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Orlando

Per

Editor: Proa

4.0
(2283)

Language:Català | Number of Pàgines: 302 | Format: Paperback | En altres llengües: (altres llengües) English , Chi traditional , French , German , Italian , Spanish , Swedish , Dutch , Polish

Isbn-10: 8496520102 | Isbn-13: 9788496520103 | Data publicació: 

Category: Biography , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descripció del llibre
Orlando, un jove de la cort de la reina Elisabet I, al segle XVI, no envelleix. Viatjarà com a ambaixador fins a Constantinoble, on després de dormir durant set dies es desperta transformat en una dona. Torna a Anglaterra i recorperà cinc segles de la història.
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  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    5

    Orlando era un uomo che viveva sognando di diventare un grande poeta. Purtroppo per lui non riusciva ad apprezzare le donne: per lui erano frivole, prive d'intelligenza e riusciva a coglierne solo la ...continua

    Orlando era un uomo che viveva sognando di diventare un grande poeta. Purtroppo per lui non riusciva ad apprezzare le donne: per lui erano frivole, prive d'intelligenza e riusciva a coglierne solo la classica dualità angelo/diavolo da cui nessuna donna risultava lontana. Egli ne amava in modo profondo una ma in virtù della sua condizione trovava naturale frequentarne altre. Poi d'un tratto tutto cambiò e si ritrovò a vivere quasi un secolo dopo nel corpo e nella mente di una donna.
    Wirginia Woolf attua un curioso viaggio nel tempo attraverso due fattori: esperienza e reincarnazione. Da la possibilità a un uomo di poter esplorare il mondo femminile, di poterlo conoscere a fondo e poterlo comprendere, un privilegio che a mio avviso tanti avrebbero dovuto avere visti tutti i saggi sulla natura delle donne che furono scritti per secoli senza trovare alcuna risposta.
    L'autrice ne fornisce una scavando nella psiche della nuova Orlando, mettendo in luce tutte le sfumature femminili.
    Di sicuro, questo è uno dei romanzi che preferisco di più.

    dit a 

  • 5

    In gran parte delle introduzioni e presentazioni a Orlando — il cui titolo completo, non dimentichiamolo, è Orlando, una biografia — si insiste un po’ troppo sulla dedica a Vita Sackville-West, spiega ...continua

    In gran parte delle introduzioni e presentazioni a Orlando — il cui titolo completo, non dimentichiamolo, è Orlando, una biografia — si insiste un po’ troppo sulla dedica a Vita Sackville-West, spiegando poi col basso gusto del pettegolezzo che questa eccentrica aristocratica fu adultera e bisessuale, nonché probabilmente amante della Woolf, e che, tra le altre cose, amava dare scandalo presentandosi in società abbigliata come un maschio. Ne consegue un paragone limitante: Orlando è l’alter ego di Vita, la completa rappresentazione e fusione dei suoi spiriti maschile e femminile, eccetera… e l’intera opera non sarebbe nient’altro che «la più lunga e affascinante lettera d’amore» mai scritta (a detta di tale Nigel Nicholson che, mi si comunica dalla regia, era il figlio di codesta Vita).

    Con una tale preparazione ci accingiamo a seguire le avventure di un affascinante e umorale giovanotto per poi ritrovarlo, quasi a metà del libro, nel corpo di una donna — e rendendoci conto che è sempre stato così — e non ci stupiamo più di tanto, giacché, appunto, eravamo preparati. Ciò che davvero non riusciamo a incasellare nel quadro semplicistico del rapporto Vita-Virginia è quell’anomalo corso del tempo a cui tutto il romanzo (pardon, la biografia) ci costringe a piegarci. In effetti, Orlando e quasi tutto il suo entourage — con le sole eccezioni delle governanti, che invecchiano e muoiono come ogni governante, sebbene un po’ più lentamente, e dei grandi poeti, la cui mortalità è strettamente legata alla caducità della fama — attraversano nel corso della narrazione ben quattro secoli di storia inglese, muovendo dal regno di Elisabetta per terminare in quello di Edoardo.

    Non c’è da stupirsi che tra i commentatori di Goodreads regni a questo punto una certa confusione. Leggo testualmente: «chi è Orlando?» e «cos’è Orlando?» La risposta è in verità molto più semplice di quello che appare, ma Orlando è una storia di apparenze e non dovete sentirvi degli sciocchi se queste apparenze sono riuscite a ingannare anche voi. D’altronde la Woolf ha messo in gioco tutto il suo estro e una cultura davvero imponente per farvela in barba.

