Oliver Twist

By

Publisher: Penguin Books Ltd

3.9
(3433)

Language: English | Number of Pages: 608 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Spanish , Chi traditional , Chi simplified , French , Italian , Hungarian , Dutch , Danish , Swedish , Greek , Portuguese , Czech , Polish , Catalan , Estonian , Croatian

Isbn-10: 0141192496 | Isbn-13: 9780141192499 | Publish date: 

Contributor: Philip Horne

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , Mass Market Paperback , School & Library Binding , Library Binding , Others , Audio CD , Leather Bound , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Teens

Do you like Oliver Twist ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Part of "Penguin's" beautiful hardback "Clothbound Classics" series, designed by the award-winning Coralie Bickford-Smith, these delectable and collectible editions are bound in high-quality colourful, tactile cloth with foil stamped into the design. The story of the orphan Oliver, who runs away from the workhouse only to be taken in by a den of thieves, shocked readers when it was first published. Dickens' tale of childhood innocence beset by evil depicts the dark criminal underworld of a London peopled by vivid and memorable characters - the arch-villain Fagin, the artful Dodger, the menacing Bill Sikes and the prostitute Nancy. Combining elements of Gothic Romance, the Newgate Novel and popular melodrama, Dickens created an entirely newkind of fiction, scathing in its indictment of a cruel society, and pervaded by an unforgettable sense of threat and mystery.
Sorting by
  • 3

    Solo Dickens riesce ad essere sempre diverso eppure lo stesso in ogni suo romanzo. Feroce sarcasmo e puro umorismo si mescolano in questo caso a freddo realismo e lacrimoso pietismo, per creare un rom ...continue

    Solo Dickens riesce ad essere sempre diverso eppure lo stesso in ogni suo romanzo. Feroce sarcasmo e puro umorismo si mescolano in questo caso a freddo realismo e lacrimoso pietismo, per creare un romanzo che ha per protagonista indiscussa la città di Londra. È una Londra cupa, avvolta da nebbia e fuliggine a coprirne carenze e misfatti, quella che si riesce a percorrere in lungo e in largo con Oliver Twist usato a mo’ di guida turistica. È la Londra dei bassifondi e della miseria più nera, dove vige la legge del più forte e dalla quale scappare sembra quasi impossibile. Ed è in queste strade che si concentra tutto il valore del racconto, da leggere prima di tutto come una critica rivolta alla presunte istituzioni caritatevoli che elargiscono vuota benevolenza, secondo il principio primo del soccorso esterno, cioè quello di "dare ai poveri esattamente ciò di cui non hanno bisogno, in modo che son dissuasi dal venire a chiedere".
    Un romanzo sociale più che di formazione dunque, che fa di Oliver una presenza muta ed immutabile nella maggior parte dei capitoli, il simbolo per eccellenza dell’innocenza e della purezza, che invano Ignoranza e Miseria, quelli che Dickens chiama figli dell’uomo in A Christmas Carol, tentano di insozzare.
    Come sempre accade quando la linea di demarcazione tra Bene e Male è così netta da non ammettere sbavature, la storia perde d’impatto e sconfina pericolosamente verso la favola con tanto di morale, bella da leggere ma, appunto, una favola.

    said on 

  • 5

    Romanzo che si concentra sulla vita di questo orfanello, ma che in realtà fa molto di più: descrive accuratamente diversi aspetti della vita dell'epoca partendo dalle workhouses, i cosiddetti istituti ...continue

