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Oryx and Crake

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Publisher: Anchor

4.1
(305)

Language:English | Number of Pages: 400 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Chi simplified , German , French , Swedish

Isbn-10: 0385721676 | Isbn-13: 9780385721677 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Library Binding , Unbound , Paperback , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Science & Nature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
With the same stunning blend of prophecy and social satire she brought to her classic The Handmaid’s Tale, Margaret Atwood gives us a keenly prescient novel about the future of humanity—and its present.

Humanity here equals Snowman, and in Snowman’s recollections Atwood re-creates a time much like our own, when a boy named Jimmy loved an elusive, damaged girl called Oryx and a sardonic genius called Crake. But now Snowman is alone, and as we learn why we also learn about a world that could become ours one day.
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  • 3

    L'estinzione a venire tutta racchiusa nella vita di 3 amici.....

    Ironico ed originale in molti punti così come inutilmente grottesco e talvolta scontato in altri. Per quanto non originalissima, la scelta dei due piani temporali scanditi dalle memorie del protagonista per spiegare cause ed antefatti dell'apocalisse futura è ben congegnata ed efficace. La critic ...continue

    Ironico ed originale in molti punti così come inutilmente grottesco e talvolta scontato in altri. Per quanto non originalissima, la scelta dei due piani temporali scanditi dalle memorie del protagonista per spiegare cause ed antefatti dell'apocalisse futura è ben congegnata ed efficace. La critica sociale e para-scientifica è ben percepibile e ficcante. Nessun cripto-luddismo solo evidente e sana diffidenza sulle reali motivazioni umane. Riuscito (anche se alle volte ridondante) anche l'uso ossessivo dei marchi di prodotti e servizi commerciali che affollano le vite dei personaggi nella società turbo-capitalistica, prima del "disastro". Trovo, tuttavia, leggermente forzato il riportare tutto quanto alla sola relazione tra 3 persone. Tutto dipende dai tre amici - amanti protagonisti del romanzo. Ragioni, cause ed effetto stanno tutte lì, sin dalle prime pagine. Il micro racchiude il macro. Forse mi è piaciuto, ma credo più per la capacità dell'autrice di cogliere, pur con qualche clichè, le idiosincrasie maschili del nostro tempo.

    said on 

  • 3

    Ancora un altro postapocalittico tecnofobico.

    È un classico postapocalittico senza vette di sperimentazione e senza idee particolarmente originali.


    Ed è un campione dell'ormai onnipresente attitudine tecnofobica -specialmente quando si tratta di manipolazione del DNA- che si manifesta in moltissime opere di grande diffusione, a partir ...continue

    È un classico postapocalittico senza vette di sperimentazione e senza idee particolarmente originali.

    Ed è un campione dell'ormai onnipresente attitudine tecnofobica -specialmente quando si tratta di manipolazione del DNA- che si manifesta in moltissime opere di grande diffusione, a partire da Jurassic Park. Il romanzo contiene varie ingenuità e forzature. L'ingenuità più grossa di tutte, secondo me, riguarda l'evento che ha provocato l'apocalisse. Ma passerà inosservata: il grande pubblico non ha idea delle incredibili procedure che stanno dietro la registrazione e commercializzazione di un farmaco. E di quanto siano rigidamente seguite in Italia e negli USA.
    Infatti c'è chi non prende l'oki "perché è LETALE e BIGPHARMA mica te lo scrive nel bugiardino"; poi magari si muore di epatite fulminante per aver assunto una pozione da erboristeria "tutta naturale" che però non è mai stata testata su niente e nessuno. E si è disposti a bere flaconi di roba che -se va bene- è acqua microbiologicamente pura.

    Il mio grosso problema col romanzo è esattamente questo: yet another technophobic novel... La tecnologia è il male e le multinazionali tecnologiche sono il male assoluto.

    Infatti mi sono concentrato su altro: il protagonista. Snowman. Adoro Snowman, mi ha ricordato Robert Neville, il protagonista di io sono leggenda. Con un tocco di incantevole poesia: la Atwood mette su carta l'indicibile, il sogno, l'irrazionale, l'inconscio.
    È una cosa che tenta con una certa sistematicità e consapevolezza, e con un certo successo.

    said on 

  • 4

    È il secondo libro che leggo di quest'autrice e forse mi è piaciuto un po' meno del Racconto dell'Ancella, ma nonostante questo trovo che la Atwood abbia un grandissimo talento nel disegnare distopie devastanti. Non c'è niente di glamour, di desiderabile, nessun ragazzo del pane per cui spasimare ...continue

    È il secondo libro che leggo di quest'autrice e forse mi è piaciuto un po' meno del Racconto dell'Ancella, ma nonostante questo trovo che la Atwood abbia un grandissimo talento nel disegnare distopie devastanti. Non c'è niente di glamour, di desiderabile, nessun ragazzo del pane per cui spasimare: c'è la follia umana nella sua più cupa perdizione. Forse questo romanzo è un po' lento da ingranare, perché le condizioni che hanno creato lo scenario di Uomo delle Nevi vengono rivelate con molta parsimonia fino alla fine, ma una volta che è chiaro come si può solo provare un'immensa pena per il protagonista.

