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Open

La mia storia

Di

Editore: Einaudi (Stile libero extra)

4.3
(3931)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 502 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Chi tradizionale , Olandese , Francese

Isbn-10: 8806207261 | Isbn-13: 9788806207267 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giuliana Lupi

Genere: Biography , Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
Costretto ad allenarsi sin da quando aveva quattro anni da un padre dispotico ma determinato a farne un campione a qualunque costo, Andre Agassi cresce con un sentimento fortissimo: l'odio smisurato per il tennis. Contemporaneamente però prende piede in lui anche la consapevolezza di possedere un talento eccezionale. Ed è proprio in bilico tra una pulsione verso l'autodistruzione e la ricerca della perfezione che si svolgerà la sua incredibile carriera sportiva. Con i capelli ossigenati, l'orecchino e una tenuta più da musicista punk che da tennista, Agassi ha sconvolto l'austero mondo del tennis, raggiungendo una serie di successi mai vista prima.
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  • 4

    Mezze misure

    "La linea di campo tra gioco e stress per il bambino è sottile, quanto quella tra il buon genitore che si limita a far capire l'importanza formativa della disciplina e dell'impegno e quello che invece invade, soffoca, s'arrabbia, giustifica, pretende"
    (tratto dal seguente articolo ht ...continua

    "La linea di campo tra gioco e stress per il bambino è sottile, quanto quella tra il buon genitore che si limita a far capire l'importanza formativa della disciplina e dell'impegno e quello che invece invade, soffoca, s'arrabbia, giustifica, pretende"
    (tratto dal seguente articolo http://www.repubblica.it/rubriche/la-storia/2013/10/24/news/pezzo_marrese_genitori_figli_sport-69329053

    Papà Agassi rientra sicuramente tra i genitori della seconda categoria.
    E mi viene in mente mio fratello. Mia nipote aveva compiuto 5 anni a gennaio e le maestre dell'asilo avevano detto a mio fratello che la bambina era pronta ad iniziare la prima elementare a settembre. Lui non ha voluto. Perché farle perdere un anno di spensieratezza?
    Lui ha scelto di non accelerare i tempi. Di non sacrificare il presente per il futuro. (ok, il contesto è diverso, ma il senso no)

    Questione di scelte. Mancanza di mezze misure.
    http://www.youtube.com/watch?v=QWIr1447Hvk

    ha scritto il 

  • 5

    fossero tutte così frizzanti le biografie e autobiografie... una autobiografia (che Agassi ha avuto l'accortezza, l'umiltà e la furbizia di far scrivere a uno che sa scrivere) per me decisamente appassionante, pur non amando il tennis (figurarsi chi lo ama), e appassionata, con una certa predilez ...continua

    fossero tutte così frizzanti le biografie e autobiografie... una autobiografia (che Agassi ha avuto l'accortezza, l'umiltà e la furbizia di far scrivere a uno che sa scrivere) per me decisamente appassionante, pur non amando il tennis (figurarsi chi lo ama), e appassionata, con una certa predilezione per le parti su infanzia e adolescenza (come sempre accade del resto).

    ha scritto il 

  • 0

    Non sono una persona sportiva, ma ho letto molte recensioni positive e Agassi me lo ricordavo nelle rare partite che ho guardato alla tivù. secoli fa.


    La storia è avvincente, soprattutto nella prima parte in cui il piccolo e giovane Andre è costretto, dal padre tirannico ed autoritario, ad ...continua

    Non sono una persona sportiva, ma ho letto molte recensioni positive e Agassi me lo ricordavo nelle rare partite che ho guardato alla tivù. secoli fa.

