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Omero, Iliade

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica 1913)

3.6
(4152)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 163 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Catalano , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8807819139 | Isbn-13: 9788807819131 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Questo volume nasce da un progetto di rilettura del poema omerico destinatoalla scena teatrale. Baricco smonta e rimonta l'Iliade creando ventunmonologhi, corrispondenti ad altrettanti personaggi del poema e al personaggiodi un aedo che racconta, in chiusura, l'assedio e la caduta di Troia. L'autore"rinuncia" agli dei e punta sulle figure che si muovono sulla terra, sui campidi battaglia, nei palazzi achei, dietro le mura della città assediata. Temanodale di questa sequenza di monologhi è la guerra, la guerra come desiderio,destino, fascinazione, condanna. Un'operazione teatrale e letteraria insieme,dalla quale emerge un intenso sapore di attualizzazione, riviviscenza,urgenza, anche morale e civile.
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  • 3

    A mio parere la scelta di omettere gli interventi divini è stata poco appropriata, in questo modo Baricco ha reso il romanzo ripetitivo e monotono, tuttavia con questo metodo vengono messe in risalto le caratteristiche caratteriali e umane degli eroi descritti.

    ha scritto il 

  • 4

    Mancava all'appello tra tutti, perchè ero prevenuta. Fastidiosi ricordi del liceo e di lezioni di epica di una noia mortale. Benchè riconoscessi senz'altro il genio di Omero, eh. Avessi potuto approcciarlo con questo adattamento, probabilmente sarei riuscita a raggiungere buoni livelli di convive ...continua

    Mancava all'appello tra tutti, perchè ero prevenuta. Fastidiosi ricordi del liceo e di lezioni di epica di una noia mortale. Benchè riconoscessi senz'altro il genio di Omero, eh. Avessi potuto approcciarlo con questo adattamento, probabilmente sarei riuscita a raggiungere buoni livelli di convivenza. Scorre, è fruibile anche per chi come me dell'Iliade aveva rimosso quasi tutto. Mi ha commossa ritrovare squarci di vicenda che si erano impressi bene nella mia mente e non lo sapevo: è stato emozionante ascoltare la mia bizzarra testa che me li anticipava poco prima di arrivare a leggerli. Anche i personaggi. Vivi. Un gran lavoro, Baricco. Rendiamo a Cesare quel che è di Cesare. (Oggi lo distribuiscono a mazzi, nelle scuole, questo testo, vero....?)
    "Ridevano. Ma la verità è che erano giovani, e i giovani hanno un'idea vecchia della guerra. Onore, bellezza, eroismo. Come il duello tra Ettore e Aiace: i due principi che prima cercano ferocemente di uccidersi e poi si scambiano i doni. Io ero troppo vecchio per credere ancora in quelle cose. Quella guerra la vincemmo con un cavallo di legno, immane. riempito di soldati. La vincemmo con l'inganno, non con la lotta a viso aperto, leale, cavalleresca. E questo a loro, ai giovani, non piacque mai. Ma io ero vecchio. Ulisse era vecchio. Noi sapevamo che vecchia era la lunga guerra che stavamo combattendo, e che in un giorno l'avrebbe vinta chi sarebbe stato capace di combatterla in un modo nuovo."

    ha scritto il 

  • 4

    Da quanto non leggevo Baricco? C'è una sola risposta a questa domanda, in realtà: da troppo.

    Che poi questa volta è un Baricco prestato all'epica.
    Ho letto e amato l'Iliade già ai tempi del liceo, ma se qualcuno me l'avesse raccontata così, l'avrei forse compresa di più.

    Dice ...continua

    Da quanto non leggevo Baricco? C'è una sola risposta a questa domanda, in realtà: da troppo.

    Che poi questa volta è un Baricco prestato all'epica.
    Ho letto e amato l'Iliade già ai tempi del liceo, ma se qualcuno me l'avesse raccontata così, l'avrei forse compresa di più.

    Diceva bene Calvino, quando spiegava perchè leggere i classici. Ma se i classici arrivano in un linguaggio più accessibile ancora, siamo accompagnati per mano in quell'universalità di sentimenti e di pensieri che li rende, appunto, patrimonio di tutti, e incredibilmente attuali.

    Amore e morte, eros e tanatos, privato e collettivo, guerra e pace, umano e divino.

    Baricco mi ha regalato una nuova chiave di lettura, dell'Iliade, che ora riprendo in mano, attraversata dalla ricerca di 'un'altra bellezza'.

    ha scritto il 

  • 0

    Libro di indubbio valore, Baricco riprende un'opera millenaria con la consapevolezza di non aggiungere nulla di nuovo, ma semmai di sfoltirla, di snellirla e renderla accessibile ad un ampio spettro di pubblico. Apprezzo Baricco per gusto personale, e seppur amando altre opere dello stesso autore ...continua

    Libro di indubbio valore, Baricco riprende un'opera millenaria con la consapevolezza di non aggiungere nulla di nuovo, ma semmai di sfoltirla, di snellirla e renderla accessibile ad un ampio spettro di pubblico. Apprezzo Baricco per gusto personale, e seppur amando altre opere dello stesso autore, anche questa mi sento di consigliarla, merita una lettura: non impiega troppo tempo, e se non siete degli esperti omerici, ed amate il romanzo eroico, fa' per voi.

