Opere complete di Learco Pignagnoli

Di

Editore: Aliberti

4.1
(113)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 174 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8874241593 | Isbn-13: 9788874241590 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
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  • 3

    Duecentoquarantacinque opere.
    Un romanzo.
    Sei poesie.
    Un'opera teatrale.
    Learco Pignagnoli non esiste anche se la prefazione del libro ci fa credere che Learco Pignagnoli invece esiste. Se davvero Lea ...continua

    Duecentoquarantacinque opere.
    Un romanzo.
    Sei poesie.
    Un'opera teatrale.
    Learco Pignagnoli non esiste anche se la prefazione del libro ci fa credere che Learco Pignagnoli invece esiste. Se davvero Learco Pignagnoli esiste allora è Daniele Benati, ma Daniele Benati ha scritto altre opere oltre a quelle comprese nelle "Opere complete di Learco Pignanoli" quindi non può essere lui, perchè queste altre opere all'interno del libro non ci sono e il libro dovrebbe intitolarsi "Opere incomplete di Learco Pignagnoli" invece si intitola "Opere complete di Learco Pignagnoli". Quindi non è lui, anche se il fatto che Learco Pignagnoli non è Daniele Benati non esclude il fatto che Daniele Benati possa essere Learco Pignognoli.

    "Opera n. 128
    I figli dei notai che diventano notai, degli attori che diventano attori, dei musicisti che diventano musiciti, dei giornalisti che diventano giornalisti, degli industriali che diventano industriali, dei dottori che diventano dottori, degli architetti che diventano architetti, degli avvocati che diventano avvocati, degli ingegneri che diventano ingegneri. Ma andate a prendervela nel culo"

    ha scritto il 

  • 3

    Sono una persona a modo, non ho quasi mai riso. Anzi, toglierei il quasi. Ma aldila' della risata, che non e' necessaria, non ho proprio trovato motivi di riflessione che giustificassero la ola. ...continua

    Sono una persona a modo, non ho quasi mai riso. Anzi, toglierei il quasi. Ma aldila' della risata, che non e' necessaria, non ho proprio trovato motivi di riflessione che giustificassero la ola.

    ha scritto il 

  • 5

    :"Io non ci ho quasi mai ragione. E poi dico sempre delle balle."

    Di Learco Pignagnoli non si sà niente. Sarà uno come Salinger o altri che gli andava cosi, che non si sapesse, di questo autore assenzialista se non quanto è stato raccolto dal curatore del libro, tal ...continua

    Di Learco Pignagnoli non si sà niente. Sarà uno come Salinger o altri che gli andava cosi, che non si sapesse, di questo autore assenzialista se non quanto è stato raccolto dal curatore del libro, tale Benati:
    Learco Pignagnoli è nato a Campogalliano e a San Giovanni in Persiceto, (in due posti?) e che lavora presso la ditta Scoppiabili e Figli, dove tiene dietro al loro lupo, dice sempre questo Benati, e aggiunge poi che lui, Learco Pignagnoli non l'ha neanche mai visto.
    Le sue opere le ho ascoltate dalla lettura ad alta voce che ne ha fatto Paolo Nori.
    "Opera numero 120
    Tante volte di notte mi chiedevo chi poteva essere Learco Pugnignoli. Me lo immaginavo come un venditore di cose al dettaglio, un rappresentare che girava per l'Emilia, fermandosi nelle trattorie a mezzogiorno, e li al tavolo dopopranzo, in attesa di un fernet, buttava giu due tre righe. Non so perchè ma non riesco a vederlo in un altro modo. Tra le tante cose che ho pensato, questa è la cosa piu probabile. Forse perchè anch'io, in tempi lontani ho fatto la stessa vita...e mi piaceva, di tanto in tanto scrivere."

