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Opere narrative (vol. II)

By Gabriel Garcia Marquez

(361)

| Hardcover | 9788804551379

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Book Description

Questo secondo volume completa la pubblicazione dell'opera narrativa di Garcia Marquez nei Meridiani. Le opere presentate, in traduzioni riviste o interamente rinnovate, vanno dal 1972 al 1994, data dopo la quale "Gabo" si è dedicato soprattutto all' Continue

Questo secondo volume completa la pubblicazione dell'opera narrativa di Garcia Marquez nei Meridiani. Le opere presentate, in traduzioni riviste o interamente rinnovate, vanno dal 1972 al 1994, data dopo la quale "Gabo" si è dedicato soprattutto all'autobiografia e alla raccolta dei suoi scritti giornalistici. Da "La incredibile e triste storia della candida Eréndira e della sua nonna snaturata" a "L'autunno del patriarca", da "Cronaca di una morte annunciata" a "L'amore ai tempi del colera" le opere dello scrittore colombiano curate da Bruno Arpaia.
Indice - Sommario

Barocco è il mondo di Bruno Arpaia
Cronologia
Nota all'edizione
L'INCREDIBILE E TRISTE STORIA DELLA CANDIDA ERÉNDIRA E DELLA SUA NONNA SNATURATA. Traduzione di Ilide Carmignani
L'AUTUNNO DEL PATRIARCA. Traduzione di Enrico Cicogna
CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA. Traduzione di Dado Puccini
L'AMORE AI TEMPI DEL COLERA. Traduzione di Angelo Merino
IL GENERALE NEL SUO LABIRINTO. Traduzione di Angelo Morino
DODICI RACCONTI RAMINGHI. Traduzione di Angelo Morino
DELL'AMORE E DI ALTRI DEMONI. Traduzione di Angelo Morino
Prefazione / Introduzione

Dal saggio introduttivo di Bruno Arpaia:
Bel problema, avere scritto appena quarantenne nientedimeno che Centrarmi di solitudine. Nel 1968 quando si trasferì da Città del Messico nella Barcellona franchista, Gabriel Garcia Màrquez stava già lottando, come ogni scrittore degno di questo nome, con il fantasma del libro precedente. Il suo, però, era un fantasma più ingombrante di qualunque altro: pochi mesi dopo la trionfale pubblicazione a Buenos Aires, Cent'anni di solitudine stava infatti cambiando l'immaginario collettivo sul continente latinoamericano, mentre Macondo era già diventato un luogo letterario più reale di molte città e villaggi della terra. Per forza: in tempi di scatenate e sia pure ingenue utopie, in tempi in cui il massimo brivido letterario veniva dalle algide e minuziose descrizioni del nouveau roman francese o dagli sperimentalismi autoreferenziali dell'avanguardia, quel libro ricordava ai lettori che si potevano, e si dovevano, raccontare storie senza rinunciare a sperimentare linguaggi e a inventare mondi, a mescolare culture. Già Borghese Rulfo, Carpentier e Lezama Lima, Cortàzar e Fuenfes avevano indicato la strada, dimostrando che il romanzo, a certe condizioni, poteva tornare alla pienezza della sua godibilità e delle sue funzioni etiche e conoscitive. A Condanni di solitudine toccò la sorte di rivelare al mondo questa pienezza, di esplicitare fino all'estremo le scoperte di quegli anni a sud del Rio Grande, attraverso un modello che sapeva unire rigore formale e popolarità, radici classiche e sperimentazione. Un modello che riusciva, secondo franco Moretti, a "rimettere il modernismo con i piedi per terra", a "sanare "la grande frattura" (Adorno) tra modernismo e cultura di massa". Era ti non plus ultra, come affermò più di un critico. E invece allo scrittore colombiano restava il compito di andare comunque oltre quel romanzo. Dopo il successo inatteso e planetario di Melquiades e del colonnello Aureliano Buendia, di Ursula e di Remedios la bella, Gabriel Garcia Marquez aveva ancora tutta una carriera davanti a sé, una lunga strada da percorrere, trascinandosi dietro un fardello forse troppo pesante per qualunque romanziere. Bel problema.
Nessuno era più cosciente di quella difficoltà dello stesso Garda Marquez. Da subito. Già nel dicembre del 1967, in un'intervista ad Alfonso Monsalve, dichiarava: "Io so benissimo a cosa è dovuto il successo di Centralini di solitudine e potrei avvalermi di certi espedienti tecnici per garantire ^Autunno del patriarca un successo simile. Ma non lo farò. Non voglio parodiarmi". Anni dopo avrebbe confessato all'amico Plinio Apuleyo Mendoza di provare addirittura rancore nei confronti di quel libro che gli aveva quasi rovinato la vita, "perché la fama perturba il senso della realtà forse quasi quanto il potere ed è, per di più, una costante minaccia alla vita privata". Lui, il successo non lo augurava a nessuno: "È come per gli alpinisti: si ammazzano per raggiungere la cima, e quando arrivano cosa fanno? Scendono o cercano discendere con prudenza, con la maggiore dignità possibile".

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Book Details

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  • Hardcover 1506 Pages
  • ISBN-10: 8804551372
  • ISBN-13: 9788804551379
  • Publisher: Arnoldo Mondadori Editore
  • Publish date: 2005-10-01
  • Also available as: Others
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