Oryx and Crake

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Publisher: Anchor

4.0
(372)

Language: English | Number of Pages: 400 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Chi simplified , German , French , Swedish

Isbn-10: 0385721676 | Isbn-13: 9780385721677 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Library Binding , Unbound , Paperback , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Science & Nature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
With the same stunning blend of prophecy and social satire she brought to her classic The Handmaid’s Tale, Margaret Atwood gives us a keenly prescient novel about the future of humanity—and its present. Humanity here equals Snowman, and in Snowman’s recollections Atwood re-creates a time much like our own, when a boy named Jimmy loved an elusive, damaged girl called Oryx and a sardonic genius called Crake. But now Snowman is alone, and as we learn why we also learn about a world that could become ours one day.
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  • 4

    E' il primo romanzo che leggo della Atwood e devo dire che lo stile mi ha colpito come certe sue invenzioni nella storia. Fondamentalmente emerge dal testo la sua sfiducia nella razza umana, nella sci ...continue

    E' il primo romanzo che leggo della Atwood e devo dire che lo stile mi ha colpito come certe sue invenzioni nella storia. Fondamentalmente emerge dal testo la sua sfiducia nella razza umana, nella scienza e nel progresso. E come darle torto? L'uomo non può che inseguire il suo impulso autodistruttivo e egoistico di morte.
    In un certo senso, la storia potrebbe essere un tentativo di portare un impulso idealistico alle estreme conseguenze: creare una razza migliore e lasciare come sacerdote e custode di questa razza il migliore degli uomini, appunto l'ultimo degli uomini ovvero l'uomo delle nevi, come lui stesso si fa chiamare. Uomo delle nevi non per il colore della pelle o per lo Jeti ma per suggerire l'idea che anche lui si scioglierà un giorno come un pupazzo di neve al sole fino a scomparire dopo aver lasciato la nuova razza pronta a camminare sola.
    La nuova razza inventata in provetta è ingenua, buona, non conosce la malizia e quindi l'ironia ma.... I bambini crescono, la malizia si apprende strada facendo così come le perversioni legate al potere. Primo indizio di questa malizia nascente è sempre l'arte. Uomo delle nevi tornando al campo dove sta questa razza di uomini nuovi di cui è il custode li trova ad adorare un pupazzo di lui stesso, una primitiva forma d'arte. Il romanzo è forse ancora più terribile della strada di Cormac. Il finale poi...con quelle parole è tempo d'andare che richiamano alla memoria "è tempo di morire" del film Blade Runner... Terribile ma davvero molto bello.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    https://changeschances.blogspot.it/2017/03/lultimo-degli-uomini-margaret-atwood.html

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  • 3

    Is this the book "The Windup Girl" came from? È questo il romanzo che ha ispirato "La ragazza meccanica"?

    The world-building, themes and style of this novel (published in 2003) remind me of The Windup Girl by Bacigalupi (2009), but Onyx and Crakes's plot is quite cliché and choppy (too many long, unfocuse ...continue

    The world-building, themes and style of this novel (published in 2003) remind me of The Windup Girl by Bacigalupi (2009), but Onyx and Crakes's plot is quite cliché and choppy (too many long, unfocused flashbacks), the ending is quite unsatisfying and Oryx's character seems to be thrown in the novel without having a significant role to play, popping up again at the last minute just to "spice things up" and appear in the title. I guess this novel is a "Alice in Wonderland"-level nightmare to translate... I'm glad I read it in English and not in my own language.

    Il world-building, i temi e lo stile di questo romanzo (pubblicato nel 2003) mi ricordano da vicino "La ragazza meccanica" di Bacigalupi (2009), ma la trama risulta scontata e poco coesa (troppi flashback lunghi e digressivi), il finale abbastanza insoddisfacente e il personaggio di Oryx sembra gettato nel romanzo senza avere un ruolo significativo, saltando di nuovo fuori all'ultimo minuto soltanto per aggiungere un po' di pepe e comparire nel titolo. Suppongo che il romanzo sia un incubo a livello di "Alice nel paese delle meraviglie" da tradurre, pertanto sono lieta di averlo letto in lingua originale.

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  • 4

    Un futuro distopico governato dall'ingegneria genetica

    Primo capitolo della trilogia "Maddaddam".

