Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Opus nigrum

By

Publisher: El País

4.0
(2728)

Language:Español | Number of Pages: 350 | Format: Others | In other languages: (other languages) French , Italian , German , English

Isbn-10: 8498152496 | Isbn-13: 9788498152494 | Publish date: 

Also available as: Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Philosophy

Do you like Opus nigrum ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 5

    Straordinario! Uno dei più bei romanzi mai letti; pur inserito in un contesto storico e geografico ben preciso, il personaggio di Zenone lo trovo attualissimo: lo scienziato, il politico e l'uomo di l ...continue

    Straordinario! Uno dei più bei romanzi mai letti; pur inserito in un contesto storico e geografico ben preciso, il personaggio di Zenone lo trovo attualissimo: lo scienziato, il politico e l'uomo di lettere che vorremmo incontrare nelle nostre società! Bellissimo anche il film con un superbo Gianmaria Volontè.

    said on 

  • 5

    Hic Zeno

    "Diceva di amarlo come un fratello. Non mentiva quando confessava di essersi rivolta a più riprese a Zenone per chiedergli un consiglio. La data della sua nascita, il 23 febbraio, figurava nel carnet ...continue

    "Diceva di amarlo come un fratello. Non mentiva quando confessava di essersi rivolta a più riprese a Zenone per chiedergli un consiglio. La data della sua nascita, il 23 febbraio, figurava nel carnet personale di M.Y. accanto a quelle di amici e parenti, che non voleva dimenticare"
    "Il giorno in cui scrisse l' ultima pagina dell' Opera al Nero, andò a distendersi sull' amaca che prediligeva "per ripetere trecento volte Zenone". Ultimo omaggio all' uomo che per lei era esistito come un essere vivente e che era appena morto nella sua prigione di Bruges"

    (informazioni tratte dalla biografia di M.Y. scritta da J. Savigneau)

    Lo lessi per la prima volta, quindicenne, nella traduzione di Mongardo per Feltrinelli; poi ho preferito quella di F. Saba Sardi (Bompiani, Sonzogno).

    "Il filosofo,, che si sforzava di considerare l' intelletto umano nel suo insieme, vedeva sotto di sé una massa assoggettata a curve calcolabili, striata di correnti di cui si sarebbe potuto tracciare la mappa, scavata in solchi profondi per le spinte dell' aria e la pesante inerzia delle acque. Accadeva, alle figure fatte proprie dallo spirito, come alle grandi forme nate dall' acqua indifferenziata, che si assaltano o si susseguono alla superficie dell' Abisso (...) A volte gli sembrava di intravedere sotto il flusso una sostanza immobile, che sarebbe stata rispetto alle idee ciò che queste sono rispetto alle parole. Ma nulla provava che quel sostrato fosse lo spessore ultimo, che la fissità non nascondesse un movimento troppo rapido per l' umano intelletto"
    Vicino a queste onde e a questo abisso penso a un' altra immagine marina, quella della Ortese (In sonno e in veglia):
    "Ho finito. E’ giorno. Non voglio pensare più, ora. Ma prima di chiudere voglio aggiungere che non mi sembra -tutto quanto supposto finora- insensato.
    E forse…forse lo spirito non è nave, ma solo continente che viaggia, continente, sommerso! Nascosto! Sembra nave solo perché viaggia e poco ne emerge. Ma è continente grandioso, nascosto!
    Vedremo un giorno le sue rive, le sue palme (...) Vi mando- dal giorno, dal mare, da questo monotono e terribile rumore di onde, dal nulla- il mio tenero, gaio, immortale, devoto saluto"

    *** Qui http://it.scribd.com/doc/17648003/Elogio-Del-Nero#scribd si possono leggere, tra molte cose, i Taccuini d' appunti di M.Y. sull' Opera al Nero ***

