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Operazione domani

Urania 1157

Di

Editore: Mondadori

3.7
(133)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 272 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Ceco , Polacco

Isbn-10: A000023000 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Vittorio Curtoni

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Friday è una splendida figliola, moderna e disponibile, ma possiede due caratteristiche peculiari: è un corriere segreto ed è anche una PA, ossia una Persona Artificiale, uguale in tutto e per tutto a un comune essere umano salvo per il fatto di essere stata creata in laboratorio. Il suo capo, Boss, l'ha reclutata e addestrata quando per lei la vita non era certo facile ma ora Friday è un agente in grado di sopportare all'occasione stupri multipli e torture.
Ma la sua vita non manca di lati piacevoli e distensivi, almeno fino al giorno che sarà ricordato
dai libri di storia come il Giovedì Rosso.
Chi si nasconde dietro l'ondata di delitti politici
e di sabotaggio che dilagano sulla terra e nello spazio, minacciando il tranquillo caos che da secoli regna sull'Umanità?
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  • 3

    Soliti ingredienti, ricetta confusa

    Mezza stella in più solo perché apprezzo Heinlein: questo romanzo una lettura appena discreta rispetto agli standard a cui l'autore mi ha abituato. Gli elementi classici ci sono tutti - avventura, razzismo, libertà sessuale, analisi sociale - ma è il loro mix che non convince: la trama è spesso c ...continua

    Mezza stella in più solo perché apprezzo Heinlein: questo romanzo una lettura appena discreta rispetto agli standard a cui l'autore mi ha abituato. Gli elementi classici ci sono tutti - avventura, razzismo, libertà sessuale, analisi sociale - ma è il loro mix che non convince: la trama è spesso confusa, sembra che ci siano troppi temi trattati insieme.

    ha scritto il 

  • 4

    Inizio sconcertante, disorientante direi. Poi man mano che si prosegue si comincia a capire dove, quando e chi siamo.


    Scritto con la solita fluente ironia e vivacità, la trama è caotica e risulta un po' difficile abituarsi ai continui cambi di scenario.


    Piaciuto abbastanza, però più ...continua

    Inizio sconcertante, disorientante direi. Poi man mano che si prosegue si comincia a capire dove, quando e chi siamo.

    Scritto con la solita fluente ironia e vivacità, la trama è caotica e risulta un po' difficile abituarsi ai continui cambi di scenario.

    Piaciuto abbastanza, però più per lo stile che non per la storia.

    “Una cultura moribonda mostra sempre (…) la mancanza di rispetto per gli altri persino nelle piccole cose. La scomparsa della cortesia, delle buone maniere, è più significativa di una sommossa.”
    Nel capitolo 23 descrive tutti i sintomi di una società in disfacimento, degradantesi suo malgrado e anzi forse proprio sotto la sua stessa spinta. Vi ho trovato tutti i tratti distintivi della quotidianità del nostro paese: la sfiducia nelle istituzioni, la carenza di educazione (sia scolastica che civica), l'assenza di una guida. Ora, come ha detto un comico a Zelig, abbiamo l'educazione cinica: chi ha meno scrupoli ha la strada spianata, facile, comoda.

    Sto impacchettando centinaia di libri per le mie bimbe, sperando che possano aiutarle nei tempi bui. E sperando che vinca la compassione, intesa come condivisione dei problemi e partecipazione alla vita nel suo complesso, e non il cinismo individualista del "ora per me e per gli altri se ce n'è".
    Partecipazione e senso di appartenenza: questa la chiave della felicità secondo la protagonista.

    ha scritto il 

  • 2

    Deduco che a forza di leggere Heinlein mi sia stancato, tanto da non trovare più i suoi romanzi fantasticamente geniali o interessanti. Forse perché alla fin fine si assomigliano tutti un po' tra loro, o almeno i temi trattati sono sempre gli stessi. I fiumi di parole che si dirigono contro il ra ...continua

