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Oroonoko

Lo schiavo reale

Di

Editore: Guida

3.3
(64)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 123 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8870427927 | Isbn-13: 9788870427929 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Annamaria Lamarra ; Curatore: Annamaria Lamarra ; Prefazione: Guido Almansi , Annamaria Lamarra , Claude Béguin

Genere: Fiction & Literature , Foreign Language Study

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Descrizione del libro
Dalle Indie Occidentali una "scrittrice licenziosa" invia la saga di un mondo incantato, immerso nel mito e nell'innocenza.
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  • 4

    Nella botte piccola c'é vino buono

    Ambientato essenzialmente nella colonia del Suriname. Il protagonista è Oronooko, schiavo di sangue reale, che lotta per la libertà, per i propri diritti e, soprattutto, per amore. Per amore decide di aiutare la sua donna e il bambino che porta in grembo a morire, pur di non vederli soffrire e di ...continua

    Ambientato essenzialmente nella colonia del Suriname. Il protagonista è Oronooko, schiavo di sangue reale, che lotta per la libertà, per i propri diritti e, soprattutto, per amore. Per amore decide di aiutare la sua donna e il bambino che porta in grembo a morire, pur di non vederli soffrire e di non vederli schiavizzati. Un romanzo piuttosto interessante, nonostante lo stile un po' prolisso e con eccessive subordinate, un po' tipico della letteratura del '600 e del '700. I temi affrontati sono molti, interessanti, moderni, ed esposti abbastanza bene: lo schiavismo, un inno all'amore, alle sofferenze fisiche e mentali; un protagonista che rivendica i propri diritti, con ragionamenti alquanto moderni. Inoltre, decidendo di aiutare a morire la sua donna sofferente richiama all'eutanasia: tema che ancora oggi crea controversie, figuriamoci a quei tempi.
    Complessivamente un buon lavoro, un classico sottovalutato.

    ha scritto il 

  • 4

    Poeta, scrittrice, drammaturga, traduttrice di lavori letterari e scientifici (conosceva le lingue francese, italiana e spagnola), Aphra Behn è una voce assolutamente singolare nel panorama letterario dell’epoca in cui visse, nonché l’autrice più prolifica e famosa del suo tempo.
    Aphra è la ...continua

    Poeta, scrittrice, drammaturga, traduttrice di lavori letterari e scientifici (conosceva le lingue francese, italiana e spagnola), Aphra Behn è una voce assolutamente singolare nel panorama letterario dell’epoca in cui visse, nonché l’autrice più prolifica e famosa del suo tempo.
    Aphra è la prima donna inglese che scrive per denaro, guadagnandosi l’appellativo di "poetessa prostituta" proprio perché vende il suo ingegno anziché il suo corpo.
    Ella stessa dirà di scrivere "per il pane" ma anche per la gloria, "per la mia parte mascolina, per il poeta che c’è in me".
    Nel 1663 circa, Aphra Behn, allora giovane ventenne, salpò per il Suriname. Quando arrivò in questa colonia del nord dell’ America Latina, vi trovò un piccolo insediamento inglese lì da 20 anni, servito da una larga popolazione di schiavi che lavoravano nelle piantagioni di zucchero.
    Questa popolazione esotica e la loro terra stupirono e deliziarono la giovane donna. "Questi paesi, in tutto e per tutto, sono così diversi da noi che producono inconcepibili meraviglie" , così scrisse in Oroonoko, il principe in catene, un racconto romanzato del suo viaggio, narrato 20 anni dopo il suo ritorno. Non sappiamo perché Aphra decise di fare questo azzardato viaggio in Suriname: nei suoi scritti lasciava credere di aver accompagnato la famiglia.
    Oroonoko è un romanzo breve inglese, il cui protagonista è un africano ridotto in schiavitù nel Suriname degli anni 1660, narra la vicenda di un amore infelice e si ispira alle esperienze dell'autrice durante un viaggio nell'allora neoacquisita colonia britannica del Suriname.
    Si tratta infatti del primo romanzo "abolizionista" e traccia uno dei primi esempi della figura del "nobile selvaggio" in letteratura. Aphra scrive questo testo in tono colloquiale, dialogando di continuo con il lettore, assicurandolo di essere stata presente ai fatti e fornendogli una quantità impressionante di dettagli su tutto ciò che cade sotto il suo sguardo, dal paesaggio agli ornamenti che i personaggi indossano.
    È stato detto, in particolare da Virginia Woolf, che Aphra Behn fu la prima scrittrice professionista, cioè la prima donna della letteratura inglese a vivere esclusivamente dei suoi proventi. Se da un lato ciò non è del tutto vero, dall'altro Behn fu di certo la prima drammaturga professionista e uno dei primi romanzieri inglesi, a prescindere dal sesso.
    "E tutte le donne insieme dovrebbero cospargere di fiori la tomba di Aphra Behn, che si trova assai scandalosamente ma direi giustamente, nell'abbazia di Westminter, perché fu lei a guadagnare loro il diritto di dar voce alla loro mente "
    "Centinaia di donne, a misura che il Settecento avanzava, cominciarono a pagarsi le piccole spese e a contribuire alle spese di casa traducendo, oppure scrivendo innumerevoli cattivi romanzi di cui non si fa più menzione neanche nei testi scolastici […] Quella notevole attività mentale di cui verso la fine del Settecento le donne dettero prova - conversando, riunendosi, scrivendo saggi su Shakespeare - si basava sul fatto concreto che le donne potevano guadagnar soldi scrivendo. Il denaro conferisce dignità a ciò che è frivolo se non è pagato."
    Un gioiellino della letteratura, poco conosciuto ingiustamente, da leggere e su cui riflettere. Questa scrittrice ha aperto e sfidato il mondo della letteratura, ha dato voce al suo pensiero, ha portato in alto la libertà di esprimersi, della divulgazione, dell’autonomia. Lei ha lasciato un bene a tutte le donne che successivamente sono approdate in letteratura, e che dopo anni di immeritato oblio, hanno deciso di rendergli merito, quasi come a restituirgli un testimone, dargli un ringraziamento, ripagarla, una fra tutte la Woolf.

