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Open

An Autobiography

By

Publisher: Three Rivers Press

4.3
(4093)

Language:English | Number of Pages: 385 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) German , Chi traditional , Italian , Dutch , French , Spanish

Isbn-10: 0307268195 | Isbn-13: 9780307268198 | Publish date: 

Also available as: Paperback , eBook , Others , Audio CD

Category: Biography , Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure

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Book Description
From Andre Agassi, one of the most beloved athletes in history and one of the
most gifted men ever to step onto a tennis court, a beautiful, ...
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  • 4

    Un lungo viaggio nella vita sportiva ed extra sportiva di Agassi, un ragazzo che si racconta come costretto ad essere un campione.

    Mi ha fatto tornare indietro di 25 anni, quando ancora era interessan ...continue

    Un lungo viaggio nella vita sportiva ed extra sportiva di Agassi, un ragazzo che si racconta come costretto ad essere un campione.

    Mi ha fatto tornare indietro di 25 anni, quando ancora era interessante seguire il tennis.

    said on 

  • 0

    Open, come un torneo di tennis e come se stesso raccontato in questo libro. Il tennista Andre Agassi si racconta, con l'aiuto dello scrittore J.R. Moehringer, attraversando la sua vita e la sua carrie ...continue

    Open, come un torneo di tennis e come se stesso raccontato in questo libro. Il tennista Andre Agassi si racconta, con l'aiuto dello scrittore J.R. Moehringer, attraversando la sua vita e la sua carriera, senza risparmiarsi neppure quando affonta momenti difficili legat a sofferenze e umiliazioni.
    I personaggi che costellano questa storia sono tanti, sportivi e non, ed è piacevole immaginare umanità nelle celebrità.
    Contrariamente a quello che ci si potrebbe aspettare, il tennista anticonformista per eccellenza odia il tennis, sua unica attività nella vita e finisce per metter su una scuola sebbene abbia lui stesso abbandonato gli studi.
    Attraverso le pagine Agassi cerca di crescere rivedendo se stesso, nei mille duelli, singoli o ripetuti, con la sua nemesi e con la sua squadra, attraverso sconfitte e vittorie, come quella di crearsi una famiglia, con due bambini da crescere cercando di non far ripetere ai figli i suoi stessi errori.
    In questo libro vediamo un uomo e la storia va oltre lo sport. Per questo ti prende fino alla fine.

    said on 

  • 5

    Alla luce delle numerose recensioni positive, da tempo mi ripromettevo di leggere questo libro, poi, però, non so perchè, rimandavo sempre, forse per paura di rimanere delusa. Fortunatamente, è arriva ...continue

    Alla luce delle numerose recensioni positive, da tempo mi ripromettevo di leggere questo libro, poi, però, non so perchè, rimandavo sempre, forse per paura di rimanere delusa. Fortunatamente, è arrivato il consiglio di un'amica e così mi sono, finalmente, decisa.
    Mi ha conquistata immediatamente.
    E' uno di quei libri a cui ti affezioni e da cui fatichi a staccarti.
    Lo leggi avidamente, intrigato dal racconto e dalla curiosità, ma, allo stesso tempo, controlli l'assottigliarsi delle pagine che ti rimangono da gustare con un po' di nostalgia e poi, quando te ne mancano poche alla fine, tergiversi, fai di tutto pur di non riprendere la lettura, non vuoi salutare i protagonisti.
    Steffi suggeriva ad Agassi: “in campo non devi pensare, devi sentire”. Ecco, è un libro che mi ha fatto “sentire”, che mi ha trasmesso una moltitudine di emozioni.
    Infine, ho trovato poetico e molto significativo il fatto che il primo capitolo sia intitolato “la fine” e l'ultimo “l'inizio”.

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  • 5

    Io Odio il tennis ma Amo questo libro

    Del tennis non so niente. In linea di massima mi lascia indifferente e conoscevo Agasssi perlopiù per la pubblicità della Gillette.
    Ma questo libro è strepitoso! La vita, le gioie i dolori e la cresci ...continue

    Del tennis non so niente. In linea di massima mi lascia indifferente e conoscevo Agasssi perlopiù per la pubblicità della Gillette.
    Ma questo libro è strepitoso! La vita, le gioie i dolori e la crescita di un atleta e di un uomo. I drammi dietro al professionismo e la profondità psicologico di uno sport solitario. J.R. Moehringer fa per Agassi quello che non è riuscito a fare nei suoi romanzi: trasformare una storia in un capolavoro!

