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One Piece - New Edition 01

By Eiichiro Oda

(95)

| Mass Market Paperback

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Book Description

Seguitissimo, apprezzatissimo ed esauritissimo, ecco tornare One Piece nelle edicole e nelle fumetterie italiane. Si riparte ovviamente con le origini, l’incontro di Rufy con Shanks il Rosso, l’ingestione del Frutto del Diavolo Gom Gom che dona poter Continue

Seguitissimo, apprezzatissimo ed esauritissimo, ecco tornare One Piece nelle edicole e nelle fumetterie italiane. Si riparte ovviamente con le origini, l’incontro di Rufy con Shanks il Rosso, l’ingestione del Frutto del Diavolo Gom Gom che dona poteri ‘elastici’, e con la partenza dall’isoletta alla volta della più grande avventura piratesca mai concepita!

6 Reviews

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    Beh che dire....è l'inizio...tanti ricordi e tante emozioni..veramente consigliato a tutti questo capolavoro

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    Daniele Rocco said on Feb 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ci sono dei manga che non possono mancare nella libreria di un appassionato e tra questi figura proprio One Piece.
    In corso dal 1997, ha all'attivo la bellezza di 66 volumi e il suo successo sembra non voler calare; i primi 4 volumi non sarebbero poi ...(continue)

    Ci sono dei manga che non possono mancare nella libreria di un appassionato e tra questi figura proprio One Piece.
    In corso dal 1997, ha all'attivo la bellezza di 66 volumi e il suo successo sembra non voler calare; i primi 4 volumi non sarebbero poi molto diversi da quelli di un qualsiasi altro shonen: il protagonista con un grande sogno (e un cervello piccolo xD) i compagni di viaggio con il loro obiettivo personale (ma anche con una grande ammirazione per il protagonista) nemici fortissimi e malvagi.
    Quello che mi ha conquistata è l'ambientazione: in genere si parla di ninja o di grandi guerrieri che devono proteggere il mondo, mentre Oda se ne è venuto fuori con i pirati! Pirati piuttosto decisi a diventare ricchi e
    potenti, fra l'altro. Certo, la nobiltà d'animo, la difesa dei deboli e la fedeltà ai propri compagni non mancano, ma per una volta i protagonisti inseguono un sogno che non sia la forza assoluta e i cattivi non vogliono conquistare il mondo.
    Resta da vedere che si è inventato Oda per i prossimi millemila volumi xD

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    Laurina-la-fangirl-assassina said on Jun 9, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    IN CORSO ... numero rappresentativo di tutti i volumi ^^

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    MissOxela said on Feb 11, 2012 | Add your feedback

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    Shonen, ormai chi è il mangofilo che non conosce questa parola usata per definire i cosiddetti “manga per adolescenti in piena tempesta ormonale”. Il capostipite del genere è stato il mitico Dragon Ball di Toriyama Akira, che bene o male conoscono p ...(continue)

    Shonen, ormai chi è il mangofilo che non conosce questa parola usata per definire i cosiddetti “manga per adolescenti in piena tempesta ormonale”. Il capostipite del genere è stato il mitico Dragon Ball di Toriyama Akira, che bene o male conoscono pure i sassi. Proprio Dragon Ball è stato la fonte d’ispirazione per molti autori di shonen, visto che si trova ancora nell’olimpo dei manga shonen di puro divertimento (si, lo ammetto, ogni tanto tiro fuori Dragon Ball dallo sgabuzzino e me lo rileggo anche a questa età), tra questi autori c’è anche il giovane Oda Eichiro, cresciuto a pane e Dragon Ball come dice sempre nelle sue interviste. Oda Eichiro, dopo aver pubblicato nel 1994 la breve storia chiamata “Romance Dawn” (prototipo di quello che sarà poi One Piece, il titolo è anche il nome del primo capitolo del manga), nel 1997 tenta il colpaccio con il suo primo manga… proprio il One Piece di questa recensione. Inutile dire che One Piece è stato un successone alla sua uscita in Giappone, facendolo rimanere in testa alle classifiche per lungo tempo (successo che poi arriverà nel resto del mondo. Perché One Piece ha avuto tutto questo successo? Facile! Perché One Piece è un manga adatto a tutti (pure alle massaie di 80 anni), con il suo mix di comicità, azione e scene che esaltano e riescono a commuovere il lettore (anche il più insensibile si commuove con One Piece, a meno che non si chiami Vlad l’impalatore).