    Romanzo che si concentra sulla vita di questo orfanello, ma che in realtà fa molto di più: descrive accuratamente diversi aspetti della vita dell'epoca partendo dalle workhouses, i cosiddetti istituti caritatevoli fondati al fine di togliere i poveri dalla strada, e arrivando a rappresentare il mondo criminale, incentrando l'attenzione sullo sfruttamento dei minori, senza però fare differenza tra i due ambienti e di conseguenza tra legalità e illegalità, perchè ciò che Dickens critica è l'immoralità.
    La sua satira è magistrale nella descrizione del lato lucroso della natura umana e pone l'enfasi sull'attaccamento al denaro che ha la forza di plasmare le persone, trasformando quel briciolo di recondita umanità in freddo materialismo.
    Ma c'è una contrapposizione di realtà nel romanzo, quella spaventosa dei corrotti slums e quella confortevole dell'aristocrazia che appare idealizzata tanto è perfetta. Ed ecco che il lieto fine non tarda ad arrivare e premia chi come Oliver è stato leale e coscienzioso e ha avuto la sua rivincita su tutti coloro che hanno cercato di sopraffarlo, uscendo da una condizione di miseria e povertà per raggiungere una rispettabile prosperità entrando a sua volta a far parte di quella borghesia tanto condannata all'inizio del libro dall'autore, che sebbene sia sempre schietto nel denunciare le ingiustizie nei confronti dei diseredati, per una reazione puramente vittoriana questa sua contestazione viene meno nel momento in cui si trova a descrivere le conseguenze della dissolutezza che si riscontra in condizioni sociali critiche.
    In definitiva ciò che egli rappresenta è un'ironia contro la rapacità e l'ipocrisia delle classi dominanti ma anche contro l'avidità e la brutalità del sottoproletariato.

    said on 

  • 3

    E' stata una bella sfida leggere Oliver Twist in inglese. Innanzitutto per l'inglese di metà '800 che ha reso la comprensione molto ardua a tratti. Poi per aver messo a dura prova le mie (modeste) com ...continue

    E' stata una bella sfida leggere Oliver Twist in inglese. Innanzitutto per l'inglese di metà '800 che ha reso la comprensione molto ardua a tratti. Poi per aver messo a dura prova le mie (modeste) competenze linguistiche e la mia tenacia. Ci ho messo tanto, più del previsto, ma ce l'ho fatta!

    In quanto alla storia: la conoscevo già ed è stato piacevole riscoprirla.

    said on 

  • 5

    Le sorprese, come le sfortune, raramente vengono da sole.

    Quando arrivai a Londra mancavano ancora più di dieci minuti a mezzanotte, ma il piccolo Oliver era già lì e, come un relitto dimenticato persino da alcuna manifestazione divina, mi aspettava. Nonosta ...continue