    "ho tentato di mostrare quella strana libertà dell’anima, che non ha bisogno delle parole e delle rappresentazioni.
    L’Opera al nero
    è un tentativo di mostrare questa strana libertà che si sviluppa a poco a poco in noi, quando non le rifiutiamo l’esistenza, e che permette di sfuggire a certe tirannie e di essere, qualunque siano le circostanze, noi stessi, ma feriti, deformati, quasi sfigurati dalla consuetudine e dalla necessità"

    said on 

  • 5

    Nelle note che accompagnano il romanzo, la Yourcenar sottolinea come Zenone, al pari di Adriano, ha accompagnato la sua vita di scrittrice per decenni. Allo stesso modo per me ritrovare Zenone vent'an ...continue

    Nelle note che accompagnano il romanzo, la Yourcenar sottolinea come Zenone, al pari di Adriano, ha accompagnato la sua vita di scrittrice per decenni. Allo stesso modo per me ritrovare Zenone vent'anni dopo la prima lettura, vuol dire scoprire un personaggio e una storia più maturi che - anche grazie alla lettura in lingua originale - si ripropongono sotto nuovi punti di vista e diverse sfaccettature. Siamo in un'atmosfera che deve moltissimo alla pittura fiamminga: battiamo strade polverose piene di folli e deformi come nelle opere di Bruegel; ci perdiamo a volte in visioni di orrori e delizie figlie delle tavole rigogliose di Bosch. La ricostruzione storica del secolo è insieme puntigliosa e mai opprimente: grazie a lunghi anni di ricerche e di 'digestione' del materiale d'archivio, la Yourcenar ci offre soprattutto un romanzo, nel quale lo sfondo storico non è né orizzonte pittoresco, né invadente centro. E', invece, costruzione letteraria eccelsa, che sa costruire limiti all'invenzione e deragliamenti alla realtà nell'esatta misura necessaria. La figura di Zenone, alchimista, medico e filosofo, riassume i tratti di personaggi reali (Paracelso, Leonardo, Erasmo, Giordano Bruno, Campanella...) ma è anche straordinariamente unica e individuabile. Le sue meditazioni sul mondo empirico e sulla dimensione spirituale, il suo rifiuto per la Riforma come per la Controriforma, il suo amore per la macchina umana che non sa diventare amore per un uomo specifico, ne fanno un personaggio indimenticabile della letteratura. Eppure non c'è niente in queste pagine del romanzo 'di getto': tutto è pensato, ragionato, misurato. La struttura stessa del romanzo è assolutamente moderna, con un uso tutto particolare del tempo narrativo tra presente e memoria, dove i due momenti non si sovrappongono mai e lasciano ampie zone d'ombra alla meditazione del lettore. Penso spesso che il tempo che uno scrittore ha dedicato a un libro abbia un suo peso, una capacità di sedimentare sulla pagina e di emergere come stimolo continuo al lettore, come potenziale riserva inesauribile del testo. L'opera al nero è una delle più perfette conferme di questa mia teoria.

    said on 

  • 5

    Fue un placer...

    Estamos en la transición entre la oscurantista Edad Media y el luminoso Renacimiento (Siglo XV - XVI). Época aún muy complicada para el médico alquimista Zenón, protagonista de una transformación pers ...continue

    Estamos en la transición entre la oscurantista Edad Media y el luminoso Renacimiento (Siglo XV - XVI). Época aún muy complicada para el médico alquimista Zenón, protagonista de una transformación personal centrada en la ardua búsqueda del conocimiento y las formas de vida en trance de disolución frente a la nueva edad que está acaeciendo. Asimismo, la Santa Inquisición aún tiene el poder de atormentar y asesinar a aquellos que piensan distinto... Y es a través de la visión de Zenón que nos centramos en un tiempo en el que vivieron personajes históricos como Leonardo Da Vinci, Copérnico o Giordano Bruno. Sin embargo es destacable el retrato inigualable que hace Yourcenar de un personaje que lucha durante sus más de sesenta años por intentar cambiar la mentalidad cerrada de unos tiempos negados a la expansión del conocimiento científico.
    Marguerite Yourcenar no deja de sorprenderme cada vez que leo un libro suyo. Podría decir que con los tres que he leído (Memorias de Adriano, Como el agua que fluye y Opus Nigrum) se convierte en una de mis escritoras favoritas... habrá que buscar más libros de ella.
    Por cierto, en la alquimia, el Opus Nigrum es una prueba suprema para el espíritu en su proceso de liberación, además de ser una vieja fórmula que significaba la fase de separación y disolución de la materia, algo así como "la piedra filosofal" (para la transmutación del oro) o el Aqua Vitae (el agua de la vida, para la inmortalidad).

