Omaggio alla Catalogna

Di

Editore: Mondadori

4.3
(1241)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Giapponese

Isbn-10: 8804222247 | Isbn-13: 9788804222248 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Monicelli

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Biografia , Storia , Politica

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  • 4

    Devo dire che dal punto di vista dell'interesse ho trovato due libri, la prima parte molto coinvolgente, diretta, ironica e che ben rappresenta il caos che ci doveva essere sulle trincee di quella str ...continua

    Devo dire che dal punto di vista dell'interesse ho trovato due libri, la prima parte molto coinvolgente, diretta, ironica e che ben rappresenta il caos che ci doveva essere sulle trincee di quella strana guerra che vedeva così tanti fronti ed interessi, nella seconda parte c'è un calo di chiarezza legato sicuramente alla complessità dell'argomento e all'intrecciarsi di vicende a volte di difficile comprensione. Resta un documento importante sugli intrighi e sui condizionamenti politici della guerra di Spagna scritta da un protagonista combattente e soprattutto pensante.

    ha scritto il 

  • 5

    Nota: 10

    Lo he devorado, magnífico diario de lo que fue la Guerra Civil, vista desde la persepectiva de las luchas internas en el bando republicano, creo que es fundamental para comprender mejor todo aquello. ...continua

    Lo he devorado, magnífico diario de lo que fue la Guerra Civil, vista desde la persepectiva de las luchas internas en el bando republicano, creo que es fundamental para comprender mejor todo aquello.

    ha scritto il 

  • 4

    “Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.”

    E' un diario di guerra e al contempo un'analisi politica della guerra civile spagnola. Il libro è scritto in prima persona ed è il racconto di un utopia destinata a rimanere tale, perché sacrificata ...continua

    E' un diario di guerra e al contempo un'analisi politica della guerra civile spagnola. Il libro è scritto in prima persona ed è il racconto di un utopia destinata a rimanere tale, perché sacrificata agli interessi di partito. Si apre con tante speranze per una società migliore e si chiude con la scoraggiante idea che chiunque avesse vinto la guerra - nazionalisti o repubblicani - avrebbe guidato il paese con un governo a tendenza totalitaria. Orwell trascina se stesso dal piedistallo di chi detiene il potere al sottosuolo di chi vive ai margini, il mondo dei derelitti e dei miserandi in cui se l'intellettuale fatica ad ascoltare e ancor più a farsi ascoltare, il ruolo di coscienza critica della società dovrà essere necessariamente preso dai detentori del sapere tecnologico. Sperando che si accorgano che il mezzo utilizzato non è il fine. Quello era e rimarrà l'humanitas.

    ha scritto il 

  • 0

    “ Questa non è una guerra – ci diceva – è un'opera buffa in cui ogni tanto qualcuno muore. “

    Devo confessare che il titolo mi ha fuorviato facendomi pensare ad un tutt'altro genere di lettura che non a un vero e proprio diario tratto dall'esperienza personale dello scrittore che ha realmente ...continua

    Devo confessare che il titolo mi ha fuorviato facendomi pensare ad un tutt'altro genere di lettura che non a un vero e proprio diario tratto dall'esperienza personale dello scrittore che ha realmente combattuto al fronte durante la guerra civile spagnola come aderente al “POUM” (Partido Obrero de Unificacion Marxista) .
    Pur non appartenendo alla schiera degli appassionati di libri storici non ho potuto non apprezzare il grande valore di un documento come questo che non solo fornisce una preziosa ed autorevole testimonianza diretta bensì “fotografa” in maniera per l'appunto giornalistica momenti di una rivoluzione che sfociò poi con l'ascesa al potere di Francisco Franco.
    E il tono leggero , a tratti persino divertente , mantenuto dall'autore non vale più di tanto ad alleggerire la drammaticità delle situazioni così lucidamente evocate che non mancano di mettere in risalto le incoerenze , le assurdità , ma soprattutto le sofferenze , che fanno da immancabile corollario ad ogni conflitto armato .

    ha scritto il 

  • 5

    ”Una delle più orribili caratteristiche della guerra è che la propaganda bellica, tutte le vociferazioni, le menzogne, l'odio provengono inevitabilmente da coloro che non combattono."

    George Orwell ar ...continua

    ”Una delle più orribili caratteristiche della guerra è che la propaganda bellica, tutte le vociferazioni, le menzogne, l'odio provengono inevitabilmente da coloro che non combattono."