    Quando arrivai a Londra mancavano ancora più di dieci minuti a mezzanotte, ma il piccolo Oliver era già lì e, come un relitto dimenticato persino da alcuna manifestazione divina, mi aspettava. Nonostante fosse buio pesto e strade anguste e infangate mostrassero mucchi di case in cui gruppi di donne e ubriachi si rivoltavano letteralmente nel fango, individuai immediatamente il giovane protagonista di questa storia. E' stato impossibile non individuare subito la sua figura: ferito, maltrattato e sfortunato, invisibile agli sguardi degli astanti. Non si vedono molti bambini dall'aria stanca e emaciata, racchiusi nei propri dolori e nella loro solitudine, nei romanzi che solitamente leggo. Doveva essere il suo aspetto, a meno che non avessi già fatto la conoscenza di altri ragazzi come lui. Una giacca misera e bucata, pantaloncini scrostrati di fango ricoprivano la sua figura esile. Una luce intensa negli occhi, come se aspettasse un miracolo. Quando ascoltai la sua storia sapevo perfettamente a cosa sarei andata incontro. Avevo a disposizione qualcosa che assomigliasse a una biografia, ma anche questa volta non riuscì a non provare una strana fame. Una fame letteraria che mi indusse a divorare il romanzo di Dickens nel giro di qualche giorno. Storia di vita, morte e speranza, trascesa in una dimensione più universale, che rappresenta la semplicità e la potenza dell'Innocenza contro il Male.
    L'aria impregnata di odori nauseabondi; luoghi che prosperano in una desolazione sconfortante dove gente di peggior risma s'azzuffa di santa ragione; sporchi, umili, squallidi, che si tuffano nella calca o ne emergono, conferendo un'immagine tremenda e folle. Una confusione totale dei sensi. Per un po' sono rimasta a bocca aperta. Il piccolo Oliver non sembrava fosse consapevole dello squallore che lo circondava. Addentrandomi in un labirinto oscuro e profondo, dove è impossibile scorgerne la luce, mi ha permesso di condividere pienamente questa storia che, Dickens, si porta dentro. Una storia che passa oltre le incongruenze del tempo, le implausibilità dell'intreccio, traumatica e quasi inconsapevole, in cui pervade una certa malinconia. Eppure, nelle lande deserte del mio cuore, sapevo che la luce di un mero sprazzo di luce rischiarasse, prima o poi, le tenebre dell'animo di questo povero orfano. Un muro che cade. Una porta che si apre sull'anima e che invita a entrare: in ogni comunità si mescolano il buono e il cattivo, e la società circostante rappresenta la possibilità di riscattarsi.
    Leggere di Oliver, vestire i suoi panni - anche solo per qualche giorno -, entrare nella soffitta della sua anima, assistere ai maltrattamenti, alle punizioni quasi sempre inflitte, mi ha permesso di provare irresistibili moti di affetto e tenerezza nei suoi riguardi. Personaggi ritratti non come figurine ritagliabili isolamente ma come soggetti dialettali, divenuti famigliari ai miei occhi, per qualche giorno, lasciarono dietro un segno profondo che ha avuto una sua importanza. Pupazzi fragili, rinsecchiti, come asciugami stesi ad asciugare al sole che, assisterli nelle loro svariate avventure in un epoca che ha sempre destato il mio fascino, hanno accompagnato la mia avanzata lenta, fra vicoli e cortiletti nascosti.
    Oliver Twist è esattamente quel genere di storia che mi ero immaginata che, come il giovane David Copperfield, narra di un ragazzo sfortunato ma speranzoso che mi narrò la sua storia quasi come una sorta di allegoria. La scissione fra il principio di innocenza e bene, scritte in quelle che non sono altro che pagine di vita dell'autore. Solenne e crudele, carico di sofferenze mentali e fisiche, torture, tormenti che lo divorarono da dentro. Gettando una spettrale aria di malinconia e pervadendo i sensi in una lenta agonia.
    Quella di Dickens è un'opera radicata nel territorio dell'immaginazione urbana e negli spazi urbani, in cui fa sfondo una Londra distesa in una cappa di sporcizia. Tragico e realistico, è un tributo oltraggiante e dannoso che rende quasi giustificati a rinfacciare a denti stretti il male subito. E, condividendo anche la minima emozione, su uno spazio immutato conforme al ceto sociale e al linguaggio parlato, attraverso Oliver il lettore entra in contatto con diversi meccanismi: la famiglia, l'istruzione, la prigione, l'amore.
    Racconto di un ragazzo forte ma fragile, solo, timoroso del futuro e del senso della vita, trascinante, formativo, affascinante e piuttosto triste, Oliver Twist è uno straordinario intreccio di cattiveria, affetti, malessere e benessere, ma anche un meraviglioso dono per aver permesso ad Oliver di cercare una strada, quando non aveva la certezza di arrivare a una meta.

    said on 

  • 4

    Una tenera sofferenza

    Leggendo questo classico si intraprende un viaggio ricco di gioie e dolori. Ci si ritrova catapultati nella Londra di un tempo, tra la polvere delle strade e gli ignari passanti che vengono derubati d ...continue

    Leggendo questo classico si intraprende un viaggio ricco di gioie e dolori. Ci si ritrova catapultati nella Londra di un tempo, tra la polvere delle strade e gli ignari passanti che vengono derubati dai bambini. Si scappa, insieme al piccolo Oliver, non dalla sofferenza come si è portati a pensare ma dalla disperazione che spinge ad intraprendere strade sbagliate. E ci si trova spesso a dover andare oltre all'apparenza, chi si prende cura degli orfani non sono che una persone avide e meschine, chi cerca di trovare loro una sistemazione non sono che persone ingorde ed abiette e chi viene scansato dalla società perchè moralmente corrotto ha un animo nobile e leale.

