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Olive Kitteridge

A Novel in Stories

By

Publisher: Pocket Books

4.0
(2260)

Language:English | Number of Pages: 256 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Catalan , Spanish , German , French , Czech , Portuguese

Isbn-10: 0743467728 | Isbn-13: 9780743467728 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , eBook

Category: Comics & Graphic Novels , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
Olive Kitteridge might be described by some as a battle axe or as brilliantly pushy, by others as the kindest person they had ever met. Olive herself has always been certain that she is 100% correct about everything - although, lately, her certitude has been shaken. This indomitable character appears at the centre of these narratives that comprise Olive Kitteridge. In each of them, we watch Olive, a retired schoolteacher, as she struggles to make sense of the changes in her life and the lives of those around her - always with brutal honesty, if sometimes painfully. Olive will make you laugh, nod in recognition, as well as wince in pain or shed a tear or two. We meet her stoic husband, bound to her in a marriage both broken and strong, and her own son, tyrannised by Olive's overbearing sensitivities. The reader comes away, amazed by this author's ability to conjure this formidable heroine and her deep humanity that infiltrates every page.
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  • 2

    Storie banali di vita quotidiana

    Nel complesso abbastanza deludente. Racconti di vita quotidiana ambientati nella provincia americana, che appare come luogo di scarsa vitalità e interesse. Le vicende narrate sono inoltre piuttosto de ...continue

    Nel complesso abbastanza deludente. Racconti di vita quotidiana ambientati nella provincia americana, che appare come luogo di scarsa vitalità e interesse. Le vicende narrate sono inoltre piuttosto deprimenti; non si tratta quindi di una lettura particolarmente stimolante.

    said on 

  • 5

    Esperimento: il più delle volte, ho visto film tratti da romanzi dopo aver letto il romanzo, più raramente è stato il film a spingermi a leggere, la lettura successiva è scaturita dalle immagini. Il d ...continue

    Esperimento: il più delle volte, ho visto film tratti da romanzi dopo aver letto il romanzo, più raramente è stato il film a spingermi a leggere, la lettura successiva è scaturita dalle immagini. Il discorso si complica con le serie televisive, e la loro durata. Di Mildred Pierce, per esempio, posso dire che sono state Kate Winslet e Evan Rachel Wood a spingermi verso le pagine di Cain. Nel caso di Olive Kitteridge, avevo visto la prima delle quattro puntate della serie diretta da Lisa Cholodenko prima di aprire il romanzo (tradotto da Silvia Castoldi). E avevo già visto la seconda e la terza quando mi trovavo a un terzo della lettura.
    Frances McDormand è Olive, Richard Jenkins è suo marito Henry, gli altri personaggi che compaiono nel romanzo non possono sfuggire alla fisionomia degli attori che li interpretano, ma la trama televisiva era lontana dal completarsi, i suoi sviluppi ancora imprevedibili, e il romanzo non segue il medesimo andamento della scrittura per la tv. Già alla seconda pagina si scopre qualcosa che il primo episodio della miniserie aveva lasciato oscuro: la depressione di Rachel Jones deriva dal fatto che il marito era scappato la notte in cui nacque il loro bambino, Kevin, coetaneo di Christopher, il figlio dei Kitteridge.

    Alcuni capitoli sono fatti di storie “di contesto”, in cui la presenza di Olive Kitteridge è appena accennata. La più carveriana vede come protagonisti Bob e Jane, sposati da tanti anni. Si vogliono bene, si divertono insieme, forse sono felici: “Era come se il loro matrimonio fosse stato un lungo e complesso pranzo di gala e ora fossero arrivati a quell’ottimo dessert”. Entrambi nell’ultimo anno, sono stati vittima di un attacco cardiaco. A un concerto in una chiesa, incrociano i Kitteridge, e Bob mormora a Jane: “Non so come faccia lui a sopportarla”. L’idillio si incrina quella sera stessa, per un casuale riferimento di una coppia di amici a un viaggio che Bob non doveva aver fatto. Jean è assolutamente certa che Bob le ha mentito. E lui confessa: quattro anni prima, era andato a trovare una donna malata di un tumore al seno. Non la vedeva da anni, erano stati amanti, tanto tempo prima. Jane precipita in un abisso. Infine si fanno una promessa: non pronunceranno mai più il nome di quella donna.

    said on 

  • 4

    Atmosfere ed identità di provincia

    Siamo a Crosby, una piccola comunità della provincia americana, incastonata in uno splendido paesaggio. Qui la Strout, con la sua sensibilità introspettiva, racconto dopo racconto ci fa entrare emotiv ...continue

