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Operetta

Di

Editore: Einaudi (Collezione di teatro, 124)

3.6
(13)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 93 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806068253 | Isbn-13: 9788806068257 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gian Renzo Morteo , Jole Morteo

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Descrizione del libro
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  • 5

    “Mai visto una donna che preferisce svestirsi anziché vestirsi!”

    “I testi delle commedie contemporanee si prestano sempre meno alla lettura. Assomigliano sempre più ad una partitura; essi si animano solo sulla scena. Grazie alla recitazione, allo spettacolo. …. mi ha sempre affascinato la forma dell’operetta, a mio avviso una delle più felici che il teatro ...continua

    “I testi delle commedie contemporanee si prestano sempre meno alla lettura. Assomigliano sempre più ad una partitura; essi si animano solo sulla scena. Grazie alla recitazione, allo spettacolo. …. mi ha sempre affascinato la forma dell’operetta, a mio avviso una delle più felici che il teatro abbia prodotte. Se l’opera ha qualcosa di goffo, d’irrimediabilmente pretenzioso, l’operetta, nella sua sublime idiozia, nella sua celeste sclerosi, vola sulle ali del canto, della danza, del gesto, della maschera, ed è, secondo me, teatro perfetto, perfettamente teatrale. Nessuna meraviglia dunque che io mi sia lasciato tentare……..
    Ma…. Come riempire d’un dramma reale il vuoto burattinesco dell’operetta?....se mi sono cimentato con una forma tanto frivola, l’ho fatto per nutrirla di serietà e di sofferenza …… Nessuno immagina quanta fatica mi sia costata l’organizzazione drammatica di questa sciocchezzuola. Introdurre nell’operetta una certa passione, un certo dramma, un certo patos, senza tuttavia contravvenire alla sua sacra stupidità, ecco un bel problema, tutt’altro che facile!
    L’idiozia monumentale dell’operetta, imparentata col patos monumentale della storia, dovrebbero guidare la regia di Operetta. A teatro. Ma anche nell’immaginazione del lettore”

    Ho riportato un estratto della “Premessa dell’ autore” perché in questo estratto c’è tutto, ho solo riportato poi sotto alcuni passi dai mille che avrei potuto riportare, io non vedo cosa si possa aggiungere….a vero! dimenticavo … delirio puro, un capolavoro!!!

    “PRINCIPESSA: Il nostro povero, il nostro inestimabile professore è afflitto da un vomito cronico resistente ad ogni trattamento. Lo spasma vomitatorio cronico del professore è stato curato dalle più alte celebrità internazionali. Il professore, really, ha vomitato sui maggiori specialisti e sui loro assistenti, sui pompieri, sulle nurses and what not, anche su mio marito e su di me….D’estate, il nostro caro professore evacua il suo vomito incoercibile sui prati, le aiuole, le verdure, gli insetti, sui cagnolini. E sui tronchi d’albero e sulle carriole dell’orto.”

    “PRINCIPESSA: Farnetica! Farnetica! Potrebbe farneticare di qualcos’altro! Tutta nuda! Nudità! Quale nudità, per piacere? Perché la nudità, cari amici, è demagogia, è addirittura chiaro e tondo socialismo. Io mi domando che cosa succederebbe se la gente del popolo scoprisse che il nostro culo è tale e quale il loro!”

    ha scritto il 

  • 3

    Assordante, forse delirante, ma in grado di offrire diversi spunti interessanti.

    Fantasioso, non c’è che dire :-)
    Credo che assistere per ben tre ore alla sua messa in scena sia un’esperienza in grado di mettere a dura prova anche la pazienza di uno spettatore avvezzo alle stranezze.
    Probabilmente un’impresa “devastante” per i sensi e forse deludente sia per ch ...continua

    Fantasioso, non c’è che dire :-)
    Credo che assistere per ben tre ore alla sua messa in scena sia un’esperienza in grado di mettere a dura prova anche la pazienza di uno spettatore avvezzo alle stranezze.
    Probabilmente un’impresa “devastante” per i sensi e forse deludente sia per chi si aspetta la vivacità musicale e l’immediata godibilità dell’operetta tradizionale, sia per chi cerca di carpire e comprendere quel significato drammatico che si avverte ma che difficilmente si riesce a mettere a fuoco.
    Infatti in questa “Operetta”è chiaramente percepibile un certo pathos, una profonda sofferenza: nei dubbi del Maestro Flor, che dovendo proporre una nuova moda ed individuare perciò quale sarà l’abito (uniforme?) del futuro , si coglie la drammatica incertezza dell’uomo di fronte alla decadenza ed inafferrabilità degli accadimenti di inizio XX° secolo.
    E certi personaggi folli ben rappresentano coloro che cercano di manovrare la Storia, come l’opportunista rivoluzionario marxista Hufnagel o il curato : entrambi nono sono disposti a lasciarsi disarcionare dalla Storia e non condividendo l’inquietudine del Maestro, continuano a rimanere in sella “ serrando le cosce, allentando un poco la briglia e frustando”.
    E quando, alla fine della rivoluzione e della seconda guerra mondiale, ritroviamo gli stessi individui che cercano di nascondersi sotto i più bizzarri travestimenti, Maestro Flor è disorientato, disperato perché nessuno è più riconoscibile avendo indossato una maschera diversa… tutti tranne la giovanissima Albertina ( l’unica che avesse rifiutato di addobbarsi ) che, sopravvissuta ai disastri della Storia, ancora vagheggia la nudità … il ritorno all’essenza dell’uomo? Mah!

    ha scritto il