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Book Description
La fantastica storia del bellissimo Lord Orlando, che in più di tre secoli di vita incontrerà la regina Elisabetta, amerà una principessa russa, sarà ambasciatore a Costantinopoli e, dopo un misterioso letargo, cambierà sesso, diventando donna. In occasione del suo centenario la Mondadori ripropone Continue
4 Reviews
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Lilie said on Apr 1, 2011 about the Mass Market Paperback edition | 2 feedbacks
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Un libro per certi versi "strano", molto poetico, onirico, pieno di emozioni nonché di raffinata e sapiente ironia. Se nella prima metà sembra narrare la storia di un personaggio reale - Orlando, giovane nobile sensibile e con aspirazioni letterarie che, dopo anni avventurosi da gentiluomo e dopo es ... (continue)
Cristina (e Patato) said on Dec 27, 2011 about the Mass Market Paperback edition | Add your feedback
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Questa recensione è divisa in più parti.
Se dovessi dare un voto allo stile della narrazione, sarebbero due stelle e mezzo: un periodare troppo lungo stanca la lettura, la rallenta, suggerisce di saltare frasi su frasi. Certo da colore, siamo convinti di stare davanti una vetrata o un arazzo, ma ce ... (continue)
Irene said on Dec 10, 2011 about the Mass Market Paperback edition | 3 feedbacks
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luigiar said on Jan 7, 2012 about the Mass Market Paperback edition | Add your feedback
Book Details
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Rating:




(1373)
- Libri Italiani
- Paperback 274 Pages
- ISBN-10: 880457643X
- ISBN-13: 9788804576433
- Publisher: Mondadori (Medusa centenario, 1)
- Pub date: Oct 01, 2007
- Also available as: Mass Market Paperback, Hardcover, Leather Bound and Others
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| ISBN | Edition | List | Sale | Seller |
|---|---|---|---|---|
| 9788804576433 | Paperback | €14.00 | €12.32 | IBS.IT |
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"Ieri mattina ero disperata, non riuscivo a spremere una parola, alla fine mi sono presa la testa tra le mani, ho intinto la penna nell'inchiostro, e ho scritto queste parole quasi meccanicamente, sul foglio bianco: Orlando. Una biografia. Appena fatto questo, il mio corpo è stato invaso dall'estasi ... (continue)
"Ieri mattina ero disperata, non riuscivo a spremere una parola, alla fine mi sono presa la testa tra le mani, ho intinto la penna nell'inchiostro, e ho scritto queste parole quasi meccanicamente, sul foglio bianco: Orlando. Una biografia. Appena fatto questo, il mio corpo è stato invaso dall'estasi, la mia mente da idee". Così Virginia Woolf scrive a Vita Sackville-West, la donna con cui ebbe una lunga relazione e alla quale l'opera è dedicata. Orlando è in effetti una biografia, anche se atipica. Del freddo distacco del biografo nell'opera non v'è traccia: al contrario, la narrazione è un sapiente intreccio di ilarità, dissacrazione, irriverenza e pura poesia.
Salta subito all'occhio che qualcosa non va con la dimensione temporale della narrazione. Orlando è un affascinante giovane che vive tranquillamente i suoi giorni allo scadere del sedicesimo secolo. Alla fine del libro ha 39 anni e vive nel 1928. Non si tratta di viaggi nel tempo, ma di un espediente letterario usato in modo magistrale per mostrare i tempi che cambiano e modificano gli uomini, le donne, il ruolo dei sessi, la poesia e le città. Orlando stesso è una creatura di confine. Nasce uomo, ma possiede qualità indubbiamente femminili: è sensibile, ama la natura e, ciò che è peggio per un gentiluomo del suo tempo, è un poeta. Niente da fare: Orlando non si trova a suo agio nei salotti delle gran dame del suo tempo, inciampa e fa la figura dello scemo, preferisce di gran lunga la solitudine delle sue stanze e la compagnia di penna e calamaio. Conosce l'amore di una principessa russa più mascolina di lui, e lei gli strazia il cuore. Per tutta la vita Orlando ricopre con insofferenza il suo ruolo maschile, che giunge al culmine quando viene nominato ambasciatore inglese a Costantinopoli e finisce nella trappola degli infiniti e tediosi rituali della vita diplomatica. Lo scoppio della rivoluzione a Costantinopoli gli offre una possibilità di riscatto: mentre i rivoltosi trapassano gli ufficiali inglesi dell'ambasciata da parte a parte con le loro spade, Orlando - combatte? Macchè. Scappa? Nemmeno. - dorme per settimane. Rinuncia alla lotta, al ruolo di predominanza maschile e amore per la violenza, e infatti al suo risveglio è donna. Sembrerebbe un coup de théâtre, ma Orlando non se ne sorprende. Anzi, sembra aver organizzato tutto per il momento del risveglio: fugge con un gruppo di zingari e inizia con loro la sua nuova vita femminile.
