On writing

Di

Editore: Sperling & Kupfer

4.1
(2527)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Chi semplificata , Svedese , Olandese , Thai , Greco , Polacco , Ceco

Isbn-10: 8860616182 | Isbn-13: 9788860616180 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Tullio Dobner

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Biografia , Non-narrativa , Manuale

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Descrizione del libro
Stephen King e il mestiere della scrittura: On Writing è per l'aspirante scrittore uno strumento utile, per l'aficionado del Re una chicca in cui ritrovare un'infinità di situazioni, storie e personaggi che hanno ispirato i suoi romanzi.

Più che un manuale tecnico per aspiranti scrittori, questo libro è un'autobiografia del mestiere in cui la storia personale e professionale del Re (oltre trent'anni di best-seller!) si fondono totalmente. Diario, confessione, chiacchierata... "On Writing" abbraccia e supera tutti i generi e per lo scrittore in pectore è uno strumento utile e illuminante, ricco di esempi e riferimenti pratici; per l'appassionato una chicca in cui può ritrovare un'infinità di situazioni, storie e personaggi che hanno ispirato i romanzi di King; per tutti, infine, una lettura sempre avvincente e profonda in quello stile inconfondibile, tipico dell'autore, capace di trasformare tutto ciò che tocca in un racconto magistrale.
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  • 4

    Un manuale di scrittura, un'autobiografia, un tomo pieno di consigli preziosi da prendere e farne tesoro (che si voglia diventare scrittori o meno). Una vera e propria chiacchierata con il Re che si r ...continua

    Un manuale di scrittura, un'autobiografia, un tomo pieno di consigli preziosi da prendere e farne tesoro (che si voglia diventare scrittori o meno). Una vera e propria chiacchierata con il Re che si rivela essere piacevole ed estremamente scorrevole. Da lettore ho apprezzato moltissimo la lista di libri consigliati direttamente da Stephen King. Insomma un altro regalo per i suoi Lettori Ideali.

    ha scritto il 

  • 0

    dal blog Giramenti

    Ho atteso a lungo prima di trovare il coraggio di leggere questo “manuale/non-manuale”. Temevo di scoprire di non aver mai capito una mazza di roba scritta.
    Per prima cosa occorre ribadire il sottotit ...continua

    Ho atteso a lungo prima di trovare il coraggio di leggere questo “manuale/non-manuale”. Temevo di scoprire di non aver mai capito una mazza di roba scritta.
    Per prima cosa occorre ribadire il sottotitolo – devono averlo messo lì per tacitare i rompicoglioni come me –, trattasi della scrittura vista e proposta da King, tenendo presente le fortune e le sfortune in cui è incappato crescendo. E occorre anche precisare che si tratta di fatti – e scritture – domiciliate in Ammerega in un tempo ormai morto e sepolto.

    SEGUE su https://gaialodovica.wordpress.com/2016/01/18/on-writing-autobiografia-di-un-mestiere-di-stephen-king-trad-tullio-dobner/

    ha scritto il 

  • 5

    Perfetto. Semplicemente perfetto (scusa Steve, ho usato un avverbio). King è un grandissimo narratore e si vede, si sente sopratutto, sempre. Uno di quei libri da rileggere ogni volta che si ha quella ...continua

    Perfetto. Semplicemente perfetto (scusa Steve, ho usato un avverbio). King è un grandissimo narratore e si vede, si sente sopratutto, sempre. Uno di quei libri da rileggere ogni volta che si ha quella brutta stretta allo stomaco. E non per avere qualche consiglio sulla buona scrittura, o meglio, non solo per questo. Sopratutto per capire, andare a fondo alle cose, scandagliare le infinite possibilità e accorgersi che in fondo è tutto quanto nelle nostre mani. Non lo so spiegare bene come Stephen, quindi procuratevi questo libro e custoditelo preziosamente.
    Ah, prima volta in vita mia in cui sono stata tentata di deturpare un libro con sottolineature e segni vari. Ho resistito, ma è stata dura.

    ha scritto il 

  • 4

    Sii onesto, elimina senza pietà gli avverbi, taglia il superfluo, rifuggi dalla forma passiva, lavora sodo, con passione e costanza. Leggi e scrivi moltissimo.
    Sono tanti i consigli che King ci regala ...continua

