On Love

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Publisher: Grove Press

3.9
(1404)

Language: English | Number of Pages: 231 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Chi simplified , German , French , Italian , Swedish , Dutch , Spanish , Portuguese

Isbn-10: 0802134092 | Isbn-13: 9780802134097 | Publish date:  | Edition Reissue

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , eBook

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Romance

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Book Description
The best-selling author of How Proust Can Change Your Life and The Art of Travel revisits his utterly charming debut novel, On Love. The narrator is smitten by Chloe on a Paris–London flight, and by the time they’ve reached the luggage carousel he knows he is in love. He loves her chestnut hair, watery green eyes, the gap that makes her teeth Kantian and not Platonic, and her views on Heidegger’s Being and Time — but he hates her taste in shoes. Plotting the course of their affair from the initial delirium of infatuation to the depths of suicidal despair, through a fit of anhedonia — defined in medical texts as a disease resulting from the terror brought on by the threat of utter happiness — and finally through the terrorist tactics employed when the beloved begins, inexplicably, to drift away, On Love is filled with profound observations and useful diagrams, examining for all of us the pain and exhilaration of love.
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  • 2

    Come funzionano le storie d'amore?

    Come funzionano le storie d'amore? Come nasce, si sviluppa, si stabilizza, muore un amore? Come mai quelle sensazioni appassionate e travolgenti che si vivono all'inizio si trasformano poi spesso in u ...continue

    Come funzionano le storie d'amore? Come nasce, si sviluppa, si stabilizza, muore un amore? Come mai quelle sensazioni appassionate e travolgenti che si vivono all'inizio si trasformano poi spesso in una monotona abitudine (se va bene) o in insofferente insoddisfazione o in tradimento (se va male)? E come si arriva alla inesorabile morte straziante dell'amore (straziante perché da un certo punto in poi non se ne può più....)?

    Ecco, il libro "Esercizi d'amore" si prefigge di dare risposte a queste domande.

    Quando si parla d'amore, è normale aguzzare le orecchie. Il tema è interessante e intrigante e c'è la possibilità di imparare qualcosa.
    Ci predisponiamo quindi con l'animo giusto seduti comodi sulla sedia e con la massima attenzione iniziamo a leggere.

    E' un saggio? No. E' un romanzo. Uffa, pensiamo, un altro romanzo sull'amore? Vabbè, andiamo avanti.

    Il protagonista venticinquenne ci racconta la sua storia d'amore con Chloe, una giovane ventitreenne conosciuta per caso su un aereo.
    La storia d'amore è abbastanza tipica e convenzionale:

    un inizio casuale e travolgente (se non ti vedo muoio),
    una fase di assuefazione (se non ti vedo potrei morire),
    una fase abitudinaria (ok, se non ti vedo ti vedrò),
    una fase insofferente (se non ti vedo, meglio),
    una fase di tradimento (il fatto che non ti veda io non è una buona ragione perché tu debba vedere qualcun altro...),
    una di terrorismo romantico (se non ti vedo mi ammazzo),
    una fine (non ti voglio vedere mai più, cascasse il mondo).

    Dove sta l'idea e la novità del libro? Sta nel fatto che de Botton analizza in dettaglio ogni singola fase, scomodando filosofi e pensatori e tentando di associare regole filosofiche a scientifiche a comportamenti che appaiono invece quasi sempre irrazionali.

    Purtroppo l'amore si concilia male con la filosofia. E alla fine il romanzo, descrivendo questa relazione adolescenziale decisamente immatura, si trasforma in un bigino di filosofia noiosa e inutile. Mooolto noiosa e moooolto inutile.

    Al termine della lettura rimangono solo alcuni pensieri degni di nota:

    "Qualunque sia il grado di felicità con la nostra compagna, l'amore per lei ci è di ostacolo (a meno di non vivere in una società poligamica) ad avviare altre relazioni romantiche. Ma perché ciò dovrebbe essere causa di frustrazione, se davvero la amiamo? Perché, se il nostro amore per lei è sempre vivo, dovremmo sentire come un limite tale condizione? Forse perché, nel risolvere il nostro bisogno di amare, non sempre riusciamo a risolvere il nostro bisogno di desiderare."

