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Oro, incenso e polvere

Di

Editore: Frassinelli

3.6
(113)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 247 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8876849955 | Isbn-13: 9788876849954 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Il cadavere carbonizzato di una giovane immigrata rumena e la morte misteriosa di un connazionale sono il punto di partenza per quest'ultima indagine del commissario Soneri. La storia è di quelle sordide: lei, bella e sensuale, per sopravvivere frequentava un giro di ricchi parmensi, ma soprattutto era l'amante di un commerciante di gioielli sposato a una ricca orata, fornitrice di oggetti sacri per la Curia. Tutto filava nel tacito consenso generale, ma a un certo punto la ragazza si è scoperta incinta... e l'uomo, per non rinunciare alla sua vita agiata, l'ha eliminata. Ma questo delitto rappresenta solo una parte del marcio che Soneri andrà via via scoprendo nel corso della propria inchiesta.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Oro, incenso e polvere. E tanta nebbia che nasconde la morte

    Valerio Varesi, fresco vincitore ex aequo con Antonio Manzini del premio letterario “La Provincia in giallo”, scrisse “Oro, incenso e polvere” nel 2007, ma questo giallo tratta una tematica ancora att ...continua

    Valerio Varesi, fresco vincitore ex aequo con Antonio Manzini del premio letterario “La Provincia in giallo”, scrisse “Oro, incenso e polvere” nel 2007, ma questo giallo tratta una tematica ancora attualissima: l’integrazione degli stranieri, dei rumeni e dei rom in particolare.
    Proprio vicino a un accampamento rom nei dintorni di Parma, in un giorno di nebbia fittissima, è rinvenuto un cadavere carbonizzato. Sul pullman che ritorna dalla Romania, un anziano muore nell’indifferenza generale. Il commissario Soneri sospetta che i due casi siano collegati, ma per il momento vi anticipo solo che potrà identificare la vittima dell’omicidio. Si tratta di Nina Iliescu, incinta al terzo mese, una ragazza dalle mille personalità e dagli altrettanti nomi; non una prostituta vera e propria, ma una ragazza che cerca di costruirsi una famiglia e un futuro, adattandosi come un camaleonte ai compagni che frequenta di volta in volta. Cambia nome, tipo di biancheria intima, atteggiamento mentale; ma non rinuncia alla sua indipendenza economica e continua a fare le pulizie, pur accettando volentieri generosi regali dagli amanti. E’ rimpianta da tutti coloro che l’hanno amata, eppure qualcuno ha deciso che era opportuno farla uscire di scena.
    Valerio Varesi parla di rom e di immigrazione con la giusta distanza del cronista, descrivendo i fatti e il modo di vivere di questi stranieri senza schierarsi apertamente.
    Un personaggio secondario per l’indagine ma molto azzeccato, è il nobile ormai decaduto Sbarazza, che si nutre degli avanzi che donne affascinanti lasciano sul tavolo nei ristoranti: un modo per sbarcare il lunario che gli dà anche l’illusione di entrare in intimità con le donne di cui ha appena ammirato la bellezza. Sbarazza è una fonte di saggezza infinita, come chi ha avuto tanto, ha perso tutto, ma non desidera niente di più di ciò che possiede in quel momento. Gli incontri con Sbarazza rendono più leggero al commissario Soneri il tormento in cui l’ha catapultato Angela, la compagna che sembra mettere in discussione il loro legame. E’ un’indagine difficile per Soneri, che proietta sulla figura di Nina il ricordo della moglie morta prematuramente e del figlio mai nato; un’indagine che riuscirà a risolvere anche grazie all’aiuto di quelle tecnologie che per lui rappresentano un mistero, appannaggio di una generazione cui il commissario non appartiene più. “Era quello l'invecchiare: il veder morire parti di sé e pezzi di vita condivisi”, dice Valerio Varesi ed è questa la sensazione che permea tutto il giallo, a prescindere dall’indagine. Soneri è un uomo che cerca disperatamente di sentirsi ancora vivo aggrappandosi al suo lavoro e alla nuova compagna, ma non riesce a staccarsi da un passato i cui testimoni sono ormai scomparsi, sprofondati nella nebbia che claustrofobicamente lo avvolge dalla prima all’ultima pagina.
    Eppure, alla fine mi è dispiaciuto lasciarlo.

    ha scritto il 

  • 1

    L'indagine poliziesca, peraltro raffazzonata, viene soffocata dalle schermaglie amorose tra il commissario e l'amata. Troppo colore. Troppo di tutto e poca sostanza.

    ha scritto il 

  • 4

    "Preferisco pensare che se si è fatta una scelta ci sia un perché. Vuole chiamarla provvidenza? Oppure determinismo? In tutte due i casi la nostra volontà ne è responsabile solo in parte. Il resto è q ...continua