    Siamo a Crosby, una piccola comunità della provincia americana, incastonata in uno splendido paesaggio. Qui la Strout, con la sua sensibilità introspettiva, racconto dopo racconto ci fa entrare emotivamente dentro il cuore e la mente di una umanità che, nello scorrere lento del tempo, si attrezza come può per vivere l' ordinaria quotidianità, trascinandosi il carico del passato intriso di fragilità, sofferenza, solitudine. Si respira tra le righe un' aria di tristezza; quella di chi ha perso la vitalità del combattente e si adagia sul presente con lo sguardo dei rimpianti.
    Ogni racconto è un segmento di vita semplice di uno o più personaggi che conquistano la scena per cederla, poi, interamente a quella che è la vera protagonista, l' anziana Olive Katteridge.
    Olive è come un fiume carsico che attraversa le vite dei suoi concittadini; di alcuni, pochi, è amica, di altri è stata la severa insegnante che metteva paura.
    Alcune volte è da loro evocata in riferimenti più o meno benevoli; altre volte "emerge" direttamente con le traversie personali.
    Nell' uno e nell' altro caso sono tasselli preziosi che, come in un retablo, compongono il profilo di una donna dal carattere deciso; una donna esigente, dura con se stessa e con gli altri, ma fondamentalmente schietta; una donna che si porta dentro una rabbia che non fa deflagrare, ma domina con l' ironia, il sarcasmo o il silenzio.
    Ispira poca simpatia, anzi è scorbutica, spigolosa; non sa chiedere scusa ed è irritante nelle sue ottuse certezze che difende a spada tratta.
    Ma possiamo essere indulgenti con lei perché, in fondo, il suo è un modo per esorcizzare paure, che non mette in piazza, infelicità, ferite mai cicatrizzate; è un modo per "nascondere" l' incapacità di manifestare apertamente sentimenti e gesti di tenerezza che tuttavia albergano nel suo animo.
    Sì, in questo libro ci imbattiamo in poca gioia, e ci rimane addosso tanta malinconia, resa abilmente dalla Strout con parole "morbide", come si addice al linguaggio al linguaggio dei ricordi, che ad un certo punto della vita riaffiorano con toni che via via perdono buona parte della intransigenza giovanile.
    Ma c' è pure, forte e chiara, la volontà di difendere i valori culturali delle proprie radici, a fronte di stili di vita incomprensibili; e, soprattutto, nota positiva, emerge l' idea che si può trarre conforto dalle "piccole esplosioni", e cogliere ancora le occasioni che la vita ci offre nonostante amarezze, incomprensioni e delusioni.
    "Il mondo la confondeva. Non voleva lasciarlo."

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  • 5

    Un libro eccezionale e intenso, commovente e profondo. Una serie di racconti che si intrecciano fra loro e che hanno in comune un'unica protagonista, Olive Kitteridge, una donna dura e forte che scopr ...continue

    Un libro eccezionale e intenso, commovente e profondo. Una serie di racconti che si intrecciano fra loro e che hanno in comune un'unica protagonista, Olive Kitteridge, una donna dura e forte che scopre che non è mai troppo tardi per scoprire la bellezza di tornare a vivere. Un capolavoro.

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  • 4

    E perciò, se l'uomo accanto a lei non era il genere di uomo che lei avrebbe scelto prima di allora, che importanza aveva? Molto probabilmente neanche lui avrebbe scelto lei. Però erano lì, e Olive si ...continue

    E perciò, se l'uomo accanto a lei non era il genere di uomo che lei avrebbe scelto prima di allora, che importanza aveva? Molto probabilmente neanche lui avrebbe scelto lei. Però erano lì, e Olive si immaginò due fette di formaggio svizzero premute insieme, i buchi che ciascuno dei due aveva da dare a quell'unione, i pezzi che la vita ti levava di dosso.

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  • 5

    https://ilclubdeilibri.wordpress.com/2015/04/21/olive-kitteridge-elizabeth-strout-una-recenisone/

    Quando ci si avvicina ad un libro come questo, che ha vinto il Pulitzer, il Bancarella e il Mondello, che ha una media di quattro stelle su aNobii e di cui tutti parlano bene, se non benissimo, le asp ...continue

    Quando ci si avvicina ad un libro come questo, che ha vinto il Pulitzer, il Bancarella e il Mondello, che ha una media di quattro stelle su aNobii e di cui tutti parlano bene, se non benissimo, le aspettative sono alte. E, di solito, io parto prevenuta e diffido. In questo caso diffidavo al punto che non ho voluto conoscere Elizabeth Strout leggendo questo come primo libro, ma ho iniziato con Amy e Isabelle.
    E quanto ho amato quelle due donne!
    E quanto ho amato la Strout che racconta di loro!
    Poi c’è stata la mini serie su Olive e, in mezzo alle puntate, c’era Elisa che continuava a dirmi “Devi leggere il romanzo però, non puoi amare solo la Olive della serie tv, anche perché è una Olive completamente diversa.”

