Open

An Autobiography

By

Publisher: Vintage Books USA

4.2
(4623)

Language: English | Number of Pages: 385 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Chi traditional , Italian , Dutch , French , Spanish

Isbn-10: 0307388409 | Isbn-13: 9780307388407 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook , Others , Audio CD

Category: Biography , Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure

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Book Description

#1 NATIONAL BESTSELLER

Far more than a superb memoir about the highest levels of professional tennis, Open is the engrossing story of a remarkable life. Andre Agassi had his life mapped out for him before he left the crib. Groomed to be a tennis champion by his moody and demanding father, by the age of twenty-two Agassi had won the first of his eight grand slams and achieved wealth, celebrity, and the game’s highest honors. But as he reveals in this searching autobiography, off the court he was often unhappy and confused, unfulfilled by his great achievements in a sport he had come to resent. Agassi writes candidly about his early success and his uncomfortable relationship with fame, his marriage to Brooke Shields, his growing interest in philanthropy, and—described in haunting, point-by-point detail—the highs and lows of his celebrated career.

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  • 3

    Descrizione: «Un padre ossessivo e brutale che lo vuole numero uno al mondo a ogni costo. Gli allenamenti a ritmi disumani, contro il «drago» sputapalle. La solitudine assoluta in campo che gli nega q ...continue

    Descrizione: «Un padre ossessivo e brutale che lo vuole numero uno al mondo a ogni costo. Gli allenamenti a ritmi disumani, contro il «drago» sputapalle. La solitudine assoluta in campo che gli nega qualsiasi forma di gioventú. E poi una carriera da numero uno lunga vent'anni e 1000 match. Punteggiata da imprese memorabili ma anche da paurose parabole discendenti. Con l'avversario di sempre: Sampras. E chiacchierati matrimoni: Brooke Shields e Steffi Graf.
    Una vita sempre sotto i riflettori. Ma non senza dolorosi lati oscuri».

    Si potrebbe riassumere così: “Non è un caso penso, che il tennis usi il linguaggio della vita. Vantaggio, servizio, errore, break, love, gli elementi basilari del tennis sono quelli dell'esistenza quotidiana, perché ogni match è una vita in miniatura. Perfino la struttura del tennis, il modo in cui i pezzi entrano uno nell'altro come in una matrioska, rispecchia la struttura delle nostre giornate. I punti diventano game che diventano set che diventano tornei, ed è tutto così strettamente collegato che ogni punto può segnare una svolta.
    Mi ricorda il modo in cui i secondi diventano minuti che diventano ore, e ogni ora può essere la più bella della nostra vita. O la più buia. Dipende da noi”.

    Si legge di una parabola esistenziale, di uno sportivo Agassi, in balìa del dispotismo di una padre che gli impone di raggiungere un sogno che a lui è sfumato.
    Si legge di solitudine, di inadeguatezza, di sconforto.
    Sì legge della Bollettieri Accademy e dei ritmi funesti dell’allenamento.
    Si legge anche e soprattutto dell’atleta nel suo privato, di Andre decostruito dall’immagine di star e presentato come uomo, con le sue infinite debolezze. Troppe.
    Si legge della sua bontà, che diventa soccombenza. La stessa che non gli fa prendere posizioni anche nei rapporti privati.
    Un atleta che a mio avviso non odia il suo sport, il tennis, ma che soffre delle ferite e delle conseguenze per tutto ciò che ha attraversato per arrivare a tali risultati, quasi avesse un rancore dentro se stesso, un demone che è pronto ad attaccare per far pagare il prezzo di tutto ciò.

    La prima parte si legge con estremo piacere, la centrale cala un po’ nella tensione, la parte finale, invece, è il colpo di grazia, davvero stancante: non ho trovato per niente avvincente la lettura di ogni incontro in ogni loro evoluzione.

    Il libro ha il pregio di destrutturare la pagina di un artista/atleta e presentarlo come un uomo, con poco carattere c’è da dirlo, quindi perlomeno una possibilità di lettura può averla.

    said on 

  • 4

    Di solito sono sempre un po' prevenuta nei confronti di libri così blasonati, specialmente se si tratta di biografie di sportivi. Però Open è proprio un'altra storia: dopo le prime 10 pagine capisci c ...continue