    Sinceramete non mi sembra poi così datato come classico...

    La storia scorre comunque fluida anche se alcuni capitoli sono leggermente prolissi.

    said on 

  • 4

    Ogni volta che leggo Dickens mi perdo nella purezza del suo stile, nella ricchezza dei suoi personaggi e nella confusione delll'Inghilterra ottocentesca. ...

    said on 

  • 3

    Un classico

    Il fatto che sia un classico della letteratura inglese dell’Ottocento fa sì che lo si legga due secoli dopo la sua prima edizione, per tacere dei numerosi adattamenti cinematografici che hanno atraver ...continue

    Il fatto che sia un classico della letteratura inglese dell’Ottocento fa sì che lo si legga due secoli dopo la sua prima edizione, per tacere dei numerosi adattamenti cinematografici che hanno atraversato il Novecento.
    Tuttavia il testo è lontanissimo da noi. Passi per il populismo manicheo che è comunque la condizione di partenza per trasformare bambini e diseredati in eroi della modernità. Del resto, soprattutto all’inizio, Dickens ci lascia pagine di irriverente satira del sistema giudiziario nonché dei trombone che lo amministrano.
    Al contrario, è perlomeno imbarazzante l’antisemitismo che attraversa tutta la rappresentazione delle forze del male. I tempi erano quelli e certe idee hanno circolato nel corso dei secoli – ben prima che le svastiche sommergessero l’Europa.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Un grande scrittore scoperto in ritardo

    Ho affrontato Dickens per la prima volta con questo romanzo e l’ho trovato straordinario. Nella prima parte, soprattutto, lo scrittore dà prova della sua eccezionale abilità nella descrizione di una L ...continue

    Ho affrontato Dickens per la prima volta con questo romanzo e l’ho trovato straordinario. Nella prima parte, soprattutto, lo scrittore dà prova della sua eccezionale abilità nella descrizione di una Londra nei cui bassi quartieri sordidi e bui, non possono che muoversi figure reiette e laide che sono rese con stile fortemente sarcastico. Si percepisce una specie di denuncia sociale rivolta ad una società preindustriale in cui la povertà e l’indigenza diventano una condanna a vita, senza possibilità di riscatto.
    La parte centrale è più “romantica” e meno coinvolgente e anche la seconda ed ultima parte non ha la forza della prima. Per quanto riguarda la storia, se agli occhi del lettore contemporaneo la quasi netta distinzione tra personaggi buoni e cattivi, il lieto fine praticamente scontato (i buoni trionfano e i cattivi sono puntiti), la figura dell’abominevole Fages che non ha caso è “ebreo”, possono sembrare stereotipate, non bisogna dimenticare il contesto in cui fu scritta, cioè l’epoca vittoriana.

    Insomma, ho scoperto, in ritardo, un grande scrittore.

    said on 

  • 5

    Cosa si può mai dire di fronte ad un'opera del genere? Solo non capisco quelli che hanno da ridire sul fatto che ci sia un'eccessiva sequela di sventure. Dickens caro, perdonali: potrai pure continuar ...continue

    Cosa si può mai dire di fronte ad un'opera del genere? Solo non capisco quelli che hanno da ridire sul fatto che ci sia un'eccessiva sequela di sventure. Dickens caro, perdonali: potrai pure continuare ad indicarci la luna e tutte le stelle del firmamento, ma ci sarà sempre gente che si ostinerà a guardare il dito.

    said on 

Sorting by
Sorting by