Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

On The Road

By ,

Publisher: HarperAudio

3.8
(12494)

Language:English | Number of Pages: | Format: Audio CD | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Chi simplified , French , German , Italian , Swedish , Portuguese , Catalan , Dutch , Polish , Czech

Isbn-10: 0694523607 | Isbn-13: 9780694523603 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Audio Cassette , Library Binding , Unbound , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Biography , Fiction & Literature , Travel

Do you like On The Road ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
On the Road chronicles Jack Kerouac's years traveling the North American continent with his friend Neal Cassady, "a sideburned hero of the snowy West." As "Sal Paradise" and "Dean Moriarty," the two roam the country in a quest for self-knowledge and experience. Kerouac's love of America, his compassion for humanity, and his sense of language as jazz combine to make On the Road an inspirational work of lasting importance.
Sorting by
  • 3

    Manifesto della Beat Generation

    Questo libro è un'icona, un classico moderno di quelli immancabili, assolutamente da leggere.
    Purtroppo credo che col passare degli anni, questo romanzo, abbia perso parte del suo potere e del suo fascino. La beat generation è lontana da noi quanto l'america di quei tempi.

    said on 

  • 0

    Lo so, questi libri andrebbero letti a 20 anni. Ci provai ma non mi piacque. Devo dire che non mi ha appassionato neppure in età matura.
    Sal e Dean come lotta tra il conformismo e l’innovazione. Con Sal continuamente attratto da Dean per il suo carattere di libertà ma anche respinto dalla m ...continue

    Lo so, questi libri andrebbero letti a 20 anni. Ci provai ma non mi piacque. Devo dire che non mi ha appassionato neppure in età matura.
    Sal e Dean come lotta tra il conformismo e l’innovazione. Con Sal continuamente attratto da Dean per il suo carattere di libertà ma anche respinto dalla mancanza di certezze. Dean le certezze le rifiuta ma ha bisogno, anche, di Sal, per le sue avventure. Avventure di esplorazione nel profondo dell’America post bellica, povera ma ricca di opportunità, in crescita. Avventure di esplorazione dell’anima degli americani sospesi tra la tradizione del lavoro e della famiglia, prebellica, e le pulsioni che animavano i giovani e che innerveranno le grandi trasformazioni degli anni 50 e 60.
    Il romanzo va anche storicizzato: è scritto alla fine degli anni 50 con il, maccartismo, la guerra di corea, la guerra fredda, le politiche autoritarie che si radicavano nelle amministrazioni americane. Da qui i prodromi della rivolta beatnik, ben descritta nella prefazione di Fernanda Pivano. La ricerca da parte di un universo giovanile, in fermento, della propria strada, del desiderio di uscire e rompere gli schemi borghesi, di fare “esperienze” diverse. Classico il filone dell’alcool e delle droghe come strumenti di trasgressione e “liberazione mentale”. Il tutto unito ad una descrizione di un sottoproletariato sia nei grandi centri (San Francisco, Denver, Chicago) che nelle campagne, emarginato ma pervaso dal sogno americano dal quale i “viaggiatori” si allontanano sistematicamente.
    La strada come spazio della libertà e della trasgressione e come tempo dei rapporti interpersonali e delle fugaci avventure. Uno spazio ed un tempo non richiudibile nella città novecentesca. L’ansia del viaggiare come “mestiere” della scoperta del “paese” e di se stessi.

    said on 

  • 4

    "Si può sempre andare oltre, oltre -non si finisce mai"

    Introduzione di Fernanda Pivano da leggere con attenzione, perché ti fa calare nel mondo della Beat Generation, cerca di comprendere quella spasmodica e senza limiti ricerca dell'Io di Kerouac e compagnia. Il tema del viaggio mi ha sempre affascinato e qui si fa esperienza di tanti viaggi in lung ...continue

    Introduzione di Fernanda Pivano da leggere con attenzione, perché ti fa calare nel mondo della Beat Generation, cerca di comprendere quella spasmodica e senza limiti ricerca dell'Io di Kerouac e compagnia. Il tema del viaggio mi ha sempre affascinato e qui si fa esperienza di tanti viaggi in lungo e largo, in su e giù per l'America; attraverso gli occhi di Sal Paradise si conosce una miriade di persone/esperienze che rappresenta tutto lo spaccato umano di quel tempo. Erano altri tempi - siamo alla fine degli anni '40 - ma quel senso di inquietudine, di ricerca della COSA, di assenza di confini è sempre presente, in minor o maggior misura, in ognuno di noi.

    said on 

  • 3

    Non proprio quello che mi aspettavo...

