Olive Comprese

Di

Editore: Mondolibri su licenza Garzanti

3.7
(2488)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 450 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000014933 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Una travolgente giostra di irresistibili personaggi e divertenti vicende da cui emerge il ritratto della più autentica Italia di ieri.Bellano, novembre 1936. Mentre il duce costruisce il suo impero in Africa e la guerra civile infuria in Spagna, sulle brumose sponde del lago di Como quattro giovani di provincia passano il tempo tra scorribande e malefatte, mettendo a soqquadro la vita del paese e attirando le attenzioni del maresciallo dei carabinieri Ernesto Maccadò. Il quale, a dire il vero, si trova a dover affrontare un problema ben più grave delle bravate dei suddetti giovanotti: in paese gira voce che la vedova Fioravanti, passata a miglior vita alla tenera età di novantatré anni, non sia morta di vecchiaia, ma sia stata avvelenata. Da questo fatto prende avvio una trama ricca di vicende esilaranti, una scatenata sarabanda di beffe e di imbrogli, di equivoci e pettegolezzi, tra segreti di famiglia, affari di bottega, intrighi politici e salaci scenette. Ma è soprattutto nella creazione e nell’animazione dei suoi personaggi che Andrea Vitali si dimostra grandissimo scrittore: l’irriverente Evaristo Sperati detto il Risto; il Cucco, scapestrato figlio del droghiere; sua sorella Filzina, pallida e ingenua, ma che finirà per stupire ampiamente i compaesani... Sono loro gli eroi di questo nuovo, magistrale atto della personale commedia umana di Andrea Vitali, ormai entrata nel cuore di decine di migliaia di lettori.
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  • 4

    Preso per caso, a me è piaciuto un sacco. Vitali scrive bene e ha l'arte affabulatoria del raccontare di paese. Dove tutti sanno di tutti, tranne gli interessati. Sembra di sentire le maranteghe che s ...continua

    Preso per caso, a me è piaciuto un sacco. Vitali scrive bene e ha l'arte affabulatoria del raccontare di paese. Dove tutti sanno di tutti, tranne gli interessati. Sembra di sentire le maranteghe che se la raccontano fuori della porta di casa con i grembiuli da cucina addosso.
    Un po' Brescello di Peppone e Don Camillo, ma canzonatorio. Un racconto a voce, più che uno scritto. Un dipinto fatto a carboncino.
    Forte!

    ha scritto il 

  • 4

    Sorridere ogni tanto fa bene

    Non è sbagliato ogni tanto buttarsi in una lettura spensierata che riesce a strappare anche qualche sorriso. Vitali riesce perfettamente a coivolgere il lettore con leggerezza e fantasia.

    ha scritto il 

  • 5

    Ingredienti: un minuscolo paesino sul lago di Como con tanti curiosi abitanti, qualche ironica zingarata dalle tragicomiche conseguenze, un groviglio di piccioni avvelenati, “olive” extralarge, santon ...continua

    Ingredienti: un minuscolo paesino sul lago di Como con tanti curiosi abitanti, qualche ironica zingarata dalle tragicomiche conseguenze, un groviglio di piccioni avvelenati, “olive” extralarge, santone ed ornitologhe, gli anni bui del fascismo come cornice della trama.
    Consigliato: agli estimatori di fuochi d’artificio lunghi 400 pagine, agli amanti della commedia umana recitata con mille toni e colori.

    ha scritto il 

  • 0

    Un'equivoca commedia degli equivoci con un lieto fine che non trascura nessuno dei personaggi (... ehm, defunti esclusi s'intende!).

    In altre parole, una divertente storia di paese in cui dei personag ...continua

    Un'equivoca commedia degli equivoci con un lieto fine che non trascura nessuno dei personaggi (... ehm, defunti esclusi s'intende!).

