensi

    Jonathan Safran Foer è nato nel 1977. "Ogni cosa è illuminata", il suo romanzo d'esordio, è stato pubblicato nel 2002. Foer è nato a Washington e vive a New York. "Ogni cosa è illuminata" è ambientato ...continua

    Jonathan Safran Foer è nato nel 1977. "Ogni cosa è illuminata", il suo romanzo d'esordio, è stato pubblicato nel 2002. Foer è nato a Washington e vive a New York. "Ogni cosa è illuminata" è ambientato in Ucraina. Jonathan Safran Foer appartiene ad una famiglia ebrea laica e, a vent'anni, ha deciso di intraprendere un viaggio verso l'Europa orientale alla ricerca delle proprie origini. "Ogni cosa è illuminata" ha preso spunto, evidentemente, da tale esperienza. Inutile girarci attorno: "Ogni cosa è illuminata" è un romanzo fuori da molti schemi. E' spiazzante e spettacolare, dissacrante e torrenziale. Può apparire delicato ma anche pesantissimo, magico ma anche spudorato. Non mi sorprende il fatto che molti lo abbiano abbandonato poco dopo averlo iniziato. Serve molta indulgenza e molta lungimiranza per procedere nella lettura di "Ogni cosa è illuminata": serve una visione plastica ed alternativa di quel che può diventare la letteratura...

    Continua qui: http://disquilibri.blogspot.it/2016/04/gli-ebrei-hanno-sei-sensi-ogni-cosa-e.html

    ha scritto il 

  • 4

    Un flusso di coscienza, poesia e storia

    Ci sono volute quasi cento pagine per farmelo apprezzare e decretare le mie quattro stelle. Safran Foer scrive e descrive con leggerezza ciò che vuole farti evitare ti sia pesante e con serietà quando ...continua

    Ci sono volute quasi cento pagine per farmelo apprezzare e decretare le mie quattro stelle. Safran Foer scrive e descrive con leggerezza ciò che vuole farti evitare ti sia pesante e con serietà quando occorre che tu possa entrare nella storia completamente. I personaggi sono perfetti, ti chiedi per tutto il libro quanto sia finzione e quanto verità, ma poi non è importante, è una storia bellissima, piena di poesia, e di storia attuale.
    Consigliatissimo

    ha scritto il 

  • 3

    Mi è difficile commentare questo libro perché, lo devo ammettere, l'ho letto con non troppa attenzione.
    La struttura del romanzo mi è piaciuta, è stato bello collegare tutti i pezzi come un puzzle, ma ...continua

    Mi è difficile commentare questo libro perché, lo devo ammettere, l'ho letto con non troppa attenzione.
    La struttura del romanzo mi è piaciuta, è stato bello collegare tutti i pezzi come un puzzle, ma devo dire che la vicenda non mi ha preso più di tanto, se non le parti spaventosamente vere, tristi e crudeli di ciò che ha subito la popolazione di Trachimbrod e dei loro sentimenti. Dovrò rileggerlo per avere un giudizio più obbiettivo e lucido.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto intenso. Romanzo sulla deportazione/genocidio degli Ebrei in Ukraina.
    Una ricerca individuale del passato dei propri avi. L'incontro casuale con un duo sgangherato formato da nonno e nipote che ...continua

    Molto intenso. Romanzo sulla deportazione/genocidio degli Ebrei in Ukraina.
    Una ricerca individuale del passato dei propri avi. L'incontro casuale con un duo sgangherato formato da nonno e nipote che aiuteranno il protagonista nella ricerca della verità.
    Divertente, grottesco, ben scritto.

    ha scritto il 

  • 4

    Cerca di vivere in modo che tu possa sempre dire la verità

    C'è chi viaggia per visitare un posto mai visto, per poter dire agli amici“io ci sono stato”, e chi
    viaggia per sapere, per mettere insieme i pezzi mancanti di una vita. In questo libro i viaggi sono
    ...continua

    C'è chi viaggia per visitare un posto mai visto, per poter dire agli amici“io ci sono stato”, e chi
    viaggia per sapere, per mettere insieme i pezzi mancanti di una vita. In questo libro i viaggi sono
    due, quello di Jonathan, che parte dagli Stati Uniti per cercare una donna ucraina che probabilmente ha salvato suo nonno durante l’occupazione nazista, e un viaggio indietro nel tempo, a Trachimbrod, un paesino ucraino distrutto dai nazisti, dove tutto ha inizio.
    E’ un libro spiazzante, all’inizio credevo di non farcela, invece ad un certo punto la storia mi
    ha completamente assorbita. Forse perché dopo l’esperienza di quest’estate ad Auschwitz tutto quello che ha a che fare con gli ebrei e il loro sterminio mi coinvolge dio più o forse perché Foer alterna momenti drammatici ad altri più comici alleggerendo molto la tensione, fatto sta che l’ho finito senza accorgermene e mi è dispiaciuto, perché avrei voluto sapere di più......

    ha scritto il 

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