    said on 

  • 3

    Veramente interessante, sia per ambientazione che per tema. L'intreccio invece non è che sia così appassionante. Bah, se lo trovate a poco prendetelo

    said on 

  • 3

    Finito! Non riesco a capire quanto mi sia piaciuto: ho impiegato un pò a ingranare nella storia e anche lo stile della Atwood non mi ha convinto del tutto. Nello stesso tempo però mi è piaciuta molto l'ambientazione (sia pre- che post- apocalittica) e ho trovato interessanti i temi trattati.
    ...continue

    Finito! Non riesco a capire quanto mi sia piaciuto: ho impiegato un pò a ingranare nella storia e anche lo stile della Atwood non mi ha convinto del tutto. Nello stesso tempo però mi è piaciuta molto l'ambientazione (sia pre- che post- apocalittica) e ho trovato interessanti i temi trattati.
    Ho trovato non del tutto convincente la causa del del disastro finale..vabbè..
    Non so se leggerò i seguiti, ma di certo leggerò il racconto dell'ancella che mi ispira molto!

    said on 

  • 3

    If you read The Handmaid's Tale, you'll find the structure of this one familiar.
    Again a dystopic future unknown to the reader, a reality slowly unveiled by the everyday routine of the protagonist, who alternates his present thoughts with memories of his past life, so explaining how ...continue

    If you read The Handmaid's Tale, you'll find the structure of this one familiar.
    Again a dystopic future unknown to the reader, a reality slowly unveiled by the everyday routine of the protagonist, who alternates his present thoughts with memories of his past life, so explaining how human kind arrived at this.
    Here the focus is not on women conditions but on environmental issues and the uncontrolled evolution of science.
    Atwood, who is known for her concerns with social and environment problems, has clearly an agenda (an agenda with which I mostly agree) and her story suffers the consequences of this showing some predictability and flatness of characters. Oryx and Crake
    for the most part feels like a long,slow introduction to more juicy events which will presumably take place in the next episodes of the Maddaddam Trilogy.
    The post apocalyptic reality in which the book is set is interesting even if a bit "Robinson Crusoe style":a man alone, Snowman,abandoned in a savage land with the only company of a group of uncivilized, naive, human-like species , the children of Crake, which reminds of a primitive american population.
    Their surroundings are the most hostile, populated as they are by freakish animals, the children of Oryx, which are the results of mindless and uncontrolled scientific experiments.

    This nightmarish scenario is (of course) the consequence of a scientific community which overstepped its mission of improving life conditions by self-appointing itself as moral judge of who deserves to be saved and who doesn't.
    The perfect human being is the one totally devoid of sufferings, being that those caused by diseases and age or the ones caused by love, jealousy, fear.
    A totally rational human, not encumbered by the complexities of romanticism, love, art, abstract speculation, individualism, religion, would not succumb to the horrors of war, violence, dictatorship, rape. But would he still be human?

    Snowman lived in the society which permitted this line of thought to blossom and prosper thanks to its matured indifference to other people sufferings, a society so accustomed to violence and sex that watching pedo-pornographic movies or capital executions on internet is considered ok, a society that in Atwood perspective is a natural evolution of the present civilization naturally hardened to a voyeuristic concept of sex, violence, tears and pain.
    Snowman reminiscence of his previous life, from his unhappy childhood to his frustrated adulthood, when he was still Jimmy and Oryx and Crake were real persons, is basically the author's ploy to show how humankind arrived at this but the momentum is build too slowly and predictably so that, despite the curiosity of knowing what happened, the most interesting and adventurous parts are those set in the present, especially because there isn't a real character evolution and Crake and Jimmy are essentially stereotyped figures(one the classic heartless genius, the other his "dumb" friend with the heart in the right place).
    As often happens with Atwood's protagonist, Jimmy though generally a good person is not totally likable because to prone to inactivity and self-pity but this is a intentional choice of the author who confirms her aversion toward heroic characters.
    Unlike Atwood's previous novels, Oryx and Crake has a male narrator but the book shows the same melancholy tone of the other works I've read from this author. The final result is interesting enough to make me want to read the following chapters of the trilogy but the sensation is that Atwood is treading on safe ground, reusing known situations and narrative devices to express her critic to indiscriminate growth and the risks of unethical scientific research.

    said on 

  • 4

    Questo libro vive di una bellezza così rara nella letteratura cointemporanea che è quasi difficile raccontarla. Primariamente, colpisce senza dubbio lo stile, che non è ricercato in sé, ma riesce a infondere nel lettore un senso di trasporto e malinconico abbandono, tuttavia con grande compostezz ...continue