    Deduco che a forza di leggere Heinlein mi sia stancato, tanto da non trovare più i suoi romanzi fantasticamente geniali o interessanti. Forse perché alla fin fine si assomigliano tutti un po' tra loro, o almeno i temi trattati sono sempre gli stessi. I fiumi di parole che si dirigono contro il razzismo (qui abbiamo le persone artificiali ad essere in un certo senso perseguite o mal giudicate) sono un po' annebbiati da tutti gli altri temi cari allo scrittore: nudismo, sesso libero, mancanza di legami affettivi, matrimonio allargato e così via. Tutto questo sfondo pasticciato risulta noioso se la storia non è avvincente. La trama, dedicata allo spionaggio, risulta troppo rocambolesca, spezzettata, priva di continuità. Le casualità non si sprecano ed i personaggi non vengono ben approfonditi, ma sono comunque tanti e sporcano sicuramente la lettura. L'idea di base, come al solito è buona, ma le mie aspettative erano tante e maggiori.

    ha scritto il 

  • 3

    Friday e una PA, persona artificiale, nata in provetta e summa di svariate virtù, fisiche e intellettuali: bella, potente, intelligente, spregiudicata nei confronti del sesso e della vita. Lavora come corriere in una società segreta.
    Le sue avventure si dipanano tra la spy-story e il roma ...continua

    Friday e una PA, persona artificiale, nata in provetta e summa di svariate virtù, fisiche e intellettuali: bella, potente, intelligente, spregiudicata nei confronti del sesso e della vita. Lavora come corriere in una società segreta.
    Le sue avventure si dipanano tra la spy-story e il romanzo picaresco in un futuro prossimo immancabilmente incasinato.
    Forse l'unica parte interessante di questo racconto è dove la protagonista sente il peso della discriminazione cui viene sottoposta in quanto nata in provetta. In definitiva questo romanzo è un'innegabile caduta di stile di Heinlein che, forse con l'età, non è riuscito a riesumare il mestiere necessario per farci leggere questa storia senza sbadigliare.

    ha scritto il 

  • 3

    Nonostante il ritmo altalenante e alcuni aspetti della caratterizzazione dei personaggi e dei luoghi che puoi apprezzare solo se sei un fan di Heinlein il libro è più che discreto, meno scorrevole di altre opere dell'autore ma degno di stare nella libreria degli appassionati di sci-fi, specialmen ...continua

    Nonostante il ritmo altalenante e alcuni aspetti della caratterizzazione dei personaggi e dei luoghi che puoi apprezzare solo se sei un fan di Heinlein il libro è più che discreto, meno scorrevole di altre opere dell'autore ma degno di stare nella libreria degli appassionati di sci-fi, specialmente a chi già apprezza Heinein

    ha scritto il 

  • 3

    Azione, e tutto di corsa

    Azione, intrighi e tutte le malizie ed i trucchi di una agente segreta, persona artificiale, corriere professionista, che la scampa sempre nelle sue missioni e nelle sue fughe grazie all'addestramento mentre il mondo va in malora nelle guerre.


    Il rapporto persona naturale / persona artific ...continua

    Azione, intrighi e tutte le malizie ed i trucchi di una agente segreta, persona artificiale, corriere professionista, che la scampa sempre nelle sue missioni e nelle sue fughe grazie all'addestramento mentre il mondo va in malora nelle guerre.

    Il rapporto persona naturale / persona artificiale è approfondito, ma non assume un grosso rilievo ( tipo quello che Asimov pose nei suoi racconti del ciclo dei robot )

    Due, tre annotazioni di carattere generale sul potere delle corporation multinazionali (chiamate qui stati societari) rispetto al limitato potere degli stati nazionali e sui sintomi di decadenza di una civiltà, riportati discorrendo nella trama, espongono la situazione attuale e non quella futura, e rinforzano il giudizio sulla lettura: ma nulla di ipergalattico, come invece ci si aspetta che RAH facesse, visto che ha scritto dei capolavori.

    Una trama intrigante alla RAH, ben scritta, forse un pò lunga e che si chiude poi con un finale un pò a tirar via: forse aveva raggiunto le cartelle concordate con l'editore.