    Sii onesto, elimina senza pietà gli avverbi, taglia il superfluo, rifuggi dalla forma passiva, lavora sodo, con passione e costanza. Leggi e scrivi moltissimo.
    Sono tanti i consigli che King ci regala in questa "Autobiografia di un mestiere", in cui si intrecciano frammenti di vita dell'autore e suggerimenti per l'aspirante scrittore.
    Ne ho apprezzato soprattutto l'essenzialità e la franchezza: non ci sono fronzoli o minestre pronte; bisogna tirarsi su le maniche e lavorare duro, se si vogliono ottenere dei risultati. Poche storie.
    Eppure c'è molto di più: la gioia dello scrivere, l'ebbrezza di riportare alla luce fossili sepolti, la magia che nasce dalla narrazione. Ha un suo ritmo, che tiene incollati alla pagina (e in un libro di saggistica non è poco).
    Un libro che è stata una piccola rivelazione, e che consiglio a tutti.

    ha scritto il 

  • 5

    "La scrittura non è la vita, ma talvolta può essere una specie di resurrezione."

    http://diariodiunadipendenza.blogspot.it/2015/12/on-writing-autobiografia-di-un-mestiere.html

    ha scritto il 

  • 4

    On writing: autobiografia, saggio, diario, confessione. Avvincente come un romanzo, racconta con disarmante naturalezza cosa significhi essere uno scrittore. Senza troppe menate intellettuali.

    Recensione pubblicata su Sugarpulp.it: http://sugarpulp.it/on-writing-ovvero-quando-il-re-si-mise-nudo/

    Non capita spesso di leggere un libro sulla scrittura che contenga qualcosa di furbo. Sarà che l ...continua

    Recensione pubblicata su Sugarpulp.it: http://sugarpulp.it/on-writing-ovvero-quando-il-re-si-mise-nudo/

    Non capita spesso di leggere un libro sulla scrittura che contenga qualcosa di furbo. Sarà che la maggior parte di coloro che hanno la pretesa di scrivere sullo scrivere non sono solitamente veri scrittori, bensì critici letterari, professori frustrati, ciarlatani e saltimbanco. Certo, capita di tanto in tanto di imbattersi in qualcosa di interessante, ma si tratta di merce rara quanto un pinguino ai Caraibi in un pomeriggio di agosto.

    C’è da farsi venire il mal di testa solo a pensare al numero di presunti manuali e compendi sulla scrittura creativa che ogni anno si ammucchiano sugli scaffali delle librerie. Opere troppo spesso scritte dai personaggi di cui sopra, che dall’alto di una presunta conoscenza della materia propinano consigli quando non veri e propri dogmi, opinioni ed ammonimenti quanto meno discutibili.

    Quello che accade con “On writing” è qualcosa di totalmente diverso. Primo perché il libro è tutto fuorché un saggio canonico. Secondo perché a scriverlo è stato sua maestà Stephen King. L’uomo best-seller per eccellenza. Mister 400 milioni di copie. Il romanziere che forse più di chiunque altro ha sdoganato la letteratura di genere dando vita a storie e personaggi entrati prepotentemente nell’immaginario collettivo.

    Quanto si legge nella prefazione è sufficiente per avvicinare anche il lettore più scettico:

    “Questo libro è breve perché la maggior parte dei libri sulla scrittura sono pieni di scemenze. I romanzieri, sottoscritto compreso, non capiscono molto di quel che fanno, non sanno perché funziona quando va bene, non sanno perché non funziona quando va male. Ho pensato che più corto fosse stato il libro, meno sarebbero state le scemenze”.

    E via, una partenza che migliore non si potrebbe immaginare. Con buona pace di tutti coloro che si aspettavano l’ennesimo autore pronto ad elencare una serie di noiose regole da seguire per scrivere il romanzo perfetto. A King però questa premessa, benché cristallina, sembra non bastare. Così rincara la dose :

    “Non volevo scrivere un libro (…) che mi lasciasse la sensazione di avere fatto la figura di un pallone gonfio di letteratura e di un coglione planetario. Di libri di quel tipo – e scrittori di quel tipo – ce ne sono già a iosa, grazie”.

    A questo punto, oltre all’innamoramento istantaneo per quest’uomo, sorge spontanea una domanda: quali sono i motivi che hanno spinto il più celebre story-teller del 900′ a parlaci di scrittura?