    said on 

  • 2

    La storia nelle mie aspettative sarebbe dovuta essere trascinante ... di quelle che ti fanno sentire il fuoco della libertà ardere nel petto. ... Zenone sarebbe diventato il mio nuovo uomo simbolo del ...continue

    La storia nelle mie aspettative sarebbe dovuta essere trascinante ... di quelle che ti fanno sentire il fuoco della libertà ardere nel petto. ... Zenone sarebbe diventato il mio nuovo uomo simbolo del coraggio, della voglia di andare contro ... ebbene il tutto è rimasto esclusivamente nelle mie fantasie... non sono mai riuscito a sentire la trama, mai entrato nei personaggi ... lento, rindondante ... non ci siamo.

    said on 

  • 0

    Va bene, io ci ho provato. Negli anni, ogni tanto, in periodi diversi, l'ho ripreso in mano e ho cercato di leggerlo. Alzo bandiera bianca, ho problemi con questo libro, con la storia che racconta e c ...continue

    Va bene, io ci ho provato. Negli anni, ogni tanto, in periodi diversi, l'ho ripreso in mano e ho cercato di leggerlo. Alzo bandiera bianca, ho problemi con questo libro, con la storia che racconta e con la storia come è raccontata. Lascio stare. La lettura deve essere un piacere, non una sfida.

    said on 

  • 4

    Romanzo d'inverno

    Non è semplice affrontare la Yourcenar. Tanto meno in estate. Se appartenete a tutte e due le categorie, o vi volete del male, o avete già letto Memorie di Adriano (e se lo avete finito, avete in ment ...continue

    Non è semplice affrontare la Yourcenar. Tanto meno in estate. Se appartenete a tutte e due le categorie, o vi volete del male, o avete già letto Memorie di Adriano (e se lo avete finito, avete in mente memorie ben diverse).
    L'Opera al Nero appartiene, a mio modo di veder le cose, e affrontare i libri, ad una stagione accompagnata dalla tormenta fuori e un camino acceso dentro. Ostile ai più, se non si conosce il genere, eppur accattivante, nonostante il suo peso storico e linguistico. Oppure è uno di quei libri che si hanno da anni nello scaffale, di cui si è spesso accarezzato il bordo per poi girar lo sguardo altrove.
    Mi sento di dire che, di questi tempi, si ha bisogno di qualcosa di più "frivolo", scelta dettata da un bisogno personale di leggerezza che, senza colpa mortale, relega letture simili a tempi più "sereni". Eppur non sempre è così. L'ho ripreso in estate, l'ho ripreso in un momento di pesantezza mentale che non ricordo di aver vissuto mai prima. Zenone mi ha dato sollievo, compagnia, confidenza, calore lungo la strada per casa, coscienza e consapevolezza. E voglia di rileggerlo, magari un po' più in là, magari sotto la neve.

    said on 

  • 0

    Ho sospeso la lettura. Insomma, non è un libro da leggere in agosto.
    Essendo la lettura un nutrimento,andrà consumato con l'arrivo dell'autunno.Per il momento piatti freddi e verdure crude. ...continue

    Ho sospeso la lettura. Insomma, non è un libro da leggere in agosto.
    Essendo la lettura un nutrimento,andrà consumato con l'arrivo dell'autunno.Per il momento piatti freddi e verdure crude.

    said on 

Sorting by