    Preso dall'utente Rumore Bianco, a cui lascio un grazie e un feedback ok

    ha scritto il 

  • 4

    (lo spoiler è piccolissimo, quasi nullo)
    Nonostante l'incomprensibile titolo italiano, Friday (titolo originale) è un romanzo che parla di discriminazione, e più in generale dello "speciale" che tenta di integrarsi nel "normale", e il modo in cui i normali reagiscono. Proietta in un futuro i ...continua

    (lo spoiler è piccolissimo, quasi nullo)
    Nonostante l'incomprensibile titolo italiano, Friday (titolo originale) è un romanzo che parla di discriminazione, e più in generale dello "speciale" che tenta di integrarsi nel "normale", e il modo in cui i normali reagiscono. Proietta in un futuro ipotetico le paure e le debolezze dell'attuale razza umana, e se possibile le accentua, modernizzandole. La protagonista (sempre Friday) è un'androide, è un agente segreto ed è pure bisex. Più e più volte si convince di aver trovato la sistemazione adatta per lei e più volte si deve disilludere dolorosamente. Nel contesto di una realtà (fanta)politica che cambia più velocemente della rapidità con cui si diffondono le informazioni, nel viaggio attraverso un'America del Nord che si sta ridisegnando, Friday affronta ogni situazione nel timore di cosa penseranno "gli altri" di lei, senza tuttavia rassegnarsi all'autoannullamento.
    Romanzo incredibilmente attuale e sfrontato, specie considerato il periodo in cui è stato scritto, che illumina un'ulteriore sfaccettatura del poliedrico pensiero di Heinlein.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    I read this for the first time many years ago and decided I should go back and re-read it. I forgot just how brutal it was when it started and just how much sex there was in it! Still I suppose it was the 60s.


    For a book about polyamorous sluts it did come off a little hetero-normative at ...continua

    I read this for the first time many years ago and decided I should go back and re-read it. I forgot just how brutal it was when it started and just how much sex there was in it! Still I suppose it was the 60s.

    For a book about polyamorous sluts it did come off a little hetero-normative at times, but at least there was a few bits of bisexuality. I also liked how the different polyamorous relationships didn't make anyone any better. Some people were still hideous bigots despite being more open about sex. In fact the whole issue of belonging and prejudice was a theme I thought he did really well in this book.

    In many ways it felt like a proto-cyberpunk novel. There were implants, genetic engineering and ruthless mega corps who had all the real power and were behind everything. I think I would have liked it a little better if there had been more with the corporations, explain a bit better what the fake revolutions had been about. It seemed to be going in one direction and then changed towards the end. I did really enjoy it though, up until the last chapter. I don't care how free of sexual hangups you are, you'd still never marry a man who gang raped you, and even in a new colony I would not be proud of my daughter for getting knocked up at 14, 16 and 18. It was like once they'd arrived at the colony everyone just became farmers and house wives. Surely even an agrarian economy would need scientists! I think the ending left a little bit of a bad taste in my mouth. But it was a good book, with a cool and competent main character and an interesting world.

    ha scritto il 

  • 5

    Geniale, pieno di invenzioni: a mio avviso, tra i capolavori di Heinlein. Qualche trovata (i matrimoni di gruppo) la si era già vista (ad es. in "La luna è una severa maestra"), ma qui la riflessione morale è ben più approfondita e adeguata allo scenario della postmodernità. Tanto per dirne una: ...continua

    Geniale, pieno di invenzioni: a mio avviso, tra i capolavori di Heinlein. Qualche trovata (i matrimoni di gruppo) la si era già vista (ad es. in "La luna è una severa maestra"), ma qui la riflessione morale è ben più approfondita e adeguata allo scenario della postmodernità. Tanto per dirne una: quando la protagonista, Friday, dice che "vogliamo una famiglia per appartenere a qualcosa" chiarifica uno dei punti-chiave che evidenziano la necessità di sviluppare nuovi modelli familiari, Pacs o Dico che siano: la disgregazione delle identità collettive. Un libro pieno di intuizioni profetiche: seppur scritto nel 1982, quando leggiamo del panico che segue il Giovedì Rosso, ci sembra di entrare nella paranoia post-11 settembre.

    ha scritto il