    Di solito sono sempre un po' prevenuta nei confronti di libri così blasonati, specialmente se si tratta di biografie di sportivi. Però Open è proprio un'altra storia: dopo le prime 10 pagine capisci che non potrai più farne a meno. Fai le tre del mattino, divori le pagine, sottolinei dei pezzi, soffri e senti la pressione come sei fossi tu il numero 1 al mondo del tennis. Certo a volte alcuni fatti della vita di Agassi sono talmente perfetti da apparire un po' troppo romanzati, ma la sua evoluzione di uomo e di sportivo, anzi la sua formazione, ti entrano dentro. Perché la maggior parte di noi, in maniere molto diversa, si sente prigioniera di qualcosa e vive ogni giorno di cose che odia. E il vero insegnamento di questo libro sta tutto nell'accettazione, nello scegliere quello che facciamo e il modo in cui lo facciamo. La cosa che più mi è piaciuta del libro è proprio questo: il dolore che sta dietro al passaggio dall'essere schiavo del tennis al sentirsi libero e vivo nel tennis a 35 anni suonati. Non sono un'appassionata di questo sport, anzi non l'ho mai seguito, ma questa storia ha una forza universale. È una storia epica, piena di orchi e di eroi, piena di prigioni e delusioni, piena di riscatti e di sogni. Assolutamente consigliato a chiunque.

    said on 

  • 2

    sarebbe bello crederci

    Il libro è molto ben congeniato, è l'ho letto tutto volentieri, senza pause.
    Se uno ha seguito il Tennis come me (anche se sporadicamente), è intrigante leggere di Sampras, Lendl, Beker, etc. Leggere ...continue

    Il libro è molto ben congeniato, è l'ho letto tutto volentieri, senza pause.
    Se uno ha seguito il Tennis come me (anche se sporadicamente), è intrigante leggere di Sampras, Lendl, Beker, etc. Leggere di rivalità. Ma più di questo c'è ovviamente la particolartià del Tennis, ossia la psicologia del Tennista. Non so se esista uno sport in cui la componente psicologica è cosi importante come nel tennis (forse il golf?), e nel libro questo viene molto indagato e apporfondito.
    Quindi 5 stelle per la lettura in se... ma una volta finito rimane un saporte strano in bocca, il sapore causato dalla domanda "cosa ho letto?"
    Un romanzo in cui i nomi sono tratti dalla storia vera? o un diario vero?
    Essite un diario in cui chi lo scrive ha ormai capito tutto di se stesso? che può dire di ogni cosa gli sia capitata nella vita che sa esattamente tutti i perchè e i per come?
    insomma un elenco di "ho fatto questo per questa serie di motivi", "ho fatto quest'altro per quest'altro motivo", e cosi via, mi ha lasciato perplesso, e se chiudendo il libro fossi riuscito a convicere me stesso che era veramente solo il diario segreto di Agassi e non un romanzo pianificato sarei stato entusiasta!

    said on 

  • 4

    Letto tutto d'un fiato in appena due giorni questa autobiografia mi è piaciuta moltissimo.
    Non avevo mai letto una biografia sulla vita di uno sportivo e temevo di annoiarmi non essendo appassionata d ...continue

    Letto tutto d'un fiato in appena due giorni questa autobiografia mi è piaciuta moltissimo.
    Non avevo mai letto una biografia sulla vita di uno sportivo e temevo di annoiarmi non essendo appassionata di tennis ma ho dovuto fortemente ricredermi.
    Questo è un libro bellissimo,pieno di voglia di lottare,di vincere ma ricco anche di sofferenza e di contraddizioni.
    Bellissime le pagine dove Agassi parla dell'incontro con Steffi Graf,molto delicate e romantiche.
    Non pensavo ma questo libro mi ha fatta emozionare e faticavo davvero a staccarmi dalle pagine.
    Super consigliato.

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  • 0

    Odio il tennis.
    Ma per davvero, mica come dice Agassi – a chi la vuoi dare a bere – nella sua autobiografia.
    (Odio anche guardare le partite: gli spettatori sono il vero spettacolo, le cape oscillanti ...continue

    Odio il tennis.
    Ma per davvero, mica come dice Agassi – a chi la vuoi dare a bere – nella sua autobiografia.
    (Odio anche guardare le partite: gli spettatori sono il vero spettacolo, le cape oscillanti in un continuo no, no, no, no)

    Molto prevenuta dunque mi sono avvicinata a questa lettura.
    Da La fine, ovvero dal capitolo con cui inizia il libro, e almeno fino alla metà del libro, sono stata presa nella rete.
    Quanta solitudine, quanta inadeguatezza.
    Bisogna sforzarsi di immaginare le star – a qualunque campo afferiscano, letteratura sport o cinemà – nella vera pelle, o sotto la pelle, nude e fragili e insicure.
    La fama del personaggio copre la persona.

