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Olive Kitteridge

By Elizabeth Strout

(2882)

| Paperback | 9788864110332

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Book Description

In un angolo del continente nordamericano c'è Crosby, nel Maine: un luogo senza importanza che tuttavia, grazie alla sottile lama dello sguardo della Strout, diviene lo specchio di un mondo più ampio. Perché in questo piccolo villaggio affacciato sul Continue

In un angolo del continente nordamericano c'è Crosby, nel Maine: un luogo senza importanza che tuttavia, grazie alla sottile lama dello sguardo della Strout, diviene lo specchio di un mondo più ampio. Perché in questo piccolo villaggio affacciato sull'Oceano Atlantico c'è una donna che regge i fili della storie, e delle vite, di tutti i suoi concittadini. È Olive Kitteridge, un'insegnante in pensione che, con implacabile intelligenza critica, osserva i segni del tempo moltiplicarsi intorno a lei, tanto che poco o nulla le sfugge dell'animo di chi le sta accanto: un vecchio studente che ha smarrito il desiderio di vivere; Christopher, il figlio, tirannizzato dalla sua sensibilità spietata; un marito, Henry, che nella sua stessa fedeltà al matrimonio scopre una benedizione, e una croce. E ancora, le due sorelle Julie e Winnie: la prima abbandonata sull'altare, ma non rassegnata a una vita di rinuncia, sul punto di fuggire ricorderà le parole illuminanti della sua ex-insegnante: Non abbiate paura della vostra fame. Se ne avrete paura, sarete soltanto degli sciocchi qualsiasi».
Con dolore, e con disarmante onestà, in Olive Kitteridge si accampano i vari accenti e declinazioni della condizione umana – e i conflitti necessari per fronteggiarli entrambi. È il fragile, sottile miracolo di un'altissima pagina di storia della letteratura, regalataci da una delle protagoniste della narrativa americana contemporanea, vincitrice, grazie a questo “romanzo in racconti”, del Premio Pulitzer 2009.

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    Questo libro l'ho inseguito, desiderato, mi incuriosiva, mi tentava; lo prendevo in mano quando entravo in una libreria, mi dicevo che prima o poi l'avrei letto, ma per un motivo o per l'altro, il tempo non arrivava mai. Sono andato in vacanza in Tos ...(continue)

    Questo libro l'ho inseguito, desiderato, mi incuriosiva, mi tentava; lo prendevo in mano quando entravo in una libreria, mi dicevo che prima o poi l'avrei letto, ma per un motivo o per l'altro, il tempo non arrivava mai. Sono andato in vacanza in Toscana, ospite di amici, e lì l'ho trovato, nella libreria di Marina e in un momento ho capito che il tempo era arrivato. L'ho letto in pochi giorni e l'ho amato molto. Ho amato le storie ambientate in quel paese del Maine, gli uomini e le donne che lo popolano e che si intrecciano nei vari racconti, ho amato il modo che ha la Strout di raccontarle, con uno sguardo distaccato ma non freddo, partecipe delle loro vicissitudini, amorevole riguardo i loro errori e le loro debolezze. Questo modo di raccontare mi è congeniale perchè non giudica, è un modo sereno e compassionevole e sembra dire: Non importa se sbagliamo e quanto sbagliamo nella nostra vita, tanto lo facciamo tutti, siamo umani. E poi ho amato lei, Olive, ma solo verso la fine perchè è lì che l'ho capita. All'inizio mi era antipatica. Arrogante, sembrava sempre incazzata con il mondo. Invece alla fine si rivela la sua umanità perchè capiamo che anche lei ha la sue debolezze, paure, manie, anche lei commette errori e questo la rende umana,imperfetta perchè umana.

