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Orestea

Testo greco a fronte

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

4.2
(743)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 555 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 8817170259 | Isbn-13: 9788817170253 | Data di pubblicazione:  | Edizione 10

Curatore: Maria Pia Pattoni , Luigi Battezzato , Enrco Medda ; Prefazione: Vincenzo Di Benedetto

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 5

    "Sì della brama l' impeto è degli uomini consigliera trista, di triboli la fonte e di sciagure!"
    Trilogia segnata da una lunga scia di sangue, vendetta giustizia sommaria! Letta e "assaporata", in occasione delle rappresentazioni classiche nella fantastica cornice del teatro greco ...continua

    "Sì della brama l' impeto è degli uomini consigliera trista, di triboli la fonte e di sciagure!"
    Trilogia segnata da una lunga scia di sangue, vendetta giustizia sommaria! Letta e "assaporata", in occasione delle rappresentazioni classiche nella fantastica cornice del teatro greco di Siracusa, evento a cui non manco come ad un appuntamento rituale!
    Seduta sulla gradinata del colle Temenite, chiudo gli occhi e mi abbandono alla suggestiva atmosfera di voci richiami suoni. Mi sembra di avere accanto i miei antenati allegri e rumoreggianti in attesa di vivere al tramonto, mentre scendono le ombre della sera, una grande, grandissima emozione!
    Lettura e spettacolo imperdibili!

    ha scritto il 

  • 0

    Confesso la mia poca conoscenza della poetica degli antichi greci pur avendone subito spesso il fascino. Fascino che emerge anche dalla lettura di queste tre tragedie, tutte legate tra di sé, che richiamano alcuni dei fondamenti della cultura occidentale, archetipi, ancora tutti profondamente viv ...continua

    Confesso la mia poca conoscenza della poetica degli antichi greci pur avendone subito spesso il fascino. Fascino che emerge anche dalla lettura di queste tre tragedie, tutte legate tra di sé, che richiamano alcuni dei fondamenti della cultura occidentale, archetipi, ancora tutti profondamente vivi nelle coscienze del nostro tempo a dimostrazione di quanto debba il canone occidentale a quei primi scrittori ed intellettuali.
    È la storia dell’uccisione di Agamennone di ritorno dalla vittoria su Troia da parte della moglie Clitemnestra che con l’aiuto di Egisto si vendica del sacrificio di Ifigenia, della successiva tormentata vendetta di Oreste figlio esiliato di Agamennone che si arrovella tra la sete di vendetta/giustizia e gli scrupoli morali nei confronti dell’uccisione della madre Clitemnestra e ne Le Eumenedi di un vero e proprio processo con giudici umani e testimoni ed attori “divini”, dalla dea Atena alle Erinni, la prima con Apollo a favore del gesto vendicativo di Oreste le altre inorridite dal matricidio che ritengono atto abominevole ed ingiustificabile che sfocia in una sentenza, favorevole ad Oreste, che vede scendere in campo i “nuovi” dei dell’Olimpo affinché i “vecchi” dei si plachino e, riconoscendo il verdetto, si acconcino ad essere oggetto di futura e duratura devozione da quanti hanno invece combattuto.
    Il tema centrale delle tre tragedie è la giustizia (Dìke) che voluta dagli uomini e dagli dei, mette fine al ciclo distruttivo della vendetta assicurando pace e serenità e gettando le basi per una convivenza priva dei risentimenti del passato..

    ha scritto il 

  • 3

    Agamennone: ***
    Questa eccessiva e invadente presenza del coro mi infastidisce, preferirei sentir parlare i personaggi. La terza stella è tutta per Cassandra e per l'ultimo dialogo di Clitemnestra.
    Le Coefore: **
    Se ci fosse stata un'altra invocazione a qualcuno/qualcosa avrei u ...continua

    Agamennone: ***
    Questa eccessiva e invadente presenza del coro mi infastidisce, preferirei sentir parlare i personaggi. La terza stella è tutta per Cassandra e per l'ultimo dialogo di Clitemnestra.
    Le Coefore: **
    Se ci fosse stata un'altra invocazione a qualcuno/qualcosa avrei urlato. Certo che questo Fato è qualcosa di assurdo, asfissiante e crudele, povero Oreste: non vendica il padre e non ha pace, lo vendica e non ha pace lo stesso! Resta una cosa sola da fare: darsi all'ippica.
    Le Eumenidi: ***
    Tutto quel discorso sulla madre che non è la generatrice dei suoi figli mi ha nauseata. Ma ci sono Apollo e Atena, due dei che adoro, come posso non essere indulgente?

    ha scritto il 

  • 4

    Letto per un esame di discipline dello spettacolo...