    La storia di One Piece inizia come la più classica delle fiabe, con il giovane pirata sognatore Monkey D.Rufy (in Giappone lo chiamano Luffy e in Italia nell’anime Rubber, insomma ha più nomi falsi lui che un fuggiasco politico), che mangia un frutto del diavolo che lo rende elastico e lo fa allungare a dismisura. Il giovane Rufy, per via di una promessa fatta al suo amico Shanks che ha perso un braccio per salvargli la vita, decide di diventare un pirata. Naturalmente l’obiettivo di Rufy non è solo diventare un pirata, ma quello di diventare il re di tutti i pirati. Per diventare il re dei pirati, il giovane si imbarca in un’impresa impossibile che tutti i pirati dei mari stanno intraprendendo: quella di trovare il mitico One Piece, il tesoro lasciato dal re dei pirati Gold Roger che tutti dicono si trovi in qualche parte nella Grand Line, nascosto chissà dove. La storia di One Piece si divide in quattro archi narrativi: East Blue, Alabasta, Skypea e Water Seven-Enies Lobby.
    Il primo arco, East Blue, è quello in cui l’autore si concentra su storie brevi e che riesce molto bene a narrare. One Piece ingrana subito in quarta con piccole mini saghe che hanno un ritmo incalzante, grazie ad un misto di comicità e drammaticità ben fusi insieme. In questa saga si cominciano a conoscere i primi membri della ciurma che Rufy recluterà: Zoro lo spadaccino, Nami la ladra, Usopp il codardo e Sanji il cuoco (con Zoro si contende la palma di più spaccone della ciurma). Personaggi questi con carisma da vendere e ognuno con un proprio sogno nel cassetto, che cercano di realizzare unendosi al viaggio di Rufy per trovare il One Piece. Solo due parole per descriverli: dei pazzi scatenati con un gran cuore, perché anche quello che sembra essere il personaggio più serioso come Zoro diventa un buffone nei siparietti comici (bellissimi! Da anni non ridevo cosi in uno shonen!), e soprattutto nei momenti seri diventano personaggi di grande spessore e eroi epici, che non hanno nulla da invidiare ai pirati più famosi di film, libri etc. Già nella prima parte, Oda mostra il suo stile narrativo, che è quello dell’utilizzo di flashback per caricare emotivamente il lettore allo scontro finale con il cattivo di turno. I flashback riescono a commuovere come pochi (il pianto l’ho sfiorato a quello di Nami e Noland il bugiardo), che riescono a far esaltare (alzi la mano chi non si è esaltato ad Usopp che brucia la bandiera del governo) e al lettore fanno gridare "Vai Rufy! Fai il mazzo al cattivo di turno!". Oda ha anche una grande sensibilità e si vede. In One Piece contano più che le parole i gesti: un capello dato a una Nami disperata che chiede aiuto o la Going Merry che sembra piangere e l’addio silenzioso di Alabasta. Scene che mi sono rimaste impresse nella memoria (e sono solo le poche scene scene poetiche sparse nel manga.

    La saga dell’East Blue raggiunge il suo picco ad Arlong Park (veramente bellissimo!), una delle saghe migliori del manga con un ritmo assolutamente perfetto. Oda, nella seconda parte, tenta di creare la sua prima saga lunga con Alabasta, e ci riesce in pieno. Aumenta i siparietti comici in questa parte e inizia a sfornare personaggi più folli dei precedenti: dove si sono mai visti infatti una donna magra ma con il potere di pesare una tonnellata e un ipnotizzatore vestito da hippy che fa i passetti alla Micheal Jackson (i mitici moonwalker) e si ipnotizza da solo, e molti altri che non sto a elencare perché troppi e tutti bizzarri e surreali. In questa saga Oda inserisce due mini saghe come quella di Drum e dell’isola dei giganti che non spezzano assolutamente il ritmo ma riescono a tenere il lettore sempre allegro e a commuoverlo (il flashback di Chopper e il dottore veramente bellissimo). Nel viaggio ad Alabasta, Oda fa uscire fuori tutta la sua fantasia (quest’uomo fuma pesante secondo me), creando creature bizzare che riescono a far sorridere il lettore al solo guardarle e a creare combattimenti geniali. Si, perché in One Piece non ci sono combattimenti con sfere energetiche e poteri ultrasboroni con livelli di forza. I combattimenti sono originali, grazie ai poteri del frutto del diavolo che di solito hanno ingerito i nemici di turno. Impossibile non citare quello di Usopp con il martellone che deve colpire la donna talpa che scava buchi nel sottosuolo (ricorda i vecchi giochini che si trovavano in sala giochi) o quello comico tra Sanji e Mr 2, il trasformista. Altra cosa che ho apprezzato in Oda è che abbia tolto i "power up", come dicono gli inglesi (allenamenti in italiano). I personaggi non hanno bisogno di aumentare la forza in "stanze dello spirito e del tempo" o grazie ad allenamenti noiosi che occupano di solito interi volumi, ma acquistano potere man mano che il viaggio prosegue -ed io me ne infischio di credibilità dei combattimenti, perché One Piece riesce a mantenersi fresco e divertente proprio grazie alla fervida fantasia dell’autore.
    La saga di Alabasta riesce a toccare punti di epicità nella guerra civile: anche qui i abbondano i flashback che fanno esaltare il lettore, in vista dello scontro finale. La saga di Skypea a molti non è piaciuta, a me tantissimo visto che si nota la maturazione dell’autore. Non più il nemico giusto al pirata giusto (già questa la trovo una maturazione dell’autore): nei combattimenti e anche nel ritmo si nota una maturazione con scene d’azione più curate e equlibrate con i dialoghi. Non è piaciuta come saga forse per la sua trimestralità e anche per via dei personaggi che diventano più buffoni e perdono un po' di serietà. Anche in questa saga però non mancano i momenti drammatici e toccanti. Il combattimento finale contro il cattivo della saga, come da tradizione di One Piece, è sempre spettacolare anche per via della regia delle tavole e dei poteri dei personaggi.
    Oda, dopo Skypea, si concede una pausa con una mini saga tutta demenziale: il Davy Back Fight. Per me è la parte più divertente letta in uno shonen negli ultimi anni, mi sono ribaltato dalla sedia dalle risate (il Rufy afro è geniale). Dopo la breve parentesi del Davy back, inizia il periodo d'oro di One Piece, dove l’autore raggiunge la piena maturità. A Water Seven (praticamente la nostra Venezia), l’autore riesce a creare un thriller con una regia delle tavole che ricorda, anche se il paragone ammetto è improponibile, un Urasawa (per via degli stacchi dopo una scoperta importante a un’altra scena); regia che riesce a tenere il lettore con il fiato in sospeso. In Water Seven anche i personaggi e i combattimenti diventano ancora più assurdi: un esempio è Sanji il cuoco che affronta l’uomo che sputa ramen dalla bocca…veramente uno scontro divertentissimo, che strappa più di un sorriso. Poco importa se alla fine il canovaccio della trama è sempre lo stesso (sbarco su l’isola e cattivo che opprime la popolazione da sconfiggere): One piece mantiene sempre la sua freschezza e non annoia mai, dopo ben 44 numeri usciti, grazie al modo di raccontare di Oda e alla sua sconfinata fantasia che fa esclamare al lettore "ora cosa si inventa alla prossima isola?".