    Succede però che la raccolta degli scritti, i pensieri, aforismi, epigrammi, e quanto gli balenava e prendeva nota, attirasse pian piano l'interesse degli studiosi per questo Pugnagnoli che non si sà neanche se sia mai esistito, ma che però sarebbe libero di farlo, se volesse. Ne parlano ai convegni di filosofia, come a quello di Modena e ne escono notizie, testimonianze, luoghi dove non è stato, ma non si è certi di niente e cosi ci si fa un'idea. Potrebbe essere quel Giacomo, di cui parla nelle sue opere. Uno che comincia a scrivere all'età di 38 anni. Un uomo solo, senza una donna, che vive nella sua cameretta a casa con sua madre, nella solitudine.Ed è proprio l'attrazione improvvisa per la scrivania della sua cameretta e per quella sedia famosa usata da uno che si è impiccato. "Ci racconta di come un giorno compri due quaderni e di come entri in possesso di una matita e della fatica a farle la punta. Poi, finalmente, dopo due anni si siede alla scrivania e con la matita appuntita inizia a scrivere su uno dei quaderni a modo suo “senza ricami”. Le parole gli vengono “da non so dove [....] lasciavo che bussassero alla porta mentre che la testa mi si riempiva di parole”.
    Dev'essere cominciato cosi, una sera che entra nella sua camera, dove non c'era nessuno, neanche nascosto. "Non c’era nessuno nella mia camera e neanche l’ombra di un gatto che potesse comparire lungo il filo del suo orizzonte. Avevo pensato di mettere i quaderni sul tavolo ma non c’era nessuno nella mia camera e ho fatto lo gnorri per un po’ di tempo. Accendevo la luce e poi la spegnevo per fare lo gnorri. Volevo vedere se c’era qualcuno di nascosto perchè di una casa vuota non mi fidavo”

    Pugnignoli, scrive il curatore, apposta, perchè sapeva quanto lo faceva incazzare a sentire il suo nome mal detto. La raccolta delle gesta del suo pensiero aforistico e filosofico, propinabile in versione ballabile in stile svagato, per giocatori di bocce anche, i suoi epigrammi o le storiette, tutte brevissime, lui stesso dice:"Io non ci ho quasi mai ragione. E poi dico sempre delle balle."
    Pignagnoli è uno che non vedremo mai da Fazio. Essendo un assenzialista, non gli piace presenziare. Ammesso che esista, non si sa ancora bene se è morto, se è nato, e poi in due posti diversi? Learco Pignagnoli chi?? Pignagnoli è ognuno di noi? Learco Pignagnoli magari non sa neanche di esistere, però è libero di esserlo, se vuole.

    Poi, nelle note a margine, come mai nessuno prima, riporto trascritte quelle che mi son piaciute di piu, e sono tante.

    ha scritto il 

  • 5

    OPERA N. 189
    Falliti, barboni, puttane, scapoli: tutti di qua.
    Poi ci hanno caricati su un treno come delle vacche e portati in una città nuova, a seicentocinquanta chilometri dalla capitale. Era una ...continua

    OPERA N. 189
    Falliti, barboni, puttane, scapoli: tutti di qua.
    Poi ci hanno caricati su un treno come delle vacche e portati in una città nuova, a seicentocinquanta chilometri dalla capitale. Era una città che bisognava vederla. Non c'era niente.

    ha scritto il 

  • 5

    Una sera sono andata a sentire Paolo Nori che ha letto un paio di opere di Benati, ed è stato amore a prima udita (oddio, scusatemi). L'ho letto ridendo da sola - ovviamente in luoghi pubblici - e fot ...continua

    Una sera sono andata a sentire Paolo Nori che ha letto un paio di opere di Benati, ed è stato amore a prima udita (oddio, scusatemi). L'ho letto ridendo da sola - ovviamente in luoghi pubblici - e fotografando le opere più divertenti per spedirle al mio migliore amico (il quale è molto cretino e quindi le ha apprezzate tantizzimo, però non l'ha trovato e così glielo regalerò io. Ma forse stiamo andando fuori tema.)
    Non so recensirlo, vi bastino un paio di opere che ho selezionato solo per voi.

    Opera n. 51
    "Ci ho una morosa che a farle dire ti amo sembra di toglierle un dente."

    Opera n. 228
    "Oh ma in casa dei ricchi tutto questo non succede. Loro se ne scagazzano del verbo pensare e badano solo all'allargamento dell'impero. Lo chiamano così ma sono al massimo due o tre fabbriche di piastrelle, che però sommate diventano sei o sette col matrimonio. E i figli si sposano."

    Ah, e poi ci sono le poesie e l'opera teatrale, ma compratevelo che non posso dirvi tutto io.

    ha scritto il 

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