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Opium

Di

Editore: Bompiani

3.6
(353)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 165 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Catalano , Portoghese , Tedesco

Isbn-10: 8845253937 | Isbn-13: 9788845253935 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: S. C. Perroni

Genere: Fiction & Literature , Romance , Travel

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Descrizione del libro
Inghilterra, 1838. Charles Stowe, figlio di un ricco mercante, parte perl'Estremo Oriente alla ricerca del tè più delicato. Nelle Indie scopriràl'esistenza del misterioso tè bianco, il cui commercio è nelle manidell'altrettanto misterioso Lu Chen. Ossessionato dal tè, ma soprattutto dallabellissima Loan, moglie di Lu Chen, Charles accetta un patto pericoloso: incambio di un carico d'oppio, potrà passare sette giorni in compagnia di Loan,ma se alla fine non avrà la forza di partire abbandonandola, dovrà pagare conla sua vita.
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  • 3

    cerchi il tè... e trovi l'oppio!

    Sebbene abbia l'aspetto fisico di un romanzo, si tratta in realtà di un racconto, a cui riconosco la qualità di esser scritto discretamente e di coinvolgere fin da subito il lettore. Fermine è una spe ...continua

    Sebbene abbia l'aspetto fisico di un romanzo, si tratta in realtà di un racconto, a cui riconosco la qualità di esser scritto discretamente e di coinvolgere fin da subito il lettore. Fermine è una specie di versione transalpina di Baricco (ma meno piacione e vanesio del nostro, il che risulta un pregio). In questa storia s'inventa un curioso cercatore di tè, lo fa partire dalla sua Inghilterra e lo catapulta in Cina, dove questo disgraziato finisce preda della smania di trovare il tè bianco. Ci mancava solo che incontrasse una suadente danzatrice locale. Alla fine si tratta di una storia di passioni, a più livelli, gestiti dall'autore con una certa sbrigativa semplicità che, da un lato, fa scorrere la lettura a velocità supersonica ma, dall'altro, depaupera i personaggi di una opportuna caratterizzazione psicologica. Per questo motivo il lettore non empatizza con il protagonista (che ha ben poco da dirci) e non può che affrontare la storia con lo stesso animo curioso e superficiale di un bimbo a cui si racconta la fiaba prima di dormire. Non è detto che sia un limite, non necessariamente. L'oppio si insinua tra un rigo e l'altro, ma non stordisce, non ne ha la forza. Romanzo che non farà la storia: chi cerca emozioni intense ed esperienze di lettura non superficiali può passare oltre senza troppi rimorsi.

    ha scritto il 

  • 0

    Come sempre Fermine mette in poche pagine il suo sapiente stile narrativo che, in questo caso, ti fa sentire i profumi e i sapori della Cina di metà ‘800. Rispetto ad altri libri di Fermine questo è f ...continua

    Come sempre Fermine mette in poche pagine il suo sapiente stile narrativo che, in questo caso, ti fa sentire i profumi e i sapori della Cina di metà ‘800. Rispetto ad altri libri di Fermine questo è forse più sognante e distaccato dalla realtà. Del resto il viaggio di Charles Stowe, mercante inglese del tè intenzionato a scoprire i segreti dell’aromatica bevanda, avviene in un paese ancora lontano dalle abitudini europee, con le sue tradizioni e i suoi segreti. E continuerà fino a scoprire anche le sensuali e fantastiche sensazioni indotte dall’oppio. Il suo ritorno in Inghilterra metterà ovviamente fine a tutto questo, che rimarrà per lui solo uno sfocato ricordo.

    ha scritto il 

  • 3

    svapora

    non ho mai letto fermine e questo libro mi ha lasciata strana. è come se fosse una trama leggermente sviluppata, una specie di favola raccontata davanti al camino... nessuna emozione, nessuna introspe ...continua

    non ho mai letto fermine e questo libro mi ha lasciata strana. è come se fosse una trama leggermente sviluppata, una specie di favola raccontata davanti al camino... nessuna emozione, nessuna introspezione, non c'è narrazione... le cose accadono e basta, non c'è climax, ma solo una falsariga dei racconti giapponesi e del percorso di "Seta" di baricco (che però è raccontato molto meglio).
    al centro di tutto c'è una donna sensuale e misteriosa, che inizia il protagonista ai segreti dell'oppio. e proprio come una nuvola d'oppio, questo libro svapora e non lascia niente.
    salvo la tentazione pericolosissima di farmi un quarto tatuaggio...