    Il disegno - Tu non puoi spezzare niente e nessuno, questo teschio è il simbolo della mia fede e convizione (Rufy, incazzato perché al raduno dei metallari gli hanno distrutto la sua maglietta con il teschio).

    Il tratto di Oda o lo si ama o lo si odia (io personalmente lo amo). I disegni dei combattimenti sono sempre spettacolari, grazie anche a personaggi bizzarri e ricchi di fantasia, per non parlare degli oggetti assurdi che riesce a creare. Si nota anche un’evoluzione nel disegno, a partire dalla saga di Skypea, che raggiunge la sua piena maturità a Water Seven (si vede molto la differenza rispetto ai primi numeri).

    Personaggi caratterizzati da corpi esili per le donne (con seni esagerati) e molto slanciati e con pupille piccolissime per gli uomini. Lo stile di disegno di Oda si intona benissimo con l’atmosfera fiabesca del manga. Promosso a pieni voti.

    One Piece è un titolo adatto veramente a tutti: i bambini si divertiranno con le avventure di Rufy&co., gli adulti ancora più di loro e gli scapperà anche qualche lacrimuccia.
    Un titolo che per me, anche se non è arrivato alla conclusione, nei suoi 44 numeri è diventato la nuova pietra miliare nel genere shonen. Titolo consigliato a tutti, perché è bello immergersi nel mondo fiabesco e pieno di buoni sentimenti di Oda (manga che nel numero 44 è riuscito ancora una volta a commuovermi).
    Se Oda continua su questa strada può sfornarmi altri 55 numeri di One Piece.

    RECENSIONE CHE POTETE TROVARE SUL NOSTRO BLOG : http://metropolis.iobloggo.com/

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    Ataru84 said on Jun 13, 2009 | Add your feedback

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    Avendo seguito anni fa un pò l'anime, ho voluto iniziare la ristampa, anche se l'originale adesso è arrivata al volume 50 XD. Poco da dire sul capolavoro di Oda, One Piece è conosciuto in tutto il mondo, anche perchè lo shoen più letto solo dopo Drag ...(continue)

    Avendo seguito anni fa un pò l'anime, ho voluto iniziare la ristampa, anche se l'originale adesso è arrivata al volume 50 XD. Poco da dire sul capolavoro di Oda, One Piece è conosciuto in tutto il mondo, anche perchè lo shoen più letto solo dopo Dragon Ball. Nonostante i disegni siano molto semplici, sono molto particolari. Ma ciò che colpisce di One piece è la storia, Oda infatti non fa che sorprendere continuamente il lettore senza plagiare il manga alle solite storielle trite e ritrite degli altri shoen...

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    Davide1210 said on Jan 23, 2009 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (95)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Mass Market Paperback 208 Pages
  • ISBN-10: A000094942
  • Publisher: Star comics
  • Publish date: 2008-02-20
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