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Opinioni di un clown

By Heinrich Böll

(113)

| Paperback

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Book Description

Dibattiti e polemiche tra critici e letterati accompagnarono in Germania l'apparizione di questo libro-parabola. La voce del narratore (il romanzo è in prima persona) è quella di Hans Schnier, discendente di casata industriale fattosi clown per irris Continue

Dibattiti e polemiche tra critici e letterati accompagnarono in Germania l'apparizione di questo libro-parabola. La voce del narratore (il romanzo è in prima persona) è quella di Hans Schnier, discendente di casata industriale fattosi clown per irrisione al mondo che l'ha cresciuto e lo circonda.

588 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Pregevolissima qualità letteraria di una vicenda amorosa toccante e coinvolgente.

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    blanc15 said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Deluso

    Sono molto deluso da questo libro. Innanzitutto quelli che dovrebbero essere dei flashback sono invece dei veri e propri voli pindarici che rendono il libro ancor più confuso e inoltre mi aspettavo un libro molto lineare, quando invece è davvero diff ...(continue)

    Sono molto deluso da questo libro. Innanzitutto quelli che dovrebbero essere dei flashback sono invece dei veri e propri voli pindarici che rendono il libro ancor più confuso e inoltre mi aspettavo un libro molto lineare, quando invece è davvero difficile da seguire. Poi, forse perché non avevo voglia di leggerlo ma ero "costretto", non sono riuscito a cogliere totalmente il messaggio che voleva far passare.

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    francyx96 said on Aug 17, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Libro di una tristezza asciutta, non compiaciuta, per niente lirica. Il dramma della sconfitta di chi non si conforma a certe regole, di chi a suo modo ha una grande coerenza.
    Sinceramente condivido molte delle opinioni di Hans il clown, ammiro la su ...(continue)

    Libro di una tristezza asciutta, non compiaciuta, per niente lirica. Il dramma della sconfitta di chi non si conforma a certe regole, di chi a suo modo ha una grande coerenza.
    Sinceramente condivido molte delle opinioni di Hans il clown, ammiro la sua passione in tutto ciò che fa, anche se il suo essere fedele a sé stesso a mio parere sfocia in una sorta di follia, di fissazione sulla donna perduta e sul cattolicesimo colpevole di averla portata via da lui, che poi, detto tra noi, questa Maria non sembra poi un granché, viene da chiedersi cosa abbia trovato in lei per rovinarcisi la vita così. Il protagonista sguazza dentro la sua distruzione e fa scelte troppo estreme per i miei gusti, ma evidentemente non posso capirlo fino in fondo perché io sono una che scende a compromessi mentre lui no.
    Mi destabilizza che i personaggi del libro siano molto giovani, faccio sempre riferimento a me stessa (sbagliando!) e al mio grado di maturazione e da come parla e pensa Hans lo collocherei sulla quarantina, invece no, non ha nemmeno trent' anni, certe consapevolezze io a trent’anni me le sognavo...
    L'inizio del romanzo è stata la parte migliore a mio avviso, quella parte in cui un libro ti avvince e, anche se dopo l’interesse cala, ormai ti ha legato a sé e devi finirlo per forza, più si va avanti e più appare patologico e paranoico seppur condivisibile.
    "Opinioni di un Clown" è un libro molto intelligente ma per me poco empatico, anche se, avendo fatto parte di un gruppo parrocchiale nel mio passato cattolico, ho potuto ritrovare alcuni cliché effettivamente reali e situazioni di già vissuto, ma, mentre con alcuni libri scatta una corrispondenza di amorosi sensi con questonon è successo.
    Sono rimasta colpita dalla lucida analisi dei rapporti familiari descritti :una madre allucinante vittima di se stessa e carnefice di chi la circonda; un padre che evade dal gelo familiare tramite una relazione extraconiugale, debole e accecato dalla ricchezza, incapace di comprendere i reali bisogni del figlio e di aiutarlo; un fratello che evade pure lui a suo modo dalla famiglia rifugiandosi in quella più grande del cattolicesimo mediante la conversione, un cattolicesimo vissuto con ottusità che lo fa passare da una prigione ad un’altra; una sorella morta in giovane età che segnerà per sempre la vita del nostro io narrante.
    Interessante anche l’analisi di tutti i personaggi di contorno, le loro debolezze e ipocrisie, che non danno un quadro molto felice della comunità cattolica tedesca dell’epoca.
    Nonostante tutto, come ho già detto, questo romanzo non mi ha coinvolta in modo eccessivo, ne ho tuttavia apprezzato lo stile scarno ma non scialbo ed ho trovato molte frasi degne di sottolineatura per il contenuto e per la fluidità con cui è esposto. Credo che molto merito lo abbia anche la traduttrice Amina Pandolfi , temo non sia facile tradurre dal tedesco, una lingua così diversa nella costruzione delle frasi rispetto all'italiano, e rendere uno stile avendo come base di partenza il genitivo sassone non è certo uno scherzo.