    Ho provato compassione per il bambino Andre privato dei giochi e costretto a palleggiare per ore con il drago, diabolica invenzione di un padre che rovescia nel proprio figlio le proprie ambizioni di successo.
    Ho provato orrore per il regime carcerario della Bollettieri Accademy e simpatia per l’adolescente Andre finto ribelle, per i suoi innocui moti di protesta.

    [ma vale la pena? tutto lo sperpetuo, la fatica, il sacrificio del mondo - la difficoltà nel gestire i rapporti umani e l'impossibilità di fermarsi a "vedere", valgono la gioia di un trofeo? quanta pena si accompagna al desiderio di fama e successo?]

    Quando si dice un bravo ragazzo.
    Troppo bravo ragazzo.
    Così bravo ragazzo da iniziare la relazione con Brooke Shields (solo perché caldamente suggerita) via fax.
    Così bravo ragazzo – ragazzo per modo di dire, a 29 anni! – da necessitare del sostegno dell’amico sensale per avvicinarsi a Stefanie Graff.

    Poi è cominciata la parabola discendente.
    La parte finale del libro mi ha ammorbato, sia per il quanto è bravo e quanto è altruista e quanto è generoso - ma che bella iniziativa la scuola Agassi (e ancora devo capire il senso del racconto della mancia che lascia al posteggiatore il suo rivale Pete Sampras, anzi, in verità l’ho capito e mi pare proprio un inserto meschino) sia per la cronaca puntuale di tutti gli incontri, set per set, servizio per servizio, punteggio per punteggio.
    Uno sfracello di palline.

    Un libro che è davvero autobiografico: inizia bene, si piazza benissimo, ma quando sarebbe il caso di ritirarsi continua, continua, fino allo spappolamento della colonna vertebrale.

    said on 

  • 2

    Monumentale

    Non sono riuscita a capire perché questa autobiografia abbia goduto di ragguardevole fama. A me è sembrata una colossale, interminabile, noiosissima sequela di partite di tennis – perlopiù perse. Al p ...continue

    Non sono riuscita a capire perché questa autobiografia abbia goduto di ragguardevole fama. A me è sembrata una colossale, interminabile, noiosissima sequela di partite di tennis – perlopiù perse. Al punto da essermi sembrato quasi incredibile che lo stesso Agassi sia restato ai vertici della classifica mondiale per moltissimi anni. Tra l’altro, come possa ricordare colpo per colpo tutte le partite giocate in vita sua resta per me un autentico mistero. Non dico i punteggi, o gli avversari stessi, ché qualunque annuario del tennis li dovrebbe riportare, ma proprio tutti i colpi, uno per uno, come li ha impostati, come li ha battuti e in quale centimetro quadrato di campo sono finiti. Che esistano le registrazioni di tutte le partite giocate? Non essendo un’esperta – né un’appassionata, ho scoperto – non ne ho idea. Sicuramente la pessima opinione che mi sono fatta del libro è figlia del mancato interesse per lo sport in questione, nonostante da ragazzina lo abbia praticato e seguito. E torniamo all’imperitura fama di cui dicevo all’inizio: ne avevo sentito parlare come di una lettura non solo per aficionados, quindi mi ci sono dedicata fiduciosa di potervi trovare i motivi di tanta reputazione. E invece, l’unica memoria che conserverò di questo libro è la conferma che dietro tanti campioni c’è l’infanzia negata di bambini torturati dall’ambizione dei genitori.

    said on 

  • 5

    Meravigliosa autobiografia di Andrè Agassi. E' stato uno dei miei sportivi preferiti di sempre e con questo libro lo adoro ancora di più. Sebbene non sia scritto solo da lui, sembra quasi di vederlo a ...continue

    Meravigliosa autobiografia di Andrè Agassi. E' stato uno dei miei sportivi preferiti di sempre e con questo libro lo adoro ancora di più. Sebbene non sia scritto solo da lui, sembra quasi di vederlo alla macchina da scrivere: scrittura istintiva, nervosa, tesissima proprio come era sui campi da tennis. Un racconto di formazione che va letto ad ogni costo, anche dai non appassionati di tennis, vi basteranno poche pagine per non staccarvene più.

    said on 

  • 5

    Non ho mai praticato il tennis, ma occasionalmente qualche sport. Credo che possa piacere a tutti il racconto di cosa vuol dire diventare ed essere un vero Atleta: mi ha interessato ed arricchito molt ...continue

    Non ho mai praticato il tennis, ma occasionalmente qualche sport. Credo che possa piacere a tutti il racconto di cosa vuol dire diventare ed essere un vero Atleta: mi ha interessato ed arricchito molto.

    said on 

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