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Open

La mia storia

Di

Editore: Einaudi (Stile libero extra)

4.3
(4014)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 502 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Chi tradizionale , Olandese , Francese

Isbn-10: 8806207261 | Isbn-13: 9788806207267 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giuliana Lupi

Genere: Biography , Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
Costretto ad allenarsi sin da quando aveva quattro anni da un padre dispotico ma determinato a farne un campione a qualunque costo, Andre Agassi cresce con un sentimento fortissimo: l'odio smisurato per il tennis. Contemporaneamente però prende piede in lui anche la consapevolezza di possedere un talento eccezionale. Ed è proprio in bilico tra una pulsione verso l'autodistruzione e la ricerca della perfezione che si svolgerà la sua incredibile carriera sportiva. Con i capelli ossigenati, l'orecchino e una tenuta più da musicista punk che da tennista, Agassi ha sconvolto l'austero mondo del tennis, raggiungendo una serie di successi mai vista prima.
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  • 5

    Una sola parola: grande

    Un grande tennista, un grande ragazzo, un grande uomo. Mi è piaciuto molto scoprire cosa si nascondeva dietro all'immagine del tennista Agassi. Il libro è godibilissimo e pieno di anedotti sulla sua vita. In una settimana mi sono divorato le oltre 400 pagine...e questo dice tutto! Consigliato! ...continua

    Un grande tennista, un grande ragazzo, un grande uomo. Mi è piaciuto molto scoprire cosa si nascondeva dietro all'immagine del tennista Agassi. Il libro è godibilissimo e pieno di anedotti sulla sua vita. In una settimana mi sono divorato le oltre 400 pagine...e questo dice tutto! Consigliato!

    ha scritto il 

  • 4

    Da ragazzina passavo pomeriggi interi a vedere partite di tennis, pur non avendolo mai praticato: Agassi era letteralmente il mio idolo, perché l'orecchino e i capelli lunghi da vero alternativo hanno sempre avuto il loro fascino su di me (e che ci posso fare se mi sono sempre piaciuti gli alter ...continua

    Da ragazzina passavo pomeriggi interi a vedere partite di tennis, pur non avendolo mai praticato: Agassi era letteralmente il mio idolo, perché l'orecchino e i capelli lunghi da vero alternativo hanno sempre avuto il loro fascino su di me (e che ci posso fare se mi sono sempre piaciuti gli alternativi). Soprattutto tifavo sfegatatamente per lui quando lo vedevo battersi con quel perfettino di Sampras (e lo stesso mi succede oggi quando vedo uno scontro tra Nadal e Federer... non posso non tifare per il primo). Detto questo, non amando molto le biografie, ho aspettato tantissimo tempo prima di comprare questo libro, nonostante consigli di amici dei cui gusti letterari ho un'alta considerazione. Ecco, tutto questo preambolo per dire che ho perso un sacco di tempo, perché avrei potuto leggere molto prima un gran bel libro, avvincente e appassionante e soprattutto umanamente ricco, quasi a dirci che a volte non è sempre oro quello che luccica dietro la televisione e le riviste. Un consiglio: LEGGETELO.

    ha scritto il 

  • 5

    Veramente un bel libro, indicato anche per chi, come me, non è un appassionato di tennis. Ben scritto, scorrevole e con le vicende personali e umane di Agassi in primo piano: una fanciullezza con allenamenti durissimi e un rapporto amore odio con il tennis. Lettura super consigliata.

    ha scritto il 

  • 0

    Potente

    Non amo le biografie. Tantomeno degli sportivi. Ma quella di Agassi mi occhieggia in libreria da quando è uscita in commercio. Ho sorriso la prima volta che l’ho vista non pensando minimamente di leggerla, ho buttato un occhio curioso la seconda, fin quando la permanenza fra i libri più venduti m ...continua

    Non amo le biografie. Tantomeno degli sportivi. Ma quella di Agassi mi occhieggia in libreria da quando è uscita in commercio. Ho sorriso la prima volta che l’ho vista non pensando minimamente di leggerla, ho buttato un occhio curioso la seconda, fin quando la permanenza fra i libri più venduti mi ha convinto che potevo concedermela senza vergogna.
    Andrea Agassi era il mio idolo. Abbiamo più o meno la stessa età e ai tempi in cui esplose il baby fenomeno con l’orecchino e i capelli mesciati giocavo a tennis anche io. Va da sé che, come ogni adolescente femmina che si rispetti, avessi la camera tappezzata di suoi manifesti. Ho visto decine e decine di sue partite tifandolo strenuamente anche se non vinceva mai. Ho poi smesso di giocare a tennis e di essere un’adolescente e non ho seguito bene la seconda fase della sua carriera, quella in cui ha iniziato a vincere.
    Perché Agassi è un campione. Era puro talento quando da ragazzino arrivava alla finale di uno Slam ma la perdeva ed era talento quando a 27 anni e oltre arrivava a una finale e la vinceva.
    Riferendosi alla trasformazione del suo look e al taglio di capelli dice “Anche diversi giornalisti sportivi riflettono sulla mia trasformazione e quella parola mi amareggia La trasformazione è un cambiamento da una cosa all’altra, ma io quando ho cominciato non ero niente. Non mi sono trasformato, mi sono formato. Quando ho cominciato a giocare a tennis ero come la maggioranza dei ragazzini: non sapevo chi ero e mi ribellavo al fatto che fossero i grandi a dirmelo. Penso che i grandi facciano sempre questo errore con i giovani, trattando come prodotti finiti quando in realtà sono in fieri. … Quello che la gente vede, nel bene e nel male, è la mia prima formazione, la prima incarnazione. Non ho alterato la mia immagine, l’ho scoperta. Non ho cambiato vedute, le ho aperte. … Dice che la gente sia stata indotta dai miei cambiamenti di look, dai miei abiti e dai miei capelli, a credere che io sappia chi sono. La gente ha scambiato la mia auto-esplorazione come auto-espressione”. Agassi stesso parla di formazione, il pezzo è riferibile all’intera sua vita, ad un percorso in cui il puro talento, riconosciuto dagli altri e costretto ad esprimersi come tale, non basta a se stesso ma ha bisogno invece della scoperta di sé, della consapevolezza di sé, ha bisogno di scegliere di essere talento e di scegliere di vincere.
    Il giovane Andre, intrappolato in una vita che non ha scelto ma a cui non riesce a ribellarsi se non esteriormente, passa dal dire “Era la mia vita, e benché non l’avessi scelta, la mia sola consolazione era la sua certezza” a dire “Gioco e continuo a giocare perché ho scelto di farlo. Anche se non è la tua vita ideale, puoi sempre sceglierla. Quale che sia la tua vita, sceglierla cambia tutto”.
    Si può scegliere di essere un campione, onorare la propria vocazione giocando per vincere e vincendo.
    Troppe chiacchiere. Il libro si definisce con un solo aggettivo. Potente.

    PS: Sampras ha fatto bene a non scrivere una biografia, non l'avrebbe letta nessuno.

    ha scritto il 

  • 4

    MOLTO BELLO!

    un libro ben scritto..la storia di una vita a volte semplice ma la maggior parte delle volte difficile! sei solo tu che dipendi da te stesso in campo a differenza di altri sport di squadra...sei il solo che può fare la differenza! comunque lo consiglio davvero ;) buona lettura

    ha scritto il 

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