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Opinioni di un clown

Di

Editore: Mondadori

4.2
(5870)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Francese

Isbn-10: A000016762 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 5

    colpo di fulmine

    uno dei miei libri preferiti in assoluto. potrei considerarlo il MIO romanzo di formazione. salace, schietto; l'ho letto alle superiori, e mi ha fulminata.

    ha scritto il 

  • 4

    Quello che più mi ha colpito di questo romanzo è la sua straordinaria somiglianza con Il giovane Holden. Non importa che Holden Caulfield ce l’abbia con i wasp americani e Hans Schnier con i cattolici ...continua

    Quello che più mi ha colpito di questo romanzo è la sua straordinaria somiglianza con Il giovane Holden. Non importa che Holden Caulfield ce l’abbia con i wasp americani e Hans Schnier con i cattolici tedeschi, non importa se il primo ha sedici anni e il secondo ventisette. Le somiglianze e le affinità sono innumerevoli, il romanzo è costruito in modo addirittura identico; le opinioni, le idiosincrasie, le riflessioni, la visione del mondo, perfino i ricordi d’infanzia e i rapporti familiari del clown sono gli stessi dello studente. E non importa se nessun altro lettore o critico sembra aver notato questa somiglianza. Per me Holden e Hans sono addirittura lo stesso personaggio.
    Pensateci.
    E' un idealista, un puro di cuore, sensibile e ipersensibile, irriverente e intransigente come molti giovani; ma anche pieno di fissazioni e manie.
    Hanno in comune l’amore per i bambini.
    L’insofferenza per ogni ipocrisia, ogni conformismo, ogni perbenismo, ogni atteggiamento convenzionale.
    Il rifiuto di inserirsi nella società che li circonda come gli altri si aspettano e pretendono: entrambi sono dei disadattati.
    L’odio per la guerra e il nazismo.
    Il rimpianto per il fratello/la sorella morti (entrambi hanno una reazione violenta alla notizia della morte).
    Il disgusto per la ricchezza dei genitori.
    La monogamia, il culto dell’amore fedele ed eterno.
    Hans si mette con la donna sbagliata, proprio come Holden esce con la ragazza sbagliata, e inutilmente tentano di farle ragionare.
    Entrambi affermano che, piuttosto che aderire al sistema e diventare come amici e parenti li vogliono, diventeranno outsider (l’uno metterà benzina nelle loro stupide macchine, l’altro suonerà sul marciapiede col cappello per l’elemosina).
    Non che io voglia insinuare che Heinrich Böll si sia ispirato a Salinger, o peggio (Il giovane Holden è del 51, il Clown del 63.) Semplicemente, i due autori dovevano avere una mentalità, una sensibilità molto affine.
    Quattro stelle perché, come ho già scritto altrove, di Holden ce n'è uno solo.

    ha scritto il 

  • 0

    Era da tempo che ne rinviavo la lettura e sinceramente credo che avrei fatto bene a evitarmelo in questo periodo. Si tratta di un libro molto cervellotico, pieno di riflessioni teologiche e metafisich ...continua

    Era da tempo che ne rinviavo la lettura e sinceramente credo che avrei fatto bene a evitarmelo in questo periodo. Si tratta di un libro molto cervellotico, pieno di riflessioni teologiche e metafisiche che ho fatto fatica a seguire. Tutto il libro si svolge praticamente nello spazio di poche ore e non succede praticamente nulla. Ho apprezzato particolarmente alcune parti: le scene vissute durante il nazismo, l'amore per Maria, la sofferenza per le gravidanze andate male. Proverò a rileggerlo con più calma

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Quando capita che credere in ideale porti ad allontanare le gioie della vita. Una specie di ultima tentazione cui si resiste per poi non avere nulla se non il fatto di aver resistito. Non amo la coere ...continua

    Quando capita che credere in ideale porti ad allontanare le gioie della vita. Una specie di ultima tentazione cui si resiste per poi non avere nulla se non il fatto di aver resistito. Non amo la coerenza, proprio perché al mondo ho visto troppe persone coerenti perdere tutto in nome della coerenza stessa.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Hans Schnier è un giovane clown, un clown che un tempo aveva davanti a sé una lunga carriera e soprattutto era accompagnato dalla donna da lui amata, Maria. Da quando Maria se n'è andata Hans non è pi ...continua

