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Olive Kitteridge

Di

Editore: Fazi (Le strade)

4.0
(2241)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 383 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Catalano , Spagnolo , Tedesco , Francese , Ceco , Portoghese

Isbn-10: 886411033X | Isbn-13: 9788864110332 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Silvia Castoldi

Genere: Comics & Graphic Novels , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
In un angolo del continente nordamericano c'è Crosby, nel Maine: un luogo senza importanza che tuttavia, grazie alla sottile lama dello sguardo della Strout, diviene lo specchio di un mondo più ampio. Perché in questo piccolo villaggio affacciato sull'Oceano Atlantico c'è una donna che regge i fili della storie, e delle vite, di tutti i suoi concittadini. È Olive Kitteridge, un'insegnante in pensione che, con implacabile intelligenza critica, osserva i segni del tempo moltiplicarsi intorno a lei, tanto che poco o nulla le sfugge dell'animo di chi le sta accanto: un vecchio studente che ha smarrito il desiderio di vivere; Christopher, il figlio, tirannizzato dalla sua sensibilità spietata; un marito, Henry, che nella sua stessa fedeltà al matrimonio scopre una benedizione, e una croce. E ancora, le due sorelle Julie e Winnie: la prima abbandonata sull'altare, ma non rassegnata a una vita di rinuncia, sul punto di fuggire ricorderà le parole illuminanti della sua ex-insegnante: Non abbiate paura della vostra fame. Se ne avrete paura, sarete soltanto degli sciocchi qualsiasi».
Con dolore, e con disarmante onestà, in Olive Kitteridge si accampano i vari accenti e declinazioni della condizione umana – e i conflitti necessari per fronteggiarli entrambi. È il fragile, sottile miracolo di un'altissima pagina di storia della letteratura, regalataci da una delle protagoniste della narrativa americana contemporanea, vincitrice, grazie a questo “romanzo in racconti”, del Premio Pulitzer 2009.
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  • 5

    Un libro eccezionale e intenso, commovente e profondo. Una serie di racconti che si intrecciano fra loro e che hanno in comune un'unica protagonista, Olive Kitteridge, una donna dura e forte che scopr ...continua

    Un libro eccezionale e intenso, commovente e profondo. Una serie di racconti che si intrecciano fra loro e che hanno in comune un'unica protagonista, Olive Kitteridge, una donna dura e forte che scopre che non è mai troppo tardi per scoprire la bellezza di tornare a vivere. Un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    E perciò, se l'uomo accanto a lei non era il genere di uomo che lei avrebbe scelto prima di allora, che importanza aveva? Molto probabilmente neanche lui avrebbe scelto lei. Però erano lì, e Olive si ...continua

    E perciò, se l'uomo accanto a lei non era il genere di uomo che lei avrebbe scelto prima di allora, che importanza aveva? Molto probabilmente neanche lui avrebbe scelto lei. Però erano lì, e Olive si immaginò due fette di formaggio svizzero premute insieme, i buchi che ciascuno dei due aveva da dare a quell'unione, i pezzi che la vita ti levava di dosso.

    ha scritto il 

  • 5

    https://ilclubdeilibri.wordpress.com/2015/04/21/olive-kitteridge-elizabeth-strout-una-recenisone/

    Quando ci si avvicina ad un libro come questo, che ha vinto il Pulitzer, il Bancarella e il Mondello, che ha una media di quattro stelle su aNobii e di cui tutti parlano bene, se non benissimo, le asp ...continua

    Quando ci si avvicina ad un libro come questo, che ha vinto il Pulitzer, il Bancarella e il Mondello, che ha una media di quattro stelle su aNobii e di cui tutti parlano bene, se non benissimo, le aspettative sono alte. E, di solito, io parto prevenuta e diffido. In questo caso diffidavo al punto che non ho voluto conoscere Elizabeth Strout leggendo questo come primo libro, ma ho iniziato con Amy e Isabelle.
    E quanto ho amato quelle due donne!
    E quanto ho amato la Strout che racconta di loro!
    Poi c’è stata la mini serie su Olive e, in mezzo alle puntate, c’era Elisa che continuava a dirmi “Devi leggere il romanzo però, non puoi amare solo la Olive della serie tv, anche perché è una Olive completamente diversa.”

    E partiamo proprio dalla serie tv: io l’ho trovata geniale, sarcastica al punto giusto, dissacrante e divertente.
    La Olive della televisione è semplicemente la quintessenza della Olive del romanzo.
    Ho visto un’intervista in cui l’autrice del libro ha dichiarato di aver pensato “Mio Dio, cos’hanno fatto!” quando vide l’inizio del telefilm, per poi arrivare alla fine con le lacrime agli occhi e mille complimenti per Francis McDormand, Lisa Cholodenko e Jane Anderson.

