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Omicidio a Road Hill House

Ovvero Invenzione e rovina di un detective

Di

Editore: Einaudi (Frontiere)

3.5
(721)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 364 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8806193619 | Isbn-13: 9788806193614 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Luigi Civalleri

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Una notte d'estate del 1860. In un'elegante casa georgiana del Wiltshire tutti dormono. All'una il cane abbaia. Il mattino l'orribile scoperta, la culla del più piccolo dei sette figli, Saville Kent, è vuota. Un brivido percorre tutta la casa e inizia una disperata ricerca, si valuta la possibilità di un sequestro, si interrogano i domestici. Nel salone una finestra è aperta: è l'unica pista. Poche ore dopo, il cadavere del bambino viene trovato sgozzato in giardino. Tutti i membri della famiglia Kent sono sospettati e l'assassino è certamente fra loro. L'ispettore di Scotland Yard Jack Whicher viene mandato sul posto a indagare. È il primo a usare metodi di indagine che poi diventeranno famosi, anche grazie a scrittori come Wilkie Collins, Charles Dickens, o Arthur Conan Doyle che si ispireranno alla sua figura reale per i loro personaggi immaginari. Il caso occupa per anni le prime pagine dei quotidiani, tutta l'Inghilterra segue il delitto, ne è affascinata e terrorizzata. Nessuno accetterà le conclusioni di Mr. Whicher, che solo in un secondo tempo si riveleranno esatte. Kate Summerscale ricostruisce l'intera vicenda servendosi di documenti e fonti giornalistiche dell'epoca, con una forte capacità di padroneggiare le tecniche del racconto giallo.
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  • 4

    Forse lo scopo delle investigazioni, vere o letterarie che siano, è proprio questo: trasformare emozioni, orrore e dolore in un enigma e poi risolverlo, per scacciare il mare. “Un libro giallo, - diss ...continua

    Forse lo scopo delle investigazioni, vere o letterarie che siano, è proprio questo: trasformare emozioni, orrore e dolore in un enigma e poi risolverlo, per scacciare il mare. “Un libro giallo, - disse Raymond Chandler nel 1949, - è una tragedia a lieto fine”. Un detective di carta ci mette subito di fronte a un delitto e poi alla fine ci assolve da ogni complicità. Spazza via i sensi di colpa, l’incertezza, la presenza costante della morte.

    Uno dei libri più belli che abbia letto quest’anno. Omicidio a Road Hill House ovvero, Invenzione e rovina di un detective è esattamente ciò che promette il titolo (anche se “ribaltato” rispetto all’originale, probabilmente per attrarre il pubblico di Quarto grado).
    Il libro è la cronaca, precisa e puntuale - a volte anche troppo - degli eventi accaduti nella notte tra il 29 e il 30 giugno 1860: un brutale omicidio in una casa vittoriana. E ovviamente di tutto ciò che ne conseguì.
    È, questo, il tipico delitto della “stanza chiusa”: anche se inizialmente si pensa ad un estraneo, a un malintenzionato entrato di soppiatto, si capisce ben presto che l’assassino è della casa. Un famigliare? Un servitore? Non si sa, si sa solo che, data l’identità della vittima e la crudeltà dell’omicidio, doveva esserci per forza un legame fra uccisore e ucciso.

    Se, come me, non conoscevate questo fatto di cronaca nonostante la fama, il mio invito è di non cercare informazioni, nemmeno sull’identità della vittima, che, anche se viene rivelata dopo pochissime pagine, è stata per me una rivelazione molto forte.
    Perché, sì, questa è una cronaca, ma l’autrice ha sapientemente costruito un “giallo” intorno all’evento e sarebbe un peccato rovinarsi il finale. [Nel caso lo sappiate già… godetevi il resto].
    Ma Omicidio a Road Hill House, come un altro libro simile (Il magnifico Spilsbury ovvero gli omicidi delle vasche da bagno, anche questo straconsigliato), non si limita a raccontare il delitto come farebbe la nostra amica Barbara, solo per il gusto di raccontarla cercando di suscitare pena nella gente.
    Sì, ci sono molti particolari, c’è la morbosità delle gente dell’epoca vittoriana, ma non c’è volgarità, anzi ho trovato, verso la fine, molta delicatezza e, forse, comprensione.

    Inoltre, in tutto ciò non dimentichiamoci del sottotitolo: Invenzione e rovina di un detective. Infatti questo libro è anche una sorta di saggio sulla figura del detective, la sua nascita sulla scia della letteratura e la sua evoluzione nella realtà. È un saggio sulla letteratura poliziesca dell’800: vengono citati molti romanzi e molti autori che si sono cimentati nel genere, tra i quali spiccano per fama i nomi di Charles Dickens e Wilkie Collins. Ecco, se c’è un difetto, a parte ogni tanto un po’ di prolissità, è quello di raccontare nel dettaglio, per spiegare meglio alcuni concetti, pezzi di trame. Non sono proprio degli enormi spoiler, ma sono comunque rivelazioni piuttosto importanti. Per fortuna ho poca memoria, quindi mi sono già dimenticata tutti questi particolari.
    Poi abbiamo un’interessante spaccato delle vita inglese dell’epoca vittoriana e della concezione della casa e della famiglia. Perché gli inglesi, così chiusi e pudichi, si avventavano con gusto macabro su questi avvenimenti sanguinari? Qual era l’opinione della “brava gente” riguardo i detective, persone dal’intuito sopraffino o loschi figuri che si intrufolavano nelle case private per metterne a nudo i segreti?