    Hans Schnier è un giovane clown, un clown che un tempo aveva davanti a sé una lunga carriera e soprattutto era accompagnato dalla donna da lui amata, Maria. Da quando Maria se n'è andata Hans non è più lo stesso, beve e colleziona una serie di fallimenti: i suoi spettacoli sono sempre più penosi, dato che il clown si presenta ubriaco sul palcoscenico, e nel suo ultimo spettacolo, a Bochum, scivola davanti ad un pubblico di giovani e non riesce più ad alzarsi. Il romanzo infatti inizia con il fallimento di Hans che, senza più un soldo e con una gamba dolorante, è stato costretto a ritirarsi dalla scena ed è tornato nella sua città natale, Bonn ("Era già buio quando arrivai a Bonn. Feci uno sforzo per non dare al mio arrivo quel ritmo di automaticità che si è venuto a creare in cinque anni di continuo viaggiare: scendere il marciapiede della stazione, salire il marciapiede della stazione, deporre la borsa da viaggio, levare il biglietto dalla tasca del soprabito [...], far cenno a un taxi", incipit). La narrazione occupa un arco temporale di poche ore, nelle quali Hans, tornato nella sua casa dove tutto è color ruggine, stilerà un elenco delle persone che potrebbe chiamare per ricevere un aiuto economico; nelle sue telefonate il clown esprimerà le sue "opinioni" e quindi le sue critiche verso quella società borghese che nega ogni autenticità di rapporto (infatti Hans è stato lasciato da Maria proprio perché non le aveva dato ciò che voleva, cioè un matrimonio, una relazione stabile e borghese, cosa che Züpfner, un cattolico odiato da Hans, le ha potuto offrire). Hans non si può ribellare a questa società borghese in cui vive e tutto ciò che può fare è isolarsi, accettare la solitudine rifiutando ogni compromesso.

    ha scritto il 

  • 4

    SCOMODE OPINIONI CON UN CUORE TROPPO GIOVANE

    Hans, questo estremo ed insopportabile giovane uomo che decide per se stesso, contro tutto e tutti. Il contro è la parola che lo guida, il cercare di essere ciò che non sono gli altri, in particolare ...continua

    Hans, questo estremo ed insopportabile giovane uomo che decide per se stesso, contro tutto e tutti. Il contro è la parola che lo guida, il cercare di essere ciò che non sono gli altri, in particolare la sua famiglia, il cercare un luogo, un essere e un amore che gli si addica. Acerbo e innamorato dell'idea dell'amore e di conquista, concetti che forse, mi piace pensare che potrà vivere a lungo, imparerà solo nella sua vecchiaia ma intanto protesta, urla ma senza voce, con la sua gestualità e il suo estremo modo di percepire gli altri, dimostrazione sono le descrizioni delle sue sensazioni nelle varie telefonate che farà nel corso della narrazione. A tratti diviene insostenibile, hai voglia di gridargli:Hans smettila tanto non cambierai nulla! ma alla fine comprendi che se non ci fossero gli Hans e i clown come lui la voce stenterebbe a sentirsi. Ricco di immagine e sensazione oltre che di estrema presa di posizione.
    Un capolavoro della letteratura.
    Da far leggere nelle scuole.

    ha scritto il 

  • 5

    Parlare di questo romanzo non è facile, si rischia di essere superficiali. Perché il protagonista Hans Schnier non è semplicemente un clown triste, ateo e in guerra col mondo. Hans è sì un clown rasse ...continua

    Parlare di questo romanzo non è facile, si rischia di essere superficiali. Perché il protagonista Hans Schnier non è semplicemente un clown triste, ateo e in guerra col mondo. Hans è sì un clown rassegnato, ma offre una prospettiva lucida sulla società tedesca del Dopoguerra, con tutte le sue ipocrisie e i falsi buonismi. A cominciare dalla Chiesa cattolica col suo falso moralismo che condanna due persone innamorate che convivono. E anche nel caso del matrimonio in chiesa, occorre dichiarare che i figli riceveranno un'educazione cattolica. Ed ecco che la Chiesa ruba ad Hans anche quella che era l'unica sua ragione di vita: Marie lascia Hans solo con le sue invettive e i suoi lamenti, per un prominente cattolico della città.
    Per tutto il romanzo, Hans scaglia la sua rabbia, spesso impotente e rassegnata, contro tutto. Innanzitutto contro la religione cattolica, contro Marie, la "First Lady del Cattolicesimo", contro l'ipocrisia della società, coloro che acclamano il rappacificamento dei popoli, mentre fino a qualche decennio prima inneggiavano a Hitler e alla politica nazista.
    Hans è un personaggio scomodo, per tutti, anche per quelli che dovrebbero essere gli amici più stretti e la famiglia, persino per il lettore. Nel romanzo le immagini strazianti di un clown distrutto nel suo piccolo appartamento di Bonn si alternano ai ricordi, anche quelli più intimi, tanto che alla fine del libro ho avuto quasi la sensazione di averlo abbandonato anche io.
    Vale la pena sicuramente leggerlo, per l'umanità di questo personaggio e perché il libro rappresenta in maniera superba il dopoguerra in Germania.

    ha scritto il 

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