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Oh, boy!

Di

Editore: Giunti (Extra)

4.2
(792)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 187 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8809051718 | Isbn-13: 9788809051713 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Federica Angelini

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
I Morlevent sono tre: un maschio e due femmine. Orfani da poche ore. Hanno giurato di non separarsi mai. Siméon Morlevent, 14 anni. Smilzo per non dire emaciato. Occhi marroni. Segni particolari: superdotato intellettualmente, si accinge a preparare la maturità. Morgane Morlevent, 8 anni. Occhi marroni. Orecchie a sventola. Prima della classe e molto attaccata al fratello. Segni particolari: gli adulti si dimenticano sempre di lei. Sempre. Venise Morlevent, 5 anni. Occhi blu, capelli biondi, uno zuccherino. La bambina che tutti sognano. Segni particolari: fa vivere delle torride storie d'amore alle sue Barbie. I tre Morlevent non hanno nessuna intenzione di affidare il loro futuro alla prima assistente sociale che passa. Il loro obiettivo è lasciare l'orfanotrofio dove sono stati parcheggiati e trovare una famiglia. Al momento, solo due persone potrebbero accettare di adottarli. Per delle ottime ragioni. Per delle tremende ragioni. Una delle due non brilla per simpatia, l'altro è irresponsabile e… ah, in più si detestano.
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  • 3

    Ciò che apprezzo di più della Murail è la naturalezza con cui riesce a combinare la semplicità del linguaggio e la complessità dei temi trattati. Molto probabilmente ciò comporta dei limiti, soprattut ...continua

    Ciò che apprezzo di più della Murail è la naturalezza con cui riesce a combinare la semplicità del linguaggio e la complessità dei temi trattati. Molto probabilmente ciò comporta dei limiti, soprattutto quando la semplicità rischia di diventare semplificazione nella caratterizzazione dei personaggi, ma poco importa se il tifo che ho fatto per i tre piccoli protagonisti, al grido di “i Morlevent o la morte!”, è stato sincero.

    ha scritto il 

  • 4

    La leggerezza con cui viene narrata la storia dei tre, inseparabili fratelli Morlevent mi ha conquistata immediatamente. Pur essendo lieve, persino divertente, i temi che affronta questo breve romanzo ...continua

    La leggerezza con cui viene narrata la storia dei tre, inseparabili fratelli Morlevent mi ha conquistata immediatamente. Pur essendo lieve, persino divertente, i temi che affronta questo breve romanzo sono a dir poco profondi: la malattia, il senso della famiglia e dei legami, il suicidio, la tolleranza.
    Simeon, Morgane e Venice Morlevent sono stati abbandonati dal padre e sono rimasti orfani della madre che, sopraffatta, si è suicidata. Hanno tuttavia due fratellastri, mai incontrati, dai quali sono decisi a farsi adottare pur di non essere divisi dai servizi sociali: Josiane che cerca di avere un bambino, ma lo vuole piccolo e delizioso, non certo adolescente e bruttino; Barthelemy, che è gay e passa da un amante all'altro, e non sembra il ritratto dell'affidabilità. Come se non bastasse, Simeon si ammala di leucemia... Non c'è un attimo di noia, e seppure il finale sia accusato di un eccessivo buonismo, secondo me dopo tutta la tensione precedente un messaggio di speranza non guasta mai.

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo "Miss Charity" ho voluto leggere qualcos'altro di questa autrice e ho affrontato "Oh, boy!" di cui mi avevano parlato: anche qui la Murail racconta l'infanzia e l'adolescenza (questa volta l'azio ...continua

    Dopo "Miss Charity" ho voluto leggere qualcos'altro di questa autrice e ho affrontato "Oh, boy!" di cui mi avevano parlato: anche qui la Murail racconta l'infanzia e l'adolescenza (questa volta l'azione si svolge ai nostri giorni) e dimostra ancora una volta di conoscere molto bene le dinamiche legate alla crescita. Si parte con tre fratelli rimasti orfani e si continua con situazioni familiari e sociali che non possono che portare ad una maturazione (l'abbandono, la malattia, la scuola...) di alcuni dei personaggi. Anche questo è un libro "per ragazzi" e anche qui la Murail ha la capacità di parlare ai grandi come agli adolescenti, di mettere a nudo alcuni meccanismi "adulti" e di raccontare le difficoltà che hanno a volte i ragazzi a interpretare questi meccanismi. Ottima e chiara la scrittura che fila dritta e sicura fino alle appassionanti pagine finali.

    ha scritto il 

  • 1

    Oh che pesantezza...

    Non sono riuscita a capire bene dove volesse andare a parare questo libro. I bambini orfani, i fratellastri immaturi che prima non li vogliono poi sì, l'adolescente superdotato (l'eroe) che deve comba ...continua

    Non sono riuscita a capire bene dove volesse andare a parare questo libro. I bambini orfani, i fratellastri immaturi che prima non li vogliono poi sì, l'adolescente superdotato (l'eroe) che deve combattere contro la malattia per rinascere, la sorella mezzana invisibile, la piccola con una spiccata visione della sessualità, poco spessore nella storia, banale l'happy end con la buonista divisione della tutela. Leggerlo non cambia sicuramente la vita e nemmeno la serata.....

    ha scritto il 

  • 4

    Un roman qui s’ouvre avec une citation de Romain Gary, c’est un roman qui commence bien.
    En fait, Oh boy hérite de La vie devant soi la capacité de raconter les drames de l’enfance sans détour, mais a ...continua

