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Open

An Autobiography

By

Publisher: Vintage Books USA

4.3
(3997)

Language:English | Number of Pages: 385 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Chi traditional , Italian , Dutch , French

Isbn-10: 0307388409 | Isbn-13: 9780307388407 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook , Others , Audio CD

Category: Biography , Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure

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Book Description

#1 NATIONAL BESTSELLER

Far more than a superb memoir about the highest levels of professional tennis, Open is the engrossing story of a remarkable life.
 
Andre Agassi had his life mapped out for him before he left the crib. Groomed to be a tennis champion by his moody and demanding father, by the age of twenty-two Agassi had won the first of his eight grand slams and achieved wealth, celebrity, and the game’s highest honors. But as he reveals in this searching autobiography, off the court he was often unhappy and confused, unfulfilled by his great achievements in a sport he had come to resent. Agassi writes candidly about his early success and his uncomfortable relationship with fame, his marriage to Brooke Shields, his growing interest in philanthropy, and—described in haunting, point-by-point detail—the highs and lows of his celebrated career.

Sorting by
  • 5

    Veramente un bel libro, indicato anche per chi, come me, non è un appassionato di tennis. Ben scritto, scorrevole e con le vicende personali e umane di Agassi in primo piano: una fanciullezza con allenamenti durissimi e un rapporto amore odio con il tennis. Lettura super consigliata.

    said on 

  • 0

    Potente

    Non amo le biografie. Tantomeno degli sportivi. Ma quella di Agassi mi occhieggia in libreria da quando è uscita in commercio. Ho sorriso la prima volta che l’ho vista non pensando minimamente di leggerla, ho buttato un occhio curioso la seconda, fin quando la permanenza fra i libri più venduti m ...continue

    Non amo le biografie. Tantomeno degli sportivi. Ma quella di Agassi mi occhieggia in libreria da quando è uscita in commercio. Ho sorriso la prima volta che l’ho vista non pensando minimamente di leggerla, ho buttato un occhio curioso la seconda, fin quando la permanenza fra i libri più venduti mi ha convinto che potevo concedermela senza vergogna.
    Andrea Agassi era il mio idolo. Abbiamo più o meno la stessa età e ai tempi in cui esplose il baby fenomeno con l’orecchino e i capelli mesciati giocavo a tennis anche io. Va da sé che, come ogni adolescente femmina che si rispetti, avessi la camera tappezzata di suoi manifesti. Ho visto decine e decine di sue partite tifandolo strenuamente anche se non vinceva mai. Ho poi smesso di giocare a tennis e di essere un’adolescente e non ho seguito bene la seconda fase della sua carriera, quella in cui ha iniziato a vincere.
    Perché Agassi è un campione. Era puro talento quando da ragazzino arrivava alla finale di uno Slam ma la perdeva ed era talento quando a 27 anni e oltre arrivava a una finale e la vinceva.
    Riferendosi alla trasformazione del suo look e al taglio di capelli dice “Anche diversi giornalisti sportivi riflettono sulla mia trasformazione e quella parola mi amareggia La trasformazione è un cambiamento da una cosa all’altra, ma io quando ho cominciato non ero niente. Non mi sono trasformato, mi sono formato. Quando ho cominciato a giocare a tennis ero come la maggioranza dei ragazzini: non sapevo chi ero e mi ribellavo al fatto che fossero i grandi a dirmelo. Penso che i grandi facciano sempre questo errore con i giovani, trattando come prodotti finiti quando in realtà sono in fieri. … Quello che la gente vede, nel bene e nel male, è la mia prima formazione, la prima incarnazione. Non ho alterato la mia immagine, l’ho scoperta. Non ho cambiato vedute, le ho aperte. … Dice che la gente sia stata indotta dai miei cambiamenti di look, dai miei abiti e dai miei capelli, a credere che io sappia chi sono. La gente ha scambiato la mia auto-esplorazione come auto-espressione”. Agassi stesso parla di formazione, il pezzo è riferibile all’intera sua vita, ad un percorso in cui il puro talento, riconosciuto dagli altri e costretto ad esprimersi come tale, non basta a se stesso ma ha bisogno invece della scoperta di sé, della consapevolezza di sé, ha bisogno di scegliere di essere talento e di scegliere di vincere.
    Il giovane Andre, intrappolato in una vita che non ha scelto ma a cui non riesce a ribellarsi se non esteriormente, passa dal dire “Era la mia vita, e benché non l’avessi scelta, la mia sola consolazione era la sua certezza” a dire “Gioco e continuo a giocare perché ho scelto di farlo. Anche se non è la tua vita ideale, puoi sempre sceglierla. Quale che sia la tua vita, sceglierla cambia tutto”.
    Si può scegliere di essere un campione, onorare la propria vocazione giocando per vincere e vincendo.
    Troppe chiacchiere. Il libro si definisce con un solo aggettivo. Potente.

    PS: Sampras ha fatto bene a non scrivere una biografia, non l'avrebbe letta nessuno.

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  • 5

    La mia recensione e il mio personale parere sul mio blog Letterando con Marty!

    http://letterandoconmarty.blogspot.it/2015/01/open-andre-agassi.html

    said on 

  • 4

    MOLTO BELLO!

    un libro ben scritto..la storia di una vita a volte semplice ma la maggior parte delle volte difficile! sei solo tu che dipendi da te stesso in campo a differenza di altri sport di squadra...sei il solo che può fare la differenza! comunque lo consiglio davvero ;) buona lettura

    said on 

  • 4

    Il primo capitolo, con il resoconto della penultima partita della carriera di Agassi, è una delle cose più epiche che possa capitare di leggere, includendo Omero.

    said on 

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