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Ogni cosa alla sua stagione

Di

Editore: Einaudi (Frontiere)

4.0
(271)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8806204653 | Isbn-13: 9788806204655 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , CD audio , Altri

Genere: Biography , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
I giorni degli aromi. I giorni del focolare. I giorni del presepe. I giorni della memoria. Luoghi e tempi che attraversano gli anni, segnano il ritmo delle nostre gioie e dei nostri incontri per diventare l'intera vita.
«Ogni cosa alla sua stagione», dice il proverbio, e qui le stagioni raccontate sono quelle dell'uomo.
Le quiete ore del ricordo e della meditazione, i pranzi consumati insieme, gli istanti dell'amicizia che scalda il cuore. Il tempo presente che la vecchiaia insegna a gustare ogni giorno.
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  • 4

    da leggere

    illumminante a tratti, rilassante sempre. Enzo bianchi si racconta e svela i ricordi della sua vita lanciando messaggi per una lettura nuova e illuminante della vita di ciascuno.

    ha scritto il 

  • 4

    un libro da leggere davanti al focolare

    ...ma dove lo troviamo oggi un focolare per stare seduti al calduccio nelle sere d'inverno? con la pace intorno e il silenzio e la compagnia degli amici? Questo monaco che ispira i suoi pensieri e le sue meditazioni ad un così remoto passato spirituale, può ancora aiutarci a trovare o ritrovare ...continua

    ...ma dove lo troviamo oggi un focolare per stare seduti al calduccio nelle sere d'inverno? con la pace intorno e il silenzio e la compagnia degli amici? Questo monaco che ispira i suoi pensieri e le sue meditazioni ad un così remoto passato spirituale, può ancora aiutarci a trovare o ritrovare al giorno d'oggi la speranza in un futuro pacificato e sereno? L'unico orizzonte possibile che ho intravisto è la povertà, la povertà come scelta di semplicità, di allontanamento dal futile e dall'inutile, come un riappropriarsi della relazione con le persone e di una propensione all'ascolto, al tempo dedicato non frettolosamente agli altri. Scelta quasi impossibile nel mondo attuale, condizionato dai ritmi ossessivi di lavoro, dall'inerzia del non lavoro, dall'illusione del mondo virtuale. Un libro che fa bene leggere, se non altro per capire meglio Enzo Bianchi, che infonde poesia nel racconto di un mondo passato che vorrebbe ritornare speranza per il futuro. Se non fossi così povera di fiducia e fossi in grado di lavorare profondamente su me stessa, forse potrei sperare in una epifania (molto bello il capitolo ad essa dedicato) che illumini la strada che ancora mi resta da percorrere, ma temo che inciamperei troppo spesso sui sassi della disillusione! Tuttavia forse bisognerebbe provarci. A cambiare.

    ha scritto il 

  • 5

    Lettura veramente interessante, ricca di ottimi spunti riflessivi nella maggior parte dei capitoli che compongono il libro. L'autore non si perde in ragionamenti complessi ma, al contrario, si basa sui concetti più semplici e quotidiani. Proprio per quest'ultimo motivo, non pensiate che solo i "c ...continua

    Lettura veramente interessante, ricca di ottimi spunti riflessivi nella maggior parte dei capitoli che compongono il libro. L'autore non si perde in ragionamenti complessi ma, al contrario, si basa sui concetti più semplici e quotidiani. Proprio per quest'ultimo motivo, non pensiate che solo i "cristiani/cattolici" possano leggerlo!!

    ha scritto il 

  • 3

    Per commentare questo libro devo superare la barriera del mio cinismo, e presumere che Enzo Bianchi sia una persona che vive pienamente nel mondo di oggi, ne comprende e ne partecipa le contraddizioni e le tensioni, e che la scelta di vivere da monaco in comunità non sia una scelta di fuga dalla ...continua