    "Un poeta é a suo modo un pittore; anch'egli disegna dal vero, ma in un altro modo; noi ritraiamo la parte più nobile, l'anima e la mente; i ritratti che si eseguono con la penna sono destinati a vivere assai più a lungo di quelli tracciati a matita, e più a lungo dei mondi che ritraggono."

    "[…] le giurò che sarebbe stata la sola donna che mai avrebbe avuto nella sua vita; che né l'età né le rughe lo avrebbero indotto a cambiare: poiché l'anima di lei sarebbe stata sempre bella, e sempre giovane, egli avrebbe portato eternamente impresso nell'animo il fascino che ella ora emanava, e anche quando non avesse più scorto quell'immagine sul volto di lei, egli l'avrebbe cercata nel proprio cuore."

    ha scritto il 

  • 3

    L'ho studiato l'anno scorso per l'esame di letteratura inglese.. Il professore sembrava tenerci molto, visto che a tutti ha chiesto qualcosa di questo libro.. :D
    Giusto per capire quanto lo abbiamo sviscerato a lezione (dalle 12 alle 3. Nemmeno vi sto a dire l'abbiocco che partiva og ...continua

    L'ho studiato l'anno scorso per l'esame di letteratura inglese.. Il professore sembrava tenerci molto, visto che a tutti ha chiesto qualcosa di questo libro.. :D
    Giusto per capire quanto lo abbiamo sviscerato a lezione (dalle 12 alle 3. Nemmeno vi sto a dire l'abbiocco che partiva ogni volta.. XD)!

    Bah, che dire.. Per essere del 1688 non è affatto malaccio.. Ma la mia esistenza continuava serena e tranquilla anche con il compendio del professore :D

    ha scritto il 

  • 3

    Opera di transizione dal romance, di cui conserva temi e caratteristiche nei personaggi "eroici" (il protagonista e la sua virtuosa compagna, che potranno risultare piuttosto inverosimili al lettore moderno) al novel, genere letterario principe a partire dal '700. La Behn fu figura ...continua

    Opera di transizione dal romance, di cui conserva temi e caratteristiche nei personaggi "eroici" (il protagonista e la sua virtuosa compagna, che potranno risultare piuttosto inverosimili al lettore moderno) al novel, genere letterario principe a partire dal '700. La Behn fu figura di scrittrice conservatrice e anticonformista insieme (la prima scrittrice professionista della letteratura inglese, a detta della Woolf). I lettori dei secoli successivi ci hanno visto una denuncia antischiavista, in realtà in Oroonoko c'è una latente denuncia dell'imperialismo europeo e un parallelo tra la condizione di solitudine/diversità dell'indigeno, dell'uomo di colore e la condizione della donna (leitmotiv della produzione della scrittrice). Prova di ciò sta nei foschi tratti attribuiti dalla Behn agli europei del Nuovo Mondo, loschi affaristi, crudeli, padroni spietati e disumani, alcuni dei quali definiti senza mezzi termini "avanzi di galera", scontando in maniera alternativa la loro pena nel Nuovo Mondo.