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    Monica Spicciani (scambio cartacei-sottolineo a matita) said on Aug 1, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Particolarmente triste

    Assegno 3 stelle ma preciso che è un limite mio, non del libro.
    Non amo la letteratura verista, specie quella che sfocia nel pessimismo cosmico.
    Questo libro è una amara denuncia della società del dopoguerra, delle sue ipocrisie, della solitudine del ...(continue)

    Assegno 3 stelle ma preciso che è un limite mio, non del libro.
    Non amo la letteratura verista, specie quella che sfocia nel pessimismo cosmico.
    Questo libro è una amara denuncia della società del dopoguerra, delle sue ipocrisie, della solitudine dell'uomo caduto in disgrazia. La sua denuncia è cruda, senza possibilità di salvezza e redenzione, e la solitudine diviene l'unico rifugio possibile. Il protagonista preferisce non essere salvato piuttosto che piegarsi a dover riconoscere validità alle false realtà che lo circondano.
    Troppo triste e distruttivo, per quanto sicuramente vero.
    Non sono riuscita ad apprezzarlo appieno, ma credo che non lo rileggerò. Troppo pessimista per me, in questo mio momento.

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    Novella Semplici said on Jul 6, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Io e molta della "brava e onesta gente cattolica" abbiamo e avremo sempre un conto in sospeso, sicché mi è stato impossibile non amare questo romanzo dalla prima all'ultima pagina.
    Ma forse non è soltanto per l'aperta e onesta denuncia all'ipocrisia ...(continue)

    Io e molta della "brava e onesta gente cattolica" abbiamo e avremo sempre un conto in sospeso, sicché mi è stato impossibile non amare questo romanzo dalla prima all'ultima pagina.
    Ma forse non è soltanto per l'aperta e onesta denuncia all'ipocrisia del cattolicesimo, è per l'ipocrisia in generale.
    È perché Hans ama Maria e tutto ciò che la riguarda e che ha condiviso con lei più di ogni altra cosa al mondo, ma dato che il suo amore non si piega alle regole e ai "contratti" della chiesa cattolica perde di valore e importanza, diventa impuro. E non è come affermare che viviamo nelle apparenze e di sole apparenze? Ciò che provi è giusto e legittimo purché sia in qualche modo regolato, se non dalla chiesa da qualche altra istituzione.

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    Petitepest said on Jun 24, 2014 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    Un clown...

    ...reduce da un insuccesso torna a casa e, in poco meno di tre ore, racconta, rappresenta, ricorda quello che ha vissuto: l'infanzia durante la guerra, l'ipocrisia di chi appoggiava il nazismo e dopo la guerra si è ricostruito una sorta di verginità ...(continue)

    ...reduce da un insuccesso torna a casa e, in poco meno di tre ore, racconta, rappresenta, ricorda quello che ha vissuto: l'infanzia durante la guerra, l'ipocrisia di chi appoggiava il nazismo e dopo la guerra si è ricostruito una sorta di verginità democratica. Non è un personaggio propriamente positivo, ha le sue colpe ma riesce a vedere la realtà per quello che è, forse perché come dice lui stesso "sono un clown, e faccio collezione di attimi".

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    Morena said on Jun 15, 2014 | 1 feedback

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