    "Preferisco pensare che se si è fatta una scelta ci sia un perché. Vuole chiamarla provvidenza? Oppure determinismo? In tutte due i casi la nostra volontà ne è responsabile solo in parte. Il resto è qualcosa di oscuro che non ci è dato conoscere, sia che si tratti di trascendente o immanente"

    ha scritto il 

  • 4

    Intrattenimento piacevole

    Quattro stelle perché il suo dovere lo fa, cioè intrattiene piacevolmente. E' un poliziesco classico, infatti sulla copertina c'è in un angolo "le inchieste del commissario Soneri" a sottolineare in q ...continua

    Quattro stelle perché il suo dovere lo fa, cioè intrattiene piacevolmente. E' un poliziesco classico, infatti sulla copertina c'è in un angolo "le inchieste del commissario Soneri" a sottolineare in quale linea si inserisce il romanzo. Ma ha tutti gli ingredienti al posto giusto, nella misura giusta e anche qualcosa di più, vale a dire un occhio attento sul mondo che descrive e una vena sottile, che porta con sé molte acque diverse. Pessimismo, malinconia, contraddizione, insicurezze, che fanno spessi i personaggi e li fanno del nostro tempo.
    Insomma romanzo d'intrattenimento che qualcosa - parecchio- lascia. Varesi è anche bravo a far sospendere l'incredulità al lettore, perché ci sono molte coincidenze in questa inchiesta, e molto fa l'intuito di Soneri, ma mentre leggi - persino un lettore antipatico come me - ti dici "perché mai non dovrei crederci? E poi è un romanzo no?".

    ha scritto il 

  • 2

    Pancotto

    Credo che a Parma e dintorni il pancotto (o forse anche paneda) sia un piatto tipico per riciclare gli avanzi di cibo, nella fattispecie di pane.

    E questo secondo me poteva essere un titolo appropria ...continua

    Credo che a Parma e dintorni il pancotto (o forse anche paneda) sia un piatto tipico per riciclare gli avanzi di cibo, nella fattispecie di pane.

    E questo secondo me poteva essere un titolo appropriato per il romanzo, perché, nonostante il commissario Soneri ami cibi di qualità, Varesi ai suoi lettori ha propinato degli avanzi.
    Tutto già visto, già sentito: poliziotto anziano che si confronta con la nuova generazione, rapporto sentimentale in crisi, città di provincia. Questo non impedirebbe di creare un buon romanzo, molti ci sono riusciti, con gli stessi ingredienti; questa volta però il pancotto è riuscito un po' insipido.

    Trovo particolarmente goffi e e "fuori registro" i dialoghi tra Soneri ed Angela; davvero un uomo pieno di dolore e rancore perché la sua compagna gli ha confessato di essere attratta da un altro parla come un manuale di psicoterapia di coppia? Cito "...Io sono la consuetudine che si riveste di nuovo. L'altro ti ha accesa e il desiderio si proietta anche su di me..." e via di questo passo. Cosa farebbe un Soneri disperato, reciterebbe a memoria la definizione di disperazione della Treccani?

    Peccato perché si intuisce, leggendo, lo scorcio di un bel romanzo che è sfuggito. Varesì può fare di meglio.

    Due stelle sono un giudizio forse troppo severo, due e mezzo sono una giusta valutazione.

    ha scritto il 

  • 3

    in realtà le stelle sono due e mezzo.
    il libro non è malaccio, ma leggerlo vedendo la faccia di Barbareschi mi ha ridotto il piacere della lettura.

    ps: non ho mai visto nessuna puntata del Commissario ...continua

    in realtà le stelle sono due e mezzo.
    il libro non è malaccio, ma leggerlo vedendo la faccia di Barbareschi mi ha ridotto il piacere della lettura.

    ps: non ho mai visto nessuna puntata del Commissario Soneri, ma "l'inquinamento visivo da Barbareschi" mi ha contagiato comunque.

    ha scritto il 

  • 4

    Non vi fare ingannare dalla serie televisiva. Dire che non rende giustizia a quanto ha scritto Varesi è riduttivo. Qui si palpa la città, la nebbia, il Commissario con la sua "mezza età", si vive.E la ...continua

    Non vi fare ingannare dalla serie televisiva. Dire che non rende giustizia a quanto ha scritto Varesi è riduttivo. Qui si palpa la città, la nebbia, il Commissario con la sua "mezza età", si vive.E la maniera di vedere le cose, di credere che c'è sempre qualche cosa di buono nonostante tutto. Sbarazza poi è un bellissimo personaggio.
    Davvero molto gradevole.

    ha scritto il