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Open

An Autobiography

By Andre Agassi

(95)

| Paperback | 9780007281435

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Book Description

He is one of the most beloved athletes in history and one of the most gifted men ever to step onto a tennis court - but from early childhood Andre Agassi hated the game. Coaxed to swing a racket while still in the crib, forced to hit hundreds of ball Continue

He is one of the most beloved athletes in history and one of the most gifted men ever to step onto a tennis court - but from early childhood Andre Agassi hated the game. Coaxed to swing a racket while still in the crib, forced to hit hundreds of balls a day while still in grade school, Agassi resented the constant pressure even as he drove himself to become a prodigy, an inner conflict that would define him. Now, in his beautiful, haunting autobiography, Agassi tells the story of a life framed by such conflicts. Agassi makes us feel his panic as an undersized seven-year-old in Las Vegas, practicing all day under the obsessive gaze of his violent father. We see him at thirteen, banished to a Florida tennis camp. Lonely, scared, a ninth-grade dropout, he rebels in ways that will soon make him a 1980s icon. By the time he turns pro at sixteen, his new look promises to change tennis forever, as does his lightning fast return. And yet, despite his raw talent, he struggles early on. We feel his confusion as he loses to the world's best, his greater confusion as he starts to win.
After stumbling in three Grand Slam finals, Agassi shocks the world, and himself, by capturing the 1992 Wimbledon. Overnight he becomes a fan favorite and a media target. Agassi brings a near-photographic memory to every pivotal match, and every public relationship. Alongside vivid portraits of rivals, Agassi gives unstinting accounts of his brief time with Barbra Streisand and his doomed marriage to Brooke Shields. He reveals the depression that shatters his confidence, and the mistake that nearly costs him everything. Finally, he recounts his spectacular resurrection and his march to become the oldest man ever ranked number one. In clear, taut prose, Agassi evokes his loyal brother, his wise coach, his gentle trainer, all the people who help him regain his balance and find love at last with Stefanie Graf. With its breakneck tempo and raw candor, Open will be read and cherished for years. A treat for ardent fans, it will also captivate readers who know nothing about tennis. Like Agassi's game, it sets a new standard for grace, style, speed and power.

830 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    "Apro gli occhi e non so dove sono o chi sono. Non è una novità: ho passato metà della mia vita senza saperlo. Eppure oggi è diverso. È una confusione più terrificante. Più totale.
    Alzo lo sguardo. Sono disteso sul pavimento accanto al letto. Adesso ...(continue)

    "Apro gli occhi e non so dove sono o chi sono. Non è una novità: ho passato metà della mia vita senza saperlo. Eppure oggi è diverso. È una confusione più terrificante. Più totale.
    Alzo lo sguardo. Sono disteso sul pavimento accanto al letto. Adesso ricordo. Sono passato dal letto al pavimento nel cuore della notte. Lo faccio quasi tutte le notti. Giova alla mia schiena. Troppe ore su un materasso morbido sono un'agonia. Conto fino a tre, poi inizio a tirarmi su: un processo lungo e difficile. Con un colpo di tosse e un mugolio rotolo sul fianco, poi mi raggomitolo in posizione fetale, infine mi giro a pancia sotto. Adesso rimango in attesa che il sangue inizi a circolare."

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    Cr said on Oct 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ho sempre pensato che se dovessi tentare di suicidarmi potrei provarci guardando una lunga partita di tennis: ucciso dalla noia.
    eppure ho deciso di leggere questo libro, che parla di tennis.
    ho sempre pensato che in un libro l'unica importanza l'ave ...(continue)

    ho sempre pensato che se dovessi tentare di suicidarmi potrei provarci guardando una lunga partita di tennis: ucciso dalla noia.
    eppure ho deciso di leggere questo libro, che parla di tennis.
    ho sempre pensato che in un libro l'unica importanza l'avesse la Scrittura, non la storia.
    qualunque storia e' bella se la Scrittura e' quella che piace a me.
    eppure ho deciso di leggere questo libro, che da subito avevo visto non era scritto come piace a me.

    come sempre sbagliavo.

    open e' un bel libro, in cui la storia vince sulla Scrittura in straight sets, per dirla alla agassi.
    parla tanto tanto tanto tanto tanto (ma tanto, perdio, troppo) di tennis - e si sa, l'unico a poter parlare di tennis doveva essere sempre e solo dfw, che purtroppo ha deciso in altro modo.
    pero' in open c'e', forte, la storia di un grande cambiamento.
    c'e' la storia di un uomo che finalmente capisce che nella vita si deve scegliere.

    open mi ha accompagnato nella mia scelta piu' difficile e piu' importante.
    con questo libro saro' sempre in debito.

