On the road

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Publisher: Penguin Group USA

3.7
(12993)

Language: English | Number of Pages: 310 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Chi simplified , French , German , Italian , Swedish , Portuguese , Catalan , Dutch , Polish , Czech , Japanese

Isbn-10: 1101127570 | Isbn-13: 9781101127575 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Audio CD , Audio Cassette , Library Binding , Unbound , Mass Market Paperback , Others

Category: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
This counterculture classic reveals the escapades of members of the beat generation as they seek pleasure and meaning while traveling coast to coast
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  • 2

    bah...

    Si può anche sopravvivere senza... forse hanno ragione quelli che sostengono che vada letto a vent'anni, perchè a trentotto ho fatto davvero fatica ad arrivare alla fine... L'ho terminato perchè volev ...continue

    Si può anche sopravvivere senza... forse hanno ragione quelli che sostengono che vada letto a vent'anni, perchè a trentotto ho fatto davvero fatica ad arrivare alla fine... L'ho terminato perchè volevo leggerlo da una vita e speravo che sul finire mi avrebbe dato le ragioni del non averlo mollato...

    said on 

  • 5

    "Volevo andare oltre, seguire la mia stella altrove.”

    Sulla strada, titolo originale “On the Road”, è un romanzo autobiografico di Jack Kerouac, pubblicato nel 1957. Il romanzo descrive i viaggi che Jack Kerouac (Sal) e Neal Cassady (Dean) fecero in sett ...continue

    Sulla strada, titolo originale “On the Road”, è un romanzo autobiografico di Jack Kerouac, pubblicato nel 1957. Il romanzo descrive i viaggi che Jack Kerouac (Sal) e Neal Cassady (Dean) fecero in sette anni nel vasto territorio americano.
    Kerouac scrisse il romanzo in sole tre settimane sulla base di appunti raccolti durante i viaggi. Il romanzo ottenne rifiuti da diverse casi editrici. In seguito, venne letto da Malcom Cowley, il quale ottenne dall’autore la revisione di alcuni paesaggi e la sostituzione dei nomi reali con nomi di fantasia, e ne raccomandò la pubblicazione presso la Viking Press nel 1957.
    Il romanzo ottenne un grande successo, divenendo un punto di riferimento per la Beat Generation.

    Il romanzo è ambientato alla fine degli anni quaranta, costruito in cinque parti scritte sotto forma di episodi. Sal racconta in prima persona i viaggi intrapresi con il suo amico Dean. Quello che sembra essere un semplice diario di viaggio, in realtà si scopre essere un inno alla vita senza una meta.
    Ogni punto di arrivo, sarà un punto di partenza.
    Nessun luogo sarà in grado di deludere completamente le nostre aspettative, e se il paesaggio resta sempre lo stesso, tanto vale addormentarsi un po’ per ricaricare le pile.

    Sulla Strada ha un ritmo frenetico, è capace di trascinarci in un’avventura che sembra non avere mai fine. Saremo testimoni dell’amicizia tra Sal e Dean e della follia di quest’ultimo. Ci sentiremo pervasi dal desiderio di rivolta, dalla voglia di ballare, dalla necessità di non dormire mai. Vorremo conoscere la vita di ogni persona che incontreremo sul nostro cammino, perché se c’è una cosa che Sulla Strada ti fa capire è che ogni persona ha una storia bellissima da raccontare. Leggendolo non ho potuto fare a meno di lasciarmi travolgere, è stato come mettere la testa fuori dal finestrino di un treno in corsa: il vento, i profumi, i colori dell’America raccontati da Kerouac mi hanno travolta in un turbinio d’emozioni che molte volte mi ha lasciato senza fiato.
    Dean è stato uno dei personaggi che mi ha incuriosito di più. All’inizio -lo ammetto- non mi andava molto a genio: troppo agitato per i miei gusti; ma quando per qualche capitolo la sua presenza mancava, io iniziavo a sentire nostalgia di quello spirito folle. Se Sal è il protagonista, la voce narrante di questo viaggio; Dean ne è senza dubbio l’essenza. Dean ha un padre alcolizzato e una vita passata tra il riformatorio e qualche cella fredda; eppure sembra saperne più di chiunque altro. E’ uno spirito libero, affamato di vita e di esperienze. Quando Dean è assente nella narrazione, la mancanza non la sente solo Sal ma la sente tutto il racconto: di colpo tutto diventa più calmo. Ma quando rientra in scena ecco che saremo risucchiati un’altra volta nella follia del suo spirito, dalle sue parole che riescono a risvegliare anche le menti più piatte.