    Per commentare questo libro devo superare la barriera del mio cinismo, e presumere che Enzo Bianchi sia una persona che vive pienamente nel mondo di oggi, ne comprende e ne partecipa le contraddizioni e le tensioni, e che la scelta di vivere da monaco in comunità non sia una scelta di fuga dalla realtà ma di ricerca di una diversa realtà, più difficile e forse più appagante.
    Se parto con questo presupposto, allora riesco ad apprezzare queste riflessioni, tenute insieme da un filo forse un po’ troppo labile, ma sicuramente importanti anche in una lettura “da laici”. Pensieri sul come stiamo con noi stessi (partendo dalla riflessione sulla cella del monaco), su come spendiamo il nostro tempo e su cosa significhi fare una vacanza, sulle piccola abitudini quotidiane (il mangiare insieme), sulla comunicazione tra le persone, sull’invecchiare. Pensieri importanti, non per una particolare originalità, ma per la capacità di Bianchi di non banalizzare le questioni fornendo ricette semplici, ma al contrario ponendo in evidenza le difficoltà e le contraddizioni che si nascondono tra ciò che sarebbe bene e ciò che è, ciò che ci piacerebbe fare e la realtà del quotidiano.
    Bianchi non si mette in cattedra, è molto modesto, molto rispettoso e assolutamente lontano dall’esprimere giudizi. Forse però il libro è un po’ troppo asettico, non trasmette passione, e le riflessioni che probabilmente se sentite dalla sua voce sorseggiando un bicchiere di vino avrebbero avuto un certo impatto emotivo finiscono per sembrare delle lezioni un po’ troppo teoriche, che si rischia di dimenticare poco dopo aver terminato di leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Una raccolta di brevi memorie della vita del saggio monaco di Bose potrebbe risultare irrilevante per la voluta semplicità delle sue riflessioni, invece a me è piaciuto per lo stesso motivo!
    Bianchi sa farsi ascoltare da tutti.

    ha scritto il 

  • 4

    Ma le stelle quante sono? - 03 mar 13

    È sempre difficile imbastire una trama su di un libro del priore di Bose. Ma non perché non sia pieno di cose da discutere e condividere e ribattere e accettare o rifiutare. La (mia) difficoltà sta nel non avere, in realtà, una trama. A volte, come nei saggi nel rapporto con il prossimo, con l’al ...continua

    È sempre difficile imbastire una trama su di un libro del priore di Bose. Ma non perché non sia pieno di cose da discutere e condividere e ribattere e accettare o rifiutare. La (mia) difficoltà sta nel non avere, in realtà, una trama. A volte, come nei saggi nel rapporto con il prossimo, con l’altro, c’è comunque l’idea che sviluppa e sulla quale si può tramare. A volte, come nei libri un po’ di memoria, c’è il filo autobiografico che si segue. Qui, in realtà, sono di fronte ad un libro di sen-sazioni, di stati d’animo. Forse di memoria, ma con una difficile estrapolazione dal contesto. Tanto che, per rendere una trama fedele, dovrei forse riscrivere tutto il libro. Apro una parentesi: sareb-be un libro ben “denso” uno che non si potesse riassumere se non ripetendolo, perché ogni parola ne è momento essenziale, e la sua scomparsa ne renderebbe la costruzione instabile. Tra l’altro, per tornare a Bianchi, fin da quando l’avevo visto sugli scaffali la prima volta (un paio d’anni fa), sia quando l’ho comperato e l’ho inserito nelle mie liste librarie, ho sempre sbagliato il nome. L’ho sempre pensato e memorizzato come “Ogni cosa HA LA sua stagione” invece che “Ogni cosa ALLA sua stagione”. Facendo un po’ di confusione tra l’appartenenza delle cose e la loro fruizione. Inol-tre, Bianchi utilizza stagione come luogo di un qualcosa. Non stiamo parlando delle stagioni tem-porali, ma di quelle private, interne ed eterne. La stagione della memoria, del riposo (anche se lui lo chiama del focolare), del presepe, degli aromi. Ed il messaggio che ne ricavo è sempre legato alla mia doppia interpretazione. Ogni cosa, ogni attività, ogni pensiero è giusto / si deve sviluppa-re quando è il suo momento. Non si agisce nel riposo, non si riposa nella meditazione. Ma, di con-verso, l’azione, il riposo, la meditazione hanno ognuno la loro stagione. E fioriscono, e danno i loro frutti migliori quando li usiamo in quel momento. Ahi, quant’è difficile trovarlo, a volte. Ahi quant’è bello lasciarsi trasportare dagli altri momenti, in modo che ognuno vada al proprio posto, trovi la sua stagione, e lì, nasca, cresca, e si sviluppi. Al meglio per noi. Per arricchirci, per farci crescere. Certo, benché poco più grande di me, sviluppa meglio anche alcune sensazioni fisiche. Non si è più quelli dei venti anni. Ci sono cose che si fanno con difficoltà. Altre che non si riesce proprio a fare (se mai ci si è riuscito). Ed anche in questi momenti che parrebbero di debolezza, ogni azione è sempre vista nel suo lato positivo. Come ne narravo, tramando il bel libro sull’invecchiamento di Hillman. Stagioni che suscitano affetti. Che riportano, come bolle, brandelli di memoria. E mentre padre Bianchi racconta, io mi perdo ogni tanto nei miei giri per il mondo, nelle tante persone in-contrate, e nella ricchezza che mi hanno dato. E come sono contento che qualcuno abbia il dono di mettere le sue parole sulla carta e suscitare pensieri. Altri sicuramente. Ma che mi hanno felice-mente cullato. Ed allora lascio un po’ a lui la parola, con alcuni brandelli che sorgono. Aspettando prima o poi di leggere altre ed altrettanto calde parole.
    “Ricordo ancora oggi il primo viaggio che feci da solo, quand’ero adolescente: paure, ansie, timori, e, insieme, il desiderio, l’eccitazione di uscire di casa, di partire; tutti sentimenti che ciascuno ri-trova in se stesso ogni volta che si accinge a un nuovo viaggio.” (15)
    “I padri rabbinici … dicevano che Dio, nel cacciare Adamo ed Eva dall’Eden, aveva comunque con-cesso loro di portare con sé una vite, in modo che si consolassero con il suo succo.” (33)
    “Molte cose non ci saranno più, ma ci sarà il vino e ci saranno gli amici.” (39)
    “[Mio padre mi ripeteva] in ogni famiglia nasce un figlio stupido, e io ho avuto un figlio solo.” (81)
    “Ormai anziano, devo confessare che … ho avuto la grazia di trovare chi credeva in me … Avere qualcuno che crede in noi è decisivo affinché possiamo a nostra volta credere negli altri, è deter-minante per riuscire a trovare un senso nella vita.” (97)
    “Se c’è una sofferenza in questa mia anzianità, lo confesso, è che gli amici si sono rarefatti: la morte, certo, ne ha portato via alcuni, ma anche la vita ne ha sottratti altri, con le sue vicende e l’evolversi di situazioni famigliari o di lavoro. Eppure per me la fedeltà nell’amicizia è più che un dovere, è una disciplina che non si finisce mai di imparare: quando l’amico sembra venire meno o scompare davvero, è l’ora in cui tener vivo il fuoco sotto la cenere e riattizzare con cura le braci perché il fuoco ancora divampi.” (104)
    “Chi, come me, ha sognato un mondo più abitabile, segnato da maggiore giustizia e pace, oggi si ritrova a volte smarrito … Nonostante questo, mi sento ancora di rinnovare la mia fiducia negli al-tri, nell’essere umano, mi sento di riaffermare la mia fedeltà alla terra, e di proseguire con rinno-vata lucidità la battaglia ingaggiata da tanto tempo: se ho combattuto e combatto perché il mondo cambi, oggi più che mai mi ritrovo a combattere perché il mondo non cambi me.” (110)
    “Insegna a credere, ad avere fiducia, ad andare avanti … perché così l’uomo si umanizza sempre più, così può fare della propria vita un’opera d’arte.” [cfr. Hillman citato sopra] (125)

