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Olive Kitteridge

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Publisher: El Aleph

4.0
(2124)

Language:Español | Number of Pages: 324 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Italian , Catalan , German , French , Czech , Portuguese

Isbn-10: 847669931X | Isbn-13: 9788476699317 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
Conjunto de historias fáciles de leer e imposibles de olvidar, según el crítico de Publisher’s Weekly. Novela de historias de Olive Kitteridge es un conjunto de trece relatos entrelazados que se pueden leer como un solo retablo novelesco. Strout retrata con una gran precisión psicológica el mundo cerrado y pequeño de los habitantes de un pueblo marítimo del estado de Maine. Este magnífico muestrario se abre en la farmacia del lugar. Allí encontramos Olive Kitteridge, profesora de instituto, y su marido, Henry, el farmacéutico y un hombre con poca personalidad. El suicidio, la depresión, la falta de comunicación y el amor recorren las páginas de este libro. Ha sido galardonado con el Premio Pulitzer 2009 y el Premio Llibreter 2010 en la categoría Otras literaturas.
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  • 5

    Una "Olive" amara e adorabile come una colta dall'albero

    Un ricamo, un prezioso lavoro di intreccio, una coperta al patchwork, un mondo intero e costruito tutto per noi. Olive ha mille volti, i volti delle persone che la conoscono, i volti delle persone che l'hanno sfiorata, i volti di chi la ama e di chi la odia, lei è una statua di sale che fa brucia ...continue

    Un ricamo, un prezioso lavoro di intreccio, una coperta al patchwork, un mondo intero e costruito tutto per noi. Olive ha mille volti, i volti delle persone che la conoscono, i volti delle persone che l'hanno sfiorata, i volti di chi la ama e di chi la odia, lei è una statua di sale che fa bruciare le labbra di coloro che la amano e la rispettano. Lei che sa tutto di ogni persona che gravita nel piccolo paese dove ha cresciuto suo figlio Chris, l'uomo che ci insegna a guardare la propria madre come se fosse solo e semplicemente una Olive Kitteridge.

    said on 

  • 5

    Una scrittura assolutamente femminile, fatta di tanti racconti indipendenti cuciti insieme dal personaggio che li attraversa tutti : Olive Kitteridge, la burbera, sgradevole, eccentrica, bisbetica insegnante di matematica dal cuore d'oro, temuta dagli allievi e anche dal figlio.
    La struttur ...continue

    Una scrittura assolutamente femminile, fatta di tanti racconti indipendenti cuciti insieme dal personaggio che li attraversa tutti : Olive Kitteridge, la burbera, sgradevole, eccentrica, bisbetica insegnante di matematica dal cuore d'oro, temuta dagli allievi e anche dal figlio.
    La struttura del romanzo ricorda molto il romanzo della Egan Il tempo è un bastardo, anche se poi la Egan ha sviluppato l'idea della catena di racconti indipendenti ma collegati in qualche modo, in maniera diversa, forse più interessante. Ma immagino che abbia preso l'ispirazione dalla Strout, vincitrice del Pulitzer un paio di anni prima.
    In tutte le storie, la vita dei personaggi è analizzata attraverso particolari, debolezze, paure e soprattutto un comune e diffuso desiderio di tenerezza. Gli innamoramenti del romanzo sono fatti di parole, di gentilezze, di te e biscotti, praticamente di niente, come la vita dei protagonisti è fatta di poche cose, gesti, attenzioni che attraversano abissi di solitudine, deserti di opprimenti ricordi. I personaggi sono guardati dall'autrice con grande tenerezza e misericordia con lo stesso sguardo ingenuo e innocente dei suoi migliori personaggi. Tra i tanti il mio preferito è Henry del primo racconto, un uomo dalla dolcezza femminile, personaggio gentile e indimenticabile. Come bellissima è la sua storia d'amore fatta di niente, di cose non dette, di gentilezza, di affetto quasi astratto.
    L'autrice ricorda A. Tyler per la dolcezza con cui vede il mondo anche se è un po' più malinconica, mette un po' di fatica e di solitudine nei rapporti umani ma quasi mai cattiveria o cinismo. E' un libro che tocca le corde dell'anima.

    "Oddio, sì, era felice di non avere lasciato Henry. Non aveva mai avuto un amico altrettanto leale e gentile di suo marito. Eppure, ferma dietro al figlio in attesa che scattasse il verde, Olive ricordò che inframmezzati a tutto il resto c'erano stati momenti in cui aveva avvertito una solitudine così profonda che una volta, non molti anni prima, mentre si stava facendo otturare un dente, il gesto delicato con cui il dentista le aveva voltato il mento con le dita morbide era stato per lei una tenera gentilezza di una profondità quasi straziante, e aveva deglutito con un mugolio di desiderio mentre le lacrime le spuntavano dagli occhi. ("Tutto bene signora Kitteridge?", le aveva chiesto il dentista."

