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Olive Kitteridge

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Publisher: El Aleph

4.0
(2300)

Language:Español | Number of Pages: 324 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , Catalan , German , French , Czech , Portuguese

Isbn-10: 847669931X | Isbn-13: 9788476699317 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Rosa Pérez Pérez

Also available as: Paperback

Category: Comics & Graphic Novels , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
Conjunto de historias fáciles de leer e imposibles de olvidar, según el crítico de Publisher’s Weekly. Novela de historias de Olive Kitteridge es un conjunto de trece relatos entrelazados que se pueden leer como un solo retablo novelesco. Retrata con una gran precisión psicológica el mundo cerrado y pequeño de los habitantes de un pueblo marítimo del estado de Maine. Este magnífico muestrario se abre en la farmacia del lugar. Allí encontramos Olive Kitteridge, profesora de instituto, y su marido, Henry, el farmacéutico y un hombre con poca personalidad. El suicidio, la depresión, la falta de comunicación y el amor recorren las páginas de este libro. Ha sido galardonado con el Premio Pulitzer 2009 y el Premio Llibreter 2010 en la categoría Otras literaturas.
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  • 5

    La verità, tutta la verità

    Confesso che ero scettica quando mi sono avvicinata a Elizabeth Strout. Il suo successo prossimo al best seller mi rendeva sospettosa. E invece Oliver Kitteridge mi ha affascinata. Per la struttura ...continue

    Confesso che ero scettica quando mi sono avvicinata a Elizabeth Strout. Il suo successo prossimo al best seller mi rendeva sospettosa. E invece Oliver Kitteridge mi ha affascinata. Per la struttura innanzitutto, che attraverso un insieme di racconti perfettamente compiuti compone un ritratto vivido della vita di una cittadina nella provincia dell’estremo nord-est americano. Crosby, un nome inventato che ho cercato invano su google maps, e Olive nominata in tutti i racconti, sono le costanti che trasformano questo insieme di storie singole in un romanzo corale.
    Poi per l’eleganza della scrittura che letteralmente denuda i personaggi, rivelandocene i pensieri intimi, inconfessabili, senza mai giudicarli ma anche senza la distanza fredda di Carver. La Strout rivela uno dei caratteri più radicati della psiche collettiva americana: la necessità di nascondere il dolore, anche al prossimo più intimo. Da qui menzogne e ipocrisie verso mogli, mariti,figli, da qui la malattia mentale, tangente a molti dei racconti.

    La scrittura ricorda Alice Munro, vicina anche per appartenenza geografica. E se la Munro ha una scrittura più mossa, evocativa e avvincente, io ho amato di più l’universo della Strout . Perché ci racconta l’umanità a tutto tondo e non solo le donne. Perché i suoi personaggi sono spesso antipatici, scontrosi, ostici, ma così veri che alla fine ci sono familiari. Perché nel raccontare la parte oscura dell’animo umano la Strout non perde mai la tenerezza. Infine perché ognuno di noi è costretto a riconoscersi in almeno una cattiveria compiuta da Olive Kitteridge e nel farlo com-prende non solo lei ma tutte le persone per vari aspetti spiacevoli che prima o poi è stato costretto a subire.

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  • 4

    Elogio dell'ineluttabilità degli eventi

    Doloroso, sufficientemente realistico e angosciante nel raccontare l'inevitabile ineluttabilità degli eventi.
    Ho apprezzato molto il fatto che Olive Kitteridge aleggi sempre, in qualche modo, in tutti ...continue

    Doloroso, sufficientemente realistico e angosciante nel raccontare l'inevitabile ineluttabilità degli eventi.
    Ho apprezzato molto il fatto che Olive Kitteridge aleggi sempre, in qualche modo, in tutti gli episodi, uno spirito sui generis che si muove al di sopra degli eventi, anche quando non vi è direttamente coinvolta.
    Penso che Olive Kitteridge sia uno dei personaggi letterari più realistici in cui mi sono imbattuta finora: fastidiosa, ben poco empatica ed accomodante, affatto attraente dal punto di vista emotivo, lunatica ed incomprensibile in determinate situazioni, ma dannatamente umana.

    said on 

  • 5

    Mi rimarrà nel cuore, perché dietro l'apparente banalità delle storie ambientate nella provincia americana, ci sono i sentimenti, i dolori e le gioie che appartengono a tutti noi.
    Olive rappresenta il ...continue