    La lettura risulta essere molto scorrevole, anche se spesso il suo ritmo incalzante ci costringe a ritornare indietro di qualche riga, e quindi fermarci un attimo per assimilare quello che abbiamo appena letto e far riposare la mente.
    Sulla Strada ci suggerisce che uno dei tanti modi possibili di vivere la vita è quello di non accontentarsi mai, di avere sempre fame di luoghi nuovi, esperienze nuove. Una vita senza mete ma con tanti punti di partenza che ci conducono alla sua vera essenza.

    “Non parole di corteggiamento, ma sincera apertura dell’anima, perché la vita è sacra e ogni momento prezioso. Sentii la locomotiva del Denver-Rio Grande allontanarsi ululando tra le montagne. Volevo andare oltre, seguire la mia stella altrove.”

    said on 

  • 3

    Sulla strada

    Cos'è quella sensazione che si prova quando ci si allontana in macchina dalle persone e le si vede recedere nella pianura fino a diventare macchioline e disperdersi? - è il mondo troppo grande che ci ...continue

    Cos'è quella sensazione che si prova quando ci si allontana in macchina dalle persone e le si vede recedere nella pianura fino a diventare macchioline e disperdersi? - è il mondo troppo grande che ci sovrasta, è l'addio. Ma intanto ci si proietta in avanti verso una nuova folle avventura sotto il cielo.

    said on 

  • 2

    Ho tenuto duro fino alla fine solo per l'ottimo gusto che Keruoac ha nello scrivere. La trama, nonostante sia un classico della beat generation, mi ha in parte annoiata. Trovo il personaggio di De ...continue

    Ho tenuto duro fino alla fine solo per l'ottimo gusto che Keruoac ha nello scrivere. La trama, nonostante sia un classico della beat generation, mi ha in parte annoiata. Trovo il personaggio di Dean veramente irritante e ingiustamente scusato e perdonato. le descrizioni in compenso sono splendide.

    said on 

  • 2

    SARÒ TROPPO BORGHESE...

    Proprio non mi è piaciuto.

    Quello proposto non è certo un positivo stile di vita, lo trovo piuttosto squallido e molto deprimente. L'autore non è assolutamente riuscito a trasmettermi nessun fascino ...continue

    Proprio non mi è piaciuto.

    Quello proposto non è certo un positivo stile di vita, lo trovo piuttosto squallido e molto deprimente. L'autore non è assolutamente riuscito a trasmettermi nessun fascino per quella manciata d'anni trascorsi più che altro a sprecar tempo...

    said on 

  • 5

    Uno dei libri imperdibili del XX secolo

    Capolavoro assoluto. Il lirismo onirico e la lucidità psichedelica di certi passaggi, soprattutto quando è presente il mitico Dean Moriarty, lasciano una traccia profonda nella mente e nel cuore del l ...continue

    Capolavoro assoluto. Il lirismo onirico e la lucidità psichedelica di certi passaggi, soprattutto quando è presente il mitico Dean Moriarty, lasciano una traccia profonda nella mente e nel cuore del lettore.

    said on 

  • 5

    Dean Moriarty, ormai me lo vedo davanti agli occhi: seduto al volante di un'auto, a torso nudo, il viso ossuto e lo sguardo fisso davanti... oppure quando dice "Yass, yass"... il santo idiota.
    Nota be ...continue

    Dean Moriarty, ormai me lo vedo davanti agli occhi: seduto al volante di un'auto, a torso nudo, il viso ossuto e lo sguardo fisso davanti... oppure quando dice "Yass, yass"... il santo idiota.
    Nota bene: avevo iniziato a leggerlo nell'edizione mostrata, quella della collana di Repubblica; tuttavia ho trovato alcune espressioni o frasi molto curiose (es. "peperoni ardenti", "succhiarsi il palmo") e ne ho cercato la versione in originale, e lì quelle frasi volevano dire altro... per cui sono passato a leggerlo in versione originale. La traduzione di Repubblica è la prima fatta per Mondadori, che però ne ha rifatta una nel 2000, se ricordo bene.

    said on 

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