    Tornando al romanzo, invece, la forza narrativa di questa autrice mi era già ben chiara durante e dopo la lettura del suo primo libro e, qui, si riconferma a pieni voti: il personaggio di Olive Kitteridge è perfetto sotto ogni punto di vista.
    Tu leggi di questa donna piena di difetti senza trovarle nemmeno un difetto.
    E’ portentoso!
    L’unica cosa che pensi è che se ci fossero più Olive Kitteridge, il mondo sarebbe migliore ma anche peggiore.
    Capite cosa voglio dire?
    Antitesi: questa donna è un’antitesi. Il suo modo di essere è un’antitesi.
    Olive è il bene perché non esiste in lei alcuna traccia di ipocrisia, ma Olive è anche il male perché la sua bocca non ha un filtro e dice tutto quello che le passa per la mente.
    E come lo dice!
    Avete presente l’espressione “vorrei proprio togliermi quel sassolino dalla scarpa”? Ecco, la Kitteridge di sassolini non ne ha nemmeno uno, non li lascia accumulare per nulla.

    «Allora, consolatore di vedove, come sta?» chiese Olive al buio, dal letto.
    «Sta lottando».
    «Come tutti noi».

    Quanta rudezza c’è nelle parole di questa donna?
    Quanta poca compassione verso una ragazza fragile che viveva aggrappata al marito come l’edera su un muro e che, adesso, l’ha perso a causa di uno stupido incidente di caccia?
    Eppure, allo stesso tempo, quanta verità c’è nell’ultima frase di questo dialogo?
    Lo so io lo sapete voi lo sa la Kitteridge che quello che ci vuole in momenti come questo sono la compassione, la pietà e l’empatia verso chi soffre, però lei tutto questo lo lascia al marito Henry e si limita a dar voce a quella parte che c’è in tutti noi e che, per convenzione sociale e non, zittiamo nove volte su dieci.

    Un’altra caratteristica di questa autrice, caratteristica a mio avviso formidabile, è il modo in cui dà luce ai personaggi secondari delle storie che racconta: leggendo di Henry Kitteridge, di Christopher, Denise, Angela e di tutti gli altri abitandi di Crosby, Maine, li senti protagonisti tanto quanto la donna-antitesi che dà il titolo al romanzo.
    E’ una cosa meravigliosa, questa, che avevo già notato in Amy e Isabelle e che qui si ripresenta ancora con più forza.
    Ti senti totalmente avvolto dalla teoria di persone che riempie queste pagine; ti senti parte di questa cittadina del Maine, osservatore attento, vicino spione e pettegolo che scosta la tenda, abbassa il finestrino allo stop, guarda da dietro gli occhiali da sole per vedere senza essere visto.
    E’ quasi pornografico il modo in cui ti ritrovi ad osservare le vite di tutte le persone che abitano le pagine dei libri di Elizabeth Strout.

    Adesso non mi resta che abbandonarmi alla lettura de I ragazzi Burgess e Resta con me e poi iniziare a sperare che questa autrice scriva presto il suo prossimo libro e continui a scrivere vita natural durante.

    ha scritto il 

  • 4

    È un libro particolare composto da tredici racconti le cui vicende si svolgono in una cittadina del Maine, e dove è sempre presente, più o meno protagonista, l'antipatica, la pesante, l'acida Olive, e ...continua

    È un libro particolare composto da tredici racconti le cui vicende si svolgono in una cittadina del Maine, e dove è sempre presente, più o meno protagonista, l'antipatica, la pesante, l'acida Olive, ex insegnante di scuola e moglie del farmacista.
    I racconti, anche in momenti temporali distanti tra loro, riguardano sia la famiglia di Olive (il marito Henry e il figlio Cristopher) sia altri personaggi del paese e hanno tutti un filo conduttore...la sofferenza che accompagna la vita, le delusioni, i tradimenti, la vecchiaia che avanza, l'apprensione per i figli, la paura della morte. Sembra non ci sia proprio spazio per un po' di positività.
    Nonostante questo, e nonostante Olive sia insopportabile, mi è piaciuto comunque il suo sguardo cinico.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto ormai un mese fa, anche se in mezzo ci sono stati altri libri ed è passato in un certo senso tanto tempo, mi sembra di averlo chiuso appena l'altra sera.
    Olive è il personaggio che ho desiderato ...continua

    Letto ormai un mese fa, anche se in mezzo ci sono stati altri libri ed è passato in un certo senso tanto tempo, mi sembra di averlo chiuso appena l'altra sera.
    Olive è il personaggio che ho desiderato incontrare per tutta la mia vita di lettrice, sembra Lucy Van Pelt da vecchia, così scorbutica, così vera, incapace anche di quel minimo di ipocrisia che permette di vivere normalmente in società, eppure allo stesso tempo tanto fragile e bisognosa dell’amore e dell’approvazione delle persone che ama e senza le quali è come se le mancasse l’aria.
    Quel marito che è probabilmente la persona più buona del mondo, che risponde sempre con garbo e pacatezza, senza mai cogliere provocazione alcuna e che lei dà per scontato per tutta la vita (non dico di più, ma da un certo punto quanto mi ha ricordato un racconto molto famoso della Munro...!) e quel figlio che le pare rovinarsi la vita, il suo bambino che è andato così lontano e sembra aver reso vane tutte le cose belle che lei e il marito avevano preparato per lui con cura e con amore. Che dolore e che delusione per quel figlio ingrato, di cui però sente un costante bisogno di affetto e di stima. Certo, quando si è genitori si fanno molti errori, però il prima e il durante...? Che fine hanno fatto tutti gli anni di sacrifici, di attenzione, di tentativi di dare il meglio, può davvero l'amore più grande non avere più peso a un certo punto...?
    Insomma, Olive è una grandissima storia personale – la vita di una donna e il suo invecchiare, a volte con lentezza e altre volte con una percezione decisamente maggiore, quella che ci lascia un po’ sbigottiti e addirittura increduli – ma anche la storia di un paese e di molte delle persone che lo abitano con le loro storie, le loro debolezze e le loro scelte, i loro destini che talvolta sembrano essere stati un po’ beffardi.
    Un libro bellissimo, di quelli che ti fanno sentire che non siamo nella posizione di giudicare nessuno, e uno splendido personaggio femminile che ho sentito vicinissimo e anche un po' "mio" per tante piccole cose. Olive è il tipo che resta decisamente impresso nella memoria, proprio come il suo paragone con le grandi e le piccole esplosioni della vita.