    E partiamo proprio dalla serie tv: io l’ho trovata geniale, sarcastica al punto giusto, dissacrante e divertente.
    La Olive della televisione è semplicemente la quintessenza della Olive del romanzo.
    Ho visto un’intervista in cui l’autrice del libro ha dichiarato di aver pensato “Mio Dio, cos’hanno fatto!” quando vide l’inizio del telefilm, per poi arrivare alla fine con le lacrime agli occhi e mille complimenti per Francis McDormand, Lisa Cholodenko e Jane Anderson.

    Tornando al romanzo, invece, la forza narrativa di questa autrice mi era già ben chiara durante e dopo la lettura del suo primo libro e, qui, si riconferma a pieni voti: il personaggio di Olive Kitteridge è perfetto sotto ogni punto di vista.
    Tu leggi di questa donna piena di difetti senza trovarle nemmeno un difetto.
    E’ portentoso!
    L’unica cosa che pensi è che se ci fossero più Olive Kitteridge, il mondo sarebbe migliore ma anche peggiore.
    Capite cosa voglio dire?
    Antitesi: questa donna è un’antitesi. Il suo modo di essere è un’antitesi.
    Olive è il bene perché non esiste in lei alcuna traccia di ipocrisia, ma Olive è anche il male perché la sua bocca non ha un filtro e dice tutto quello che le passa per la mente.
    E come lo dice!
    Avete presente l’espressione “vorrei proprio togliermi quel sassolino dalla scarpa”? Ecco, la Kitteridge di sassolini non ne ha nemmeno uno, non li lascia accumulare per nulla.

    «Allora, consolatore di vedove, come sta?» chiese Olive al buio, dal letto.
    «Sta lottando».
    «Come tutti noi».

    Quanta rudezza c’è nelle parole di questa donna?
    Quanta poca compassione verso una ragazza fragile che viveva aggrappata al marito come l’edera su un muro e che, adesso, l’ha perso a causa di uno stupido incidente di caccia?
    Eppure, allo stesso tempo, quanta verità c’è nell’ultima frase di questo dialogo?
    Lo so io lo sapete voi lo sa la Kitteridge che quello che ci vuole in momenti come questo sono la compassione, la pietà e l’empatia verso chi soffre, però lei tutto questo lo lascia al marito Henry e si limita a dar voce a quella parte che c’è in tutti noi e che, per convenzione sociale e non, zittiamo nove volte su dieci.

    Un’altra caratteristica di questa autrice, caratteristica a mio avviso formidabile, è il modo in cui dà luce ai personaggi secondari delle storie che racconta: leggendo di Henry Kitteridge, di Christopher, Denise, Angela e di tutti gli altri abitandi di Crosby, Maine, li senti protagonisti tanto quanto la donna-antitesi che dà il titolo al romanzo.
    E’ una cosa meravigliosa, questa, che avevo già notato in Amy e Isabelle e che qui si ripresenta ancora con più forza.
    Ti senti totalmente avvolto dalla teoria di persone che riempie queste pagine; ti senti parte di questa cittadina del Maine, osservatore attento, vicino spione e pettegolo che scosta la tenda, abbassa il finestrino allo stop, guarda da dietro gli occhiali da sole per vedere senza essere visto.
    E’ quasi pornografico il modo in cui ti ritrovi ad osservare le vite di tutte le persone che abitano le pagine dei libri di Elizabeth Strout.

    Adesso non mi resta che abbandonarmi alla lettura de I ragazzi Burgess e Resta con me e poi iniziare a sperare che questa autrice scriva presto il suo prossimo libro e continui a scrivere vita natural durante.

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  • 4

    È un libro particolare composto da tredici racconti le cui vicende si svolgono in una cittadina del Maine, e dove è sempre presente, più o meno protagonista, l'antipatica, la pesante, l'acida Olive, e ...continue

    È un libro particolare composto da tredici racconti le cui vicende si svolgono in una cittadina del Maine, e dove è sempre presente, più o meno protagonista, l'antipatica, la pesante, l'acida Olive, ex insegnante di scuola e moglie del farmacista.
    I racconti, anche in momenti temporali distanti tra loro, riguardano sia la famiglia di Olive (il marito Henry e il figlio Cristopher) sia altri personaggi del paese e hanno tutti un filo conduttore...la sofferenza che accompagna la vita, le delusioni, i tradimenti, la vecchiaia che avanza, l'apprensione per i figli, la paura della morte. Sembra non ci sia proprio spazio per un po' di positività.
    Nonostante questo, e nonostante Olive sia insopportabile, mi è piaciuto comunque il suo sguardo cinico.

