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Orgoglio e pregiudizio

Di

Editore: Mondadori (I capolavori) - Allegato a "TV Sorrisi e Canzoni"

4.4
(22303)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 400 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Portoghese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Svedese , Russo , Ceco , Catalano , Greco , Giapponese , Croato , Olandese , Ungherese , Polacco , Coreano

Isbn-10: A000063542 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giulio Caprin

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Altri , Cofanetto , Rilegato in pelle , Audiocassetta , CD audio , eBook , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , History , Romance

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Descrizione del libro
"Orgoglio e pregiudizio" è l'opera più celebre della scrittrice inglese Jane Austen. Attraverso la storia delle cinque sorelle Bennet e dei loro corteggiatori, lo sguardo acuto della scrittrice annota e analizza con suprema grazia fatti, incidenti, parole di un microcosmo popolato da personaggi di straordinaria evidenza psicologica, ritratti con l'acume di chi ha ben penetrato i costumi e le figure del suo ambiente. Come dimenticare l'intrepida e sagace Elizabeth Bennet, l'ottuso padre Collins, il superbo Darcy, la tronfia e arrogante lady Catherine? Ci sono molto umorismo e molta verità in questo indimenticabile romanzo, pubblicato nel 1813, un anno cruciale per l'Inghilterra che lotta contro Napoleone.
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  • 2

    Così così

    Senza dubbio "Orgoglio e pregiudizio" è considerato uno dei pilastri della letteratura inglese, ma ancora oggi mi chiedo, perché? Con ciò non voglio sminuire un romanzo che ha fatto la storia della letteratura e considerando anche il contesto sociale all'interno del quale è stato prodotto. Tutta ...continua

    Senza dubbio "Orgoglio e pregiudizio" è considerato uno dei pilastri della letteratura inglese, ma ancora oggi mi chiedo, perché? Con ciò non voglio sminuire un romanzo che ha fatto la storia della letteratura e considerando anche il contesto sociale all'interno del quale è stato prodotto. Tuttavia la modalità di scrittura non mi ha entusiasmata, un po' troppo flemmatica e fiacca. Ritengo che i contenuti siano molto validi, ma penso anche che la Austen avrebbe potuto descrivere i fatti con la metà delle pagine. Una delle cose che ho apprezzato di più è stata la personalità pura, schietta e autentica di Elizabeth Bennet.

    ha scritto il 

  • 3

    http://ilgustoproibitodellozenzero.blogspot.it/2014/11/leggiamo-un-libro-tratto-dalla-lista.html
    Dopo aver ascoltato e letto moltissime opinioni sull'autrice, sono giunta alla conclusione che o la sia ama o la si odia, senza vie di mezzo. Ho iniziato quindi il libro con l'intento di capire ...continua

    http://ilgustoproibitodellozenzero.blogspot.it/2014/11/leggiamo-un-libro-tratto-dalla-lista.html
    Dopo aver ascoltato e letto moltissime opinioni sull'autrice, sono giunta alla conclusione che o la sia ama o la si odia, senza vie di mezzo. Ho iniziato quindi il libro con l'intento di capire da quale parte mi sarei schierata.
    Il romanzo è ambientato nella provincia inglese di fine Settecento ed è la storia della famiglia Bennet composta dall'insopportabile madre il cui unico compito sembra essere quello di garantire un futuro roseo alle cinque figlie trovando loro un buon partito. Il padre, intelligente, sarcastico e dal carattere pacato, ha un ruolo secondario. Le figure dei vari corteggiatori si alternano per tutto il libro il cui titolo richiama i caratteri principali che emergono dalle pagine: l'orgoglio, della madre che vuole il meglio per le proprie figlie, ma soprattutto quello forte del ricco Sig. Darcy, che nega anche a se stesso la verità dei suoi sentimenti pur di non mischiarsi con una classe inferiore alla sua e allontana da questo rischio anche l'amico Bingley.
    "Ho lottato invano. Non c'è rimedio. Non sono in grado di reprimere i miei sentimenti. Lasciate che vi dica con quanto ardore io vi ammiri e vi ami."
    Il pregiudizio tocca molti personaggi, ma in modo particolare la seconda delle sorelle Bennet, l'intelligente e razionale Elizabeth, che la porta a costruire un'immagine distorta del Sig. Darcy.
    Tanti personaggi, molto diversi tra loro, una scrittura non immediata e la lettura procedeva lenta al punto che intorno alle prime cento pagine, scoraggiata, ho chiesto aiuto alle amiche de La locanda dei libri: abbandonare il libro o dargli una nuova possibilità? Con il loro entusiasmo mi hanno convinta a non arrendermi e a dedicargli qualche altra pagina. La storia ha finalmente iniziato a coinvolgermi e la curiosità di conoscere il finale mi ha portata alla conclusione senza più alcuna esitazione ed interruzione.

