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Opere (vol. I)

Di

Editore: Mondadori (I Meridiani)

4.4
(36)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1466 | Formato: Cofanetto

Isbn-10: 8804560258 | Isbn-13: 9788804560258 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Igor Sibaldi , Nadia Cicognini , Serena Prina ; Curatore: Serena Prina

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Children , Education & Teaching , Teens

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Descrizione del libro
L'opera completa di Gogol', geniale creatore di un vero mondo a sé, folle e fantastico e nondimeno reale, è qui rappresentata: il teatro, i racconti e l'opera pubblicistica, l'epistolario-confessione raccolto dall'autore stesso e, infine, il grande romanzo "Le anime morte".
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  • 3

    Non era che una tana buia ma il topo l'aveva decorata con metodo e amore. Non era che un gatto pigro e pacifico ma sul contratto c'era scritto che i gatti odiano i topi.

    ha scritto il 

  • 5

    Il primo volume dei Meridiani contiene oltre che agli scritti e frammenti giovanili ed agli articoli pubblicati su "Arabeschi" e "Sovremenik", i vari cicli di racconti gogoliani. Essi si suddividono in 3 raccolte, partendo dai scenari agresti delle "Veglie", per arrivare allo sfondo provinciale d ...continua

    Il primo volume dei Meridiani contiene oltre che agli scritti e frammenti giovanili ed agli articoli pubblicati su "Arabeschi" e "Sovremenik", i vari cicli di racconti gogoliani. Essi si suddividono in 3 raccolte, partendo dai scenari agresti delle "Veglie", per arrivare allo sfondo provinciale della città-mondo (la definizione è della Prina) di Mir-gorod ed infine arrestarsi a Pietroburgo con l'omonima sezione. Oltre che quest'evoluzione toponomastica, anche per la psicologia si nota uno sviluppo poiché le fiabe folkloristiche che aprono il libro in breve lasciano spazio ad una ironia in cui il fantastico è un casus belli alla critica ed alla derisione. Alla fine della lettura è doveroso fumarsi una bella liul'ka!

    ha scritto il 

  • 0

    Il ritratto ****
    Gogol' va letto innanzitutto per il puro piacere di leggere, per questo l'ideale sarebbe leggerlo in una bella sera d'inverno, seduti in poltrona con l'odore delle feste nell'aria, accanto al fuoco di un camino.
    La semplicità che usa nel raccontare è simile ad ...continua

    Il ritratto ****
    Gogol' va letto innanzitutto per il puro piacere di leggere, per questo l'ideale sarebbe leggerlo in una bella sera d'inverno, seduti in poltrona con l'odore delle feste nell'aria, accanto al fuoco di un camino.
    La semplicità che usa nel raccontare è simile ad un senso di profonda umiltà, che difficilmente ritrovo negli autori di oggi.
    Il racconto ruota intorno a un quadro di un vecchio asiatico in una larga veste, che mette ancora più paura quando se ne svela l'identità nella II parte del libro. Attraverso l'esperienza di alcuni pittori, Gogol' ci insegna come tutti noi siamo abituati a vederci circondati dalla menzogna e come questa sia molto più gradita e ricercata rispetto alla realtà, perchè la menzogna può essere ciò che vogliamo, ma la realtà non si può cambiare e spesso risulta essere scomoda. Quella che ci fa più paura è la nostra realtà, l'immagine che offriamo a chi ci guarda, al mondo. Eppure è proprio questa realtà che ci fa tutti diversi, che ci fa esistere; in un mondo fantastico, in cui poter essere ciò che si vuole, saremmo tutti uguali e monotoni.
    In questo piccolo racconto ho trovato una delle più belle definizioni di "arte" e di quello che dovrebbe essere il compito dell'artista:

    "in tutto sappi trovare un pensiero interiore, e sopra ogni cosa sforzati di raggiungere l'alto mistero del creare. Felice è l'eletto che lo possiede. Non vi è per lui oggetto vile, in tutta quanta la natura."

    Esistono due edizioni di questo racconto, quella del '42, che è riportata nel volume de I Meridiani, e quella del '35, di cui le note riportano alcuni brani permettendo una comparazione.. In questo senso è molto interessante notare come l'autore abbia modificato alcune parti con la narrazione di fatti diametralmente opposti a quelli della versione precedente. Mentre l'edizione del '35 è ricca di particolari, quella del '42 è calata in un'atmosfera molto più cupa, e ciò che non viene detto contribuisce a rendere il racconto più reale e allo stesso tempo spettrale, poiché con il rivelare troppo si toglie spesso posto alla paura. Nella seconda versione il racconto si libera di tutti quei caratteri che lo facevano somigliare troppo ad una storiella dell'orrore un po' banale, nella quale realtà e fantasia spesso si intersecano sminuendosi a vicenda.

    ha scritto il