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Onestà

Perché l'economia ha bisogno di un'etica

Di

Editore: Rizzoli

3.9
(16)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 350 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8817047538 | Isbn-13: 9788817047531 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

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Descrizione del libro
L’ultima ennesima crisi lo ha confermato: il capitalismo non è una scienza e, proprio come il socialismo, ha limiti profondi che rischiano di portare la società al collasso, non solo economico.. Dopo anni di fede cieca e immotivata, come trasformare questo sistema empirico imperfetto in uno più giusto? Tra filosofia e spiritualità. Hans Küng offre in questo libro una risposta, analizzando da una parte la globalizzazione e l'evoluzione dei mercati, dall'altra interrogandosi su concetti chiave come giustizia. equità, remunerazione. E lancia un appello per una moralizzazione del capitalismo: la creazione di un nuovo canone di valori, quei valori che per lungo tempo sono stati considerati intrinseci all'azione economica. Ma non lo erano.
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  • 4

    Mi sembra la direzione giusta

    È possibile che l'agire economico sia guidato non solo dalla ricerca del profitto ma anche dal sentire etico, tenendo conto di ciò che è giusto e non solo di ciò che conviene?
    A tutti viene spontaneo dire di di, o almeno che così dovrebbe essere, ma al tempo stesso è facile venir presi per ...continua

    È possibile che l'agire economico sia guidato non solo dalla ricerca del profitto ma anche dal sentire etico, tenendo conto di ciò che è giusto e non solo di ciò che conviene?
    A tutti viene spontaneo dire di di, o almeno che così dovrebbe essere, ma al tempo stesso è facile venir presi per sciocchi, ingenui, buonisti, illusi. Soprattutto in un tempo in cui il modello dominante è quello dell'affarista senza scrupoli e delle multinazionali che schiacciano gli uomini.
    Eppure anche la risposta alla domanda opposta non è scontata. È possibile un economia senza etica? Se qualcuno l'ha pensato in passato, oggi, nel pieno di questa crisi economica, è evidente l'errore di questa convinzione.
    Hans Kung ci guida nella riflessione sul rapporto tra economia ed etica con un libro appassionante. Certo in alcuni punti si ripete, ed alcune soluzioni proposte rimangono un po' teoriche, per quanto l'autore si sforzi di rimanere sempre legato alla realtà, però la strada intrapresa da Kung sembra quella giusta, su cui bisognerebbe muoversi in di più e con maggior determinazione.
    Insomma un bel libro da leggere di questi tempi da cui partire con una buona base per riflettere su un tema prioritario e urgentissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Non posso immaginare un libro scritto meglio per spiegare l'economia e il management degli ultimi anni e la sua deriva verso obiettivi che sembrano orientati solo verso la soddisfazione della cupidigia individuale a danno delle imprese, dell'economia e del sistema stesso. Kueng, teologo di fama m ...continua

    Non posso immaginare un libro scritto meglio per spiegare l'economia e il management degli ultimi anni e la sua deriva verso obiettivi che sembrano orientati solo verso la soddisfazione della cupidigia individuale a danno delle imprese, dell'economia e del sistema stesso. Kueng, teologo di fama mondiale, non si abbandona al facile pamphlet, ma scrive un libro di facile lettura, ma completo, profondo, frutto di una competente riflessione sulle tematiche economiche e finanziarie anche con l'aiuto di esperti internazionali. Occorre un ritorno a quelli che Smith chiamava i sentimenti morali" dell'agire economico, al suo essere di vantaggio per la comunità, oltre la logica del profitto a tutti i costi. Costi troppo alti che la società globale non ha saputo sostenere a vantaggio di pochi manager senza scrupoli. E' un ritorno all'umanità dell'economia, del consumo e della produzione: il fine è il benessere dell'individuo all'interno della comunità.
    Il libro si chiude con le parole del Manifesto per l'etica economia globale che è difficile non sottoscrivere.
    Una lettura molto bella che chiunque abbia responsabilità economiche anche minime dovrebbe leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    A volte ripetitivo ma l'autore cerca di far capire il valore di modelli realmente sostenibili a livello mondiale con una parola chiave: etica.
    A volte mira a progetti e pratiche di difficilissima realizzazione sia a livello statale che mondiale. Certo però una nuova via la si deve trovare.< ...continua

    A volte ripetitivo ma l'autore cerca di far capire il valore di modelli realmente sostenibili a livello mondiale con una parola chiave: etica.
    A volte mira a progetti e pratiche di difficilissima realizzazione sia a livello statale che mondiale. Certo però una nuova via la si deve trovare.

    ha scritto il 

  • 5

    King Kung

    Passare dalle pallottole alla velocità della luce di Gischler a questo - come sempre - denso libro di Hans Kung, è un po' come atterrare con un paracadute grande come un ombrello su un materassino. Detto questo, gran libro. Ricco di spunti, capace di dare una prospettiva certamente critica, ma an ...continua

    Passare dalle pallottole alla velocità della luce di Gischler a questo - come sempre - denso libro di Hans Kung, è un po' come atterrare con un paracadute grande come un ombrello su un materassino. Detto questo, gran libro. Ricco di spunti, capace di dare una prospettiva certamente critica, ma anche fiduciosa e costruttiva di senso, per una possibile, sperabile, utopica, imprenditoria etica che si basi - per l'appunto - sull'onestà.
    Certo, leggendo questo recente libro (è del 2010) in questi giorni di speculazioni schizofreniche e di moralità pubblica (quantomeno in Italia) limpida come la più lorda fogna che si possa immaginare, la sensazione che si ha è quella di leggere il testo di un utopista visionario. Il continuo, accorato, fiducioso richiamo di Kung al "Manifesto 'Etica Economica Mondiale - Conseguenze per l'economia mondiale" (riportato in calce al libro), fa quasi tenerezza, tanto appare vivido nei principi, semplice ma allo stesso tempo quasi ineludibilmente lontano dalla realtà. Però, e qui sta la forza del teologo (del dissenso!) svizzero, chi crede in certi principi, chi vuole sperare in un mondo che perduri - migliorando - dopo di noi, ha il dovere di testimoniare, vivere e diffondere uno stile diverso. Nella vita e, in questo caso, nell'impresa.
    In questi giorni in cui terminavo la lettura del libro in oggetto, frequentavo una "summer school" sulla "impresa mafiosa", per conoscerla e combatterla. Bene, oltre a trovare grandi analogie per contrasto tra l'economia sporca e illegale che pare essere invincibile con i principi enunciati da Kung, l'idea della necessità di una entità sovranazionale e il più possibile libera che possa dettare principi di ri-fondazione di una forma sociale diversa sia dal socialismo reale, sia dal fallimentare turbocapitalismo, mi pare l'idea forte su cui tutti gli uomini di buona volontà debbano convergere.
    Adesso, dopo la purificazione, si riparte con Leonard!

    ha scritto il