    In altre parole, una divertente storia di paese in cui dei personaggi, al limite del caricaturale alcuni e ben entro i confini dell'assurdo altri, ne combinano e ne subiscono di tutte le gradazioni dei colori dell'arcobaleno.
    Il tutto collocato in uno scenario da strapaese del profondo nord e variegato da pennellate di un fascismo che non fa male a nessuno.
    Insomma: Goldoni trasportato magicamente nel Ventennio.

    Forse 450 pagine di storie intrecciatissime quanto leggere alla fine mi hanno messo alla prova ma l'A. ha un modo brioso di raccontare ed una fantasia sbrigliata, capace di sfornare macchiette, gag e personaggi stravaganti a getto continuo.
    Anche i termini dialettali (?!) o gergali non stonano ed in ogni caso non sono forzati come in altri autori (... uno dei pochi vezzi che non riesco a perdonare a Camilleri, tanto per non far nomi).

    Insomma, l'ho seguito fino ai "Ringraziamenti" e solo con qualche tentennamento. E non escludo di leggere qualche altra sua storia.

    ha scritto il 

  • 2

    E’ un po’ come entrare in un museo, di quelli d’antan, dove ci sono i manichini con le divise impolverate, i colori dei baffi sbiaditi, le parrucche delle principesse sissi che hanno ormai perduto la ...continua

    E’ un po’ come entrare in un museo, di quelli d’antan, dove ci sono i manichini con le divise impolverate, i colori dei baffi sbiaditi, le parrucche delle principesse sissi che hanno ormai perduto la lucentezza della gioventù, qualche disegno felliniano appena abbozzato, odore di cera e di gatto, i bisbigli del tempo che passa e il profumo persistente della nostalgia che induce una vertigine leggera. E c’è una voce suadente in cuffia che racconta le storie delle figurine del villaggio, basta schiacciare il pulsante corrispondente e vengo a sapere vita morte miracoli di ognuna delle cere. L’adrenalina narrativa sale con qualche equivoco e un caso di metempsicosi, ma la visita si mantiene costantemente tranquilla, come se si temesse che al visitatore potesse saltare qualche coronaria malmessa. La voce suadente differisce, ritarda, devia l’attenzione non appena si profila uno snodo che potrebbe generare eccessive emozioni. La prossima volta che vado dalla zia le regalo questo libro e lei mi ringrazierà con un cincinin di rosolio stantìo preso dalla credenza di nonna Speranza.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello.......

    Romanzo avvincente per le sue strane atmosfere. D'altronde sulle rive del lago ci sono tratti anomali, lontani dalla città e dai paesini "asciutti". E' un lungo elenco di personaggi, forse tutti gli a ...continua

    Romanzo avvincente per le sue strane atmosfere. D'altronde sulle rive del lago ci sono tratti anomali, lontani dalla città e dai paesini "asciutti". E' un lungo elenco di personaggi, forse tutti gli abitanti di quel paesello, con le loro stranezze, stramberie, noiosità e piccoli e grandi tic.
    Una narrazione scandita in tanti piccoli affreschi e capitoli, piacevoli da leggersi. Una narrazione veloce e mai stucchevole. Un narratore (dottore) che ci svela un paese che poi sarebbe l'Italia con tutte le due doti e le sue piccole deficienze.
    Un romanzo che val la pena leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    Bellissima commedia dove si alternano una molteplicità di personaggi che proprio non riescono a passare inosservati, grazie alle paradossali situazioni in cui l'autore li mette. Bellissima la descrizi ...continua

    Bellissima commedia dove si alternano una molteplicità di personaggi che proprio non riescono a passare inosservati, grazie alle paradossali situazioni in cui l'autore li mette. Bellissima la descrizione degli anni di ambientazione del romanzo (1936-1939),in cui l'autore ci fa vivere un periodo buio della nostra storia d'Italia in modo molto scanzonato ed ironico,con una narrazione leggera dove le pagine volano veloci sotto gli occhi e ci lasciano un sorriso impresso sulle labbra fino alla fine.

    ha scritto il 

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