    Di solito di un libro si cita il personaggio preferito, ma di Orgoglio e pregiudizio non dimenticherò facilmente i due che mi hanno colpita in senso negativo: la già citata Sig.ra Bennet, pettegola, arrivista e ostinata, con i suoi atteggiamenti mette spesso in imbarazzo le figlie maggiori e il Sig. Collins, cugino del Sig. Bennet dal quale erediterà tutti suoi averi, che non perde occasione di manifestare la sua superbia. Le espressioni che usa nelle sue lettere sono irritanti.
    Non sono ancora in grado di schierarmi tra i sostenitori o i non sostenitori della Austen, quel che è certo è che rileggerò questo romanzo per avere un'opinione più definita della prima parte.

    ha scritto il 

  • 3

    Felici e contenti

    Avendo amato Ragione e Sentimento, ho trovato - ahimè - faticosa e noiosa la lettura successiva di Orgoglio e Pregiudizio.


    Se in quello la convenienze sociali sembravano costituire un elemento reale e irrinunciabile della convivenza e dei rapporti anche affettivi, in questo sono le persone ...continua

    Avendo amato Ragione e Sentimento, ho trovato - ahimè - faticosa e noiosa la lettura successiva di Orgoglio e Pregiudizio.

    Se in quello la convenienze sociali sembravano costituire un elemento reale e irrinunciabile della convivenza e dei rapporti anche affettivi, in questo sono le persone ad agire. Una differenza di nascita, di censo, cancella ogni umana attenzione e soldiarietà fino a portare all'odio, o quasi.

    Comportamenti indecenti e probabilmente pennellati col gusto eccessivo dello scandalo (oggi diremmo della “denuncia”) guidano tutti i personaggi fino alla redenzione finale, all’happy end che, dal punto di vista letterario, è la parte peggiore e sembra la pagina del diario di nonna papera prima di coricarsi.

    Tanta pesantezza, dialoghi interminabili nei quali ciascuno definisce o nasconde se stesso, in una leziosità che è il denominatore comune di tutti. I moventi psicologici sono banali così come gli improvvisi moti di generosità.

    La sensazione è, in breve, che tutti raccontino la propria vita anziché viverla, ne facciano un quadretto di maniera e impieghino ogni loro momento e sforzo a decorarlo e arricchirlo.

    Così anche la mano leggera della Austen diventa greve, e l’idiota (Mr Collins), la donna stupida e ciarliera (Mrs Bennet), la ricca dama austera e arida (Lady de Bourgh) appaiono personaggi da commedia di genere, macchiette prive di spessore.

    ha scritto il 

  • 0

    Un bellissimo classico dove il romanticismo esisteva e si fa vedere.
    Mi ho colpito molto il fatto che sia molto umoristico e in alcuni punti faccia ridere e in altri piangere, un libro molto completo.

    ha scritto il 

  • 0

    Pieno romanticismo, anche un po' ingenuo, ma abbastanza godibile, anche al giorno d'oggi.
    Notevole sense of humor britannico e trama intelligente lo rendono un classico evergreen.

    ha scritto il 

  • 3

    Sì, anch’io sono stata vittima del pregiudizio. Non posso dire di essermi totalmente votata alla causa Austen, ma ho superato la mia avversione per questa scrittrice inglese.
    Come è successo? (So che non interessa a nessuno, ma non interessa nemmeno l’ennesimo riassunto, no?).
    Quest’a ...continua