    E' sicuramente uno dei quei romanzi con la scadenza, ovvero "leggere non oltre i 25 anni di età". Letto dopo può sembrare inesorabilmente ingenuo e anche un po'"diluito". Di certo alcuni passaggi sono molto ispirati e belli.

    said on 

  • 2

    Deludente

    Da anni volevo leggere questo libro che tante volte viene citato come una pietra miliare della letteratura moderna. Ed ecco che alla fine ci sono cascato... Non voglio sembrare blasfemo ma che dire? Datato, inutile, noioso e davvero molto ma molto difficile da finire. Conversazioni surreali, pagi ...continue

    Da anni volevo leggere questo libro che tante volte viene citato come una pietra miliare della letteratura moderna. Ed ecco che alla fine ci sono cascato... Non voglio sembrare blasfemo ma che dire? Datato, inutile, noioso e davvero molto ma molto difficile da finire. Conversazioni surreali, pagine e pagine dove non accade nulla, personaggi che non lasciano nessun segno. Insomma, forse potevo aspettare ancora qualche anno!

    said on 

  • 3

    Sulla............zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

    Onestamente?

    Non mi è piaciuto. Tre stelle solo perché riconosco la sua importanza, come libro cult. Si capisce quanto mi sia poco piaciuto dai mesi impiegati per finirlo... terribile, non finiva mai sto viaggio!

    Con sommo dispiacere, per me è proprio no.

    said on 

  • 2

    Per andare dal mio capo oggi ho fatto una strada diversa. Forse l'avevo già percorsa altre volte ma mai solo, sempre in macchina e guidava qualcun altro e non la ricordavo per niente. Perché?, mi ha chiesto Elvira una volta, perché per ricordare le strade devi prenderle tu, ho detto io, e perché? ...continue

    Per andare dal mio capo oggi ho fatto una strada diversa. Forse l'avevo già percorsa altre volte ma mai solo, sempre in macchina e guidava qualcun altro e non la ricordavo per niente. Perché?, mi ha chiesto Elvira una volta, perché per ricordare le strade devi prenderle tu, ho detto io, e perché?, mi ha chiesto di nuovo lei, e già vacillavo ma ho tentato comunque, male, non ci ho capito un cazzo neanche io di quello che dicevo così mi sono fermato e le ho detto che avremmo fatto una prova un altro giorno. La strada che ho scelto oggi mi ha portato a un incrocio con altre due vie. La strada su cui ero io veniva da est, le altre due una dalla mia sinistra piena di nebbia l'altra dalla mia destra con una scultura all'inizio una croce in metallo. L'incrocio era affollatissimo, pieno di gente vestita bene, giacca cravatta capelli pettinati spalle alte camminate saltellanti 24 ore in pelle io ero l'unico volgare in quella massa e infatti la massa mi ha subito individuato, ha spostato i propri occhi su di me e si è cominciata a muovere intorno a me tutta nera e rossa con i suoi occhi piccoli e bianchi che sbattevano. Mi sono sentito molto fiero dell'accaduto e ho voluto mostrarlo anche alle orecchie e agli occhi e ai nasi della massa così mi sono messo proprio al centro delle tre vie e ho cagato. La massa si è ritirata con sdegno e disprezzo poi sono sbucate due mani che mi hanno afferrato e mi hanno portato via e per fortuna ho visto in un film che ho una chiamata da poter fare così ho chiamato il mio capo che ha risolto la situazione. Non so come ma ha risolto e gliel'ho chiesto, come hai risolto?, ho detto io, non sono il capo per niente ho i miei trucchi, ha detto lei, fair enough, ho detto io, niente inglese, ha detto lei, ok, ho detto io, niente, ha detto lei, e poi ci siamo fermati a prendere un caffè in una piccola via isolata, c'era un vecchio che suonava e un barbone per terra addormentato su un libro e quando ci siamo seduti al tavolo mi sono sentito rilassato e invece del caffè ho ordinato una birra.