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    ps said on Oct 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Scorrevole e coinvolgente.Anche per i non appassionati di Agassi come me.

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    Susanna 78 said on Oct 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tre stelle e mezzo

    Buon libro, piacevole nella lettura. Ti coinvolge in pieno sia nelle vicende personali di Andre, sia in quelle tennistiche.
    Non è un capolavoro, ma neppure uno scarto.
    Sinceramente sono stato molto incerto tra assegnargli 3 stelle oppure 4.
    Alla fine ...(continue)

    Buon libro, piacevole nella lettura. Ti coinvolge in pieno sia nelle vicende personali di Andre, sia in quelle tennistiche.
    Non è un capolavoro, ma neppure uno scarto.
    Sinceramente sono stato molto incerto tra assegnargli 3 stelle oppure 4.
    Alla fine ho optato per 3, forse 4 erano oggettivamente troppe, ma forse 3,5 sarebbe stato il voto giusto.
    Una lettura comunque nel complesso consigliabile.

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    Stefano Bacci said on Oct 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Eterno, interminabile, una maratona

    In Inghilterra, a un torneo di riscaldamento prima di Wimbledon, batto l'australiano Peter Luczak. E' il millesimo match della mia carriera. Quando qualcuno me lo fa notare, sento l'assoluto bisogno di sedermi. Bevo un bicchiere di vino con Stefan ...(continue)

    In Inghilterra, a un torneo di riscaldamento prima di Wimbledon, batto l'australiano Peter Luczak. E' il millesimo match della mia carriera. Quando qualcuno me lo fa notare, sento l'assoluto bisogno di sedermi. Bevo un bicchiere di vino con Stefanie e cerco di ripassare mentalmente quei mille incontri. Me li ricordo tutti, dico.

    Nel libro vengono raccontati un centinaio d'incontri ma a me sono sembrati mille! Un bel taglio del 20% della telecronaca delle partite e dell'elenco dei ristoranti frequentati (con relativo menù) avrebbe giovato al libro ed anche al racconto dell'evoluzione e della crescita interiore di questo atleta, senza contare il costante tono autoassolutorio spacciato per autocritica con un sottofondo di buonismo molto americano.
    Interessante comunque l'esasperata rivalità tra gli atleti come ingrediente di ogni competizione, un sentimento che considero energia sprecata ma che qui funziona da carburante per il "motore agonistico".

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    Michelle said on Oct 13, 2014 | 5 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Allora, ho letto "Open", la famosa (auto)biografia di Agassi. Ovviamente non l'ha scritta lui, ma un ghostwriter di nome R. Moehringer, il cui maggior pregio - oltre ad un'ottima scrittura - è quello di aver reso interessante la figura di un uomo che ...(continue)

    Allora, ho letto "Open", la famosa (auto)biografia di Agassi. Ovviamente non l'ha scritta lui, ma un ghostwriter di nome R. Moehringer, il cui maggior pregio - oltre ad un'ottima scrittura - è quello di aver reso interessante la figura di un uomo che fondamentalmente si lamenta.
    Si lamenta perchè il papà gli insegna e gli fa insegnare un mestiere che lo rende milionario facendolo smettere di lavorare a 36 anni.
    Si lamenta perchè perde alcune partite di tennis e si lamenta perchè il tennis non gli piace (come se alla gente normale il lavoro piacesse sempre). Si lamenta per un sacco di cose (ah sì, si sposa Brooke Shields che non lo capisce) e si vanta di alcune azioni generose fatte con gli spiccioli degli spiccioli di quanto guadagna. Insomma, uno che non fa pena e che non invidi.
    Il libro - un libro di basso livello, eh, mica Anna Karenina - si legge peraltro benissimo, soprattutto se ti piace il tennis (a me no. Uno sport dove se pioviggina smettono di giocare si autodefinisce a mio parere come sport per checchine - non per omosessuali, sia chiaro, che c'è anche Gareth Thomas nella categoria).

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    Cinas said on Oct 9, 2014 | Add your feedback

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