"Il primo che, avendo cintato un terreno, pensò di dire 'questo è mio' e trovò delle persone abbastanza stupide da credergli fu il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quanti assassinii, quante miserie ed errori avrebbe risparmiato al genere umano chi, strappando i pioContinue
"Il primo che, avendo cintato un terreno, pensò di dire 'questo è mio' e trovò delle persone abbastanza stupide da credergli fu il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quanti assassinii, quante miserie ed errori avrebbe risparmiato al genere umano chi, strappando i pioli o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili: 'Guardatevi dal dare ascolto a questo impostore! Se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra non è di nessuno, siete perduti!' "
Jean-Jacques Rousseau nacque a Ginevra nel 1712, da famiglia calvinista. Dopo una giovinezza quasi randagia, trovò asilo presso Madame de Warens che esercitò sul giovane un'influenza decisiva e ne divenne l'amica e l'amante. Recatosi a Parigi nel '41, Rousseau vi conobbe i maggiori rappresentanti dell'Illuminismo, Voltaire, d'Alembert, Diderot, Montesquieu, e collaborò all'Enciclopedia. Ma staccatosi dagli illuministi, di cui criticò le concezioni filosofiche e morali, orientò il suo pensiero verso la rivalutazione dei valori del sentimento e della "natura" dell'uomo, gettando così le basi del Romanticismo. Nel Discorso sull'origine della disuguaglianza, Rousseau afferma che gli uomini nascono liberi ed uguali e che è la proprietà privata a renderli disuguali e non più liberi, asservendoli ai ricchi e ai potenti. Da ciò l'esigenza di un "contratto sociale" che garantisca a tutti la libertà e l'uguaglianza nella società civile. Tornato in Svizzera per sfuggire a una condanna ecclesiastica, e anche per sottrarsi a persecuzioni immaginarie, Rousseau muore nel 1778 a Ermenonville, presso Montmorency, ospite del marchese di Girardin.