    La storia è avvincente, soprattutto nella prima parte in cui il piccolo e giovane Andre è costretto, dal padre tirannico ed autoritario, ad iniziare a giocare a tennis.
    una costrizione che lo porterà ad odiare per tutta la vita il gioco che l'ha reso campione, famoso e ricco.
    nella seconda parte, il romanzo scende in dettagli analitici nelle continue dispute che il tennista ha vissuto e il ritmo ne risente.
    probabilmente qualche centinaio di pagine in meno avrebbero giovato.
    ma si sa, io non sono sportiva.

    ha scritto il 

  • 4

    J.R.Moehringer è bravo a scrivere e Agassi è bravo a raccontare la sua storia.
    La storia di Agassi non è semplicemente la storia di un tennista, è soprattutto la storia di un bambino prima, di un ragazzo poi, che cerca di capire chi è e cosa vorrebbe fare da grande.
    di un ragazzo che ...continua

    J.R.Moehringer è bravo a scrivere e Agassi è bravo a raccontare la sua storia.
    La storia di Agassi non è semplicemente la storia di un tennista, è soprattutto la storia di un bambino prima, di un ragazzo poi, che cerca di capire chi è e cosa vorrebbe fare da grande.
    di un ragazzo che cerca la fuga, cerca un motivo per smettere di essere quello che gli altri si aspettano che lui sia.
    Una lettura avvincente, un libro che si legge avidamente per sapere cosa succede dopo, come se fosse un giallo,
    Un libro che, tra l'altro, mi ha fatto venire voglia di guardare una partita di tennis, cosa che finora ho sempre considerato noiosa.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo! una grande persona, una maturità ben descritta, un insegnamento per tutti. Open ti appassiona al tennis anche se fin'ora ti è stato indifferente. Belli i momenti in cui ho fermato la lettura per vedere i video degli incontri appena letti e trovarli realistici.

    ha scritto il 

  • 4

    Non mi è mai piaciuto il tennis, l'ho sempre trovato noioso, ma Agassi mi ha sempre incuriosito come personaggio. Dopo questo libro posso dire che Agassi è una persona che conoscerei volentieri... e mi è anche venuta voglia di guardare una partita di tennis per capire se la vedrò con occhi divers ...continua

    Non mi è mai piaciuto il tennis, l'ho sempre trovato noioso, ma Agassi mi ha sempre incuriosito come personaggio. Dopo questo libro posso dire che Agassi è una persona che conoscerei volentieri... e mi è anche venuta voglia di guardare una partita di tennis per capire se la vedrò con occhi diversi.

    ha scritto il 

  • 0

    Non posso negare che la storia di Agassi, così umanamente ricca di contraddizioni e di sofferenza, non mi abbia in qualche modo "appassionato". Ho tifato per lui dall'inizio alla fine. Ho ammirato la sua onestà intellettuale, il suo mettersi abbondantemente a nudo.
    Tuttavia non ha raggiunto ...continua

    Non posso negare che la storia di Agassi, così umanamente ricca di contraddizioni e di sofferenza, non mi abbia in qualche modo "appassionato". Ho tifato per lui dall'inizio alla fine. Ho ammirato la sua onestà intellettuale, il suo mettersi abbondantemente a nudo.
    Tuttavia non ha raggiunto note in profondità né mi ha regalato un nuovo tassello da incasellare in un vuoto.
    Bravo lo scrittore Moehringer a trovare una voce narrante che pare calzare molto bene al grande tennista.

    Forse le generazioni più giovani potranno trovare giovamento da questo libro. Si, credo proprio di si.

    ha scritto il 

  • 0

    Talmente sopra le righe da risultare troppo poco credibile, a partire dall'espediente narrativo sul (presunto) odio del tennis.
    Per chi non ama il tennis, decisamente noioso.

    ha scritto il 

  • 4

    Per una (ex) tennista Agassi è il mito, genio e sregolatezza.
    Dopo aver letto questo libro Agassi mi piace ancora di più perché racconta quanta fatica gli costasse essere il numero 1.
    Non ho dato 5 stelle perché l'americano che è in lui in certi passaggi ha preso il sopravvento e non ...continua

    Per una (ex) tennista Agassi è il mito, genio e sregolatezza.
    Dopo aver letto questo libro Agassi mi piace ancora di più perché racconta quanta fatica gli costasse essere il numero 1.
    Non ho dato 5 stelle perché l'americano che è in lui in certi passaggi ha preso il sopravvento e non mi è piaciuto. Ho l'impressione che se a leggere il libro fosse una persona poco interessata al tennis penserebbe che in realtà Agassi non ha (quasi) mai vinto nulla vista l'attenzione maniacale per ogni punto perso e la velocità con la quale descrive le sue imprese. Insomma pecca un po' di troppa modestia, secondo me.

    ha scritto il 

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