Opinioni di un clown

Di

Editore: Mondadori

4.2
(6063)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Francese

Isbn-10: A000016762 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
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  • 5

    Ambientato nella Germania del ’62 e precisamente a Bonn, Hans Schnier, clown di professione, non riesce a farsi una ragione che Maria, il suo grande amore lo abbia lasciato. Questo si ripercuote sui s ...continua

    Ambientato nella Germania del ’62 e precisamente a Bonn, Hans Schnier, clown di professione, non riesce a farsi una ragione che Maria, il suo grande amore lo abbia lasciato. Questo si ripercuote sui suoi disastrosi spettacoli e sulla sua vita sociale, Hans depresso e incapace di adattarsi, vede attorno a sé solo ipocrisie e falsità. Disperato cade nel baratro sostenendo sempre senza sosta le sue convinzioni.
    Heinrich Böll rivela il clawn dietro la maschera, scava a fondo nell’anima dell’artista e ci mostra un uomo infelice, che non nasconde la sua solitudine e il suo abbandono.
    In attesa di essere letto da anni questo libro amaro, il libro di un clown che ha perso il sorriso.

    ha scritto il 

  • 5

    Niente filtri, nessuna voce fuori campo, Boll non ha nessuna intenzione di indorarci la pillola. Ci dà solo un clown che ci offre la sua realtà, la sua verità, che non ci racconta tutta la storia; un ...continua

    Niente filtri, nessuna voce fuori campo, Boll non ha nessuna intenzione di indorarci la pillola. Ci dà solo un clown che ci offre la sua realtà, la sua verità, che non ci racconta tutta la storia; un perdente fra i vincenti, un vincente tra i perdenti. Di loro ci racconta l'ipocrisia, la prostituzione, l'avidità, l'ingenuità, la purezza; un mondo di cui il suo occhio limpido non sopporta la vista: è insofferente, è schietto, vede troppo, ama troppo; è l'uomo che forse non incontreremo mai, che in fondo vorremmo avere il coraggio di essere. L'anima brucia e continuerà a bruciare. Dio se ho amato questo libro!

    ha scritto il 

  • 4

    Hans Schnier è un clown che, pur avendo varie possibilità nel suo repertorio, da qualche tempo ormai non diverte e non fa ridere più. Forse la colpa è di Maria, la donna a cui è sentimentalmente legat ...continua

    Hans Schnier è un clown che, pur avendo varie possibilità nel suo repertorio, da qualche tempo ormai non diverte e non fa ridere più. Forse la colpa è di Maria, la donna a cui è sentimentalmente legato e dalla quale è stato abbandonato anche per ragioni legate alla sua fede cattolica, oppure la colpa è da ricercarsi nella sua avversione per la mentalità ipocrita di una società borghese e conformista i cui protagonisti "con tutta la loro banalità, [sono] stupidi come tutte le marionette che si toccano mille volte il colletto ma non riescono mai a scoprire il filo che li muove". Senza un soldo e senza alcuna intenzione di adeguarsi alle false convenzioni e al bigottismo dominante, dopo avere elemosinato aiuti, soprattutto economici, a conoscenti e famigliari, tra solipsismo filosofico ed isolamento narcisista, matura la scelta forte di mettersi a suonare la chitarra alla stazione ferroviaria di Bonn, aspettando dai passanti l'obolo di qualche monetina. Un epilogo triste, intriso di pessimismo e di avversione verso gli altri, ma forse anche una disperata punizione freudiana comminata a se stesso e alla sua incapacità di comprendere il mondo circostante. Siamo negli anni Sessanta e il contesto politico e sociale è quello della Germania che, tra rinascita post-bellica e miseria economica, appare protesa verso un collettivo riscatto dal fardello storico del nazismo. Un libro controverso e criticato, una lettura aspra ma utile; non un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 5

    ✿Amore dell'Amore ✿

    5 stelle per esprimere il tenero amore per il clown che mi sbocciò allora, adolescente. Alcune delle persone più belle le ho incontrate nei libri :)

    ha scritto il 

  • 5

    Tremendo

    UN percorso di lacerante disillusione guida il protagonista verso la scoperta che l'amore, anche se una volta fu vero, potrà sempre infrangersi contro l'iceberg della convenienza sociale.
    Questo libr ...continua

    UN percorso di lacerante disillusione guida il protagonista verso la scoperta che l'amore, anche se una volta fu vero, potrà sempre infrangersi contro l'iceberg della convenienza sociale.
    Questo libro è una rassegna impietosa dell'inutilità piccolo-borghese, un compendio completo dei peggiori difetti umani e un accorato appello : a vivere e morire poveri, cinici e onesti anziché ricchi, mediocri e vili.
    Da leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    Drammatico

    Ambientato in Germania, nel dopoguerra tratta la vita di un disadattato tra falsi amici, il vero amore, la famiglia, la religione, lo stato...."sono un clown...e fccio raccolta di attimi".

    ha scritto il 

  • 4

    "Gli attimi bisognerebbe lasciarli così come si sono vissuti, mai tentare di ripeterli, di riviverli"

    Bonn, 1962.
    Hans Schnier è un giovane clown che, dopo l’ennesima rappresentazione teatrale fallimentare, rientra nel suo alloggio.
    Qui si lascia andare a un lungo monologo commiserativo su se stesso e ...continua

    Bonn, 1962.
    Hans Schnier è un giovane clown che, dopo l’ennesima rappresentazione teatrale fallimentare, rientra nel suo alloggio.
    Qui si lascia andare a un lungo monologo commiserativo su se stesso e su ciò che più lo tormenta: l’abbandono dell’amata moglie Maria, una fervente cattolica che l’ha abbandonato per sposarsi con un ricco rampollo di nome Zupfner.
    A Hans non rimane così che lasciarsi andare alla malinconia per un amore irrimediabilmente perduto per sempre e a riguardare con rimpianto al passato.
    Un romanzo crudo e disarmante, triste e malinconico. La figura di Hans, che a primo impatto può sembrare un misero “piangina” che scarica le sue disgrazie sugli altri, in realtà rappresenta la voce della coscienza umana, una coscienza che si scaglia contro l’ipocrisia della società borghese e contro il mondo cattolico.
    Il ribrezzo che l’uomo prova è simile alla nausea provata dal protagonista di Sartre e l’unica via d’uscita da una società perbenista e schiava delle apparenze sembra essere, purtroppo, solo l’autodistruzione.
    Il finale è senza alcun dubbio uno tra i più belli della letteratura di tutti i tempi.

    “Nessuno badava a me, non sarebbe neppure stato un bene: dopo una, due, tre ore avrebbero pur cominciato ad accorgersi di me. Interruppi la mia storia quando udii la voce al microfono che annunciava un treno da Amburgo…Allora andai avanti. Mi spaventai quando la prima moneta cadde nel cappello: era un soldo, colpì la sigaretta, la sospinse troppo da parte. La rimisi al posto giusto e ripresi a cantare.

    ha scritto il 

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