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  • 5

    VOTO 10/10 e .... c'è anche la serie televisiva !!!

    22 gennaio 2015
    Un "Romanzo in racconti", ho amato questo libro alla pari di "Luce d'estate ed è subito notte" e "Winesburg, Ohio". Che peccato averlo già finito, mi mancherà ....

    Per quanto concerne la miniserie non vedo l'ora !!!
    "Con Olive Kitteridge, la miniserie HBO in arr ...continue

    22 gennaio 2015
    Un "Romanzo in racconti", ho amato questo libro alla pari di "Luce d'estate ed è subito notte" e "Winesburg, Ohio". Che peccato averlo già finito, mi mancherà ....

    Per quanto concerne la miniserie non vedo l'ora !!!
    "Con Olive Kitteridge, la miniserie HBO in arrivo su Sky Cinema HD il 23 e 30 gennaio, le distinzioni fra buona televisione e grande cinema si fanno ormai definitivamente obsolete. Presentata fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, la serie è tratta dal capolavoro della scrittrice americana Elizabeth Strout, premio Pulitzer nel 2009 (edito in Italia da Fazi) e vanta un cast di attori straordinari: Richard Jenkins, Peter Mullan, Bill Murray ma soprattutto lei Frances McDormand. Che dopo trent'anni di carriera e quattro candidature all'Oscar (uno vinto per Fargo), a Venezia ha dichiarato:...."
    http://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2015/01/20/news/frances_mcdormand_olive_kitteridge_tutta_la_vita_ho_aspettato_un_personaggio_cos-105349949/

    https://www.youtube.com/watch?v=joRwZpNFdi4
    https://www.youtube.com/watch?v=ZTHtPIilE6c

    said on 

  • 5

    In un angolo del continente nordamericano c'è Crosby, nel Maine: un luogo senza importanza che tuttavia, grazie alla sottile lama dello sguardo della Strout, diviene lo specchio di un mondo più ampio. Perché in questo piccolo villaggio affacciato sull'Oceano Atlantico c'è una donna che regge i fi ...continue

    In un angolo del continente nordamericano c'è Crosby, nel Maine: un luogo senza importanza che tuttavia, grazie alla sottile lama dello sguardo della Strout, diviene lo specchio di un mondo più ampio. Perché in questo piccolo villaggio affacciato sull'Oceano Atlantico c'è una donna che regge i fili delle storie, e delle vite, di tutti i suoi concittadini. È Olive Kitteridge, un'insegnante in pensione che, con implacabile intelligenza critica, osserva i segni del tempo moltipllcarsi intorno a lei, tanto che poco o nulla le sfugge dell'animo di chi le sta accanto..

    Scrittura perfetta, lineare , senza sbavature, elegante. Già questo lo rende un libro da quattro stelle.La quinta se la guadagna con l’intensità dei racconti: intimi, introspettivi, duri. Difficili i rapporti con sé stessi a cui bisogna ogni tanto mentire o convincersi di qualcosa di diverso dalla realtà per poter vivere in maniera accettabile, difficili i rapporti interpersonali e sembra che solo Olive veda la realtà con occhi liberi dall’ipocrisia e con disarmante onestà. Olive è la prima a vivere male con sé stessa: è una donna spigolosa, ruvida e scorbutica, ma è anche una donna sola, in un certo senso fragile che soffre proprio per la sua natura austera e critica. E' antipatica Olive, è la persona che ti mette davanti sempre e comunque le debolezze e ti costringe a guardarle negli occhi, al contrario del marito Henry, dolce e adorabile nel senso più odioso del termine, che fa della menzogna e dell'illusione il suo stile di vita.
    Romanzo impregnato di pessimismo e disincanto, ma proprio per questo splendido.
    Pulitzer meritato, senza ombra di dubbio.

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  • 4

    Travolgente e dolceamaro, come la vita.

    "Quello che i giovani non sanno, pensò Olive mentre si sdraiava accanto a quell’uomo, con la mano di lui sulla spalla, sul braccio, oh, quello che i giovani non sanno. Non sanno che i corpi anziani, rugosi e bitorzoluti sono altrettanto bisognosi dei loro corpi giovani e sodi, che l’amore non va ...continue

    "Quello che i giovani non sanno, pensò Olive mentre si sdraiava accanto a quell’uomo, con la mano di lui sulla spalla, sul braccio, oh, quello che i giovani non sanno. Non sanno che i corpi anziani, rugosi e bitorzoluti sono altrettanto bisognosi dei loro corpi giovani e sodi, che l’amore non va respinto con noncuranza, come un pasticcino posato assieme ad altri su un piatto passato in giro per l’ennesima volta. No, se l’amore era disponibile, lo si sceglieva, o non lo si sceglieva."

    "Lo sai cosa ha detto un giorno in classe la signora Kitteridge?"
    Winnie aspettò la risposta.
    "Ricorderò sempre che un giorno ha detto: Non abbiate paura della vostra fame. Se ne avrete paura sarete soltanto degli sciocchi qualsiasi."