Orlando, dalla sua nuova posizione di donna con un passato mascolino alle spalle, analizza in modo diverso i rapporti fra i sessi, arrivando a scoprire quanto sono ridicole le corazze di cristallo dietro le quali essi si rifugiano: gli uomini passano la vita a credersi migliori delle donne, ma in realtà pendono come burattini dalle loro mani e non vogliono raccapezzarsi del fatto che se non danno loro i diritti è solo per evitare di essere schiacciati definitivamente; le donne hanno sviluppato una doppia personalità che le rende frivole e timorose in presenza di un uomo, ma virili e disinibite in compagnia di altre donne, come Giani bifronte. Sono maschere ridicole che si mettono alla berlina a vicenda. Orlando, invece, trae il massimo godimento dalla sua nuova sessualità e dalla passata esperienza: al mattino è avvolta in sete sontuose e femminili, durante la giornata veste abiti maschili e si cimenta in imprese decisamente sconsigliate alle donne del tempo. Quando conosce l'amore, questo è ben lontano dall'essere tradizionale: Orlando è una donna ma prima fu uomo, il suo uomo è un uomo ma fu donna. Entrambi ricavano dalla loro esperienza il meglio che il precedente sesso poteva offrire loro: l'uomo la sensibilità, la donna la forza e la franchezza. Sono in un equilibrio perfetto, due individui che vivono in armonia l'uno con l'altro, fuori dalle rigidità imposte dalla società. Sembra quasi che la Woolf abbia voluto suggerirci che l'amore non ama stare rinchiuso in ridicole costrizioni di genere, ma esige parità e comprensione.
Per tutta la durata della lettura si sorride parecchie volte, ma il tema di riflessione non è poi così leggero. Doveva essere assai difficile parlare di omosessualità negli anni '20, soprattutto se pensiamo che solo vent'anni prima Oscar Wilde venne condannato ai lavori forzati per la sua relazione omosessuale con Alfred Douglas. L'espediente dell'autrice è quello di indurre alla riflessione il lettore in modo leggero, ma con uno stile tale da far nascere in lui un affetto profondo per il protagonista, una grande empatia. La figura del biografo irriverente aiuta molto in questo: la leggerezza del linguaggio e la capacità di ridere e dissacrare il mondo accompagna con sapienza alcune delle pagine più belle che siano mai state scritte. Anche il fatto che sia un uomo a manifestare idee così rivoluzionarie dona forza alla denuncia. Sembra che l'autrice dica al suo lettore contemporaneo: se gli uomini potessero provare ad esser donne, smetterebbero di essere così schifosamente maschilisti; e se le donne potessero vivere come uomini il mondo sicuramente guadagnerebbe in ricchezza di vita e spirito.
A tutto questo si aggiungano le numerose riflessioni sul modo di concepire la fama e sulla figura del letterato, celebrato dai più come un dio ma in realtà umano per glorie e miserie tanto quanto il popolo degli illetterati (anzi, a volte decisamente più fastidioso). La critica letteraria, invece, pare crogiolarsi nell'eterno disprezzo dei contemporanei per guardare con malinconia ai geni del passato. Questo circolo vizioso viene messo in evidenza proprio grazie all'artificio dello scorrere accelerato del tempo: un critico letterario, ancora vivo e vegeto nel 1928 pur essendo vissuto ai tempi di Elisabetta I, definisce prima Shakespeare un ubriacone da quattro soldi e qualche secolo dopo lo celebra come un grande poeta da cui trarre esempio.
Il personaggio di Orlando è costruito per vari aspetti sulla falsariga di Vita Sackville-West, che amava andare in giro vestita da uomo e intratteneva varie relazioni omosessuali adulterine. Il figlio di questa definì l'opera come una "lunga lettera d'amore".
Io sinceramente la invidio.
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