Omero, Iliade

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica 1913)

3.6
(4343)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 163 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Catalano , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8807819139 | Isbn-13: 9788807819131 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Educazione & Insegnamento , Narrativa & Letteratura , Storia

Ti piace Omero, Iliade?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Questo volume nasce da un progetto di rilettura del poema omerico destinatoalla scena teatrale. Baricco smonta e rimonta l'Iliade creando ventunmonologhi, corrispondenti ad altrettanti personaggi del poema e al personaggiodi un aedo che racconta, in chiusura, l'assedio e la caduta di Troia. L'autore"rinuncia" agli dei e punta sulle figure che si muovono sulla terra, sui campidi battaglia, nei palazzi achei, dietro le mura della città assediata. Temanodale di questa sequenza di monologhi è la guerra, la guerra come desiderio,destino, fascinazione, condanna. Un'operazione teatrale e letteraria insieme,dalla quale emerge un intenso sapore di attualizzazione, riviviscenza,urgenza, anche morale e civile.
Ordina per
  • 0

    Un libro "curioso" anche se per me a tratti faticoso. L'iliade, un'opera studiata sui banchi di scuola moltissimi anni fa, che ricordo mi aveva affascinata non credo per il racconto della guerra ma pe ...continua

    Un libro "curioso" anche se per me a tratti faticoso. L'iliade, un'opera studiata sui banchi di scuola moltissimi anni fa, che ricordo mi aveva affascinata non credo per il racconto della guerra ma per frasi come quella di Ettore alla sua sposa "Non affliggerti troppo nel tuo cuore. Nessuno riuscirà a uccidermi se non lo vorrà il destino; e se è destino lo vorrà allora pensa che al destino nessun uomo, una volta che è nato, può sfuggire. Vile o coraggioso che siax. Nessuno."
    Interessanti le riflessioni dell'autore nell'ultimo capitolo, una postilla necessaria.

    ha scritto il 

  • 0

    Premesso che è il primo libro che leggo di Baricco, ho trovato fuori luogo l'aggiunta -per qnto correttamente evidenziate con l'uso del corsivo e preannunciate nell'introduzione- di propri periodi all ...continua

    Premesso che è il primo libro che leggo di Baricco, ho trovato fuori luogo l'aggiunta -per qnto correttamente evidenziate con l'uso del corsivo e preannunciate nell'introduzione- di propri periodi alla sintesi proposta.
    Nn tanto x lo stile o il contenuto, ma perchè ho vissuto la scelta qsi come un "sacrilegio" nei confronti di un'opera che, tutto sommato, vive immacolata e senza rivisitazioni da qlche millennio.
    Detto qsto, trovo il lavoro ben curato e il commento dello stesso Baricco in chiusura, totalmente condivisibile.

    ha scritto il 

  • 4

    Della genesi di Omero, Iliade di Baricco si è parlato tantissimo ai tempi in cui il libro uscì. Nasce infatti dalla considerazione che l'Iliade era, in principio, un poema trasmesso oralmente (nella v ...continua

