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Opere

Scritti postumi

Di

Editore: Bompiani

4.5
(40)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1406 | Formato: Altri

Isbn-10: 8845250024 | Isbn-13: 9788845250026 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Cofanetto

Genere: Non-fiction

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Descrizione del libro
Questo volume contiene introduzione e cronologia di Maria Corti e le seguentiopere: Autobiografia del blu di Prussia; Il cavastivale; La valigia delleIndie; Diario degli errori; La solitudine del satiro; L'occhiale indiscreto;Traduzione del "Corvo" di E. A. Poe; Appunti, progetti, personaggi e idee(tutto improbabile); Oceano Canada; Interviste.
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  • 4

    Coraggio il meglio è passato.

    Di Flaiano credevo di aver letto tutto,ma ogni tanto spunta fuori qualche inedito,qualche abbozzo,qualche appunto.Però,come diceva lui-coraggio,il meglio è passato-. Il mio fiore all'occhiello,sono le edizioni Rizzoli degli anni '70.Questo volume è sicuramente più completo ma -come si può dire?- ...continua

    Di Flaiano credevo di aver letto tutto,ma ogni tanto spunta fuori qualche inedito,qualche abbozzo,qualche appunto.Però,come diceva lui-coraggio,il meglio è passato-. Il mio fiore all'occhiello,sono le edizioni Rizzoli degli anni '70.Questo volume è sicuramente più completo ma -come si può dire?- meno affascinante?meno coinvolgente?meno arrapante? dei volumi singoli.E' come il vassoio di un self service:completo ma privo di appeal.

    ha scritto il 

  • 5

    La luna vi consiglia: decisione ("Corriere della sera", 28/10/1972 - in La solitudine del satiro)
    Il nero è il più ingenuo e pigro dei colori. Convinto d'averci messo di fronte al fatto compiuto
    (Autobiografia del blu di prussia, p. 13)
    Io muoio alla giornata, posso ben dirlo
    (Autobiografia del b ...continua

    La luna vi consiglia: decisione ("Corriere della sera", 28/10/1972 - in La solitudine del satiro) Il nero è il più ingenuo e pigro dei colori. Convinto d'averci messo di fronte al fatto compiuto (Autobiografia del blu di prussia, p. 13) Io muoio alla giornata, posso ben dirlo (Autobiografia del blu di prussia, p. 16) Ma alla fine dei conti, essere pessimisti circa le cose del mondo è un pleonasmo, non è che anticipare quel che accadrà (Autobiografia del blu di prussia, p. 17) Come immagina che un'enciclopedia che supponiamo verrà pubblicata nel 2050 condenserà il suo giudizio critico su Ennio Flaiano? Direi così: Giornalista e sceneggiatore, autore anche di un romanzo, Tempo di morire (concediamo a quest'ipotetica enciclopedia una citazione inesatta). Scrittore minore satirico dell'Italia del Benessere. (Intervista di I. A. Chiusano, 1972) Oggi [il ridicolo] colpisce con l'indifferenza. Ogni giorno nel mondo si danno tanti giudizi che finiscono colla loro stessa imponenza a diventare ridicoli (Intervista di G. Rosati, 1972) Che satira esercitare infatti dove la satira è superata dalla realtà? Avevo una certa tendenza alla satira: ne sono stato estromesso (Intervista di G. Rosati, 1972) “I fascisti - gli ho ricordato - sono una trascurabile maggioranza” Maccari ha precisato “Il fascismo si divide in due parti: il fascismo propriamente detto e l'antifascismo” Tutti e due vogliono confusamente ma subito le stesse cose: ordine, lavoro, democrazia, livellamento delle classi, un partito autoritario, nessuno vuole la libertà. Ossia ognuno ne vuole la sua versione della libertà, che consiste nel sopprimere quella dell'altro. (Corriere della sera, 3.9.1972 - in La solitudine del satiro) “”Una volta si manteneva il figlio agli studi, oggi lo si mantiene nella contestazione, qualunque essa sia” (Corriere della sera, 3.9.1972 – in La solitudine del satiro) “Ma la Libertà per noi, ottenuto il suo primo successo di curiosità, è oggi divenuta una realtà talmente quotidiana che quasi ci infastidisce con i suoi eccessi e della quale talvolta elenchiamo i difetti. Pretendiamo anche che ci dia tutto, col nostro minimo sacrificio, la consideriamo come qualcosa di estraneo, un Ente, di cui qualcun altro farà le spese. Non siamo ancora riusciti ad accettare questo postulato, il più importante di tutti: che la Libertà siamo noi. Ci consideriamo staccati da essa, non più suoi amanti, ma padroni e già in quel pericoloso stato d'animo di insoddisfazione che una fedeltà troppo facile e alla lunga pesante istilla nei coniugi […]. Per noia arriviamo ad augurarle la morte o almeno una malattia grave. Così, oggi, in ogni italiano sonnecchia un infedele, pronto a sottomettere “temporaneamente” la Libertà, per poterla restaurare, abbellire, ampliare, completare” ("il Mondo", 6/11/1956 - in La solitudine del satiro) "Paesaggio di rappresentanza e paesaggio di servizio" (v. pag. 656, "Panorama", 8/1963 - in La solitudine del satiro) Il controfestival del cinema di Venezia (v. pag. 719-727, "Corriere della sera", 3,10/9/1972 - in La solitudine del satiro)