    "La gente ce la fa, pensa. E' vero. Però fa un respiro profondo ed è costretta a spostare il peso sopra la sedia di legno, perchè non è del tutto vero."

    said on 

  • 5

    Lettura magone, che ti disarma: credevo di avere le armi giuste per disarmarla io, la Strout: è scorretto, ricattatorio indugiare su quella biblioteca umana di quaderni a cui non mancano che pochissime pagine per concludersi, consapevoli che non altri fogli vi siano da scrivere e appesantiti sott ...continue

    Lettura magone, che ti disarma: credevo di avere le armi giuste per disarmarla io, la Strout: è scorretto, ricattatorio indugiare su quella biblioteca umana di quaderni a cui non mancano che pochissime pagine per concludersi, consapevoli che non altri fogli vi siano da scrivere e appesantiti sotto frasi e frasi indelebili: errori e rimpianti, tradimenti antichi, reticenze arrugginite, vergogne non superate, ipocrisie, bugie dalle gambe corte, ma alleatissime, da durare tutta una vita, educazioni sbagliate nonostante l’amore, ricordi felici uccisi dalla nostalgia, la solitudine di vedovi e vedove, la solitudine dei genitori orfani dei figli, ormai grandi e lontani; l’alcool e le dormite lunghissime e, diffuso, ora più denso, in un grumo, ora più lieve, in un soffio, il desiderio che tutto finisca più in fretta possibile. È ricattatorio indugiare sulla vecchiaia? È scorretto – e superfluo - interrogare ancora la vecchiaia dopo che per tutti il passeggere leopardiano così rispose al venditore di almanacchi – “Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch'ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?”?
    Ecco, io credo di sì: e l’ho sottratto, l’ho messo come un segno meno, eppure non riesco a dare meno di cinque stelle. Un libro che ti disarma; e ferisce.

    said on 

  • 4

    Premio Pulitzer per la narrativa nel 2009, Olive Kitteridge è una raccolta di racconti ma strutturata come un romanzo: i tredici racconti hanno in comune il fatto di svolgersi tutti nell'immaginaria cittadina del Maine, Crosby, dove vive appunto Olive; altra caratteristica comune è il fatto che i ...continue

    Premio Pulitzer per la narrativa nel 2009, Olive Kitteridge è una raccolta di racconti ma strutturata come un romanzo: i tredici racconti hanno in comune il fatto di svolgersi tutti nell'immaginaria cittadina del Maine, Crosby, dove vive appunto Olive; altra caratteristica comune è il fatto che il tema principale sia l'analisi di rapporti umani e famigliari sempre insoddisfacenti e problematici; Olive con il suo sguardo cinico sarà sempre presente in ogni racconto, o come protagonista o come comparsa o semplicemente come "citazione" di un personaggio.

    Non posso non parlarvi di lei, la protagonista: Olive Kitteridge è un donnone che sa di essere ingombrante e ne soffre non sentendosi mai a proprio agio, ha un rapporto difficile con il figlio che rimarrà sempre distante e ha un marito che non ama ma soprattutto è scorbutica e scontrosa, schietta e cinica ed è proprio attraverso i suoi occhi diffidenti che ci vengono raccontate storie diverse ma simili. Si potrebbe pensare che Olive sia un personaggio strano e particolare ma in realtà l'ho trovata davvero reale, possiede le stesse debolezze e gli stessi difetti di qualsiasi essere umano solo che non sempre la sincerità paga.

    "La maggior parte della gente non era abbastanza consapevole della propria vita mentre la viveva."

    Non è un romanzo spensierato, anzi, l'ho trovato intimo e amaro: rispecchia una realtà libera dall'ipocrisia che ci circonda ogni giorno e dalle bugie che le gente si racconta per cercare di vivere meglio, certo è una realtà scomoda e spiacevole ma è la dura verità.
    E' questo che mi è piaciuto del romanzo: nessun "bla bla bla", nessun moralismo e nessuna esagerazione ma solo fatti reali e piccoli dettagli presenti anche nel nostro quotidiano, il tutto raccontato da una protagonista cinica e vera che, personalmente, mi ha fatta sentire a casa.
    Lo stile della Strout aiuta il lettore perchè è lineare e fresco, scorre a meraviglia e non annoia mai. Io non amo particolarmente i racconti, quindi se anche voi siete dubbiosi su questo punto, vi assicuro che non ve ne pentirete e se siete in un periodo in cui non riuscite a leggere molto allora è il libro che fa per voi!

    E' un romanzo che non vi tirerà su di morale, quindi se non è il periodo giusto rimandate la lettura ad un momento migliore, ma non perdetevelo perchè è davvero una chicca!

    http://geekybookers.blogspot.it/2015/01/recensione-olive-kitteridge-di.html

    said on 

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