    Della genesi di Omero, Iliade di Baricco si è parlato tantissimo ai tempi in cui il libro uscì. Nasce infatti dalla considerazione che l'Iliade era, in principio, un poema trasmesso oralmente (nella versione di Omero, infatti, ricorrono varie volte alcune formule o gruppi di parole il cui scopo era agevolare la memoria degli aedi); la sua lunghezza, però, impedirebbe oggi come oggi di farne una lettura pubblica - di trasmetterla oralmente, appunto - senza stancare un pubblico magari anche digiuno di mitologia, e che quindi fatica a capire certi passaggi o si perde nei numerosi epiteti di dei ed eroi.
    Ecco quindi l'idea di raccontare l'Iliade tagliando completamente via la presenza degli dei. Chi conosce l'Iliade omerica sa che gli dei giocano un ruolo a dir poco fondamentale nella guerra di Troia e nel suo esito: appaiono ai personaggi, determinano l'esito dei duelli, spostando quindi di volta in volta l'asse della guerra, che comunque il Fato vuole che venga vinta dagli Achei. Si potrebbe avere l'idea che un'Iliade senza dei non sia in realtà un'Iliade; si potrebbe pensare che ci si trovi di fronte una specie di riassunto da bignami. E invece, secondo me, l'abilità di Baricco ha fatto sì che pure senza una parte fondamentale, l'Iliade fosse comunque trasmessa in tutti gli snodi principali della trama, ma dandole una dimensione diversa. Senza dei, infatti, vengono a cadere tutti quei piccoli "sotterfugi" narrativi del poema: dal salvataggio nel duello all'apparizione al personaggio, dalle discussioni sulla fine del conflitto per arrivare persino a far cadere la causa scatenante - il Pomo della Discordia che permette a Paride di avere la donna più bella. Le ragioni che muovono i personaggi nell'Iliade di Baricco sono totalmente umane; senza influssi divini, è più facile vedere cosa sta dietro alle azioni, il perché un personaggio faccia una cosa e non un'altra, e li si sente in qualche modo più vicini, anche se lontanissimi nel tempo (l'Iliade è pur sempre un poema datato alcuni secoli prima di Cristo) e facenti parte di una cultura dell'eroismo che noi non riusciamo a concepire davvero. Baricco mantiene un linguaggio piuttosto pesante nella narrazione, un linguaggio che evoca un poco quello usato da Omero stesso, e dedica i vari capitoli ora a un personaggio ora all'altro, ripercorrendo l'intero poema dall'inizio alla fine guardandolo di volta in volta con gli occhi di Ettore, di Achille e di tanti altri personaggi "minori". Risultano pesanti le scene di battaglia; sono di fatto una sorta di elenco di chi uccide chi e alla fine del paragrafo si ha in testa una marea di nomi comparsi e scomparsi nel giro di due-tre righe. Ma tutto il resto è davvero interessante, e vale la pena leggerlo, anche se magari si storce il naso, per vedere un'interpretazione diversa di un'opera che comunque appartiene all'umanità da millenni. E poi lo sapete che io dico sempre che va bene storcere il naso prima di leggere un libro, ma se prima lo si legge si storce il naso per dei motivi validi e non per dei pregiudizi :)
    Insomma, non mi aspettavo tantissimo da questo libro, devo dire la verità ; amo l'antica Grecia e l'Iliade è e rimane, per me, intoccabile. Ma questa interpretazione mi ha fatto vedere cose che magari non avevo notato, ed è stata comunque interessante e piacevole. Ed è un esperimento coraggioso riuscito abbastanza bene, e per questo mi sento di consigliarlo. Magari se siete ultra intransigenti no, ma una lettura la vale. E magari avvicina all'Iliade qualcuno troppo spaventato dalla massa di versi che compongono il poema originale. Sarebbe un merito, no?

    ha scritto il 

  • 4

    nu sfaccìm!

    quanta sgodurrasa nei maschi a raccontar di smaciullamenti frecciate inspadamenti kepap-umani... che se poi pensi che i greci non sono certo alti, qui si raffigurano come altissimi, muscolosi, biondi ...continua

    quanta sgodurrasa nei maschi a raccontar di smaciullamenti frecciate inspadamenti kepap-umani... che se poi pensi che i greci non sono certo alti, qui si raffigurano come altissimi, muscolosi, biondi e sex coi boccoli mentre un greco è basso tarchiatello e scuro di carnagione

    e poi Achille la prima donna che non combatte e fa fare strage di achei perché ci ha l'orgojio ferito per una manza strappata dal suo eroico stupro, ma... ma quanto se la raccontano sti guerrafondai?

    la distanza crea un'ottica che inforcando gli occhiali giusti, inzia a vedere i contorni di questa assurda storiaccia tutta sangue ormoni e sudori

    cmq Barbar quando non scrive robe sue, ma lavoro su testi altrui dà il meglio di sè, o cmq perde un po' di quella patina supponente che piace tanto alle donne, e lo fa detestare dagli uomini.
    SI' al Barbar divulgatore culturale esperto mondiale di letteratura,
    NO allo pseudo scrittore radical chic renziano!

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo Seta, questo è il secondo libro che leggo di Baricco. Il primo mi era piaciuto molto dal poco che ricordo (sono passati un bel po' di anni), per cui quando a Portobello Road mi sono ritrovata dav ...continua

    Dopo Seta, questo è il secondo libro che leggo di Baricco. Il primo mi era piaciuto molto dal poco che ricordo (sono passati un bel po' di anni), per cui quando a Portobello Road mi sono ritrovata davanti questo e altri due suoi libri a prezzi super stracciati (e in condizioni pari al nuovo) non ci ho pensato su più di tanto e li ho comprati.
    E ho preso in pochissimo tempo anche la decisione di iniziare questo libro, considerando che ho un debole per tutto quello che ricorda le opere omeriche e il mondo greco.

    Dall'introduzione l'autore "avvisa" i lettori che la sua è una rilettura dell'Iliade dal punto di vista degli uomini, quindi gli dei vengono totalmente esclusi per dare maggiore umanità e, se vogliamo, concretezza all'opera e alla storia.
    Ora, sono passati anni dall'ultima volta che ho studiato l'Iliade (e la ricordo ancora, insieme alla Divina Commedia, con grande affetto), ma da quel poco che ricordo devo dire che il lavoro svolto da Baricco è ottimo e non posso fare a meno di consigliarvi la lettura, peccato soltanto che il libro finisca - giustamente - dove finisce anche l'Iliade: ovvero alla morte di Ettore e successivamente quando Priamo si reca da Achille per chiederne il corpo. Baricco ha anche aggiunto la "fine", cioè il ritrovamento da parte dei troiani del cavallo che, portato a Troia, ne causerà la disfatta.