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  • 2

    Mi stava simpatico Agassi quando giocava e questo è stato il motivo che mi ha spinto a leggere questo libro, insieme alla solita buona dose di curiosità.
    Ma mi ha deluso, l' ho trovato privo di piglio ...continue

    Mi stava simpatico Agassi quando giocava e questo è stato il motivo che mi ha spinto a leggere questo libro, insieme alla solita buona dose di curiosità.
    Ma mi ha deluso, l' ho trovato privo di piglio e di reale interesse. Ho appena sfogliato l' ultima pagina e già fatico a ricordarlo.

    said on 

  • 2

    Abbandonato. Mi aspettavo di più,

    Abbandonato prestissimo. Non riesco a farmi prendere e il libro è troppo pesante. Non riesco ad essere coinvolto in un libro dove un tennista famoso parla del suo odio verso il tennis, e lo fa ricalca ...continue

    Abbandonato prestissimo. Non riesco a farmi prendere e il libro è troppo pesante. Non riesco ad essere coinvolto in un libro dove un tennista famoso parla del suo odio verso il tennis, e lo fa ricalcando il suo grande successo da tennista. La contrapposizione tra queste due realtà per me è poco digeribile.
    Per tutte le critiche positive che avevo ricevuto a riguardo forse mi aspettavo di più, forse se avessi avuto fiducia per qualche altro capitolo avrei comunque ricevuto di più.
    Invece non me la sento, almeno per il momento, di continuare un libro che non piace, solo con l'aspettativa che può migliorare andando avanti.

    said on 

  • 4

    Ho letto sempre recensioni entusiastiche, anche di me persone a me vicine, e non so esattamente cosa mi aspettassi, mi dicevo "beh più che parlare di match, cosa avrà da dire?". Infatti di match ce ne ...continue

    Ho letto sempre recensioni entusiastiche, anche di me persone a me vicine, e non so esattamente cosa mi aspettassi, mi dicevo "beh più che parlare di match, cosa avrà da dire?". Infatti di match ce ne sono tantissimi, praticamente tutti e qualche volta, io mi sono annoiata (pur apprezzando il tennis e aver anche preso lezioni).
    Però è un libro molto "onesto", ecco. Mi sembra che si sia guardato con molta (brutale) onestà e abbia rimandato un generale senso di lealtà verso il suo pubblico. E' la storia di una parabola partita con un padre molto autoritario, un ragazzino che doveva fare cose che non voleva fare e che si è trasformato, con vittorie, sconfitte, punti molto bassi, in un adulto consapevole e grato. Ed è il meglio che potessi leggere (e pure per il suo amore romanticissimo per Steffi Graff, diciamolo :D )

    said on 

  • 4

    Mi accodo ai vari commenti e alle varie recensioni scritte prima della mia. Anche se ogni tanto ringalluzzisce l'orgoglio fare la voce fuori dal coro. Il bastian contrario. O quello che alla tavola de ...continue

    Mi accodo ai vari commenti e alle varie recensioni scritte prima della mia. Anche se ogni tanto ringalluzzisce l'orgoglio fare la voce fuori dal coro. Il bastian contrario. O quello che alla tavola della vita si siede dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano già occupati (cit. Brecht).

    E pur non capendo chissà quanto di tennis (ma c'ho giocato da piccolo) posso confermare che questa biografia è molto, molto interessante. Divorata in pochi giorni fra serate post-lavoro e weekend liberi. SI legge benissimo (si vede la mano invisibile di uno che sa scrivere dietro il libro) e prende davvero la storia di questo fuoriclasse, così normale, fragile e complessato nella vita che mica ce ne rendiamo conto che queste divinità dello sport, osannati dalla ggente e divinizzati dalla TV, sono uomini e donne proprio come noi. Ma proprio proprio come noi. Sputati. Solo più bravi a fare rovesci con una racchetta o a calciare una palla, ma deboli e vetrosi uomini mortali.

    Vetrosi non nel senso della trasparenza, ma proprio dell'essere uomini, e quindi fragili come una coppa di cristallo di Murano. O come il vetro della portafinestra del circolo tennis che disintegrai secoli fa con un diritto un pò troppo a uscire.

    Non ero Agassi, da quel punto di vista. Sotto molti altri aspetti, lo ero e lo sono.

    Poi, non so se dietro ci sia paraculaggine o calcolo meramente celebrativo-pubblicitario da parte di Agassi, ma il libro mi pare veramente sincero, umano, modesto. Per quanto si possa essere modesti sapendo di essere fra i migliori della storia nella tua peculiare attività.
    E' come il vecchio navigante che, pensionabile o pensionato, si mette in cima a una scogliera, guarda il mare sotto di lui e ricorda tutto quello che ha passato: avventure, tempeste, naufragi, salvataggi, buoni affari, cattivi affari, persone conosciute. Odiando il mare ma non potendone fare a meno.

    Comunque complimenti a Agassi per come si è saputo mettere in gioco (che questo libro è stato come vincere di nuovo Wimbledon) e a J.R Moehringer, il Pulitzer che c'è dietro alla stesura della biografia. Un gran bel lavoro. Gioco, e match Agassi...

    said on 

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