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Omon Ra

Di

Editore: Mondadori (Strade Blu)

3.7
(92)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 162 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804460458 | Isbn-13: 9788804460459 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Tatiana Olear , Katia Renna

Genere: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    L'allunaggio in triciclo e l'URSS come luna di cartapesta

    Libro sofferto e sofferente, libro di distopie planetarie e nostalgie d'innocenza, "Omon Ra" - come, e più, delle altre produzioni di Pelevin - compone un primo abbozzo di discorso elaborativo, un ama ...continua

    Libro sofferto e sofferente, libro di distopie planetarie e nostalgie d'innocenza, "Omon Ra" - come, e più, delle altre produzioni di Pelevin - compone un primo abbozzo di discorso elaborativo, un amaro e lucido ritorno sul "luogo" e nel "tempo" che è - ormai è chiaro - "stato", per il protagonista e per l'URSS. "Omon Ra", infatti, è l’ultimo romanzo scritto nell’Unione sovietica.
    Omon Krizomazov, il protagonista, sogna di andare sulla luna: e con lui l'URSS, per pareggiare la primazia americana. Peccato, però, che la patria del "socialismo reale" manchi di strumenti, competenze, forza progettuale, energie spirituali: e allora, resta solo un misero, commovente triciclo lunare per tentare l'impresa.
    Tutto, nell'epopea spaziale narrata nel libro, e quindi nella vicenda sovietica, è prigioniero di grottesche narrative dell'eroismo, di ridicole imposture da ciarlatani spacciate per paradossali epiche di liberazione, di salvezza, di trionfo. Tutto avviene in un'atmosfera che lascia immaginare l'imminente sfacelo, senza però che nessuno ne accenni mai: i personaggi si mettono in scena, ma come per convenzione, alienati quanto basta per trasmettere il senso di un peso o di un obbligo.
    Per ampiezza cronologica, "Omon Ra" sarebbe un romanzo di formazione, se non fosse che di formazione - in questo scenario immobile e cristallizzato, aprioristicamente determinato, ormai spacciato - non c'è traccia. La pochezza del "contenitore" (il marxismo, d'altra parte, era fatto per i "Paesi sviluppati"..) è tanto più palese quanto più si procede, eppure la marcia è ormai avviata e inarrestabile (il modulo lunare, non a caso, manca completamente di retromarcia), è chiaro che non si può tornare indietro. Solo per un istante, sul triciclo lunare, il protagonista ritrova quel sè stesso bambino che con la sua bicicletta esplorava un mondo fatto di foreste, spiagge e falò.
    Il destino, insomma, è segnato: ma se l'URSS ritratto è un impero al crepuscolo, sgangherato e pezzente, Pelevin sembra recuperare - proprio nel mezzo di questo sfacelo - una "goccia di splendore", qualcosa da custodire che non c'entra con la propaganda, con le follie burocratiche, con il conformismo di massa e le fantasie di grandezza:
    "Sì, era proprio così: quelle tane in cui passavamo tutta la vita in effetti erano buie e sporche e forse noi stessi eravamo l'esatto corrispettivo di quelle tane. Ma nel cielo blu sopra le nostre teste, in mezzo alle stelle rade e fioche, esistevano dei piccoli punti speciali, brillanti, artificiali, che scivolavano lenti fra le costellazioni e che erano stati creati qui, in terra sovietica, in mezzo al vomito, alle bottiglie vuote e al fumo puzzolente di tabacco, che erano fatti d'acciaio, di semiconduttori e di energia elettrica e che in quel momento volavano per il cosmo. E ognuno di noi, perfino quell'ubriacone cianotico che poco prima avevamo visto per strada, accovacciato come un rospo in mezzo a un cumulo di neve, perfino il fratello di Mitjak, e certo anche Mitjak e io, ognuno di noi aveva lassù, nel blu freddo e pulito, la sua piccola ambasciata.
    Corsi fuori, in cortile, e piangendo a dirotto me ne restai a fissare il limpido cielo invernale e il globo giallo-azzurro della Luna, incredibilmente vicino".

    ha scritto il 

  • 3

    ...eh?????
    questo è stato il mio commento all'ultima parola del libro.....
    un libro complicato, capace di impressionare il lettore senza ombra di dubbio...un misto di brutale cattiveria e logica di fe ...continua

    ...eh?????
    questo è stato il mio commento all'ultima parola del libro.....
    un libro complicato, capace di impressionare il lettore senza ombra di dubbio...un misto di brutale cattiveria e logica di ferro, il tutto sullo sfondo di un pensiero totalitario e unico: la Russia, con il suo partito e le sue idee. Il tutto contornato dal cielo, unico spazio di libertà per chi non ne ha, in grado di attirare un ragazzino con un nome tanto strano (Omon, sigla del corpo speciale della polizia, scelto dal padre nella speranza che suo figlio possa avere nella vita un ruolo importante), che desidera semplicemente volare, e poi arrivare sulla luna....
    ripeto, un libro molto brutale, ma anche molto spregiudicato....
    e quando lo finirete, vi sarà difficile per un po' mangiare stelline con pollo e frutta bollita....

    ha scritto il 

  • 3

    probabilmente il più sentitamente autobiografico. Probabilmente ossessionato dalla fissa del Grande Momento, come già lo era Dostoevskij (ma lui si che ci era passato per esperienza personale), ma con ...continua

    probabilmente il più sentitamente autobiografico. Probabilmente ossessionato dalla fissa del Grande Momento, come già lo era Dostoevskij (ma lui si che ci era passato per esperienza personale), ma con una grande differenza, il buon Fedor non si interessava molto alla metempsicosi....

    ha scritto il 

  • 4

    Impietoso con le menzogne della dittatura sovietica ma anche capace di un lessico fine, sobrio, e persino di slanci poetici.