    “Uno dei lati ironici dell’amore è che siamo seduttori molto più convincenti quando l’oggetto delle nostre attenzioni non ci attrae poi così tanto: l’intensità del desiderio, invece, soffoca in noi disinvoltura e spontaneità.“

    “C’è una lunga e pessimistica corrente nel pensiero occidentale secondo cui l’amore, in definitiva, può essere raffigurato soltanto come una pratica unilaterale, di marxistica ammirazione, dove il desiderio fiorisce sull’impossibilità di vedere restituito l’amore.”

    Ahimè, un altro libro inutile...

    said on 

  • 3

    Consiglio di lettura di settembre 2015

    Un libro molto particolare, a metà tra saggio e romanzo. L'autore, servendosi dell'espediente del narrare una storia d'amore immaginaria con il suo inizio, lo sv ...continue

    Consiglio di lettura di settembre 2015

    Un libro molto particolare, a metà tra saggio e romanzo. L'autore, servendosi dell'espediente del narrare una storia d'amore immaginaria con il suo inizio, lo sviluppo e la fine, imbastisce un vero saggio sull'amore di coppia, interessante e scorrevole. L'unico suo limite consiste nella generalizzazione: la coppia di cui si parla qui infatti vive quel tipo d'amore che lo stesso autore definisce "immaturo"...quello che non sfocia nel matrimonio perché sostanzialmente basato solo su una forte attrazione fisica, destinata a non avere più importanza nel momento in cui uno dei due conosce qualcun altro che gli piace fisicamente, e che con il suo essere "nuovo" per forza di cose offusca il "vecchio". Insomma, non tutte le coppie per fortuna sono come quella descritta da De Botton (anche se purtroppo oggi come oggi quelle diverse si contano sulle dita xD).
    Dalla seconda metà in poi diventa anche un po' ripetitivo, ma per chi sia interessato a cosa avviene nel cervello di chi si innamora (indipendentemente da quanto importante si riveli poi la storia d'amore) è l'ideale ^^

    said on 

  • 4

    Alain vs. Andrea - 31 mag 15

    Devo dire che nonostante tutto questo “intellettuale” mi diverte. Certo, non è una persona che ha dovuto sudare per farsi largo nella vita, anche se ha studiato, è eclettico, cosmopolita, plurilingue, ...continue