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    Il signor G. said on Sep 25, 2014 | Add your feedback

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    4 stelle e mezzo

    Olive Kitteridge ha, in apparenza, tutto quello che fa di lei una donna forte. Crede ciecamente di esserlo, impone a se stessa di essere invincibile, una roccia indeformabile. È difficile per chi la circonda accoglierla serenamente ...(continue)

    4 stelle e mezzo

    Olive Kitteridge ha, in apparenza, tutto quello che fa di lei una donna forte. Crede ciecamente di esserlo, impone a se stessa di essere invincibile, una roccia indeformabile. È difficile per chi la circonda accoglierla serenamente nella propria esistenza. Olive non è solo una comparsa nelle vite degli altri, i quali non possono ricordare di aver salutato per caso Olive per strada: Olive passa e lascia un segno, le sue parole rimangono. Le sue risposte sono secche, dure, realistiche, come se non ci fosse altro al di fuori della nuda e cruda realtà, come se la vita fosse soltanto una macchina. Sono sciocchi gli altri a illudersi che non lo sia. Si nasce, si vive, si muore. Si hanno sentimenti perché si deve averne, la natura umana li prevede. Questi non nascono spontaneamente, ci sono e basta. Ci si sposa, si fanno figli. Funziona (meccanicamente) così.
    Lei crede nel culto del “non chiedere scusa”, del non retrocedere, del non dimostrarsi debole, non bisogna esserlo mai. Non deve avere rimorsi perché per vivere bene non bisogna averne.
    Appannata dall'ego, comprende solo il suo punto di vista, non riesce (perché probabilmente non vuole) ad andare al di là del suo naso quel poco che basterebbe per scoprire che alle sue azioni corrispondono reazioni uguali e contrarie. Una serie di eventi la indurranno a sospettare che forse la vita che sta portando avanti non è solo la sua, forse c’è qualcuno che riflette, che soffre per le sue azioni. Tuttavia non attribuisce il dolore degli altri a un cuore spezzato, al logoramento interiore, a un animo distrutto a causa sua. Nella vita si soffre. È normale. Soffrono tutti. Ma questo è sempre il suo punto di vista, non la verità.
    Ormai superati i settanta anni, riuscirà a rimediare? Riuscirà a capire?
    Io ho venti anni e ho letto questo libro in un periodo in cui sto riflettendo proprio su questo. Olive Kitteridge sono io. Ed è triste. L’esistenza di Olive Kitteridge è triste.

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    oharakatiescarlett said on Sep 24, 2014 | Add your feedback

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    Ad alcuni degli "episodi" con Olive protagonista darei senz'altro 5 stelle; solo un cosìcosì alla maggior parte in cui compare solo di sfuggita.

    Che poi tra l'altro Olive, sulle prime, mi è risultata proprio insopportabile. Dopodiché, rendend ...(continue)

    Ad alcuni degli "episodi" con Olive protagonista darei senz'altro 5 stelle; solo un cosìcosì alla maggior parte in cui compare solo di sfuggita.

    Che poi tra l'altro Olive, sulle prime, mi è risultata proprio insopportabile. Dopodiché, rendendomi conto che era quasi me (antipatica, scorbutica, incapace di diplomazia eccetera), mi ci sono affezionata come a pochi altri personaggi femminili nella trentennale storia delle mie letture. Cara, odiosissima Olive.

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    Ele Dalmonte said on Sep 2, 2014 | Add your feedback

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    Sembrava uno dei tanti, troppi titoli pompati da giornali e pubblicità. Gli scrittori minimalisti poi da Carver a Cheever mi sembrano molto sopravvalutati. Ma questo libro è veramente notevole. La Strout rivela grande talento narrativo intrecciando t ...(continue)

    Sembrava uno dei tanti, troppi titoli pompati da giornali e pubblicità. Gli scrittori minimalisti poi da Carver a Cheever mi sembrano molto sopravvalutati. Ma questo libro è veramente notevole. La Strout rivela grande talento narrativo intrecciando tra loro racconti che formano naturalmente un romanzo molto bello e ben strutturato.

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    Luca Mazzei said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

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