Ologramma per il re

Di

Editore: Mondadori (Oscar contemporanea)

3.2
(178)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 279 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8804645695 | Isbn-13: 9788804645696 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Vincenzo Mantovani

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura

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  • 2

    Un cinquantenne americano si ritrova in Arabia Saudita ad attendere che re Abdullah decida del suo futuro professionale. Se il miliardario sceglierà di affidare la realizzazione dell'IT del suo ambizi ...continua

    Un cinquantenne americano si ritrova in Arabia Saudita ad attendere che re Abdullah decida del suo futuro professionale. Se il miliardario sceglierà di affidare la realizzazione dell'IT del suo ambizioso progetto, l'Economic City, all'azienda per cui lavora il protagonista, quest'ultimo potrà pagare le spese universitarie alla figlia e sentire meno il peso dei suoi precedenti fallimenti. L'attesa forzata gli dà il tempo di riflettere sul suo passato: il rapporto svilente con un padre competitivo, le difficoltà nel gestire una moglie-madre sui generis, le aspettative di una figlia, gli insuccessi professionali che hanno minato i rapporti umani. Forse questa città ancora in fase embrionale rappresenta la possibilità per Alan di ripartire da zero e ricostruire un tessuto di relazioni umane che gli ridia la fiducia in sé che gli insuccessi hanno distrutto.

    C'è un senso di incompiuto che pervade la lettura e che ti accompagna fino all'ultima pagina. Ti aspetti che capiti qc ma capitolo dopo capitolo non c'è alcuna evoluzione né in positivo né in negativo. Sono stata fuorviata dalla quarta di copertina...pensavo che la vicenda fosse un pretesto per analizzare il rapporto genitore/figlio...sì ma non solo. Quindi? Mah perplessa.

    ha scritto il 

  • 0

    Aspettando il re

    "Alan era sollevato, ma poi la sua confusione aumentò. Se non aveva un tumore attaccato alla colonna vertebrale, che lo piombava in questi ultimi abissi, allora qual era la spiegazione?"

    L'inadeguate ...continua

    "Alan era sollevato, ma poi la sua confusione aumentò. Se non aveva un tumore attaccato alla colonna vertebrale, che lo piombava in questi ultimi abissi, allora qual era la spiegazione?"

    L'inadeguatezza di un uomo. Con le donne, i colleghi, il padre, chi lo ospita, gli amici, gli sconosciuti.
    L'inadeguatezza trascesa a forma di vita e d'arte.
    Talmente riconosciuta e data per scontata, che qualsiasi cosa bella, estranea a questo schema, risulta impossibile, ci deve essere un trucco, e la fregatura deve per forza arrivare.

    Perplessa, sono molto perplessa.

    ha scritto il 

  • 4

    L'America perdente

    il protagonista mi sembra un po' l'America, con i suoi sogni e le sue contraddizioni, con la sua fiducia acritica e con l'incapacità di entrare in sintonia con chi parla altre lingue: l'America perden ...continua

    il protagonista mi sembra un po' l'America, con i suoi sogni e le sue contraddizioni, con la sua fiducia acritica e con l'incapacità di entrare in sintonia con chi parla altre lingue: l'America perdente, quella che non ce la fa. La cosa che turba è che negli Stati Uniti non c'è la via di mezzo, o così pare: chiunque può cambiare la sua situazione in meglio, ma o si è vincenti o si è perdenti, o si ha successo o si è dei falliti.

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelle e mezzo. Onestamente, data la trama, non mi pareva eccessivamente interessante e invece mi ha davvero stupito per una scrittura asciutta e precisa, proprio come piace a me, una bella st ...continua