    Mi rimarrà nel cuore, perché dietro l'apparente banalità delle storie ambientate nella provincia americana, ci sono i sentimenti, i dolori e le gioie che appartengono a tutti noi.
    Olive rappresenta il fil rouge in tutti i racconti anche se non è sempre la protagonista apparendo solo come un cameo. Ma questo non fa la differenza sulla compattezza del romanzo.
    Ripenserò sempre all'illusione in cui spesso ci troviamo di pianificare il nostro futuro, immaginando anche quello che accadrà a chi ci sta vicino. Tempo sprecato, la vita non solo ci sorprende sempre ma spesso ama rivoluzionare gli scenari. Questo Olive lo impara sulla sua pelle e lo vive indirettamente confrontandosi con i suoi vicini. Il paese in cui abita è sì piccolo, ma non per questo mancano le storie e le avventure, perché la vita è fatta dagli uomini che in paesi o città sono sempre uguali a loro stessi, con i loro dubbi, le loro fragilità, i loro sogni.
    Nel complesso il messaggio che l'autrice ci manda è positivo è un inno all'amore e alla capacità di rigenerarci, alcune storie possono avere degli aspetti drammatici ma così è la vita: un sorriso e una lacrima.

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  • 4

    Non conoscevo la scrittrice Elisabeth Strout. "Olive Kitteridge" è un suo libro molto bello; i personaggi non hanno nulla di fittizio, escono fuori reali dalle pagine, con le loro emozioni, i pensier ...continue

    Non conoscevo la scrittrice Elisabeth Strout. "Olive Kitteridge" è un suo libro molto bello; i personaggi non hanno nulla di fittizio, escono fuori reali dalle pagine, con le loro emozioni, i pensieri, i bisogni e con il desiderio, nonostante il dolore della vita, di continuare ad avere un posto dove stare, nel mondo delle persone e delle cose. C'è un margine di imprevedibilità negli uomini e nelle donne di "Olive Kitteridge", che riguarda proprio il rapporto con la vita, con la voglia di viverla e i modi in cui viverla; ma questa è una qualità del libro, ci suggerisce il tema della complessità, che è la costante di ciò che esiste; ci dice che non tutto è alla nostra portata e che in particolare la cosiddetta "psicologia" riesce a leggere di noi solo una parte e molta parte rimane misteriosa, misteriosa umana e vera. Tutto questo in "Olive Kitteridge" si sente.

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  • 4

    Insieme di racconti dove la protagonista non è sempre al centro della storia. Cmq personaggio dotato di forte personalità, incute spesso paura, autoritaria, discutibile ma parte della vita della picco ...continue

    Insieme di racconti dove la protagonista non è sempre al centro della storia. Cmq personaggio dotato di forte personalità, incute spesso paura, autoritaria, discutibile ma parte della vita della piccola cittadina di provincia della costa orientale. Buon libro, consigliabile a chi vuole capire meglio una delle mille facce della società statunitense.

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  • 4

    Quando ho letto questo libro(qualche anno fa), non mi aveva particolarmente colpito ma di recente ho visto la miniserie statunitense su sky e ho adorato ll'interpretazione di Frances Mcdormand che ri ...continue

    Quando ho letto questo libro(qualche anno fa), non mi aveva particolarmente colpito ma di recente ho visto la miniserie statunitense su sky e ho adorato ll'interpretazione di Frances Mcdormand che riesce a far amare e comprendere l'odiosa Olive e la sua ruvida e tagliente disperazione.

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  • 2

    Storie banali di vita quotidiana

    Nel complesso abbastanza deludente. Racconti di vita quotidiana ambientati nella provincia americana, che appare come luogo di scarsa vitalità e interesse. Le vicende narrate sono inoltre piuttosto de ...continue

    Nel complesso abbastanza deludente. Racconti di vita quotidiana ambientati nella provincia americana, che appare come luogo di scarsa vitalità e interesse. Le vicende narrate sono inoltre piuttosto deprimenti; non si tratta quindi di una lettura particolarmente stimolante.

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  • 5

    Esperimento: il più delle volte, ho visto film tratti da romanzi dopo aver letto il romanzo, più raramente è stato il film a spingermi a leggere, la lettura successiva è scaturita dalle immagini. Il d ...continue

    Esperimento: il più delle volte, ho visto film tratti da romanzi dopo aver letto il romanzo, più raramente è stato il film a spingermi a leggere, la lettura successiva è scaturita dalle immagini. Il discorso si complica con le serie televisive, e la loro durata. Di Mildred Pierce, per esempio, posso dire che sono state Kate Winslet e Evan Rachel Wood a spingermi verso le pagine di Cain. Nel caso di Olive Kitteridge, avevo visto la prima delle quattro puntate della serie diretta da Lisa Cholodenko prima di aprire il romanzo (tradotto da Silvia Castoldi). E avevo già visto la seconda e la terza quando mi trovavo a un terzo della lettura.
    Frances McDormand è Olive, Richard Jenkins è suo marito Henry, gli altri personaggi che compaiono nel romanzo non possono sfuggire alla fisionomia degli attori che li interpretano, ma la trama televisiva era lontana dal completarsi, i suoi sviluppi ancora imprevedibili, e il romanzo non segue il medesimo andamento della scrittura per la tv. Già alla seconda pagina si scopre qualcosa che il primo episodio della miniserie aveva lasciato oscuro: la depressione di Rachel Jones deriva dal fatto che il marito era scappato la notte in cui nacque il loro bambino, Kevin, coetaneo di Christopher, il figlio dei Kitteridge.