    Devo dire che nonostante tutto questo “intellettuale” mi diverte. Certo, non è una persona che ha dovuto sudare per farsi largo nella vita, anche se ha studiato, è eclettico, cosmopolita, plurilingue, multinazionalista. Nel senso che nasce in Svizzera da una famiglia ebrea, dove impara, oltre l’ebreo tradizionale anche se non ne professa la religione, francese e tedesco. Poi si trasferisce in Inghilterra, dove si laurea in storia, dove vive e lavora, dove riceve a 30 anni un’eredità del padre di qualcosa come 250 milioni di euro. Aveva già comunque cominciato a scrivere. Ed ha continuato, senza troppi problemi, anche se sostiene di mantenersi solo con i diritti d’autore. Ma tant’è. Ne avevo sempre sentito parlare tra un orecchio e l’altro, ma non avevo avuto l’occasione di leggerne sino ad ora. In attesa di cimentarmi con un “saggio” puro (su Proust o sul viaggio vedremo), ho letto e discretamente gradito questo che nel sotto-titolo inglese porta il termine “saggi”, sottolineando che sono una serie di considerazioni filosofiche e pratiche sull’amore. Per rendere poi più seguibili le sue lunghe tirate, l’autore le intreccia con la descrizione della nascita, la crescita e la morte di un amore tra lo scrittore soggettivo ed una ragazza di nome Chloe. Motivo che consente di collocare il libro fuori da molti schemi, e che gli estensori italiani etichettano “romanzo”, termine su cui ho dubbi e riserve. E naturalmente non è neanche un saggio nel senso classico del termine. Per cui, lo inseriamo nello scatolone degli scrittori moderni di sesso maschile, e cominciamo a parlarne. Non per farne una trama, invero, che come “romanzo”, appunto, si riassume in meno di otto righe. Il pensatore e Chloe si incontrano su di un aereo che torna da Parigi a Londra, lui comincia ad abbordarla, qualche scaramuccia, ristorantino, prima scopata, sinfonie varie, cinema, musei, colazioni, non vita in comune ma amore con la valigia (in fondo sono poco più che ventenni), e quando lui dopo un annetto comincia a pensare per cicli storici, lei si fredda, e va a vivere in California con un altro, lui si incazza, pensa al suicidio, passano mesi, ed alla fine… Ed il resto? Le altre 200 pagine di cosa parlano? Essendo de Botton essenzialmente un filosofo, parlano di tutto. Ma in sostanza, analizzano, sminuzzano e commentano ogni piccolo gesto ed accidente della vita quotidiana, con le armi della filosofia. Mette in campo Platone e Hegel, Marx e Lacan, Nietzsche e chi più ne ha più ne metta. Ci si interroga su tutto: che cos’è che mi ha fatto innamorare di lei? Estetica o etica? Perché mi piacciono le sue imperfezioni? Cosa voleva dire, quando ha detto? Ma non può non piacergli quella musica. Perché si è irrigidita quando la baciavo? Perché mi ha lasciato? Cosa ho fatto io di male, io che l’amavo di un amore così totale? Potrei continuare ora si per decine di righe, ma avrete già capito l’andazzo. Intanto, se incontro uno che impiega dodici pagine per dire che vuole analizzare i motivi per cui ha avuto un colpo di fulmine, e si è innamorato, giuro lo ammazzo. Inoltre, se dopo la prima scopata e la prima notte insieme, facciamo colazione guardandoci con gli occhi dolci, e lui mi viene a fare una pippa perché ho solo marmellata di fragole, non solo lo lascio, ma impiegherò i successivi 12 mesi ad imprasticciargli la scrivania con tutte le fragole che trovo. Il lui della storia è talmente logorroico che alla fine risulta appunto divertente. Con il suo marxismo amoroso, il terrorismo romantico e via discorrendo. Ecco, discorrendo. O pensando. O studiando. Sembra che per duecento pagine e più di un anno il nostro non abbia fatto un passo senza analizzare perché lo abbia fatto, i motivi, le contromisure. E bla e bla e bla. Dicendo tante cose che, per come le dice, sono delle banalità colossali (e spesso si è accusato di questo il nostro tenace scrittore). Ma facciamo anche un passo indietro, e diamo ad Alain ciò che è di Alain. Se veramente ci si interrogasse su tutte le motivazioni dei nostri innamoramenti e disamoramenti, troveremo certo una scrittura che renderebbe una strofa di Baglioni tutto il libro appena letto. Ricordo ancora un me quindicenne che si disinnamorò di una ormai dimenticata lei perché non mi piacevano le sue unghie. E di cui, ora, ricordo solo le unghie, non il nome, né il luogo, né altro. In conclusione, prendiamo il libro per quello che è, divertiamoci un po’ sopra, ed utilizziamolo per domandarci qualcosa di noi stessi. Non tanto perché quello o perché quell’altro, che diventa tutta un’operazione cerebrale infinita. Ma, visto che stiamo amando (o abbiamo amato o ameremo) godiamocelo, e facciamo in modo di essere noi stessi, in tutto. Anche quando finì, anche quando ricomincerà. Solo così potremmo affrontare quello specchio, guardarci negli occhi e sostenere il nostro sguardo, e dicendo a quella faccia: io sono così, quando sono solo, quando mi innamoro, insomma sempre. E finisco mandando un mio messaggio personale ad Alain: solo dopo aver imparato a stare da soli, si riesce ad amare, ad essere amati, ed anche a ritornare soli.
    “È sempre di sconosciuti che ci innamoriamo.” (22)
    “Se lei/lui è davvero così speciale [tanto che io me ne sono innamorato/innamorata] com’è possibile che lei/lui ami qualcuno come me?” (52)
    “Ciò che rende l’erba del vicino più verde e desiderabile è il fatto che non appartiene a noi.” (60)
    “Non esistiamo finché non c’è qualcuno che ci vede esistere, che non parliamo finché qualcuno non è in grado di comprendere ciò che diciamo; in sintesi, che non siamo del tutto vivi finché non siamo amati.” (119)

    said on 

  • 2

    Né carne né pesce.

    Il romanzo di De Botton racconta una storia d’amore che ha protagonisti due ventenni spezzandola in fasi.