    ha scritto il 

  • 5

    Il monaco che sa parlare a tutti

    Enzo Bianchi sa parlare a tutti, laici e cattolici, credenti e agnostici. Ha grande cultura e nello stempo una commovente semplicità di linguaggio. Belli i capitoli dedicati alla sua vita, all'infanzia, a cose materialissime come il vino, alla nostalgia di un mondo che non c'è più, del quale sott ...continua

    Enzo Bianchi sa parlare a tutti, laici e cattolici, credenti e agnostici. Ha grande cultura e nello stempo una commovente semplicità di linguaggio. Belli i capitoli dedicati alla sua vita, all'infanzia, a cose materialissime come il vino, alla nostalgia di un mondo che non c'è più, del quale sottolinea in modo struggente valori lasciati andare o dimenticati, pur nella consapevolezza dei grandi cambiamenti della società.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro che apre il cuore e la mente su un modo di condurre la propria vita con semplicità ma anche intensamente nel coltivare sentimenti profondi che possono dare una svolta importante alla vita di ciascuno. Ci sono delle pagine sull'amicizia così belle da meditare per penetrarle fino in fondo ...continua

    Un libro che apre il cuore e la mente su un modo di condurre la propria vita con semplicità ma anche intensamente nel coltivare sentimenti profondi che possono dare una svolta importante alla vita di ciascuno. Ci sono delle pagine sull'amicizia così belle da meditare per penetrarle fino in fondo e farle proprie, e così applicarle nella vita di ogni giorno.
    Un libro che ti lascia una serenità interiore ed il desiderio di andare a rileggere qualche pagina per riportarla alla mente e custodirla nel cuore!

    ha scritto il 

  • 4

    "L'amicizia è una grande avventura in cui si conosce cosa significhi voler bene all'altro; è esercizio di accordo, armonia, a volte una vera e propria scuola in cui si impara a smussare o valorizzare alcuni aspetti del proprio carattere: si impara a diventare più autentici e più buoni." E'ricco d ...continua

    "L'amicizia è una grande avventura in cui si conosce cosa significhi voler bene all'altro; è esercizio di accordo, armonia, a volte una vera e propria scuola in cui si impara a smussare o valorizzare alcuni aspetti del proprio carattere: si impara a diventare più autentici e più buoni." E'ricco di tanti spunti per belle riflessioni.

    ha scritto il 

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