    Quattro stelle e mezzo. Onestamente, data la trama, non mi pareva eccessivamente interessante e invece mi ha davvero stupito per una scrittura asciutta e precisa, proprio come piace a me, una bella storia, infarciti persino di bei concetti/frasi che non mi aspettavo di trovare.
    La storia è quella di un uomo, Alan Clay, che si trova in Arabia Saudita col suo staff per fare una presentazione a re Habdullah per vendergli un sistema ICT per la “città nuova” in costruzione in mezzo al deserto. L'incontro viene ovviamente rimandato per notevole tempo e in quel mentre succedono diversi fatti: si ubriaca da mattina a sera; scrive mail alla figlia che poi non spedisce; si frantuma con un coltello un lipoma che ha sulla schiena; frequenta un paio di donne sole.
    Il tutto condito da dense pagine che fanno un bilancio della propria vita, analizzando il rapporto prima con la moglie, da cui ha divorziato, poi con la figlia e il padre, poi i numerosi lavori fatti e abbandonati.
    Ho apprezzato molto l'analisi del rapporto con la figlia e in generale il ruolo del padre, che qui è molto interessante dato che la figlia ha scelto di vivere col padre alla madre.
    In una mail che scrive ma che cancella subito dopo, dice:"Kit, sai qual'è la chiave, oggi, per relazionarti con i tuoi genitori? E' la compassione. I figli, quando diventano degli adolescenti e poi dei giovani adulti, sono spietati. Non aspirano che alla perfezione. I figli hanno il giudizio facile, un giudizio alla Vecchio Testamento. Tutti gli errori sono imperdonabili come se fosse stato rotto un contratto che esigeva la perfezione.
    Cara Kit, essere genitori è una prova di resistenza. Devi avere la forza di un triatleta. La gente dice "passa tutto così in fretta, crescono così in fretta". Ma io non ricordo che sia passato tutto così in fretta (..). Allevare un figlio è come costruire una cattedrale. Non esistono scorciatoie."

    ha scritto il 

  • 3

    Ognuno aspetta un Godot almeno una volta nella vita

    Titolo misterioso, prime pagine stranianti... poi capisci di doverti allontanare, che non hai la visione d'insieme. Così come distanzi dagli occhi un testo per mettere meglio a fuoco i caratteri, ...continua

    Titolo misterioso, prime pagine stranianti... poi capisci di doverti allontanare, che non hai la visione d'insieme. Così come distanzi dagli occhi un testo per mettere meglio a fuoco i caratteri, fai lo stesso con l'ologramma che il protagonista dovrebbe sottoporre a Re Abdullah negli Emirati e... capisci... che è solo una cornice a tutto il quadro, che il paesaggio vero da scoprire è come sempre l'uomo, a tutte le latitudini, in tutte le sue declinazioni, l'amore, l'amicizia, il passato ed il presente. Il futuro è sospeso, spesso di là da venire, e seppur arriva, non sempre porta quello che ci si attendeva. E a volte si resta nel presente, affinché diventi quel futuro cui davvero si vuol tendere.
    Tutto chiaro? Come la vita, non credete?

    ha scritto il 

  • 3

    Ologramma

    Ok, io sono un fan di Dave Eggers. Per quello che ho letto di suo, non mi ha ancora deluso. Ecco, "Ologramma per il re" è un bel libro, una bella storia quotidiana e globale, un interessante intreccio ...continua

    Ok, io sono un fan di Dave Eggers. Per quello che ho letto di suo, non mi ha ancora deluso. Ecco, "Ologramma per il re" è un bel libro, una bella storia quotidiana e globale, un interessante intreccio di diverse prospettive e umanità, ma devo dire che è per ora è il testo che mi ha convinto meno. Credo che il limite sia che Eggers non va fino in fondo, lascia alcune relazioni, ai miei occhi, incompiute, quindi lascia delle potenzialità di sviluppo non espresse.
    Ribadisco, comunque è Eggers, ma di certo non al suo meglio.

    ha scritto il 

  • 2

    Un cinquantaquattrenne fallisce ancora una volta rimuginando sui suoi fallimenti precedenti nella particolare cornice saudita. Da Eggers mi aspettavo di meglio. Risulta in gran parte noioso ed inconcl ...continua

    Un cinquantaquattrenne fallisce ancora una volta rimuginando sui suoi fallimenti precedenti nella particolare cornice saudita. Da Eggers mi aspettavo di meglio. Risulta in gran parte noioso ed inconcludente. Un "fallimento" come il protagonist.

    ha scritto il 

  • 2

    La mia lettura è stata forse troppo diluita nel tempo e questo mi ha impedito sicuramente di apprezzare a pieno il senso di quest'opera. Il mio giudizio non è quindi positivissimo: ho trovato la lettu ...continua

    La mia lettura è stata forse troppo diluita nel tempo e questo mi ha impedito sicuramente di apprezzare a pieno il senso di quest'opera. Il mio giudizio non è quindi positivissimo: ho trovato la lettura noiosa, poco accattivante e non ho sinceramente apprezzato il finale, a mio giudizio inconcludente.

    ha scritto il