    Alcuni capitoli sono fatti di storie “di contesto”, in cui la presenza di Olive Kitteridge è appena accennata. La più carveriana vede come protagonisti Bob e Jane, sposati da tanti anni. Si vogliono bene, si divertono insieme, forse sono felici: “Era come se il loro matrimonio fosse stato un lungo e complesso pranzo di gala e ora fossero arrivati a quell’ottimo dessert”. Entrambi nell’ultimo anno, sono stati vittima di un attacco cardiaco. A un concerto in una chiesa, incrociano i Kitteridge, e Bob mormora a Jane: “Non so come faccia lui a sopportarla”. L’idillio si incrina quella sera stessa, per un casuale riferimento di una coppia di amici a un viaggio che Bob non doveva aver fatto. Jean è assolutamente certa che Bob le ha mentito. E lui confessa: quattro anni prima, era andato a trovare una donna malata di un tumore al seno. Non la vedeva da anni, erano stati amanti, tanto tempo prima. Jane precipita in un abisso. Infine si fanno una promessa: non pronunceranno mai più il nome di quella donna.

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  • 4

    Atmosfere ed identità di provincia

    Siamo a Crosby, una piccola comunità della provincia americana, incastonata in uno splendido paesaggio. Qui la Strout, con la sua sensibilità introspettiva, racconto dopo racconto ci fa entrare emotiv ...continue

    Siamo a Crosby, una piccola comunità della provincia americana, incastonata in uno splendido paesaggio. Qui la Strout, con la sua sensibilità introspettiva, racconto dopo racconto ci fa entrare emotivamente dentro il cuore e la mente di una umanità che, nello scorrere lento del tempo, si attrezza come può per vivere l' ordinaria quotidianità, trascinandosi il carico del passato intriso di fragilità, sofferenza, solitudine. Si respira tra le righe un' aria di tristezza; quella di chi ha perso la vitalità del combattente e si adagia sul presente con lo sguardo dei rimpianti.
    Ogni racconto è un segmento di vita semplice di uno o più personaggi che conquistano la scena per cederla, poi, interamente a quella che è la vera protagonista, l' anziana Olive Katteridge.
    Olive è come un fiume carsico che attraversa le vite dei suoi concittadini; di alcuni, pochi, è amica, di altri è stata la severa insegnante che metteva paura.
    Alcune volte è da loro evocata in riferimenti più o meno benevoli; altre volte "emerge" direttamente con le traversie personali.
    Nell' uno e nell' altro caso sono tasselli preziosi che, come in un retablo, compongono il profilo di una donna dal carattere deciso; una donna esigente, dura con se stessa e con gli altri, ma fondamentalmente schietta; una donna che si porta dentro una rabbia che non fa deflagrare, ma domina con l' ironia, il sarcasmo o il silenzio.
    Ispira poca simpatia, anzi è scorbutica, spigolosa; non sa chiedere scusa ed è irritante nelle sue ottuse certezze che difende a spada tratta.
    Ma possiamo essere indulgenti con lei perché, in fondo, il suo è un modo per esorcizzare paure, che non mette in piazza, infelicità, ferite mai cicatrizzate; è un modo per "nascondere" l' incapacità di manifestare apertamente sentimenti e gesti di tenerezza che tuttavia albergano nel suo animo.
    Sì, in questo libro ci imbattiamo in poca gioia, e ci rimane addosso tanta malinconia, resa abilmente dalla Strout con parole "morbide", come si addice al linguaggio al linguaggio dei ricordi, che ad un certo punto della vita riaffiorano con toni che via via perdono buona parte della intransigenza giovanile.
    Ma c' è pure, forte e chiara, la volontà di difendere i valori culturali delle proprie radici, a fronte di stili di vita incomprensibili; e, soprattutto, nota positiva, emerge l' idea che si può trarre conforto dalle "piccole esplosioni", e cogliere ancora le occasioni che la vita ci offre nonostante amarezze, incomprensioni e delusioni.
    "Il mondo la confondeva. Non voleva lasciarlo."

    said on 

  • 5

    Un libro eccezionale e intenso, commovente e profondo. Una serie di racconti che si intrecciano fra loro e che hanno in comune un'unica protagonista, Olive Kitteridge, una donna dura e forte che scopr ...continue

    Un libro eccezionale e intenso, commovente e profondo. Una serie di racconti che si intrecciano fra loro e che hanno in comune un'unica protagonista, Olive Kitteridge, una donna dura e forte che scopre che non è mai troppo tardi per scoprire la bellezza di tornare a vivere. Un capolavoro.

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