    ha scritto il 

  • 3

    Ma che copioni questi francesi! (2,8 stelle)

    Sostituite la "seta" con il "tè " e il gioco è fatto… Nessuno mi toglie dalla mente che Maxence Fermine con il libro "Opium" (2002) si sia notevolmente ispirato al romanzo "Seta" di Alessandro Baricco ...continua

    Sostituite la "seta" con il "tè " e il gioco è fatto… Nessuno mi toglie dalla mente che Maxence Fermine con il libro "Opium" (2002) si sia notevolmente ispirato al romanzo "Seta" di Alessandro Baricco (1996).
    Quando ho iniziato a leggere mi pareva di avere un déjà-vu, atmosfera e narrazione quasi fiabesche, un viaggio all'altro capo del mondo alla ricerca di una cosa preziosa, la fascinazione quasi malata per una donna orientale bellissima e così via… con la differenza che lo stile di Fermine, forse penalizzato dalla traduzione (ma dubito), non è all'altezza di quello di Baricco in "Seta".
    Una lettura veloce, piacevole e non impegnativa ma nulla di più. Mancano del tutto le emozioni profonde, i pensieri sui quali ti vuoi soffermare, le frasi da sottolineare.

    ha scritto il 

  • 5

    Ma cosa si può volere di più da un libro?

    Charles Stowe, come il padre, è ossessionato dalla sua passione per il tè, che lo spinge sino alla Cina, dove conoscerà di tutto e di più su questa squisita bevanda (che personalmente adoro!), ma sopr ...continua

    Charles Stowe, come il padre, è ossessionato dalla sua passione per il tè, che lo spinge sino alla Cina, dove conoscerà di tutto e di più su questa squisita bevanda (che personalmente adoro!), ma soprattutto il pericolo, la sensualità e l'amore per la bellissima e misteriosa Loan, in passato moglie dell'altrettanto misterioso Lu Chan. Autore contemporaneo bravo a scrivere come davvero pochissimi e che ha messo in pagina un capolavoro della letteratura. Unisce avventura, romanzo, mistero, finale per nulla scontato, erotismo, amore, filosofia, completo, praticamente tutto. Inoltre, è molto scorrevole, breve ma polisemico. Somiglia molto ad un altro romanzo a cui tengo molto, ovvero Seta di A. Baricco. Che dire? Originale e consigliatissimo!

    ha scritto il 

  • 3

    Non è certo un romanzo all'altezza di Neve o del Violino Nero ma è altrettanto fluido e misterioso. Questa storia ci porta in Oriente, per farci conoscere l'antica via del tè che si intreccia con quel ...continua

    Non è certo un romanzo all'altezza di Neve o del Violino Nero ma è altrettanto fluido e misterioso. Questa storia ci porta in Oriente, per farci conoscere l'antica via del tè che si intreccia con quella più viziosa dell'oppio.
    Anche qui ci sono le piacevoli note di stile e il fascino di "chicche poetiche" disseminate qui e là, ma a mio parere Fermine ha il talento per fare molto meglio..

    ha scritto il 

  • 3

    Te, oppio, Oriente...

    Il romanzo migliore di Fermine tra quelli che ho letto. Rispetto alla trilogia del "Violino nero" in "Opium" c'è un maggiore approfondimento della storia e dei personaggi, anche se il grande colpo di ...continua

    Il romanzo migliore di Fermine tra quelli che ho letto. Rispetto alla trilogia del "Violino nero" in "Opium" c'è un maggiore approfondimento della storia e dei personaggi, anche se il grande colpo di scena si annusava fin dall'inizio e la trama non è credibile sotto ogni aspetto (per dirne una l'oppio viene presentato come una droga terribile ma nel racconto se ne vedono solo i risvolti più romantici e dopo giorni di assunzione il protagonista se ne libera senza alcuno sforzo apparente...)... Adesso basta romanzi di questo autore!

    ha scritto il 

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