    Cominciamo col definire che cosa non è Orlando. Orlando non è “un uomo che a un certo punto diventa una donna”, in quanto è sempre stato entrambe le cose — solo, il suo sesso si è trovato lungamente nascosto “dalla moda del tempo” — né la sua figura ha a mio parere molto a che fare con quella creatura androgina presentata su decine di quarte di copertina e le cui implicazioni semantiche richiamerebbero concetti filosofico-religiosi del tutto alieni alle intenzioni dell’autrice.

    Semplicemente, Orlando è lo spirito del poeta inglese, il quale, attraverso i secoli, va interrogandosi sul significato della vita e dell’arte, scontrandosi di volta in volta con lo spirito del tempo: motivo per cui nasce maschio — giacché in epoca elisabettiana la letteratura era appannaggio esclusivo del sesso maschile — e solo nel corso del diciottesimo secolo si apre completamente alla sensibilità femminile, ma senza mai scordare o rinnegare il suo passato.

    Con questo espediente, unitamente a quello della biografia, Virginia Woolf può permettersi una satira brillante, acuta e colta, che tutto investe e nulla risparmia: poeti, aristocratici, zingari, esploratori, e perfino re e regine sono oggetto di una feroce ridicolizzazione; per non parlare delle splendide pagine dedicate alla trasformazione di Orlando, in cui si compie una lucidissima analisi sulla condizione dei due sessi e sul ruolo sociale a essi attribuito dall’ “umida” società Vittoriana. La stessa veste narrativa scelta dalla Woolf si prende in giro da sola, smantellando la tradizionale serietà degli storiografi (e quante gliene vengono dette!), oltre che prestandosi abilmente al gioco dell’ambiguità di Orlando, mantenendo un alone di mistero sulle sue vicende e sulla sua natura stessa (d’altronde, Orlando non arriverà mai a trovare una vera risposta ai suoi interrogativi).

    Una lettura, insomma, gradevolissima e preziosa, che sulla falsariga del pensiero proustiano ma con uno stile del tutto originale riesce in pieno nell’intento di restituire la profonda discrepanza tra il tempo della materia e quello della memoria.

    Leggi la recensione qui: https://zeldasroom.wordpress.com/2015/01/12/orlando-di-virginia-woolf/

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  • 4

    Dopo aver letto "Gita al faro" (un libro introspettivo e parecchio noioso infatti non sono riuscita a terminarlo) "Orlando" è risultato essere l'eccezione che conferma la regola.
    Un libro divertente ...continua

    Dopo aver letto "Gita al faro" (un libro introspettivo e parecchio noioso infatti non sono riuscita a terminarlo) "Orlando" è risultato essere l'eccezione che conferma la regola.
    Un libro divertente e ironico. La trama in sé esula dai temi trattati di solito dalla Woolf che infatti ammette lei stessa, nell'introduzione, essere un libro leggero e fantasioso.
    In breve questo libro narra del protagonista, Orlando appunto, e delle sue disavventure partendo dal '500 fino ad arrivare ai primi del '900. Il testo è una finta biografia che l'autrice si diverte a narrare e a interloquire con il lettore scrivendo in prima persona le sue opinioni sulle vicende del protagonista che lei stessa ha inventato. Uno stratagemma narrativo geniale e che solo i grandi autori riescono a utilizzare senza scadere in inutili monologhi fini a se stessi.
    La figura del protagonista è assolutamente fuori dal canone classico dell'eroe bello e bravo che, francamente, ha stancato. Orlando è infatti un giovane poeta Romantico del '500 che si ritrova a vivere per più di trecento anni. Il fatto che una notte diventi una donna non cambia il suo modo di pensare e il suo amore per la Natura e la contemplazione lo porta a vivere lungo i secoli come uno spettatore di fronte ai mutamenti culturali che vive sulla propria pelle. Inoltre il suo essere donna/uomo lo porta a vivere delle disavventure al limite del nonsense che mi hanno fatto davvero ridere.
    Un romanzo dunque fantasioso da cui traspare la vena ironica dell'autrice verso il passato storico e verso la figura del poeta/scrittore ormai divenuto col tempo esso stesso uno stereotipo.