    ha scritto il 

  • 5

    Una de las historias que más me han impresionado, de esas que te hacen pararte a pensar y replantearte tus principios y tu forma de ver la vida y estar en el mundo. El mensaje es universal, todo el mundo debería leerlo. El estilo de la autora: magistral. Introduce símbolos y figuras brillantes pa ...continua

    Una de las historias que más me han impresionado, de esas que te hacen pararte a pensar y replantearte tus principios y tu forma de ver la vida y estar en el mundo. El mensaje es universal, todo el mundo debería leerlo. El estilo de la autora: magistral. Introduce símbolos y figuras brillantes para comunicar el mensaje de la obra.

    ha scritto il 

  • 3

    lo so per qualcuno sto bestemmiando
    ma ho faticato a finirlo
    e solo per ingiunzioni dei sapientoni
    ma alla fine sono rimasta come prima
    magari anco di cultura enciclopedica o sensibilità
    ma non mi sono commossa come avevano annunciato

    ha scritto il 

  • 5

    This fascinating 17th century novella is written by the first female proffessional writer, and its hero- Oroonoko- is the first black hero in an English prose work. Encased within the quite rigid structure of the romance, it also contains an account of contemporary slavery and comments on white r ...continua

    This fascinating 17th century novella is written by the first female proffessional writer, and its hero- Oroonoko- is the first black hero in an English prose work. Encased within the quite rigid structure of the romance, it also contains an account of contemporary slavery and comments on white racism. What I found most interesting, however, were the autobiographical descriptions of Behn's brief experience in colonised Africa. In particular, the ways she modifies English plant and animal words to attempt to describe the exoticism and overwhelming beauty of Africa to an English reader- this provoked me to consider the perhaps finite capacities of the english language.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Primo libro per il quale faccio un commento "in fieri".
    Aphra Behn è l'iniziatrice del novel inglese ben prima di Defoe e modello di riferimento per Virginia Woolf che, in "Una camera tutta per sè", la definisce "la prima donna scrittrice che sfrutta il suo dono per diventare indipendente e ...continua

    Primo libro per il quale faccio un commento "in fieri".
    Aphra Behn è l'iniziatrice del novel inglese ben prima di Defoe e modello di riferimento per Virginia Woolf che, in "Una camera tutta per sè", la definisce "la prima donna scrittrice che sfrutta il suo dono per diventare indipendente economicamente"(mio sunto;)).
    Con questi presupposti pensavo di andare incontro a una gran delusione come di solito succede con i libri troppo noti o pubblicizzati. Invece no. Scrittura fresca e scorrevole nonostante appartenga all'Ottocento, la Behn descrive gli indigeni del Surinam come esempi degli originari Adamo ed Eva. Nudi e innocenti, belli, buoni e senza colpa. Talmente senza colpa che quando il re non adempie a una sua promessa pensano che sia morto perchè questo è per loro il solo motivo per non mantenere le promesse. Ed è quì che scoprono l'esistenza della parola bugiardo. Come bugiardi sono i mercanti di schiavi, argomento molto sentito dall'autrice che disprezza, nonostante la mentalità inglese dell'epoca, questo traffico. Insomma moderna, intelligente e dallo stile contemporaneo. La perfezione fatta donna in un altro secolo.
    Fine del libro, fine del commento. Idealizzazione del selvaggio: perfetto nella sua bellezza, innocenza e integrità. Demonizzazione dei cosiddetti "popoli civili cristiani": bugiardi perfidi, impostori.
    Il libro è realistico e veritiero sino alla fine: non vince il migliore o il più buono, ma il male e oltretutto in maniera cruenta.
    Splendido libro: stile shakesperiano, ma in prosa, e tema assolutamente attuale. La Behn è una scrittrice da avere assolutamente nella propria libreria.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho tenuto un incontro sull'importanza storico-letteraria di questo libro: non solo è il primo pamphlet della storia della letteratura, ma è il primo libro sul colonialismo in cui l'autore sta dalla parte dei popoli colonizzati (benché la Behn fosse inglese!). Cruda ironia da leggere tra le righe, ...continua

    Ho tenuto un incontro sull'importanza storico-letteraria di questo libro: non solo è il primo pamphlet della storia della letteratura, ma è il primo libro sul colonialismo in cui l'autore sta dalla parte dei popoli colonizzati (benché la Behn fosse inglese!). Cruda ironia da leggere tra le righe, insomma, e non aspettatevi un lieto fine ma la crudele realtà dei fatti.

    ha scritto il