    Una relazione d’amore è come un progetto: ha un inizio, uno sviluppo e fatalmente una fine. S ...continue

    Il romanzo di De Botton racconta una storia d’amore che ha protagonisti due ventenni spezzandola in fasi.

    Una relazione d’amore è come un progetto: ha un inizio, uno sviluppo e fatalmente una fine. Sempre e comunque una fine, par dire de Botton.

    Il racconto si sviluppa per punti.
    Il decorso della storia d’amore - sì decorso... proprio come una malattia - altro non è che un pretesto per l’inserimento nella narrazione di moltissime riflessioni filosofiche, di rielaborazioni di comportamenti di coppia che de Botton cerca di generalizzare e oggettivare condendo il tutto con abbondanza di cinismo e ironia.

    Esemplifico:

    “Da un punto di vista religioso, il valore della verità era già stato indagato secoli prima. Il filosofo Pascal (1623-1662, giansenista gobbo, Pensieri ) aveva parlato di una scelta, cui ogni cristiano si trova davanti, in un mondo disugualmente diviso tra l’orrore di un universo senza Dio e la beata - ma infinitamente più remota - alternativa che Dio esista. Sebbene le circostanze fossero in favore della non esistenza di Dio, Pascal sosteneva che la nostra fede in Dio si giustifica per il fatto che la felicità che deriva dalla più esile probabilità supera di gran lunga la disperazione della probabilità più alta. E così è per l’amore, verosimilmente. Gli innamorati, cui non è propria la lucidità dei filosofi, non possono non abbandonarsi all’impulso religioso, cioè credere e avere fede, in quanto opposto all’impulso filosofico, che è dubitare e indagare. Preferiscono il rischio di essere nell’ errore e in amore a essere nel dubbio e senza amore”

    Carino.

    Ma qualcosa non funziona.

    I protagonisti non suscitano né empatia né simpatia. L’estrema densità di aforismi e pensieri filosofici rende difficoltosa la lettura, che, a sprazzi, si riduce effettivamente ad un'elencazione di concetti.

    I pensieri sembrano mutuati più dalla voglia di mostrare una rappresentazione filosofica che da una reale meditazione sulla vita e sull'amore, riflessioni quindi che non paiono venire dall'esperienza ma da una volontà meramente speculativa.

    Un esperimento. Un esercizio, appunto. Di che mi lamento? Era pure dichiarato nel titolo!

    O forse, più semplicemente, solo un super "pippone mentale" di un ragazzo (scrittore) lasciato dalla fidanzata o moRosa - come si dice dalle mie parti!

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Libro dalla duplice natura, di romanzo e, in misura largamente maggiore, di saggio (non a caso il titolo originale è "Essays in Love"), "Esercizi d'amore" mi ha provocato sentimenti contrastanti.
    Non ...continue

    Libro dalla duplice natura, di romanzo e, in misura largamente maggiore, di saggio (non a caso il titolo originale è "Essays in Love"), "Esercizi d'amore" mi ha provocato sentimenti contrastanti.
    Non posso dire che non sia bello né che non mi sia piaciuto, ma alcune delle teorie che espone fatico a condividerle, e soprattutto non sono del tutto convinta dalla parte romanzata, vale a dire la storia d'amore (iniziata e finita nel giro di un anno) del protagonista con Chloe.
    Ci sarebbe anche il fatto che non amo particolarmente lo sfoggio di cultura, ma in tutta onestà se uno sboroneggia dando però l'impressione di conoscere davvero quello di cui parla non ho nulla da dire. E questo è il caso.
    In pratica sarei rimasta su un "non mi stai simpatico, ma ammazza quanto sei bravo", quand'ecco però che verso la fine l'autore si lancia in una dissertazione sul suicidio che, per me, tratta grossolanamente la questione, mandando un po' in malora il tutto.
    Riassumendo, dice che senza l'amata la vita non ha senso e che per questo vuole farla finita. Affermazione che, se si tralasciano opinioni personali e convinzioni morali o religiose, non fa una piega. Poi però viene fuori che, contrariamente al "non voglio che pensi che sia colpa tua" espresso nella lettera d'addio a Chloe, lui in realtà vorrebbe davvero vedere l'effetto del suo suicidio su chi lo ha ferito e lo ha indotto a compierlo. Di conseguenza vomita le decine di compresse effervescenti di vitamina C ingoiate pochi secondi prima (giuro) e sceglie di non uccidersi più. Per concludere generalizza dicendo che tutti i suicidi sono mossi dalle stesse motivazioni che poco prima aveva lui, e che quelli che il gesto estremo lo compiono davvero non hanno semplicemente pensato all'impossibilità, da morti, di godersi la disperazione e il senso di colpa dei loro "destinatari".
    Eeeeeh?!
    Aggiungo che anche la reazione da ameba alla telefonata dell'amico con la faccia come il culo (bell'amico, complimenti) mi ha lasciata un po' interdetta, più che altro perché il protagonista per tutto il libro non ha mai dato l'idea di essere uno zerbino incapace di rispondere, almeno verbalmente, a un torto.
    Però ribadisco che ci sono anche tante considerazioni che condivido, tanti pensieri che, in forma meno organica, capita di fare anche a me, e vederli scritti nero su bianco è stato bello.