    Questo libro vive di una bellezza così rara nella letteratura cointemporanea che è quasi difficile raccontarla. Primariamente, colpisce senza dubbio lo stile, che non è ricercato in sé, ma riesce a infondere nel lettore un senso di trasporto e malinconico abbandono, tuttavia con grande compostezza e senza colpi ad effetto: quando un libro riesce ad avere in sé il pregio della "poeticità" senza cadere nell'aggettivazione (intesa come tecnica scrittoria), si può essere certi di avere tra le mani un prodotto di qualita, frutto di una mente fine.
    La storia raccontata dalla Atwood si dipana piano, cominciando dalla fine, lasciando chi legge nella giusta suspance, guidandolo attraverso i pensieri del protagonista verso le giuste congetture, e a porsi le domande che è doveroso porsi per afferrare appieno il senso di questa storia, che affronta tempi etici e attualissimi, ma lo fa senza clamori, con grande eleganza, quasi elegiacamente, portando il lettore in maniera rilassata attraverso un plot ben congeniato, e non scevro da interessanti colpi ad affetto. I personaggi, la realtà alternativa in cui si muovono, sono efficacemente descritti e monumentalmente connotati: alle spalle di questo romanzo c'è, è del tutto evidente, un grandissimo lavoro di pianificazione-immaginazione, che non lascia lacune nella storia e le dona un senso completo, dando al lettore non solo le coordinate di cui abbisogna per comprendere quanto legge, ma anche tutte le risposte a ogni singola domanda che lo stesso possa porsi su quanto legge e sul suo, profondissimo, significato.

    said on 

  • 5

    A great mixture of humour, compelling story-line and warning about the future...

    What a fantastic read! And funny too with some memorable quotes:


    "We went towards them to greet them, but they ran away"


    Snowman can imagine. The sight of these preternally calm, well-muscled men advancing en-masse, singing their unusual music, green eyes glowing, blue penises wavi ...continue

    What a fantastic read! And funny too with some memorable quotes:

    "We went towards them to greet them, but they ran away"

    Snowman can imagine. The sight of these preternally calm, well-muscled men advancing en-masse, singing their unusual music, green eyes glowing, blue penises waving in unison, both hands outstretched like extras in a zombie film, would have to have been alarming.

    said on 

  • 4

    Muy buena. El tema no es demasiado original. Ya está muy visto lo de los hombres jugando a ser dioses, la denuncia de los peligros de la ciencia cuando se cruza el límite. Sin embargo, con estos sobados elementos, Atwood consigue crear una novela apasionante, con muchos detalles que harán las del ...continue

    Muy buena. El tema no es demasiado original. Ya está muy visto lo de los hombres jugando a ser dioses, la denuncia de los peligros de la ciencia cuando se cruza el límite. Sin embargo, con estos sobados elementos, Atwood consigue crear una novela apasionante, con muchos detalles que harán las delicias de los aficionados a la ciencia ficción. El mundo futuro creado se ve muy posible, es todo bastante creíble y por esa razón es escalofriante. Da miedo pensar que nuestro futuro pueda llegar a ser como el de la novela.

    said on 

  • 3

    Se siete amanti della Atwood e in particolar modo avete già letto Il racconto dell'ancella, la struttura di questo L'ultimo degli uomini vi risulterà familiare.
    Anche qui, infatti, l'ambientazione è quella di un futuro distopico, una realtà lentamente svelata al lettore tramite la vita qui ...continue

    Se siete amanti della Atwood e in particolar modo avete già letto Il racconto dell'ancella, la struttura di questo L'ultimo degli uomini vi risulterà familiare.
    Anche qui, infatti, l'ambientazione è quella di un futuro distopico, una realtà lentamente svelata al lettore tramite la vita quitidiana del protagonista che alterna le sue riflessioni ai ricordi della vita passata, spiegando così come l'umanità è arrivata a una situazine tanto catastrofica.
    A differenza de Il racconto dell'ancella, il fulcro della riflessione non è però la condizione della donna ma i disastri ambientali e l'evoluzione incontrollata della scienza.
    La Atwood, nota in Canada per l'interesse dimostrato per le problematiche sociali e ambientali, ha evidentemente utilizzato questo romanzo come espressione delle sue opinioni (con la maggior parte delle quali posso essere d'accordo)sacrificando così il valore del racconto che pecca di prevedibilità e piattezza dei protagonisti.

    L'ultimo degli uomini appare per la maggior parte della sua durata come una lunga, lenta introduzione a eventi più succosi che presumibilmente si verificheranno nei successivi volumi della Trilogia di Maddaddam, di cui questo romanzo costituisce il primo capitolo.

    La reatà post-apocalittica in cui il libro è ambientanto è piuttosto intrigante, sebbene un po' troppo in stile Robinson Crusoe: una figura solitaria, Uomo delle Nevi, abbandonato in una foresta selvaggia con la sola compagnia di una specie umanoide, non civilizzata e estremamente ingenua, i figli di Crake, che ricorda le antiche tribù dell'America pre-colombiana. Essi vivono in un ambiente estremamente ostile, popolato da animali bizzarri, i figli di Oryx, risultato di scriteriati incroci genetici.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/05/speciale-fantascienza-lultimo-degli.html

    said on