    George Orwell arriva a Barcellona nel dicembre del 1936 con l’intenzione di scrivere una serie di articoli per alcuni giornali. I suoi ideali di giustizia e libertà lo spingono a unirsi alle file antifasciste del POUM durante la Guerra Civile Spagnola, rivoluzione organizzata da operai e contadini contro il regime di Franco.
    Ferito gravemente sul fronte, viene ricoverato. Durante la convalescenza il POUM è dichiarato fuori legge. Orwell rischia l’arresto, nonostante ciò prima di rifugiarsi con la moglie in Francia per poi rimpatriare in Inghilterra, cerca di ottenere la liberazione dei militanti imprigionati.
    La sua narrazione - lontana dalle velleità letterarie hemingwayane di “Per chi suona la campana” - ci pone di fronte alla Storia, agli intrecci politici, al travisamento dei fatti da parte della stampa. Lo fa con stile asciutto e grande onestà intellettuale.
    Testimonianza lucida, drammatica e disincantata.

    P.S. Il film di Ken Loach "Tierra y Libertad" è ispirato a "Omaggio alla Catalogna". Da vedere/rivedere.

    ha scritto il 

  • 4

    Le esperienze dirette che plasmarono 1984

    Nell'esperienza fatta nella Catalogna del 1938. durante la guerra civile spagnola e narrata da Orwell si trovano le radici de La Fattoria degli Animali e di quel capolavoro da brivido, per i suoi risc ...continua

    Nell'esperienza fatta nella Catalogna del 1938. durante la guerra civile spagnola e narrata da Orwell si trovano le radici de La Fattoria degli Animali e di quel capolavoro da brivido, per i suoi riscontri nella contemporaneità, che è 1984 e che fu scritto 10 anni dopo questo Omaggio alla Catalogna.

    ha scritto il 

  • 4

    Un classico della letteratura, scrittura semplice e diretta consigliato anche da leggere in lingua originale. Offre uno spaccato della guerra civile spagnola vista dal fronte catalano.
    Bel libro. ...continua

    Un classico della letteratura, scrittura semplice e diretta consigliato anche da leggere in lingua originale. Offre uno spaccato della guerra civile spagnola vista dal fronte catalano.
    Bel libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Analisi lucida e pungente di una guerra civile su cui si è detto tanto, forse troppo, travisando la realtà storica dei fatti. Molto interessante, ed attuale, la descrizione delle dinamiche fra partiti ...continua

    Analisi lucida e pungente di una guerra civile su cui si è detto tanto, forse troppo, travisando la realtà storica dei fatti. Molto interessante, ed attuale, la descrizione delle dinamiche fra partiti politici.

    ha scritto il 

  • 5

    Si chiude un cerchio

    Di Orwell avevo già letto 1984 e La fattoria degli animali. Leggendo questo autobiografico Omaggio alla Catalogna si comprende il suo fervore antitotalitario e la sua lotta contro le menzogne che calu ...continua

    Di Orwell avevo già letto 1984 e La fattoria degli animali. Leggendo questo autobiografico Omaggio alla Catalogna si comprende il suo fervore antitotalitario e la sua lotta contro le menzogne che calunniano e infamano i "nemici". Menzogne che ad essere ripetute diventano le verità ufficiali.

    Quanto mai necessario questo libro per capire Orwell fino in fondo. Nel mio caso, per rinfocolare ancor di più il mio spirito libertario.

    ha scritto il 

  • 4

    Della Spagna conservo pessimi ricordi, ma degli spagnoli ho pochissimi ricordi brutti.

    Era tantissimo tempo che non riprendevo in mano Orwell e devo dire che è stato come rincontrare un vecchio amico che non vedi e senti da tempo e scoprire che nonostante tutto c'è ancora feeling. Bello ...continua

    Era tantissimo tempo che non riprendevo in mano Orwell e devo dire che è stato come rincontrare un vecchio amico che non vedi e senti da tempo e scoprire che nonostante tutto c'è ancora feeling. Bello, bello, bello. Bello soprattutto perchè la guerra civile in Spagna è raccontata come un romanzo ma ha tutta la potenza evocativa di chi la trincea l'ha vissuta in prima persona e quel freddo gelido lo provi anche tu, troppo è vivido il racconto. Ho apprezzato anche l'obiettività di un giornalista che si arruola volontario convinto di rovesciare un totalitarismo dittatoriale e invece si scontra con una realtà confusa, dove gli stessi combattenti non sanno bene per cosa combattono, manca una coscienza politica precisa e una volontà effettiva di cambiare l'ordine delle cose. Ne viene fuori l'immagine di una Spagna dove non è tanto lo scenario bellico a colpire quanto l'umanità del popolo spagnolo, il considerarsi tutti fratelli, il non avere scadenze neanche su cose importanti come la rivoluzione, una fiducia cieca nel manana. Bravo Orwell.

    ha scritto il 

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