    said on 

  • 2

    Ciao a tutti, eccomi con una nuova recensione letteraria e questa volta voglio parlarvi (finalmente!) di "Sulla strada" di Kerouac, del 1957. Partiamo dal presupposto che non so perchè, sono anni che desidero leggerlo e che ce l'ho tra le mani, ma non mi decidevo comunque ad iniziarlo. Dicevo di ...continue

    Ciao a tutti, eccomi con una nuova recensione letteraria e questa volta voglio parlarvi (finalmente!) di "Sulla strada" di Kerouac, del 1957. Partiamo dal presupposto che non so perchè, sono anni che desidero leggerlo e che ce l'ho tra le mani, ma non mi decidevo comunque ad iniziarlo. Dicevo di voler aspettare il momento giusto, un periodo in cui avere la mente più libera in modo da poterlo assaporare al meglio. Forse era il fatto che è ritenuto il manifesto della beat generation che mi aveva creato così tante aspettative. Credevo fosse un libro dai grandi contenuti, da dover capire a fondo e per il quale c'era bisogno di avere la mente libera, e per questo ho iniziato a leggerlo in estate. Già il fatto che abbia finito di leggerlo solo al Ottobre iniziato dovrebbe farvi capire il poco entusiasmo con cui ,invece, ho dovuto portare avanti la lettura. Io non lascio mai nessun libro inconcluso per presa di posizione, ma diverse volte sono stata tentata di farlo con questo libro. Ma partiamo dal principio! Credo che un libro con una trama così corta non l'abbia mai letto: il libro tratta di due amici Sal e Dean che, nel dopo guerra, attraversano svariate volte l'america da est ad ovest,a volte in autostop e altre in macchina,trovandosi a vivere centinaia di esperienze in diversi stati dell'america, incontrando centinaia di persone fino a finire il loro viaggio in Messico. Stop. E nonostante nel libro succedano centinaia di cose, molte volte il tutto è raccontato in modo superficiale, mentre altre volte lo scrittore si spinge in descrizioni inutili.I due protagonisti si tuffano in così tante situazioni che in questo momento mi è difficile ricordarmene anche solo una . Certe volte, durante la lettura, ho avuto la sensazione di leggere un elenco telefonico, in quanto a volte mi sembrava solo di leggere di spostamenti da una città all'altra senza trovare un senso alla storia. Ho avuto la sensazione che l'intento dello scrittore non fosse raccontare una storia, ma più che altro uno stato d'animo, quello che spingeva i protagonisti in giro per l'america alla ricerca di se stessi, come se dopo la guerra e varie storie finite male, si fossero persi e viaggiassero per ritrovarsi. Alla fine Sal ( il vero protagonista, che impersonifica Kerouac stesso) troverà una stabilità, mentre Dean continuerà a girovagare. Questo aspetto metaforico del romanzo mi ha colpito, come anche il vedere nel finale i due personaggi che prendono strade diverse, ma credo che in una lettura sia essenziale raccontare qualcosa e non soltanto far capire qualcosa tra le righe. In fin dei conti questa è una mia interpretazione del romanzo, ma non è detto che sia così nella realtà, non questi concetti che trapelano dalle parole. Un altro punto a sfavore di questo libro è come è stato scritto: capisco che il linguaggio, non solo nei dialoghi, ma proprio in tutta la prosa voglia rispecchiare il modo di fare e pensare dei personaggi, ma per me risulta troppo scattante, troppo diretto, a volte anche un pò sgrammaticato, soprattutto per quanto riguarda la punteggiatura che è davvero orribile( saranno pure license poetiche,ma in alcuni punti l'ho davvero odiato). Inoltre, nonostante le note a fine pagina, molte espressioni per me erano comunque arabo. La mia edizione del libro è un Oscar Mondadori(classici moderni) in brossura, dal costo di 9,50 euro. Numero di pagine:362.
    E' sempre brutto non consigliare un libro, soprattutto un libro di questo calibro, di cui tutti tessono le lodi e che ha fatto così tanto successo negli anni '50,ma in questo caso non è davvero possibile consigliarvelo. Davvero, non l'ho proprio sopportato!

    said on 

  • 1

    Non riesco a superare pag. 25 e credo che non la supererò mai. Stile pesante, trama inesistente, nonsense e personaggi che non mi dicono assolutamente nulla e anzi mi stanno anche antipatici.
    Kerouac, non fai per me.

    said on 

Sorting by