    ha scritto il 

  • 4

    fotografie

    Ho trovato questo libro molto ben scritto e ho veramente amato Olive, molto umana con tutti i suoi pregi e difetti...Non amo il genere racconti brevi e infatti questo non lo è..
    E' come guardare un al ...continua

    Ho trovato questo libro molto ben scritto e ho veramente amato Olive, molto umana con tutti i suoi pregi e difetti...Non amo il genere racconti brevi e infatti questo non lo è..
    E' come guardare un album di fotografie e prenderne una per i vari momenti della vita, scattata da sola o con altre persone. In queste fotografie Olive a volte è in primo piano, a volte e sullo sfondo, ma sempre si avverte quanto la presenza di ognuno può incidere sulla vita degli altri, anche quando è marginale..
    Nel tempo il personaggio invecchia e le ultime "foto" ci mostrano una Olive maturata, cambiata dagli eventi della vita, ma sempre autentica e originale, uguale solo a se stessa...
    Consiglio la lettura, spero di riuscire a vedere anche il film, o la serie televisiva

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, davvero bello. Il personaggio di Olive che cambia e matura, invecchia, nel corso dei racconti della vita dei suoi concittadini. Le citazioni, di racconto in racconto, ce la spiegano, ce la most ...continua

    Bello, davvero bello. Il personaggio di Olive che cambia e matura, invecchia, nel corso dei racconti della vita dei suoi concittadini. Le citazioni, di racconto in racconto, ce la spiegano, ce la mostrano nel corso della sua esistenza forse meglio che in un singolo, lungo romanzo con lei per unica protagonista.
    Un grande romanzo che come tutti i grandi romanzi è un fedele spaccato della vita dell'epoca.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Quanta Olive Kitteridge c'è in ognuno di noi?

    Ho adorato questo libro e il personaggio di Olive. Così scorbutica, burbera, cinica, giudicante e prepotente. Ma allo stesso tempo così sensibile, così fragile e desiderosa solo di essere amata dal fi ...continua

    Ho adorato questo libro e il personaggio di Olive. Così scorbutica, burbera, cinica, giudicante e prepotente. Ma allo stesso tempo così sensibile, così fragile e desiderosa solo di essere amata dal figlio, e forse anche da quella vita che da un certo punto in avanti decide quasi di rifiutare e di guardare solo di riflesso dalla sua nicchia del bovindo in salotto.
    Non un vero e proprio romanzo, ma una serie di racconti accomunati dal fil rouge della presenza di Olive: a volte protagonista, a volte spalla, a volte presente solo sullo sfondo. L'ambientazione nella provincia americana, sulle coste del Maine, il paese piccolo dove tutti conoscono tutti e dove "la gente mormora", il ciclo della vita a cui nessuno si può sottrarre.
    La figura del marito di Olive è stupenda, e sulle pagine della sua malattia non nascondo di aver pianto, così come su quelle di alcune riflessioni di Olive sulla vecchiaia. Perchè che l'amore possa continuare, cambiare, arrivare anche da vecchi, nessuno ci pensa mai. E calarsi per qualche ora nei panni di una settantenne che si riscopre capace e bisognosa d'amare, ti toglie il fiato.
    Meritatissimo Pulitzer.
    Ma perchè non ho mai letto niente di suo prima??? Devo assolutamente recuperare.

    ha scritto il 

  • 4

    ottimismo primaverile

    non so, forse ho passato troppo tempo con Olive. mi sento burbera, risentita, rabbuiata, cinica, disincantata.

    ah! che meraviglia la primavera. ah

    p.s. il libro mi è piaciuto, nonostante per qualche s ...continua

    non so, forse ho passato troppo tempo con Olive. mi sento burbera, risentita, rabbuiata, cinica, disincantata.

    ah! che meraviglia la primavera. ah

    p.s. il libro mi è piaciuto, nonostante per qualche strano e misterioso motivo, non sia completamente nelle mie corde...direi che si merita un meraviglioso tenco
    https://www.youtube.com/watch?v=CcC5jRkrEiE

    ha scritto il 

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