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  • 5

    Un bellissimo libro, molto originale nello stile e nella trama.
    Le narrazioni della vita di Orlando, protagonista senza sesso e senza tempo, si trasformano in molteplici occassioni per riflettere sui ...continua

    Un bellissimo libro, molto originale nello stile e nella trama.
    Le narrazioni della vita di Orlando, protagonista senza sesso e senza tempo, si trasformano in molteplici occassioni per riflettere sui più grandi temi dell'esistenza e in un'immortale dichiarazione d'amore.

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  • 4

    Orlando es un libro un tanto complicado, que desgraciadamente pienso no he comprendido en toda su profundidad. Con una prosa florida que logra evocar imágenes únicas, Virginia Woolf nos lleva a través ...continua

    Orlando es un libro un tanto complicado, que desgraciadamente pienso no he comprendido en toda su profundidad. Con una prosa florida que logra evocar imágenes únicas, Virginia Woolf nos lleva a través de 400 años de historia que condensa en la enigmática figura de Orlando y nos hace cuestionarnos en más de una ocasión qué es la vida para nosotros en esta época y para las personas en épocas anteriores. ¿Es mejor? ¿Es peor? Todo esto desde una perspectiva de género.

    Sus preguntas son audaces, perspicaces para una mujer de su época y a la par que vemos el desarrollo de una sola persona a través del tiempo, también vemos el crecimiento y cambio de una ciudad y sus costumbres, que impactan directamente sobre las mujeres y hombres que la habitan. La historia de Orlando no es un mero capricho del realismo mágico, sino un estudio del cambio que el tiempo trae a las perspectivas que se tiene de ciertos roles, estereotipos e ideas, de suerte que podría resultar un mensaje desesperanzador pero que en realidad es todo lo contrario: si el mundo sigue cambiando, adaptándose y brindando nuevas posibilidades, no sólo en el terreno tecnológico y económico, ¿no da eso nuevas esperanzas a las personas oprimidas por los estereotipos de género? ¿A las nuevas generaciones?

    Por supuesto, hay cientos de mensajes ocultos en este libro y pienso que muchos se me escapan, que hay tantas metáforas y críticas que no puedo ver que me siento un poco frustrada, pero ese constante fluir del tiempo y de las posibilidades que traen, para mí el mensaje principal de la historia, sin duda me parece enriquecedor y una muestra del talento de Virginia Woolf para capturar, mediante otros métodos que no sean la exposición directa (a la que también recurre, volviendo el libro un poco verboso para mi gusto) la fotografía de una época y sus pequeños, en apariencia, cambios hacia la sociedad en la que actualmente vivimos y en un futuro será.

    Lo recomiendo mucho como un estudio de género, pero también sobree el tiempo y el realismo mágico; Orlando es un libro complejo y muy bien logrado, que no desvela sus secretos a la primera oportunidad y al que sin duda regresaré en un futuro, pues así como el tiempo cambia la perspectiva de las personas en el libro, la mía también cambiará en un año o dos y probablemente encuentre cosas nuevas en este relato, de suerte que su legado, justo como el de Orlando, se extenderá indefinidamente en el tiempo.

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  • 0

    Libro complesso come, d’altronde, lo è la scrittrice. Un fantasy utopico (Harold Bloom). Un’ironia che è rivolta verso la realtà sociale. Orlando è un uomo, o meglio un giovane che diventa donna all’i ...continua

    Libro complesso come, d’altronde, lo è la scrittrice. Un fantasy utopico (Harold Bloom). Un’ironia che è rivolta verso la realtà sociale. Orlando è un uomo, o meglio un giovane che diventa donna all’improvviso. È un aristocratico elisabettiano che è immortale. Il romanzo inizia con il protagonista che ha 16 anni e finisce quando ne ha 36, ma quei vent’anni coprono oltre tre secoli di storia. Harold Bloom nel suo “Canone occidentale” scrive che in Orlando l’amore è sempre amore della lettura. La Woolf in questo è una sacerdotessa pragmatica che spinge questo amore in ogni aspetto della vita, quasi sciamanica, di Orlando. È l’amore per la letteratura come rifugio allo screditarsi delle ideologie che salva la cultura. Woolf giustifica il mondo sostanzialmente come fenomeno estetico e mostra le donne come specchi del narcisismo maschile.
    Il libro non ha un finale e, indipendentemente dai cambiamenti conditi di umorismo e di una religione che è l’adorazione dell’arte, è una difesa della poesia “mezzo ironica , mezzo seria”.

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