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Open

An Autobiography

By

Publisher: HarperCollins Publishers

4.3
(3996)

Language:English | Number of Pages: 400 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Chi traditional , Italian , Dutch , French

Isbn-10: 0007281439 | Isbn-13: 9780007281435 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook , Others , Audio CD

Category: Biography , Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure

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Book Description
He is one of the most beloved athletes in history and one of the most gifted men ever to step onto a tennis court - but from early childhood Andre Agassi hated the game. Coaxed to swing a racket while still in the crib, forced to hit hundreds of balls a day while still in grade school, Agassi resented the constant pressure even as he drove himself to become a prodigy, an inner conflict that would define him. Now, in his beautiful, haunting autobiography, Agassi tells the story of a life framed by such conflicts. Agassi makes us feel his panic as an undersized seven-year-old in Las Vegas, practicing all day under the obsessive gaze of his violent father. We see him at thirteen, banished to a Florida tennis camp. Lonely, scared, a ninth-grade dropout, he rebels in ways that will soon make him a 1980s icon. By the time he turns pro at sixteen, his new look promises to change tennis forever, as does his lightning fast return. And yet, despite his raw talent, he struggles early on. We feel his confusion as he loses to the world's best, his greater confusion as he starts to win.
After stumbling in three Grand Slam finals, Agassi shocks the world, and himself, by capturing the 1992 Wimbledon. Overnight he becomes a fan favorite and a media target. Agassi brings a near-photographic memory to every pivotal match, and every public relationship. Alongside vivid portraits of rivals, Agassi gives unstinting accounts of his brief time with Barbra Streisand and his doomed marriage to Brooke Shields. He reveals the depression that shatters his confidence, and the mistake that nearly costs him everything. Finally, he recounts his spectacular resurrection and his march to become the oldest man ever ranked number one. In clear, taut prose, Agassi evokes his loyal brother, his wise coach, his gentle trainer, all the people who help him regain his balance and find love at last with Stefanie Graf. With its breakneck tempo and raw candor, Open will be read and cherished for years. A treat for ardent fans, it will also captivate readers who know nothing about tennis. Like Agassi's game, it sets a new standard for grace, style, speed and power.
Sorting by
  • 5

    Veramente un bel libro, indicato anche per chi, come me, non è un appassionato di tennis. Ben scritto, scorrevole e con le vicende personali e umane di Agassi in primo piano: una fanciullezza con allenamenti durissimi e un rapporto amore odio con il tennis. Lettura super consigliata.

    said on 

  • 0

    Potente

    Non amo le biografie. Tantomeno degli sportivi. Ma quella di Agassi mi occhieggia in libreria da quando è uscita in commercio. Ho sorriso la prima volta che l’ho vista non pensando minimamente di leggerla, ho buttato un occhio curioso la seconda, fin quando la permanenza fra i libri più venduti m ...continue

    Non amo le biografie. Tantomeno degli sportivi. Ma quella di Agassi mi occhieggia in libreria da quando è uscita in commercio. Ho sorriso la prima volta che l’ho vista non pensando minimamente di leggerla, ho buttato un occhio curioso la seconda, fin quando la permanenza fra i libri più venduti mi ha convinto che potevo concedermela senza vergogna.
    Andrea Agassi era il mio idolo. Abbiamo più o meno la stessa età e ai tempi in cui esplose il baby fenomeno con l’orecchino e i capelli mesciati giocavo a tennis anche io. Va da sé che, come ogni adolescente femmina che si rispetti, avessi la camera tappezzata di suoi manifesti. Ho visto decine e decine di sue partite tifandolo strenuamente anche se non vinceva mai. Ho poi smesso di giocare a tennis e di essere un’adolescente e non ho seguito bene la seconda fase della sua carriera, quella in cui ha iniziato a vincere.
    Perché Agassi è un campione. Era puro talento quando da ragazzino arrivava alla finale di uno Slam ma la perdeva ed era talento quando a 27 anni e oltre arrivava a una finale e la vinceva.
    Riferendosi alla trasformazione del suo look e al taglio di capelli dice “Anche diversi giornalisti sportivi riflettono sulla mia trasformazione e quella parola mi amareggia La trasformazione è un cambiamento da una cosa all’altra, ma io quando ho cominciato non ero niente. Non mi sono trasformato, mi sono formato. Quando ho cominciato a giocare a tennis ero come la maggioranza dei ragazzini: non sapevo chi ero e mi ribellavo al fatto che fossero i grandi a dirmelo. Penso che i grandi facciano sempre questo errore con i giovani, trattando come prodotti finiti quando in realtà sono in fieri. … Quello che la gente vede, nel bene e nel male, è la mia prima formazione, la prima incarnazione. Non ho alterato la mia immagine, l’ho scoperta. Non ho cambiato vedute, le ho aperte. … Dice che la gente sia stata indotta dai miei cambiamenti di look, dai miei abiti e dai miei capelli, a credere che io sappia chi sono. La gente ha scambiato la mia auto-esplorazione come auto-espressione”. Agassi stesso parla di formazione, il pezzo è riferibile all’intera sua vita, ad un percorso in cui il puro talento, riconosciuto dagli altri e costretto ad esprimersi come tale, non basta a se stesso ma ha bisogno invece della scoperta di sé, della consapevolezza di sé, ha bisogno di scegliere di essere talento e di scegliere di vincere.
    Il giovane Andre, intrappolato in una vita che non ha scelto ma a cui non riesce a ribellarsi se non esteriormente, passa dal dire “Era la mia vita, e benché non l’avessi scelta, la mia sola consolazione era la sua certezza” a dire “Gioco e continuo a giocare perché ho scelto di farlo. Anche se non è la tua vita ideale, puoi sempre sceglierla. Quale che sia la tua vita, sceglierla cambia tutto”.
    Si può scegliere di essere un campione, onorare la propria vocazione giocando per vincere e vincendo.
    Troppe chiacchiere. Il libro si definisce con un solo aggettivo. Potente.

    PS: Sampras ha fatto bene a non scrivere una biografia, non l'avrebbe letta nessuno.

    said on 

  • 5

    La mia recensione e il mio personale parere sul mio blog Letterando con Marty!

    http://letterandoconmarty.blogspot.it/2015/01/open-andre-agassi.html

    said on 

  • 4

    MOLTO BELLO!

    un libro ben scritto..la storia di una vita a volte semplice ma la maggior parte delle volte difficile! sei solo tu che dipendi da te stesso in campo a differenza di altri sport di squadra...sei il solo che può fare la differenza! comunque lo consiglio davvero ;) buona lettura

    said on 

  • 4

    Il primo capitolo, con il resoconto della penultima partita della carriera di Agassi, è una delle cose più epiche che possa capitare di leggere, includendo Omero.

    said on 

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