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Opiniones de un payaso

By Heinrich Böll

(30)

| Paperback | 9788432202469

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595 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    -Ma cerca di capirmi- supplicò lui.
    -Maledizione- esclamai -ti capisco. Ti capisco anche troppo bene.-
    -Ma che tipo di uomo sei, in conclusione?- domandò Leo.
    -Sono un clown- risposi -e faccio collezione di attimi. Ciao.- e riattaccai.

    Ambien ...(continue)

    -Ma cerca di capirmi- supplicò lui.
    -Maledizione- esclamai -ti capisco. Ti capisco anche troppo bene.-
    -Ma che tipo di uomo sei, in conclusione?- domandò Leo.
    -Sono un clown- risposi -e faccio collezione di attimi. Ciao.- e riattaccai.

    Ambientato a Bonn nei primi anni sessanta, il canto tragico, arrabbiato e malinconico di un teatrante ateo che dichiara guerra al mondo. All'establishment cattolico ipocrita, alla ricca borghesia industriale conformista, agli intellettuali miopi, ai borghesi autoindulgenti, alla Germania che ha rimosso troppo in fretta le cupe ombre del nazismo e, in fondo, anche alla sua coerenza, che lo sprofonda nella solitudine e nella miseria, appena riscaldato dalla maschera austera di una dignità ormai svalutata.
    Universale requisitoria contro le ipocrisie dell'uomo.

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    Zampanò said on Oct 26, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Opinioni è una parola grossa... diciamo pure lamenti che sanno di autocommiserazione e che hanno l'abitudine di non portare a niente. Mi è quasi giunta l'eco di un giovane, disperato Werther...
    Insomma, che i clown non mi facessero ridere era già cos ...(continue)

    Opinioni è una parola grossa... diciamo pure lamenti che sanno di autocommiserazione e che hanno l'abitudine di non portare a niente. Mi è quasi giunta l'eco di un giovane, disperato Werther...
    Insomma, che i clown non mi facessero ridere era già cosa assodata; ora so che non mi fanno neppure piangere.

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    Elin said on Oct 13, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Malinconico Pierrot

    " Opinioni di un clown" è un bellissimo romanzo indubbiamente malinconico. Permeato di una tristezza asciutta che non cede all'errore di scivolare nel patetico vittimismo. Tra le sue pagine aleggia l'aria rarefatta di un tenero sentimento che ...(continue)

    " Opinioni di un clown" è un bellissimo romanzo indubbiamente malinconico. Permeato di una tristezza asciutta che non cede all'errore di scivolare nel patetico vittimismo. Tra le sue pagine aleggia l'aria rarefatta di un tenero sentimento che traspare grazie ad una scrittura coinvolgente e netta, un linguaggio essenziale e mirato.

    Dopo un infortunio al ginocchio, Hans Schnier è fisicamente impossibilitato a continuare la carriera di clown. Rientrato a casa, in seguito allo spiacevole incidente, comincia a rimuginare su quanto accaduto. Da una riflessione, portata avanti con trasporto emotivo e senza spicciole ipocrisie, se ne diramano altre. Dalla sua condizione di uomo al rapporto con la propria famiglia, dalla Germania borghese, che tenta di rialzarsi dopo la guerra, allo spirito anticlericale che lo anima e lo accompagna per tutta la durata del suo pensare. Ma soprattutto, il ricordo febbricitante e continuo che non gli concede alcuna tregua è quello per Maria, la donna che lo aveva abbandonato per incomprensioni e divergenze di carattere esclusivamente religioso.

    Quello di Hans è un monologo di amarezze in cui descrive una logorante solitudine indotta da perdite importanti. Quella della sorella, della fidanzata, quella di una madre dalla mitezza ingannevole, che lo aveva ripudiato senza mai nascondere la sua espressione di trionfo nell'apprendere la sventura capitata a suo figlio. Hans mendicherà sui gradini della stazione di Bonn senza perdere la propria dignità e lasciando a noi la visione della vita come il sorriso amaro e triste di un malinconico Pierrot.

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    Martin Eden said on Oct 7, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Clown: attore comico, non iscritto nei registri di nessuna chiesa

    Eppure Hans Schinier non è per niente comico! Un clown che lascia dietro di sé una scia di tristezza e malinconia non l' avrei pensato. In genere questo stato emotivo è studiat ...(continue)

    Clown: attore comico, non iscritto nei registri di nessuna chiesa

    Eppure Hans Schinier non è per niente comico! Un clown che lascia dietro di sé una scia di tristezza e malinconia non l' avrei pensato. In genere questo stato emotivo è studiato per strappare l' applauso, ma in Hans è uno dei mali che lo affliggono per natura.
    Allora, cosa vuole questo clown un po' atipico?
    Hans vuole ascolto, vuole raggiungere le nostre orecchie; vorrebbe strappare la comprensione per lo stato precario in cui si trova affettivamente e professionalmente.
    E così in poche ore ci rende partecipi di tante cose. I ricordi di un passato di difficili e complicati rapporti familiari si affollano mescolati ad un presente di fragilità fisica e psicologica.
    Hans deve affrontare un abbandono dolorosissimo e un allontanamento dalle scene: l' uno e l' altro vissuti come un trauma a cui tenta disperatamente di porre rimedio.
    Il primo abbandono prende la piega di una ossessione, ma è anche l' occasione per lanciare un atto di accusa provocatorio alla società post-nazista, alla Chiesa, soprattutto quella cattolica.
    L' effetto è dirompente!
    Da istrione, duro diretto impudente ironico irritante tagliente e cinico, quanto si vuole, Hans con la sua maschera di biacca, la voce incrinata, gli occhi umidi smaschera l' incoerenza, le bugie, la morale bigotta, gli accomodamenti ai cosiddetti "principi dell' ordine" che molti derogano secondo un personale tornaconto.
    Disvela l' arroganza del potere rampante, dei voltagabbana, degli opportunisti che nuotano nella doppiezza.
    Da lui tutti vogliono che si adegui ad un falso perbenismo e rinunci ai suoi principi che non contemplano forme di compromesso.
    Lo possiamo accusare di essere un testardo, un egoista, ma non di essere una persona incoerente!
    Quindi è meglio fidarsi di un clown miscredente che di tanti falsi penosi imbarazzanti spregiudicati "buffoni" che recitano secondo convenienza appuntandosi sul petto con orgoglio, come fossero decorazioni, i trucchi sleali, volgari delle loro ipocrisie.
    Poco o nulla è cambiato e mi sembra che si possa condividere l' espressione cara ad Hans: Se la nostra epoca dovesse meritare un nome dovrebbe chiamarsi l' epoca della prostituzione.

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    Maria said on Sep 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ho adorato hans, la sua ironia (lo scherzo alla madre vale il prezzo di copertina) e i suoi tanti, innumerevoli, andirivieni

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    arman dofrancia said on Sep 26, 2014 | Add your feedback

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