    ha scritto il 

  • 4

    Le scelte di Baricco sono molto ardue e difficili da apprezzare per gli amanti del puro classico greco, ma penso che per la gente comune sia un bel modo per avvicinarsi a questi poemi, soprattutto la scelta di narrare in prima persona ogni capitolo da parte dei personaggi coinvolge molto, insomma ...continua

    Le scelte di Baricco sono molto ardue e difficili da apprezzare per gli amanti del puro classico greco, ma penso che per la gente comune sia un bel modo per avvicinarsi a questi poemi, soprattutto la scelta di narrare in prima persona ogni capitolo da parte dei personaggi coinvolge molto, insomma un bel progetto riuscito discretamente.

    ha scritto il 

  • 5

    Ci sono dei libri che non ti aspetti, che si rivelano quello che non pensavi potessero essere. Omero, Iliade di Baricco è uno di questi. Perché alla fine, chi non si è chiesto: "Ma cosa c'entra Baricco con Omero?".

    ha scritto il 

  • 5

    Bravo Baricco a lavorare su questa opera senza tempo.
    Le atrocità e la crudezza della guerra sono raccontate in maniera mirabile, infatti Baricco definisce l'Iliade, nella sua postilla, è un monumento alla guerra; il tutto, leggendo le parole stesse di Achille, lo rende anche un inno alla p ...continua

    Bravo Baricco a lavorare su questa opera senza tempo.
    Le atrocità e la crudezza della guerra sono raccontate in maniera mirabile, infatti Baricco definisce l'Iliade, nella sua postilla, è un monumento alla guerra; il tutto, leggendo le parole stesse di Achille, lo rende anche un inno alla pace.

    Mi è piaciuto, mi sono piaciuti gli eroi, tanti, le armi lucenti, gli dei assenti, le parole sono le protagoniste.

    Prima o poi vorrei leggere la versione dell'Iliade tradotta da Maria Grazia Ciani edita da Marsilio.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro molto bello, lo consiglio a chi come prova interesse verso la civiltà greca e il mito. Avendo studiato al liceo classico ovviamente per me la storia non è stata una sorpresa, anzi, penso che più o meno la conoscano tutti. Ho apprezzato molto il lavoro che ha compiuto Baricco; le scelte di s ...continua

    Libro molto bello, lo consiglio a chi come prova interesse verso la civiltà greca e il mito. Avendo studiato al liceo classico ovviamente per me la storia non è stata una sorpresa, anzi, penso che più o meno la conoscano tutti. Ho apprezzato molto il lavoro che ha compiuto Baricco; le scelte di snellire il linguaggio rendendolo pìù moderno, di togliere le scene dove comparivano gli dei e, soprattutto, di far sì che fossero i personaggi stessi a raccontare la storia, le ho trovate molto azzeccate. Mi è piaciuta soprattutto quest'ultima, vedere quello che i personaggi vedevano, entrare nell'intimità della loro mente, li ha resi più "umani", più simili a noi, uomini di tutti i giorni. Le figure che ho apprezzato di più, ma che comunque mi sono sempre piaciute studiandole in classe, sono quella di Andromaca "Ettore se io ti perdo, morire sarà meglio che rimanere viva: perchè non ci sarà conforto per me solo dolore. Io non ho padre, non ho madre, non ho più nessuno" e quella del vecchio re Priamo " Achille, tu mi vedi, sono vecchio ormai. Come tuo padre, ho passato la soglia della triste vecchiaia. Ma lui almeno sarà nella sua terra a sperare di rivedere un giorno il figlio, di ritorno da Troia. Immensa invece è la mia sventura: cinquanta figli avevo [...] non mi era rimasto che Ettore, e tu l'hai ucciso, sotto le mura della città di cui era l'ultimo ed eroico difensore. Sono venuto fin qui per riportarmelo a casa, in cambio di splendidi doni. Abbi pietà di me Achille, nel ricordo di tuo padre: se hai pietà di lui abbi pietà di me che unico fra tutti i padri non ho avuto vergogna a baciare la mano che ha ucciso mio figlio.

    ha scritto il 

  • 3

    « Ridevano. Ma la verità è che erano giovani, e i giovani hanno un'idea vecchia della guerra. Onore, bellezza, eroismo. Come il duello tra Ettore e Aiace: i due principi che prima cercano ferocemente di uccidersi e poi si scambiano doni. Io ero troppo vecchio per credere ancora in quelle cose. Qu ...continua

    « Ridevano. Ma la verità è che erano giovani, e i giovani hanno un'idea vecchia della guerra. Onore, bellezza, eroismo. Come il duello tra Ettore e Aiace: i due principi che prima cercano ferocemente di uccidersi e poi si scambiano doni. Io ero troppo vecchio per credere ancora in quelle cose. Quella guerra la vincemmo con un cavallo di legno, immane, riempito di soldati. La vincemmo con l'inganno, non con la lotta a viso aperto, leale, cavalleresca. E questo a loro, ai giovani, non piacque mai. Ma io ero vecchio. Ulisse era vecchio. Noi sapevamo che vecchia era la lunga guerra che stavamo combattendo, e che in un giorno l'avrebbe vinta chi sarebbe stato capace di combatterla in un modo nuovo. »

    ha scritto il 

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