    "Sì, era proprio così: quelle tane in cui passavamo tutta la vita in effett ...continua

    Impietoso con le menzogne della dittatura sovietica ma anche capace di un lessico fine, sobrio, e persino di slanci poetici.

    "Sì, era proprio così: quelle tane in cui passavamo tutta la vita in effetti erano buie e sporche e forse noi stessi eravamo l'esatto corrispettivo di quelle tane. Ma nel cielo blu sopra le nostre teste, in mezzo alle stelle rade e fioche, esistevano dei piccoli punti speciali, brillanti, artificiali, che scivolavano lenti fra le costellazioni e che erano stati creati qui, in terra sovietica, in mezzo al vomito, alle bottiglie vuote e al fumo puzzolente di tabacco, che erano fatti d'acciaio, di semiconduttori e di energia elettrica e che in quel momento volavano per il cosmo. E ognuno di noi, perfino quell'ubriacone cianotico che poco prima avevamo visto per strada, accovacciato come un rospo in mezzo a un cumulo di neve, perfino il fratello di Mitjak, e certo anche Mitjak e io, ognuno di noi aveva lassù, nel blu freddo e pulito, la sua piccola ambasciata.
    Corsi fuori, in cortile, e piangendo a dirotto me ne restai a fissare il limpido cielo invernale e il globo giallo-azzurro della Luna, incredibilmente vicino".

    ha scritto il 

  • 0

    Storia buffa di un ragazzo sovietico che vuole andare sulla luna. Il romanzo non privo di un certo humor si svolge nella parte centrale in un'atmosfera gogoliana prima del colpo di scena finale. Un li ...continua

    Storia buffa di un ragazzo sovietico che vuole andare sulla luna. Il romanzo non privo di un certo humor si svolge nella parte centrale in un'atmosfera gogoliana prima del colpo di scena finale. Un libro certamente senza pretese a metà strada tra la fantascienza e l'assurdo quotidiano che si legge con piacere.

    ha scritto il 

  • 4

    L'Uomo sogna di volare...

    Russia. Mentre l'America fa da lepre nella corsa allo spazio, Mosca la insegue e si prepara a mandare un equipaggio umano in missione sulla Luna per dimostrare che l'Unione Sovietica non è da meno deg ...continua

    Russia. Mentre l'America fa da lepre nella corsa allo spazio, Mosca la insegue e si prepara a mandare un equipaggio umano in missione sulla Luna per dimostrare che l'Unione Sovietica non è da meno degli odiati capitalisti. Ma il livello tecnologico raggiunto dai Russi non è sufficiente a garantire il viaggio di ritorno degli astronauti e la missione è da considerarsi assolutamente suicida. L'URSS ha ancora bisogno del sangue di giovani eroi. Ed è così che Omon Krivomazov (nome in codice Ra, dio del Sole) realizza il sogno di una vita, entrando in un programma segreto del KGB. L'addestramento, ricco di epocali assurdità e di episodi grotteschi, farà di lui l'astronauta-eroe perfetto richiesto dal Cremlino, pronto a immolarsi per l'onore della Partia, ma al momento della partenza andrà tutto come previsto o ci saranno degli intoppi? Il grezzo modulo raggiungerà mai la superficie lunare?
    Romanzo ironico di Victor Pelevin (mancato ingegnere aereospaziale ed esperto del campo) che mette a nudo l'essenza dell'uomo e il suo sogno di volare. Consigliato a chi ama lo spazio ma anche a chi passa il tempo guardando il cielo con un sorriso sulle labbra. Stellare.

    ha scritto il 

  • 0

    E' l'unico libro di Pevelin che sia mai riuscito a leggere. Un romanzo bello, sereno, tranquillo (rispetto agli altri dello stesso autore). I sogni che si spezzano proprio sul più bello.
    Fa tenerezza q ...continua

    E' l'unico libro di Pevelin che sia mai riuscito a leggere. Un romanzo bello, sereno, tranquillo (rispetto agli altri dello stesso autore). I sogni che si spezzano proprio sul più bello.
    Fa tenerezza questo aspirante astronauta che crede davvero di arrivare sulla luna ma alla fine trova soltanto una grossa bugia.
    La grande madre Russia diventa piccola piccola ai suoi occhi e la disillusione è enorme. Ma alla fine Omon Ra ritroverà la libertà che è la cosa più importante di tutte.

    ha scritto il 

  • 3

    grottesco, a tratti tenero (i ricordi di omon), a tratti agghiacciante (l'atmosfera -pesante- che si respira nella parte in accademia, e non solo...): potenziale libro di culto, specie se mai qualcuno ...continua

    grottesco, a tratti tenero (i ricordi di omon), a tratti agghiacciante (l'atmosfera -pesante- che si respira nella parte in accademia, e non solo...): potenziale libro di culto, specie se mai qualcuno si farà tentare dall'idea di trarne un film.

    chissà perchè certi momenti (su tutti la struttura dell'astronave: leggete per credere!) mi ricordavano i gemelli ruggeri quando parlavano di croda, se non erro a "lupo solitario", trasmissione televisiva di ormai quasi venti anni fa...

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo grottesco e stralunato - appunto! - sulla conquista del Cosmo e i suoi surreali retroscena. Qualcosa di più qui:

    http://fuffademia.blogspot.com/2007/11/omon-ra.html

    ha scritto il