    King fuga ogni dubbio con un’altra uscita da applausi. Constatando (senza mai affermarlo esplicitamente) come spesso la critica più ottusa consideri i suoi romanzi letteratura di serie B spiega:

    “Nessuno chiede mai del linguaggio. Lo chiedono ai Delillo e agli Updike (…), ma non lo chiedono agli autori popolari. Eppure anche noi proletari ci prendiamo a cuore il linguaggio, nei nostri modesti limiti, e ci preoccupiamo con passione dell’arte e delle tecniche con cui raccontare storie su carta”.

    Il testo si divide in quattro parti principali. Ognuna delle quali spiega qualcosa di estremamente interessante sul mestiere dello scrittore. La prima “Curriculum vitae” racconta di quando King non era ancora il Re. Dall’infanzia ai primi goffi tentativi letterari, dai lavori spesso massacranti per mantenersi al college al matrimonio, sino all’inizio di un sudatissimo e stupefacente successo. I retroscena della carriera del “re del brivido” sono senz’altro succosi ed i suoi lettori più fedeli non potranno non apprezzare questa parte biografica indispensabile per comprendere meglio la genesi di tanti capolavori.

    “La cassetta degli attrezzi” (titolo da 10 e lode) è il capitolo più squisitamente tecnico in cui l’autore disquisisce come in una lunga chiacchierata circa l’utilizzo di avverbi, aggettivi e forme verbali. Di grammatica e stili narrativi, con tanto di esempi tratti da diversi scrittori contemporanei. E, per l’appunto, del linguaggio. A tal proposito voglio riportare un passaggio illuminante:

    “Il linguaggio non deve indossare sempre giacca e cravatta. Il fine della fiction non è la correttezza grammaticale ma mettere il lettore a proprio agio e poi raccontargli una storia…fargli dimenticare, se è possibile, che è lui o lei che sta leggendo la storia”.

    “Sullo scrivere” analizza i vari processi che caratterizzano la vita di un romanzo. Dalla fase creativa sino alla revisione finale. E passa in rassegna una serie di aspetti fondamentali per chiunque abbia come obbiettivo quello di diventare scrittore. Costanza, abnegazione, talento ( o sì, serve soprattutto questo!) sono tra gli ingredienti principali che il mago King inserisce nella pozione.

    “Sul vivere” è un altro capitolo biografico in cui l’autore racconta principalmente del terribile incidente in cui è stato coinvolto nel 1999 (un minivan lo investì durante la consueta passeggiata quotidiana, costringendolo ad una serie di delicati interventi e ad una lunghissima riabilitazione), periodo in cui stava lavorando a “On writing”.

    L’opera si conclude con un sorprendente elenco di romanzi che King consigliava all’epoca della pubblicazione, indicandoli come favoriti tra quelli da lui letti negli ultimi anni. E’ questa un’ ultima occasione per ribadire la sua Regola principe: “Scrivere molto e leggere molto”.

    “On writing” è in definitiva un libro di Stephen King su Stephen King e sulla cosa che più ama fare (e che gli riesce maledettamente bene), ossia scrivere. King si rivela ancora una volta un fuoriclasse tirando fuori dal cilindro un libro fresco, a suo modo innovativo e sicuramente molto coraggioso.

    Ciò che più stupisce è l’onestà intellettuale e la grande umiltà con la quale spiega, in definitiva, la sua personale visione: la scrittura narrativa come una sorta di processo telepatico che si instaura tra autore e lettore. La totale assenza di regole, scalette e paletti che potrebbero in qualche modo ostacolare la sua debordante fantasia.

    Al termine della lettura si ha l’impressione di avere passato alcune piacevoli ore con un vecchio amico che non vedevamo da tempo e che aveva un sacco di cose interessanti da raccontarci. Su di lui, sulla sua vita e sul mestiere della sua vita. Senza la fastidiosa pretesa che le sue idee siano le più giuste.

    King ci offre una serie di stimolanti spunti di riflessione costruendo un ponte ideale tra quello che la scrittura è a livello tecnico e ciò in cui si trasforma quando la si rapportata alla vita quotidiana. Quando lo scrivere diventa una sfida, un’ ambizione, un sogno. In questo senso ritengo doveroso chiudere con un pensiero semplice ed allo stesso tempo molto profondo dello scrittore del Maine:

    “Avere qualcuno che crede in te fa la differenza. Non c’è bisogno che si lancino in orazioni. Di solito credere è già sufficiente”.