    Un'esperienza cos'è? Qualcosa che spezza una disciplinata routine e ci consente per un po' di partecipare a eventi con l'acuita sensibilità che la novità, il pericolo, la bellezza mettono a disposizione.

    Il superamento dell'infanzia può anche essere visto come il tentativo di correggere le errate prospettive degli altri, dei genitori, primi cronisti della nostra storia. La lotta contro la narrazione, però, continua oltre l'infanzia: è una guerra di propaganda che si scatena intorno all'interpretazione di noi, dal momento che un certo numero di gruppi di interesse combattono per affermare la loro visione della realtà, per imporre la propria versione.

    Perdersi dietro un futuro che non arriva mai non è che l'altra faccia della medaglia, per cui non si fa che rimpiangere il passato.

    E questi sono solo alcuni dei passi che ho sottolineato.
    Concludo ricordando che questo è il primo libro di de Botton, all'epoca poco più che ventenne.
    Metto 3 stelline, consapevole che mi sarei potuta sbilanciare sia in su che in giù.

    said on 

  • 4

    1.

    寫下這篇文章的緣由,是我想透過寫這篇文章的過程,試圖把以前弄不清楚的一些東西搞懂,比如說我們之間相處的過程,我對她的態度,以及我對我自己的態度等等的,雜七雜八的東西。

    慶幸的是,這個世界上還有艾倫‧狄波頓,而且他願意出來寫《我談的那場戀愛》,我才知道,不是只有我在戀愛中會不知所措,也不只有我會因為種種沒有答案的問題而苦惱。即便是看起來無所不知的哲學家,他們仍就會為困頓而苦苦掙扎。

    光是知道不 ...continue

    1.

    寫下這篇文章的緣由,是我想透過寫這篇文章的過程,試圖把以前弄不清楚的一些東西搞懂,比如說我們之間相處的過程,我對她的態度,以及我對我自己的態度等等的,雜七雜八的東西。

    慶幸的是,這個世界上還有艾倫‧狄波頓,而且他願意出來寫《我談的那場戀愛》,我才知道,不是只有我在戀愛中會不知所措,也不只有我會因為種種沒有答案的問題而苦惱。即便是看起來無所不知的哲學家,他們仍就會為困頓而苦苦掙扎。

    光是知道不只是我這樣,本身就具有安慰的作用。

    2.

    戀愛到底是怎麼一回事?

    雖然我們用理性提出這個問題,但或許這個問題本身已經超過理性的範疇;又或許,只在表面上說我們怎麼相識、我們愛上對方什麼、我們之間的互動如何,都會比回答戀愛這回事來得精確。但我還是想知道這到底是怎麼一回事,尤其是在我已經離開她之後。

    認識、交往、相知相熟、淡薄、分開,這樣子似乎是一個周期性的循環,只是有些時候,存在某種不知名的可能,讓我們兩個往另外一個方向走去。我若要試著回顧,或許從交往開始談起會有幫助。