    Scrittura interessante e personaggi molto vividi. Lettura piuttosto piacevole soprattutto considerando che è stato rappresentato per la prima volta nel 458.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Il ghenos che si fa forza

    Ho letto la versione di BUR editori con introduzione di Vincenzo Di Benedetto e traduzione di Enrico Medda, Luigi Battezzato, Maria Pia Patroni.
    La trilogia, unica nel suo genere che ci giunge selezionata dal mondo greco, ha alla base il mondo del ghenos, la famiglia, i conflitti che si evo ...continua

    Ho letto la versione di BUR editori con introduzione di Vincenzo Di Benedetto e traduzione di Enrico Medda, Luigi Battezzato, Maria Pia Patroni.
    La trilogia, unica nel suo genere che ci giunge selezionata dal mondo greco, ha alla base il mondo del ghenos, la famiglia, i conflitti che si evolvono nella risoluzione tramite lo stroncamento o uccisione o la 'salvazione'. Agamennone, di ritorno dalla guerra, viene avvistato tramite un segnale luminoso da una sentinella stanca e accovacciata sul tetto della casa degli Atridi. Irrompe poi il coro sull'orchestra con la sua parodo a richiamare eventi passati, uccisioni (sublime la visione delle aquile che si accaniscono contro una lepre pregna di 10 mesi (o anni?)) e sacrifici (memori di Ifigenia) e inni (a Zeus). Ma non si è consapevoli sin da subito: dall'incertezza di attraversare un tappeto porpureo preparato amabilmente da sua moglie al lasciarsi completamente andare di Agamennone che, combattuta una battaglia, non ha armi contro la sua Clitemestra. All'interno della Skené (senza ekkyklema, presumibilmente), si compie questa prima vendetta, o uccisione di uno di troppo. Ma questa vendetta arriva per tutti: si presenta dinanzi alle Coefore e troppo presto dinanzi a sua sorella Elettra, Oreste, che uccide prima Egisto, amante di sua madre e poi sua madre stessa, nonostante la mammella posta a bella vista e la volontà di dissuadere il compimento di un ordine di Apollo. Poiché la conoscenza si acquisisce solo attraverso la sofferenza, ora Oreste è perseguitato dalle Erinni, amiche di sua madre, e la scena debbe spostarsi ad Atene. Qui viene istituito il tribunale dell'areopago che con la parola e le tesi di Apollo (si è frutti del seme del padre, non della madre; e bisgonerebbe prendersela anche con chi uccide il proprio coniuge non solo chi si macchia di matricidio) si giunge ad un verdetto equo finale. Oreste è salvo e la 'tragedia' si conclude a lieto fine.

    ha scritto il 

  • 5

    FENOMENALE!!! Mai letto niente del genere in vita mia: un linguaggio fluente, turbinoso, come le onde di un mare perennemente in tempesta, nella notte...Uccidersi, senza aver letto mai Eschilo, sarebbe stato un delitto più grave del suicidio stesso, a mio parere.

    ha scritto il 

  • 5

    Ghenos.

    ORESTE - Ahi! Ora soltanto posso dire di mio padre le lodi, solo ora posso farne il compianto, ora che non a lui, ma a questa veste che l'uccise io parlo. E tutto è dolore, ciò che fu fatto e ciò che fu patito, e tutta la mia gente; e io ho altro premio di questa vittoria che una triste sozzur ...continua

    ORESTE - Ahi! Ora soltanto posso dire di mio padre le lodi, solo ora posso farne il compianto, ora che non a lui, ma a questa veste che l'uccise io parlo. E tutto è dolore, ciò che fu fatto e ciò che fu patito, e tutta la mia gente; e io ho altro premio di questa vittoria che una triste sozzura.
    (Coefore, esodo)

    ha scritto il 

  • 5

    Le Erinni come non le avete mai viste!

    Accade certo che talvolta
    ciò che è pauroso sia un bene
    e deve restare, assiso,
    a vigilare sulle menti degli uomini.
    Giova essere saggi
    per via di costrizione.

    Filo conduttore della trilogia è la Giustizia (Diké): che con diritto patriarcale (es ...continua

    Accade certo che talvolta
    ciò che è pauroso sia un bene
    e deve restare, assiso,
    a vigilare sulle menti degli uomini.
    Giova essere saggi
    per via di costrizione.

    Filo conduttore della trilogia è la Giustizia (Diké): che con diritto patriarcale (esercitato da Zeus), essa interverrà come contrappeso alle sofferenze ed alle angosce (Erinni) degli uomini, rendendoli assennati (Athena). Il patto intercorso tra le Erinni ed Athena predispone le basi per una corretta etica politica; incanalando così la comunità verso una prospettiva di riconciliazione e prosperità. Forse in cuor suo, questo era il desiderio a cui aspirava Eschilo per la sua Atene.

    Nota di merito per il prof. Vincenzo Di Benedetto che ha curato l'introduzione ed i commenti, come per l'Odissea, rendendo la lettura delle opere affascinate e ricca di spunti eruditi; invogliando il lettore ad uno studio più approfondito di tutti i molteplici elementi che costituiscono il pensiero classico dell'antica Grecia.

    ha scritto il