    Superato un momento di disorientamento iniziale, ho compreso di trovarmi in un mondo post-catastrofico dove il protagonista fonde esperienze del presente con ...continue

    Primo capitolo della trilogia "Maddaddam".

    Superato un momento di disorientamento iniziale, ho compreso di trovarmi in un mondo post-catastrofico dove il protagonista fonde esperienze del presente con ricordi del passato: è in questo modo che la vicenda si costruisce poco a poco fino a formare un futuro distopico in cui l'ingegneria genetica controlla la vita delle persone fino a che il mondo non viene "resettato" da una catastrofe.
    Apprezzabile come l'autrice, una donna in età ormai avanzata, inserisca delle ipotesi sul futuro tanto visionarie quanto plausibili.
    La traduzione italiana, molto ricca di vocaboli ricercati e scientifici, ce la mette tutta per rendere al meglio alcuni giochi di parole (nomi di nuove specie animali o videogiochi), ma la versione in lingua originale dev'essere tutt'altra cosa.

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  • 4

    Trilogia di MaddAddam - libro primo

    Mi è piaciuto questo primo romanzo della trilogia, nonostante del mondo distopico e post apocalittico che mi aspettavo, ci sia, per ora, ben poco. La narrazione è quasi tutta incentrata sugli antefa ...continue

    Mi è piaciuto questo primo romanzo della trilogia, nonostante del mondo distopico e post apocalittico che mi aspettavo, ci sia, per ora, ben poco. La narrazione è quasi tutta incentrata sugli antefatti che portarono alla distruzione della razza umana come la conosciamo. I tempi del predisastro sono vissuti attraverso i ricordi e i flashback dell'ultimo sopravvissuto, che, nel presente, convive da eremita con la nuova razza I Crakers. Mi ha ricordato un po' Robert Neville di Io sono leggenda, anche se qui i nuovi umani sono esseri erbivori, gentili, inoffensivi e profumano di agrumi, ma frutto di quella manipolazione genetica esasperata sfuggita al controllo insieme ad un altro paio di cosucce che portarono al collasso del pianeta e dell'umanità.

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  • 5

    La grandezza della Atwood è talmente singolare (quantunque applicata a temi abusati, l'ingegneria genetica & l'apocalisse) che non mi sarebbe possibile dare un'idea di questo romanzo senza descrivere ...continue

    La grandezza della Atwood è talmente singolare (quantunque applicata a temi abusati, l'ingegneria genetica & l'apocalisse) che non mi sarebbe possibile dare un'idea di questo romanzo senza descrivere nei dettagli i crakers (nuova razza umana al profumo di agrumi), le pepite di pollo (continuerò a vederle in molti miei incubi), i proporci, il lugubre benessere dei recinti (il centro de 'la caverna' di saramago elevato all'ennesima potenza)...insomma, mi mancano le parole, come agli innamorati, tanto sono ancora abbagliata da tutti i dettagli e in lutto per la fine del libro. Unico punto debole, ma non conta perché ha a che fare con me stessa, Oryx.
    Stile e scrittura da infarto.

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  • 3

    Apocalisse alle porte

    Uomo delle Nevi si sveglia prima dell'alba. Giace immobile, ascoltando la marea che sale e onda dopo onda lambisce le varie barriere, cic-ciac, cic-ciac, il ritmo del battito cardiaco. Vorrebbe tanto ...continue

    Uomo delle Nevi si sveglia prima dell'alba. Giace immobile, ascoltando la marea che sale e onda dopo onda lambisce le varie barriere, cic-ciac, cic-ciac, il ritmo del battito cardiaco. Vorrebbe tanto credere di essere ancora addormentato.
    A est l'orizzonte è pervaso da una foschia grigiastra, ora accesa da un bagliore roseo, mortale. Strano come quel colore appaia ancora delicato. Gli alti edifici al largo vi si stagliano contro in scure sagome, sorgendo inverosimilmente dal rosa e dall'azzurro pallido della laguna. I gridi degli uccelli che vi fanno il nido e il rumore dell'oceano lontano che si infrange contro le finte scogliere fatte di pezzi di macchine arrugginite, mattoni ammucchiati e detriti vari fanno quasi pensare al traffico dei giorni di festa.