    交往前,我們總會玩著一個遊戲:誰先讓對方知道我喜歡對方,誰就被踢出局。掩飾和識破、猜測與不安,曖昧是一種估量自己在對方心中的地位,並同時評估打出哪張牌收到的效益會比較大(不過我打得很爛)。我喜歡上她,然後把她拱上神壇,她在我眼中是那麼地完美,我彷彿只是地上的一沱泥。她是如此完美,而我只能卑微。

    但冀求的同時,我也同樣害怕。冀求有多重,害怕就有多重。

    「當我們從單戀的角度看一個人(一個天使),並且想像與她們在一起時的快樂時,我們可能會忽視一個重要的危險:如果他們也回之以愛的話,他們的吸引力會多快消失。我們墜入愛河是因為我們想逃離醜陋、愚蠢、笨拙的自我,找一個美麗、聰明、伶俐的人。但是如果這麼完美的人有一天回過頭來愛我們呢?我們只會被嚇到—我們心目中那麼棒的人怎麼會品味差到來看上我們呢?如果為了要愛,我們必須相信我們所愛之人在某方面超越我們,那麼當他們愛上我們不就是天大的矛盾了?」(《我談的那場戀愛》P.69,以下均同)。

    一方面我把她當作神,另一方面卻又不認為她會是我的,這是不是屬於戀人之前的普遍信念?

    3.

    告白是一種賭命的跨越,廣義上來講,釋放出「我喜歡你」這四個字的任何語言,都可以當作是一種告白。《槲寄生》裡描寫這種賭命跨越挺貼切的:「我從飛機上跳下。」

    我們會因為被喜歡而感到驚訝,因為被接受而覺得欣喜。驚訝的點通常在於「我這樣的人竟然會有人喜歡?」這通常與我們無法確定自己價值究竟何在有關,拒絕對方,或許只是無法承擔對方對自己的感覺。

    但也有可能只是單純覺得對方很煩而拒絕。

    被接受是生命中一種特殊的體驗,我們被接受,於是覺得欣喜萬分,而同時出現的矛盾情結,於我而言,是「我這種人怎麼可能被接受?」一方面冀求,卻又在另一方面排斥。

    4.

    我們愛上對方什麼地方?

    有一個標準答案是,「我愛你的全部」,不過我們有可能愛上對方的全部嗎?

    我愛她睫毛的弧度,我愛她生氣時嘴唇上翹的樣子,我愛她害羞的時候會往我的腰捶一拳,我愛她會怕癢,我愛她講話時手腕擺動的動作,我愛她說話的音調,我愛她常穿的那雙鞋,以及不常穿的那幾雙鞋,我愛我所看到的她的全部。

    不過,我畢竟無法認識她的全部,尤其在我見了她的父母,以及在偶然下聽聞她曾經跟某人關係緊密的故事後。我認識的是真正的她嗎?

    「珂蘿葉所謂變形蟲身上的直線部分是什麼意思?就是說我無法「完全」了解她—這點或許不那麼令人感到驚訝,只是提醒我們同理心也有極限。是什麼阻礙了我?答案是我只能透過或參照我對人性的了解,來探知她的性格。我的理解僅由我對他人的期望修正而來,我對她的認知自然也是透過我過去人際關係的過濾。…雖然我覺得自己對珂蘿葉複雜的性格下了功夫,但仍免不了會忽略某些地方,一些我從來就沒有足夠的同理心或是成熟度去了解的部分。而我最要不得的,就是只能以旁觀者身分來參與珂蘿葉的生活。」(P.166-67)

    我認識的只會是她生命中的某一些時刻,我不能完全了解這個人,我對她的認識反而比較像一張張的標籤:她喜歡拖延、喜歡社團、她愛好Apple、喜歡精緻細膩的東西、左眼比右眼大、拍照往一邊側、會藏心事……,我只能不斷試著去了解她,或者乾脆把她當成某些標籤,然後便僵固下來。

    5.