    Come sempre leggere qualcosa che parli dell'Iliade è interessante ed emozionante: se prima ero attratta da questo storico capolavoro, quando qualche anno fa uscì il film Troy (che sì, lo so, non è attendibile al 100%, ma sono ancora accecata da Brad Pitt che volete farci?! xD) ne sono ancora più innamorata. Ho amato i personaggi di Ettore e Achille, che pur essendo imperfetti, restano, secondo il mio parere, i protagonisti indiscussi dell'opera omerica.

    Chiaramente non posso fare altro che consigliarvi questo libricino, che oltre a essere una bella (ri)lettura e a regalare (beh, diciamolo!) un po' di cultura, ha anche a fine volume una postilla dell'autore molto interessante sulla guerra che porta il lettore a riflettere.
    Per cui, se l'Iliade vi affascina da sempre ma avete timore di leggere la versione di Omero, vi consiglio assolutamente questo libro di Baricco che, sono sicura, ve la farà amare.

    http://geekybookers.blogspot.it/2015/10/recensione-omero-iliade-di-alessandro.html

    ha scritto il 

  • 2

    Omero, Iliade, Alessandro Baricco
    Non so neanche io cosa mi abbia spinto a leggere l'ennesimo libro sull'assedio di Troia... probabilmente la curiosità di vedere come Baricco avesse potuto riassumere, ...continua

    Omero, Iliade, Alessandro Baricco
    Non so neanche io cosa mi abbia spinto a leggere l'ennesimo libro sull'assedio di Troia... probabilmente la curiosità di vedere come Baricco avesse potuto riassumere, o meglio condensare, il poema di Omero in sole 150 pagine. Poi ho letto l'introduzione e appreso che questo volume nasce da un progetto di rilettura del poema omerico destinato alla scena teatrale. L'autore rimodella l'Iliade creando ventuno monologhi di altrettanti personaggi del poema cui si aggiunge un aedo che alla fine racconta l'assedio e la caduta di Troia.
    Baricco decide di rinunciare agli dei, tagliando sostanzialmente tutti i loro interventi e racconta la storia esclusivamente dal punto di vista degli eroi che hanno preso parte alla guerra, vera ed unica protagonista.
    Non so neanche io se questo libro mi è piaciuto, ma se penso a "Il canto di Penelope" della Atwood che ho letto da poco, e al fatto che ci ho messo quattro giorni per finirlo, la risposta è più che evidente. No, Baricco questa volta mi ha deluso. Non aggiunge niente alla storia, non c'è una riflessione diversa o un punto di vista nuovo. Sono 150 pagine piatte e prive di pathos.
    Voto: 3,5/10

    Passate sulla mia pagina Facebook per scambiare opinioni e consigli! www.facebook.com/quandounlibroticambialavita

    ha scritto il 

  • 0

    ...e il campo di battaglia, intorno alle mura di Ilio. E mentre gli scudi cozzano tra loro, il sangue scorre e gli eroi esultano, ti accorgi che di volta in volta c'è qualcuno , Agamennone o Ulisse, o ...continua

    ...e il campo di battaglia, intorno alle mura di Ilio. E mentre gli scudi cozzano tra loro, il sangue scorre e gli eroi esultano, ti accorgi che di volta in volta c'è qualcuno , Agamennone o Ulisse, o...che sospeso il fendente ti racconta cosa sta accadendo. Bello. Così sei anche tu lì e rischi di non uscirne vivo. Questo però è un testo pensato per il teatro, va assolutamente letto l'originale. Riletto. E' bello l'ultimo capitolo dove l'autore, affermando che L'Iliade è una storia di guerra, al contempo afferma che è anche una storia d'amore per la pace, scoprendone così il lato femminile, come la parola sia l'arma con cui si congelano tutte le guerre e su come Achille sia il più pacifista degli eroi. Affermando la 'bellezza della guerra', Baricco torna ai giorni nostri, al nostro pacifismo ignorante del fatto che solo 'quando saremo capaci di un'altra bellezza potremo fare a meno di quella che da sempre la guerra ci offre'. Cosa quasi impossibile questa, mi viene da pensare, se affidata al singolo individuo che diventerà massa nell'imperversare di ignoranza, diseducazione, disonestà e vigliaccheria....Ma questa è un'altra storia e non è fatta da eroi.

    ha scritto il 

Ordina per