    ha scritto il 

  • 5

    occhio cinematografico

    il libro è una raccolta di scritti postumi curati e introdotti da quel mostro sacro della critica e letteratura teatrale che fu Maria Corti. la mano di Flaiano è allenata alla sceneggiatura e il lettore accende e spegne corto e lungometraggi a comando. molto attuali. Pasolini in "Il 'Cinema di Po ...continua

    il libro è una raccolta di scritti postumi curati e introdotti da quel mostro sacro della critica e letteratura teatrale che fu Maria Corti. la mano di Flaiano è allenata alla sceneggiatura e il lettore accende e spegne corto e lungometraggi a comando. molto attuali. Pasolini in "Il 'Cinema di Poesia'": "Ogni sforzo di ricostruzione della memoria è (...) una sequenza cinematografica. (...) E così ogni sogno è (...) un seguito di (...) inquadrature di primi piani, di campi lunghi, di dettagli ecc. ecc. (...) i sogni e i meccanismi della memoria sono fatti quasi pre-umani, o ai limiti dell'umano: comunque pre-grammaticali e addirittura pre-morfologici (...) e questo spiega la profonda qualità onirica del cinema, e anche la sua assoluta e imprescindibile concretezza, diciamo, oggettuale." Dunque, ai lettori, buona visione.

    ha scritto il 

  • 5

    Scritti postumi di Ennio Flaiano

    Forse è l'autore al quale torno più spesso, come si torna da un amico di cui ti fidi, del quale ti piace il modo disincantato leggero ironico dolce e un pò triste con cui guarda la vita. Un amico che ti illumina con poche parole e ti muta d'umore, ti cambia il modo di considerare i fatti della vi ...continua

    Forse è l'autore al quale torno più spesso, come si torna da un amico di cui ti fidi, del quale ti piace il modo disincantato leggero ironico dolce e un pò triste con cui guarda la vita. Un amico che ti illumina con poche parole e ti muta d'umore, ti cambia il modo di considerare i fatti della vita che ad un certo punto sembrano sopraffarti e sprofondarti nello sconforto.

    Ha scritto uno dei più bei romanzi italiani "Tempo di uccidere" (vinse il premio Strega, quando era una cosa seria). Ha scritto racconti straordinari, Melampus su tutti. Viene citato, forse più di ogni altro per gli aforismi fulminanti ("la situazione è grave, ma non è seria", tanto per dirne uno anch'io) . Ha descritto una certa romanità e Roma con l'esattezza di un sociologo bonario e spietato insieme ("Roma è la città araba più a nord del mondo").

    Aveva un legame con Pescara che è quanto di più lontano si possa immaginare dalla retorica delle "radici", ma è l'autore che meglio ha reso quella leggerezza un pò cinica, malinconica ed aperta al mondo ed agli "altri", che è il carattere più vero della nostra città.

    Questi scritti postumi secondo me, insieme con il "Frasario essenziale", sono forse il compendio più bello del suo mondo o forse è solo il libro che amo di più. Sono note, appunti, progetti, raccontini di poche righe o poche pagine, giudizi su fatti e persone. Scavano in un'Italia che non c'è più, offrendoci una visione di noi come siamo ancora oggi che riesce a confortarci senza risparmiarci niente e senza assolverci. Poche pagine e ne esci fuori che ti vuoi più bene, le cose riacquistano la loro dimensione illusoria ed effimera e gli altri ti sembrano meno intollerabili. Una consolazione, tanto più grande quanto più "Aumentano gli anni e diminuiscono le probabilità di diventare immortali".

    ha scritto il 

  • 5

    Mi arrendo. Non bisognerebbe mai gettare sguardi indiscreti sugli inediti. Perché sono, per usare un delicato eufemismo, un casino.
    Battute fulminanti, aforismi degni di venire tramandati ai posteri, racconti toccanti e romanzi geniali, tutto però mischiato, ripetuto, la stessa battut ...continua

    Mi arrendo. Non bisognerebbe mai gettare sguardi indiscreti sugli inediti. Perché sono, per usare un delicato eufemismo, un casino.
    Battute fulminanti, aforismi degni di venire tramandati ai posteri, racconti toccanti e romanzi geniali, tutto però mischiato, ripetuto, la stessa battuta utilizzata tre o quattro volte in contesti diversi, romanzi che nel momento in cui la storia ti ha catturato si interrompono bruscamente in quanto incompiuti, racconti che dopo un inizio promettente si fanno frasi sconnesse e schematiche utili solo ad uno scrittore per fissare un'idea.
    E' un po' frustrante.
    Però Flaiano non si smentisce, è geniale pure in bozza.

    ha scritto il