    Uomo delle Nevi, fino a poco tempo prima, si chiamava Jimmy ed era un abitante dei Recinti, le zone della Terra create dalle multinazionali per garantire la salute e la sicurezza dei loro dipendenti su un pianeta arrivato sull'orlo del collasso. I cambiamenti climatici (l'aumento delle temperature associato a temporali sempre più devastanti) ha drasticamente ridotto le risorse alimentari a disposizione per una popolazione in continuo aumento. La povertà ha determinato un aumento della violenza e il turismo sessuale è una delle pratiche oramai diffuse senza controllo.
    Nei recinti si vive una vita più tranquilla, anche se non tutti accettano l' auto reclusione: la madre di Jimmy, ad esempio, è sempre più depressa e sospettosa rispetto al lavoro degli scienziati del recinto, che si occupano di manipolazione genetica per fornire nuovi organismi di cui cibarsi e allo stesso tempo producono qualunque tipo di pillola in grado di migliorare la tonicità della pelle, l'umore o il risultato di un concepimento.
    Ma questo accadeva prima: ora Jimmy è diventato Uomo delle Nevi e si trova solo a cercare di sopravvivere in un pianeta devastato: vicino a lui vivono i Craker, tribù di uomini e donne giovani, perfetti e adatti alla nuova situazione ambientale: esseri semplici, progettati per essere felici, al sicuro da fantasie, paure, desideri. In un qualche modo Jimmy aveva promesso di prendersi cura di loro e adesso quella promessa, per quanto ridicola, lo tiene legato a quegli esseri dalle corpi colorati.
    In un alternanza di descrizioni del presente e flash-back, la storia ci viene narrata dal punto di vista di Jimmy: il dolore per la scomparsa della madre, l'amicizia con il geniale Craker, l'amore per Oryx.
    Margaret Atwood, scrittrice canadese classe 1939, ha dedicato la sua vita alla scrittura e all'impegno politico e sociale, interessandosi in particolare ai temi della sostenibilità della presenza della razza umana sulla terra, alle tematiche femministe e alle problematiche legate ai rapporti di potere in ambito sessuale. Il romanzo, in modo evidente, tratteggia un possibile futuro catastrofico partendo dai problemi più evidenti dell'oggi.
    Come ogni romanzo “a tesi”, risulta abbastanza prevedibile e manca in parte di un elemento essenziale per le narrazioni fantastiche: la capacità di aprire scenari davvero inediti e di offrire al nostro sguardo mondi mai immaginati. Ma non era questo l'intento dell'autrice, che riesce comunque a regalarci passaggi interessanti nei momenti più statici della narrazione: il dialogo farneticante che Uomo delle Nevi intesse in solitudine, con evidenti richiami a Robinson Crusoe e a tutti i suoi successori, sono intense, poetiche e intelligenti.

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  • 4

    Gli ho dato quattro stellette (magari una mezza stelletta è pure regalata).
    Mi è piaciuto, ma non posso dire che mi abbia appassionato.
    Forse la scrittura della Atwood non è nelle mie corde.
    La cosa c ...continue

    Gli ho dato quattro stellette (magari una mezza stelletta è pure regalata).
    Mi è piaciuto, ma non posso dire che mi abbia appassionato.
    Forse la scrittura della Atwood non è nelle mie corde.
    La cosa che forse mi ha più infastidito è vedere che tutto (per tutto intendo l'apocalisse prossima ventura e tante altre cose che non dirò per evitare spoiler) dipenda, alla fine, da tre persone (per quanto una possa essere considerata un genio).
    Rimane il desiderio di leggere l'intera trilogia dell'Adamo Pazzo.

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  • 4

    Fantascienza sociale ai massimi livelli, L'ultimo degli uomini è un resoconto plausibile del collasso della società causato da un esasperato corporativismo tecnocratico. La Atwood usa abilmente il suo ...continue

    Fantascienza sociale ai massimi livelli, L'ultimo degli uomini è un resoconto plausibile del collasso della società causato da un esasperato corporativismo tecnocratico. La Atwood usa abilmente il suo protagonista (consapevole eppure partecipe del tracollo finale) e riesce a farsi seguire dal lettore nonostante, a conti fatti, tolti qualche flashback e un paio di scene, abbia confezionato un romanzo praticamente scevro di azione e di tensione. Consigliato.

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