    Un roman qui s’ouvre avec une citation de Romain Gary, c’est un roman qui commence bien.
    En fait, Oh boy hérite de La vie devant soi la capacité de raconter les drames de l’enfance sans détour, mais avec plein d’humour, de tendresse et d’optimisme.
    Héros de cette aventure urbaine où les mamans se suicident au canard vécé, sont les trois orphelins Morlevent, une fratrie à laquelle ne manque qu’un chien épileptique pour rivaliser avec les Malaussène en disgrâces et bons sentiments. Comme chez Pennac et Gary, c’est l’amour d’une famille, si peu conventionnelle et institutionnelle qu’elle soit, qui permet de faire face aux difficultés de la vie. Tant mieux si elle se présente sous la forme étonnante d’un demi-frère homosexuel et irrémédiablement irresponsable. Et malgré tous les malheurs, c’est la joie de vivre qu’on ressent à chaque page.

    Dickensien et contemporain à la fois, avec sa naïveté et beaucoup de fraicheur, Oh boy est un petit bouquin adorable, à conseiller sans réserve.

    ha scritto il 

  • 5

    Non si può non leggerlo. Ho avuto la fortuna di ospitare l'autrice nella mia scuola. Non la conoscevo e ho comprato il libro quasi per cortesia anche se le mie insegnanti di italiano avevano espresso ...continua

    Non si può non leggerlo. Ho avuto la fortuna di ospitare l'autrice nella mia scuola. Non la conoscevo e ho comprato il libro quasi per cortesia anche se le mie insegnanti di italiano avevano espresso giudizi molto positivi. Ed hanno ragione. Un libro delicatissimo, godibilissimo, ironico, fino al comico, ma anche drammatico e tragico, soprattutto nella seconda parte. Ho riso e pianto a distanza di poche pagine. Straordinaria la capacità di creare personaggi normalmente strani. Innanzi tutto giovani: Vènise, una bimba di cinque anni adorabile, ma dotata di una sensibilità straordinaria; Morgane, emotiva e bruttina; Simeon, vero uomo di quattordici anni, maturo, responsabile ma con un carattere d'acciaio, che di fronte alla malattia ha mostrato il suo lato di quattordicenne bisognoso di protezione e affetto; Bart, fratellastro omosessuale che nella sua volatilità ha dimostrato un cuore enorme.
    Quando ho finito il libro mi sono sentito più ricco, di conoscenza, di umanità, di vita. Con leggerezza ma anche serietà l'Autrice tratta una moltitudine di tematiche attuali: l'amore, la diversità, l'accoglienza, la malattia, la violenza, la famiglia, l'amicizia, la morte, il dolore, la giovinezza....
    Mi ha molto ricordato la saga Malaussene di Pennac: questa capacità di rendere surreale la nostra vita quotidiana, perché tutti dovremmo imparare a trattarci in modo seriamente ironico.

    ha scritto il 

  • 4

    I Morlevent o la morte

    Leggerezza non necessariamente è sinonimo di superficialità. Con leggerezza si possono dire tante cose, raccontare tante storie, affrontare argomenti delicati e tristi eppure riuscire a strappare un s ...continua

    Leggerezza non necessariamente è sinonimo di superficialità. Con leggerezza si possono dire tante cose, raccontare tante storie, affrontare argomenti delicati e tristi eppure riuscire a strappare un sorriso anche tra qualche lacrima. Una storia un po’ strampalata, dove i bambini sembrano adulti e gli adulti bambini, dove si affrontano temi importanti giocando a Tomb Raider o con le Barbie, dove si disegnano cuori o diavoli a seconda dell’occorrenza, ci si rifugia nel cioccolato o si cucinano troppe empanadas! Si Venise, i bacini mi piacciono tanto!

    Se si separa una metà dall'altra c'è una metà che è triste e vive solo a metà

    ha scritto il 

  • 4

    Apprezzo molto chi scrive di argomenti seri ma con ironia, quindi non posso che parlare bene di questo delizioso libro. La storia di questi 3 fratelli +1 è a dir poco incredibile, si ride, certo, ma a ...continua

    Apprezzo molto chi scrive di argomenti seri ma con ironia, quindi non posso che parlare bene di questo delizioso libro. La storia di questi 3 fratelli +1 è a dir poco incredibile, si ride, certo, ma ad un certo punto mi è scesa anche la lacrimuccia. Assolutamente consigliato, poi è breve, si legge velocemente.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Una storia di buoni sentimenti, un poco fantasiosa, un poco tenera e che affronta il tema della genitorialità e dell'omosessualità in modo assai blando e simpatico.
    Non è un caso che questo romanzo si ...continua

    Una storia di buoni sentimenti, un poco fantasiosa, un poco tenera e che affronta il tema della genitorialità e dell'omosessualità in modo assai blando e simpatico.
    Non è un caso che questo romanzo sia indicato più a giovani adolescenti che ad attempate signore. Però ogni tanto ho voglia anche io di leggerezza!
    Se per caso appartenete a qualche movimento integralista non fatelo cadere in mano alla vostra (immagino numerosa) prole : potrebbe crearsi la strana idea che si possa prendersi cura degli altri (e magari 'crescere' facendolo)anche se si divide il letto con una persona del nostro stesso sesso...ohibò ma nessuno controlla cosa si stampa in Italia?

    ha scritto il 

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