    Sì, anch’io sono stata vittima del pregiudizio. Non posso dire di essermi totalmente votata alla causa Austen, ma ho superato la mia avversione per questa scrittrice inglese.
    Come è successo? (So che non interessa a nessuno, ma non interessa nemmeno l’ennesimo riassunto, no?).
    Quest’anno ho deciso di frequentare il corso di Letterature comparate, che forse non c’entra niente con i miei studi ma trovo comunque molto interessante.
    Questa disciplina è relativamente nuova e non ha una direzione precisa: ogni cosa si può studiare all’interno di un’ottica “comparatista”. Quest’anno l’insegnante ha deciso di trattare il tema della città: come la città è stata vista e percepita dalla letteratura. Prima tappa del programma non poteva essere che Londra, simbolo della Rivoluzione industriale e del capitalismo. Ma prima di Dickens e delle sue città affollate, come veniva vista Londra?

    Raymond Williams, nel suo The Country and the City spiega che in tutta la letteratura inglese è presente la contrapposizione campagna-città (e tutto il seguito di rimandi che queste due potenti parole comportano). La città, come nuovo oggetto di studio, veniva definita tramite il contrasto della campagna.
    Jane Austen, in questa ottica, è la portavoce della campagna. Non la campagna degli zappatori, ma la campagna della piccola aristocrazia, di quella classe sociale che fino alla Rivoluzione industriale ha vissuto negli agi, nella bambagia, forte delle sue rendite provenienti dalla terra e orgogliosa della sua inattività. La famiglia Bennet è l’esemplare di questa classe che però, a ridosso dell’Ottocento, è in crisi. È in crisi perché ormai il centro è Londra: con le sue fabbriche, i suoi lavoratori, con il suo giro di capitali. La piccola aristocrazia terriera, non volendo abbandonare gli antichi “privilegi” si trova in declino, è una classe destinata a scomparire perché non entra nel nuovo sistema di produzione inglese. È inattiva, è ferma, è improduttiva. Come ha ben detto la prof: è un’aristocrazia campagnola che riproduce se stessa ma non produce nulla.

    La famiglia Bennett ne è la rappresentazione perfetta: nessuno dei componenti lavora o fa fruttare del denaro, ma tutti si limitano a discutere di patrimoni, di matrimoni con cui ottenere questi patrimoni, ma sostanzialmente non si muovono. Anche se i personaggi si spostano da un luogo all’altro in realtà stanno fermi, sono “fissati” in questa sorta di atemporalità che li estranea ma allo stesso li protegge dai cambiamenti sociali che stanno avvenendo in Inghilterra e che potrebbero distruggerli.
    Portavoce di questa “nuova” Inghilterra sono invece i due maschioni (ahah) Bingley e il famigerato Mr. Darcy. Due personaggi che non solo sono ricchi per contro proprio (che culo), ma hanno anche le capacità di far fruttare i loro capitali - tanto che spesso vanno a Londra, luogo mistico, luogo “altro” dove si produce ricchezza.
    Capite bene che tutto questo discorso mi ha intrigato, tanto che mi sono decisa e mi sono buttata in questo romanzo, alla ricerca della critica sociale della Austen (anche lei facente parte di questa classe ma, a differenza dei Bennett, molto consapevole della realtà che la circondava).
    La storia d’amore dei protagonisti… pff. È una storia che definirei passabile. Non è una delle mie storie d’amore preferite. Ma del resto se mi fosse interessata prima, avrei già letto il libro anni fa.

    Ho trovato Jane Auten, più che ironica e critica, molto crudele. Sono crudeli le parole che mette in bocca a Mr. Bennett nei confronti delle figlie e crudeli quelle di Mr. Darcy.
    Mr. Darcy mi piace non perché è bello e impossibile (e bastardo), ma perché non gli interessano le frivolezze e dice le cose che pensa. E se non ha niente da dire sta zitto. È una qualità che apprezzo molto nelle persone.
    Non è certo diventato il mio romanzo preferito, però sono comunque molto contenta di aver superato il mio pregiudizio e di aver colmato questa mia lacuna. Leggerò sicuramente anche le sue altre opere.

    ha scritto il 

  • 5

    Hoy por hoy, mi libro favorito. Lo he leído varias veces y no me canso de su historia y de la ironía que utiliza Austen para hacer críticas sobre la nobleza. Me encanta!!!

    ha scritto il 

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