    La verità di Road Hill house tarda a venire a galla e forse, in realtà, non lo ha mai fatto veramente: forse alcuni fatti, presumibilmente giusti, sono stati solo intuiti.
    Anche perché non bisogna per forze essere assassinati per essere delle vittime.

    ha scritto il 

  • 3

    Omicidio a Road Hill House è un gioco di rimandi, a volte azzeccato, a volte, proprio per questa sorta di 'collusione' tra realtà e fantasia, un tantino soporifero nell'ordito del meccanismo.

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante "giallo" in cui l'autrice narra un fatto di cronaca nera avvenuto nel 1860 e, attraverso documenti ufficiali e giornali d'epoca, porta alle conclusioni dell'indagine.
    Nel libro c'è anche ...continua

    Interessante "giallo" in cui l'autrice narra un fatto di cronaca nera avvenuto nel 1860 e, attraverso documenti ufficiali e giornali d'epoca, porta alle conclusioni dell'indagine.
    Nel libro c'è anche un rimando alla nascita della letteratura giallastro, nata proprio nella seconda metà del 1800 e in cui i fatti di cronaca venivano utilizzati come spunto per la trama.
    E noi che al giorno d'oggi ci siamo abituati agli CSI, ai RIS...

    ha scritto il 

  • 4

    una casa isolata, le grige campagne dell'Inghilterra vittoriana, 12 persone in una casa, una di loro scompare per essere ritrovata cadavere poco tempo, un acuto detective che mette in gioco carriera e ...continua

    una casa isolata, le grige campagne dell'Inghilterra vittoriana, 12 persone in una casa, una di loro scompare per essere ritrovata cadavere poco tempo, un acuto detective che mette in gioco carriera e reputazione per trovare il colpevole. Questi sarebbero gli ingredienti ideali per un giallo dal sapore classico, ma nella vicenda raccontata in "Omicidio a Road Hill House" non c'è nulla di inventato. Fu un delitto che scosse la società vittoriana fino alle fondamenta, venne dissezionato dai mass media dell'epoca e, per molti, il suo enigma divenne una vera e propria ossessione. Al centro della vicenda si ritrovano loro malgrado la famiglia Kent e lo "Sbirro" Whicher, la prima con i suoi segreti e il secondo con la necessità di scoperchiare anfratti che la morale dell'epoca avrebbe preferito tenere chiusi.
    L'Autrice ci consegna un libro che si legge come un romanzo, ma che arricchisce come un saggio storico e sociologico. I protagonisti parlano agiscono, rivelano la loro vita interiore al lettore, ma nulla è lasciato alla fantasia della scrittrice: ogni minima azione, ogni parola, ogni contesto, persino le condizioni metereologiche, sono riprese dai documenti dell'epoca.
    Kate Summerscale, alla pari del detective Whicher, affonda il proprio bisturi indagatore in maniera spietata, ma a differenza del poliziotto londinese, non si limita ad affondarlo nel groviglio del delitto, ma nell'intera società inglese.

    ha scritto il 

  • 4

    Enigmatico

    Un omicidio, una famiglia, un'indagine. Nulla di nuovo si dirà ma questo romanzo, nella sua semplicità, scivola via bene seminando nel lettore dubbi e mettendo alla prova le nostre "capacità" investig ...continua

    Un omicidio, una famiglia, un'indagine. Nulla di nuovo si dirà ma questo romanzo, nella sua semplicità, scivola via bene seminando nel lettore dubbi e mettendo alla prova le nostre "capacità" investigative. E, comunque, alla fine aleggerà un dubbio, un grande dubbio...sarà davvero tutto vero?

    ha scritto il 

  • 4

    Ho letto questo libro perche' ha molti riferimenti alla Pietra di Luna di Collins, ma attenzione, non e' un romanzo bensi' un saggio.
    Molto accurato, molto approfondito, una lettura veramente piacevol ...continua

    Ho letto questo libro perche' ha molti riferimenti alla Pietra di Luna di Collins, ma attenzione, non e' un romanzo bensi' un saggio.
    Molto accurato, molto approfondito, una lettura veramente piacevole ed istruttiva.

    ha scritto il 

  • 5

    Wiltshire, Inghilterra; 29 giugno 1860. A Road Hill House, residenza della potente famiglia Kent, il più piccolo dei figli, Saville, viene ritrovato con la gola ripetutamente tagliata, il corpo sprofo ...continua

    Wiltshire, Inghilterra; 29 giugno 1860. A Road Hill House, residenza della potente famiglia Kent, il più piccolo dei figli, Saville, viene ritrovato con la gola ripetutamente tagliata, il corpo sprofondato nella latrina della servitù. Incaricato delle indagini è l'ispettore Jack Whicher, della neonata Scotland Yard; uomo brillante e razionale, Whicher non ha dubbi sull'identità del colpevole ma l'ipocrita società vittoriana non gli permetterà di andare fino in fondo e solo molti anni dopo la storia renderà giustizia ai protagonisti.

    Personaggio realmente esistito, come la vicenda a cui prende parte, l'ispettore Whicher sarà il modello di Conan Doyle per Sherlock Holmes, per tacere di Dickens e Collins. E solo sulla carta il povero ispettore potrà trovare soddisfazione, fagocitato da una società incapace di tollerare intrusioni e immortalato adesso nei propri panni da Kate Summerscale, in questo bellissimo libro a metà tra romanzo e indagine che è anche e soprattutto un atto d'amore verso la verità e verso chi l'ha cercata. La Summerscale racconta l'intera vicenda, riprendendo poi le indagini là dove l'ispettore era stato costretto a fermarsi, scoperchiando finalmente il verminaio che più di un secolo prima era stato accuratamente coperto.

    ha scritto il 

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