    Chiunque si sia mai avvicinato alla scrittura sa bene quanto questa affermazione sia una piccola grande verità.

    ha scritto il 

  • 4

    Il momento che fa più paura è sempre quello prima dell'inizio

    Per cercare di inquadrare King rispetto al romanzo che avevo appena letto, cercai sue notizie in rete. Ben presto mi accorsi che ciò che era noto, lo aveva divulgato lui stesso e l'aveva fatto con un ...continua

    Per cercare di inquadrare King rispetto al romanzo che avevo appena letto, cercai sue notizie in rete. Ben presto mi accorsi che ciò che era noto, lo aveva divulgato lui stesso e l'aveva fatto con un libro. Fu un particolare che mi spinse a ricercare On Writing:
    Bryan Smith, quarantaduenne con precedenti in una dozzina di incidenti stradali, alla guida di un minivan Dodge blu, distratto dal suo rottweiler Bullet, saltato sul sedile posteriore attratto da un frigo portatile che contiene della carne, travolge in pieno lo scrittore che sta camminando sul ciglio della strada.
    Quando si dice che camminare è salutare, che il cane è il migliore amico dell'uomo, che la fortuna è cieca (ma la sfiga..), che in genere non leggo auto/bio/grafie.
    La lettura del manuale On Writing è molto scorrevole, sembra di essere sul trenino all'interno di un parco giochi; seduti e rilassati osserviamo le attrazioni che ci aspettano in qualità di lettori. Si sprecano le citazioni di autori e romanzi, il King lettore scrive cose che potrebbe scrivere ciascuno di noi sulla passione che ci accomuna. Potrete divertirvi a trovare il vostro riferimento preferito, io metto quello al bastardaccio:
    E poi tutte quelle frasi semplici per Hemingway hanno funzionato, no? Anche quando era ubriaco da sbatter via, era e rimaneva un bastardaccio di un genio.
    Il King che parla di scrittura è un po' più pesante, specie quando oltre alle tecniche ed ai consigli per attuarle, si addentra nel mondo dell'editoria americana disquisendo sull'importanza degli agenti e sulla differenza fra le riviste di settore.
    Quella che emerge fra i consigli e i ricordi è una persona persona normale, non priva di debolezze, che dice cose sensate e condivisibili. Gli spunti di riflessione sono molteplici

    Ma Amy aveva ragione: nessuno chiede mai del linguaggio. Lo chiedono ai Delillo e agli Updike e alle Styron, ma non lo chiedono agli autori popolari. Eppure anche noi proletari ci prendiamo a cuore il linguaggio, nei nostri modesti limiti, e ci preoccupiamo con passione dell'arte e delle tecniche con cui raccontare storie sulla carta.
    King che soffre dell'etichetta COMMERCIALE che hanno appiccicato sopra i suoi libri

    L'uso della similitudine e di altre tecniche di linguaggio figurativo è uno dei principali piaceri dello scrivere fiction. Scriverla e anche leggerla. Quando è riuscita, una similitudine ci riempie di piacere quanto ritrovare un vecchio amico in una folla di sconosciuti.
    King che mette nero su bianco il piacere che lega lettura e scrittura (quanto meno il mio)

    Potrei andare avanti con le decine di sottolineature che ho effettuato, ma preferisco limitarmi a consigliare il libro; l'ho apprezzato pur avendo letto poco del RE, pur non potendo godermi i passi in cui contestualizzava alcuni personaggi dei suoi romanzi più famosi.
    La colonna sonora l'ha scelta lui
    THE STANDELLS - "DIRTY WATER”
    http://www.youtube.com/watch?v=4JLNnXgQeqU

    ha scritto il 

  • 5

    Writing is about getting happy. Writing isn’t about making money, getting famous, getting dates, getting laid or making friends. Writing is magic, as much as the water of life as any other creative ar ...continua

    Writing is about getting happy. Writing isn’t about making money, getting famous, getting dates, getting laid or making friends. Writing is magic, as much as the water of life as any other creative art. The water is free. So drink.

    ha scritto il 

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