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  • 4

    Letto ormai un mese fa, anche se in mezzo ci sono stati altri libri ed è passato in un certo senso tanto tempo, mi sembra di averlo chiuso appena l'altra sera.
    Olive è il personaggio che ho desiderato ...continue

    Letto ormai un mese fa, anche se in mezzo ci sono stati altri libri ed è passato in un certo senso tanto tempo, mi sembra di averlo chiuso appena l'altra sera.
    Olive è il personaggio che ho desiderato incontrare per tutta la mia vita di lettrice, sembra Lucy Van Pelt da vecchia, così scorbutica, così vera, incapace anche di quel minimo di ipocrisia che permette di vivere normalmente in società, eppure allo stesso tempo tanto fragile e bisognosa dell’amore e dell’approvazione delle persone che ama e senza le quali è come se le mancasse l’aria.
    Quel marito che la ama senza riserve ed è probabilmente la persona più buona del mondo, che risponde sempre con garbo e pacatezza, senza mai cogliere provocazione alcuna e che lei dà per scontato per tutta la vita (non dico di più, ma da un certo punto quanto mi ha ricordato un racconto molto famoso della Munro...!) e quel figlio che le pare rovinarsi la vita, il suo bambino che è andato così lontano e sembra aver reso vane tutte le cose belle che lei e il marito avevano preparato per lui con cura e con amore. Che dolore e che delusione per quel figlio ingrato, di cui però sente un costante bisogno di affetto e di stima. Certo, quando si è genitori si fanno molti errori, però il prima e il durante...? Che fine hanno fatto tutti gli anni di sacrifici, di attenzione, di tentativi di dare il meglio, può davvero l'amore più grande non avere più peso a un certo punto...?
    Insomma, Olive è una grandissima storia personale – la vita di una donna e il suo invecchiare, a volte con lentezza e altre volte con una percezione decisamente maggiore, quella che ci lascia un po’ sbigottiti e addirittura increduli – ma anche la storia di un paese e di molte delle persone che lo abitano con le loro storie, le loro debolezze e le loro scelte, i loro destini che talvolta sembrano essere stati un po’ beffardi.
    Un libro bellissimo, di quelli che ti fanno sentire che non siamo nella posizione di giudicare nessuno, e uno splendido personaggio femminile che ho sentito vicinissimo e anche un po' "mio" per tante piccole cose. Olive è il tipo che resta decisamente impresso nella memoria, proprio come il suo paragone con le grandi e le piccole esplosioni della vita.

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  • 4

    fotografie

    Ho trovato questo libro molto ben scritto e ho veramente amato Olive, molto umana con tutti i suoi pregi e difetti...Non amo il genere racconti brevi e infatti questo non lo è..
    E' come guardare un al ...continue

    Ho trovato questo libro molto ben scritto e ho veramente amato Olive, molto umana con tutti i suoi pregi e difetti...Non amo il genere racconti brevi e infatti questo non lo è..
    E' come guardare un album di fotografie e prenderne una per i vari momenti della vita, scattata da sola o con altre persone. In queste fotografie Olive a volte è in primo piano, a volte e sullo sfondo, ma sempre si avverte quanto la presenza di ognuno può incidere sulla vita degli altri, anche quando è marginale..
    Nel tempo il personaggio invecchia e le ultime "foto" ci mostrano una Olive maturata, cambiata dagli eventi della vita, ma sempre autentica e originale, uguale solo a se stessa...
    Consiglio la lettura, spero di riuscire a vedere anche il film, o la serie televisiva

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  • 4

    Bello, davvero bello. Il personaggio di Olive che cambia e matura, invecchia, nel corso dei racconti della vita dei suoi concittadini. Le citazioni, di racconto in racconto, ce la spiegano, ce la most ...continue

    Bello, davvero bello. Il personaggio di Olive che cambia e matura, invecchia, nel corso dei racconti della vita dei suoi concittadini. Le citazioni, di racconto in racconto, ce la spiegano, ce la mostrano nel corso della sua esistenza forse meglio che in un singolo, lungo romanzo con lei per unica protagonista.
    Un grande romanzo che come tutti i grandi romanzi è un fedele spaccato della vita dell'epoca.

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