Olive comprese

Di

Editore: RL Libri

3.7
(2497)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 445 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8846210255 | Isbn-13: 9788846210258 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Una travolgente giostra di irresistibili personaggi e divertenti vicende da cui emerge il ritratto della più autentica Italia di ieri.
Bellano, novembre 1936. Mentre il duce costruisce il suo impero in Africa e la guerra civile infuria in Spagna, sulle brumose sponde del lago di Como quattro giovani di provincia passano il tempo tra scorribande e malefatte, mettendo a soqquadro la vita del paese e attirando le attenzioni del maresciallo dei carabinieri Ernesto Maccadò. Il quale, a dire il vero, si trova a dover affrontare un problema ben più grave delle bravate dei suddetti giovanotti: in paese gira voce che la vedova Fioravanti, passata a miglior vita alla tenera età di novantatré anni, non sia morta di vecchiaia, ma sia stata avvelenata. Da questo fatto prende avvio una trama ricca di vicende esilaranti, una scatenata sarabanda di beffe e di imbrogli, di equivoci e pettegolezzi, tra segreti di famiglia, affari di bottega, intrighi politici e salaci scenette.
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  • 1

    Irritante

    Mi è comparso il libro in seconda fila, nello scaffale alto della libreria e mi sono stupita: non l'avevo riciclato, regalandolo a qualcuno un secolo fa? evidentemente no, non ebbi il coraggio di rifi ...continua

    Mi è comparso il libro in seconda fila, nello scaffale alto della libreria e mi sono stupita: non l'avevo riciclato, regalandolo a qualcuno un secolo fa? evidentemente no, non ebbi il coraggio di rifilare la fregatura a qualcun altro.
    È uno dei libri che m'innervosice ricordare. Sono d'accordo con Simona dalle nebbie mantovane: è macchiettistico, banale, morboso per i doppi sensi da osteria. È perfetto per una fiction televisiva di infimo livello. Come ha scritto Betty Flanagan, che quando vuole è corrosiva come nessun altro, non è un bello scrivere e nemmeno un bel leggere. È roba da Bagaglino.

    ha scritto il 

  • 5

    "E se non fossero tutte ubbie?"...

    Ancora una volta Andrea Vitali con una travolgente giostra di vicende e personaggi, in una Bellano in piena epoca fascista, riesce a fare amare quella commedia paesana che lo contraddistingue.
    In ques ...continua

    Ancora una volta Andrea Vitali con una travolgente giostra di vicende e personaggi, in una Bellano in piena epoca fascista, riesce a fare amare quella commedia paesana che lo contraddistingue.
    In questo romanzo credo che più o meno conosciamo tutti gli abitanti del posto: il prevosto, la perpetua, quattro ragazzotti scellerati con le loro famiglie che finiscono subito nel mirino del maresciallo,la tenera Filzina tutta casa lavoro e chiesa, il podestà con una moglie alquanto particolare, la Sofristrà con i suoi fondi di caffè, l'uselànda, poi gatti e piccioni e ancora tante figure che renderanno divertente e irresistibile la storia che prendendo vita da Bellano, passerà da Roma e continuerà in Spagna per ritornare al paesello di origine.
    Intrecciando sapientemente equivoci, pettegolezzi, intrighi e comportamenti umani non troppo consueti l'autore riesce a ricreare quell'atmosfera antica e leggera come le vecchie storie raccontate dai nonni, dove tutto è possibile e nulla è certo.
    Per me il libro è sicuramente un quattro stelle e mezzo, la mezza stellina in più è per il titolo che fino a metà del libro non si riesce a capire e si presta bene a tante situazioni, ma poi scoperto l'arcano non puoi non farti una bella risata ...e la tenera Filzina come farà? ...chissà!!!...

    ha scritto il 

  • 4

    Preso per caso, a me è piaciuto un sacco. Vitali scrive bene e ha l'arte affabulatoria del raccontare di paese. Dove tutti sanno di tutti, tranne gli interessati. Sembra di sentire le maranteghe che s ...continua

    Preso per caso, a me è piaciuto un sacco. Vitali scrive bene e ha l'arte affabulatoria del raccontare di paese. Dove tutti sanno di tutti, tranne gli interessati. Sembra di sentire le maranteghe che se la raccontano fuori della porta di casa con i grembiuli da cucina addosso.
    Un po' Brescello di Peppone e Don Camillo, ma canzonatorio. Un racconto a voce, più che uno scritto. Un dipinto fatto a carboncino.
    Forte!

    ha scritto il 

  • 4

    Sorridere ogni tanto fa bene

    Non è sbagliato ogni tanto buttarsi in una lettura spensierata che riesce a strappare anche qualche sorriso. Vitali riesce perfettamente a coivolgere il lettore con leggerezza e fantasia.

    ha scritto il 

  • 5

    Ingredienti: un minuscolo paesino sul lago di Como con tanti curiosi abitanti, qualche ironica zingarata dalle tragicomiche conseguenze, un groviglio di piccioni avvelenati, “olive” extralarge, santon ...continua

    Ingredienti: un minuscolo paesino sul lago di Como con tanti curiosi abitanti, qualche ironica zingarata dalle tragicomiche conseguenze, un groviglio di piccioni avvelenati, “olive” extralarge, santone ed ornitologhe, gli anni bui del fascismo come cornice della trama.
    Consigliato: agli estimatori di fuochi d’artificio lunghi 400 pagine, agli amanti della commedia umana recitata con mille toni e colori.

    ha scritto il 

  • 0

    Un'equivoca commedia degli equivoci con un lieto fine che non trascura nessuno dei personaggi (... ehm, defunti esclusi s'intende!).

    In altre parole, una divertente storia di paese in cui dei personag ...continua

    Un'equivoca commedia degli equivoci con un lieto fine che non trascura nessuno dei personaggi (... ehm, defunti esclusi s'intende!).

    In altre parole, una divertente storia di paese in cui dei personaggi, al limite del caricaturale alcuni e ben entro i confini dell'assurdo altri, ne combinano e ne subiscono di tutte le gradazioni dei colori dell'arcobaleno.
    Il tutto collocato in uno scenario da strapaese del profondo nord e variegato da pennellate di un fascismo che non fa male a nessuno.
    Insomma: Goldoni trasportato magicamente nel Ventennio.

    Forse 450 pagine di storie intrecciatissime quanto leggere alla fine mi hanno messo alla prova ma l'A. ha un modo brioso di raccontare ed una fantasia sbrigliata, capace di sfornare macchiette, gag e personaggi stravaganti a getto continuo.
    Anche i termini dialettali (?!) o gergali non stonano ed in ogni caso non sono forzati come in altri autori (... uno dei pochi vezzi che non riesco a perdonare a Camilleri, tanto per non far nomi).

    Insomma, l'ho seguito fino ai "Ringraziamenti" e solo con qualche tentennamento. E non escludo di leggere qualche altra sua storia.

    ha scritto il 

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