    克里希納穆提曾經提過:「關係是一面鏡子,只有進入關係,你才能開始真正知道自己。」

    我們平常會下意識地掩飾自己不想承認的東西,我懦弱,我不安,我依賴,我懶惰,我貪求,我想佔有。理性讓我說不出口,但我其實也包含了這些部分。

    隨著感情談得越深,我心中的不安便越大。表面上,她在我心中越來越好,我越來越像個沒有用的廢物;而或許實際上,那不是她越來越好,而是我心中的貶抑越來越明顯。我害怕依賴,但卻又渴望依賴著她;想被愛著,但當有人願意愛著自己時,卻又退縮不前;我幻想著總有一天我們會有個美好的結局,但卻不知道為什麼,我總覺得我們倆有一天會分開,走入陌路。跟她在一起很快樂,但當我越快樂,我就越不安。「我真的值得這麼快樂?」

    「沙維塔醫生診斷出快感缺乏的症狀,依照英國醫藥協會的定義,那是一種近似高山病心理上所謂的快樂缺乏症(anhedonia),起因是突然對將至的快樂感到恐懼。」(P.188)

    我越談戀愛,我就越分裂,或者更精確地說,我就越不得不去看我原本不想看的那些東西。

    我在分裂崩解之中離開她。

    6.

    這一切到底值不值得?

    分開以後,我試著回到我們曾經去過的那些地方,一方面想弄懂我到底是怎麼一回事,另一方面,我想知道為什麼會走上這種結局?是什麼讓我們走上這樣子的結局?我是不是努力得不夠?我還可以怎麼樣再更好?為什麼我會排斥她?

    對於愛情,我們有專屬的一套估價系統,我有我的,她有她的,交往之後,則有我們的。而透過屬於我們自己的這套估價系統,我們會為自己的行為打分數,同時也幫對方打分數。而我們常常忘記的是,我的估價系統,與她的估價系統,實際上不完全相同。

    我做了這些事,我可能覺得很有價值,對方應該要給我相對應的報償,但這可能在對方眼裡只是小事一件。我們所作的可能沒有回報,而這背後隱藏的是:我期望有回報。戀愛常被談成交易,我們的關係是一紙看不見的契約,上面並沒有明文規定,我們一定會有結果,一定要以對方的方式回應,一定要遵守某些道德標準。

    在分手後,我總覺得我做得不足,會不會便是因為這樣?但,裡面畢竟還有著我對於她的虧欠感,我對於我沒辦法真心下去愛她而感覺虧欠。我究竟錯在哪,分手後的我看不清楚。

    「我說珂蘿葉是不道德的,因為她拒絕一個每天只想細心照顧她、鼓勵她、支持她、關愛她的人。但她該因為拒絕這些就要遭到『道德』的指責嗎?當我們拒絕別人勞心花錢的禮物時,確實該遭到指責,但如果給禮物的人所產生的喜悅,跟我們接受禮物時所產生的喜悅一樣多,那麼真的需要提到道德語言嗎?…難道我因為愛珂蘿葉就比她來得優越嗎?當然不是,雖然我對她的愛包含犧牲,但我會如此做是因為我自己感到快樂。我並沒有迫害自己,我會如此作,完全是因為我喜歡,因為這『不』是一個責任。」(P.225)

    愛情裡面沒有責任,如果真有什麼責任,那或許也只是我們不能冀求對方一定能給予我們想要的回報。

    7.

    回到一開始的問題,戀愛到底是怎麼一回事,或許戀愛就是對我們什麼都想拿來分析的嘲諷,因為戀愛是流動的,我在變,我愛著的那個人同樣也在變。或許我試著提出這個問題的同時,戀愛就已經在嘲諷著我。

    「愛情必須被認可,擺脫教條式的樂觀或悲觀主義,不將我們的恐懼哲學化,也步將我們的失望道德化。愛情給喜歡分析的心一點教訓,不論我們如何努力想或得不變的確定性元素(將各個結論編號並依序排列),沒有一項分析是永遠沒有瑕疵的—因此自打嘴巴的情況並非罕見。」(P.270)

    8.

    外在世界不會因為我們分手而改變,地球不會因為一個人而停止轉動。這個現實有時看起來分外殘酷。但正也是因為如此,時間才會讓我們淡忘某些東西。

    重返舊地,我們牽著手走在石板路上的影像,已經被熙來攘往的人群取代;我們曾經倚靠著親吻過的那張桌子,已經不知道被拆到哪裡去;我們曾經待過的同一間教室,裡面早就物是人非。我們曾經走過的地方不再有妳,而我發現我已經漸漸忘記某些情景,反而被其它的情景取代。

    我才相信,人是有自癒的能力的。

    said on 

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